Stuttgarter Philharmoniker – Dan Ettinger dirige Bruckner

Foto: Stuttgarter Philharmoniker

La stagione degli Stuttgarter Philharmoniker è entrata nella fase finale con gli ultimi concerti diretti da Dan Ettinger, il quale recentemente ha comunicato il prolungamento fino al 2023 del suo contratto di Chefdirigent del complesso. Insieme ai recenti annunci delle nomine di Cornelius Meister a nuovo Generalmusikdirektor della Staatsoper e di Teodor Currentzis a primo Chefdirigent della nuova SWR Symphonieorchester, questa notizia conferma le ottime prospettive che il pubblico di Stuttgart può attendersi per quanto riguarda la vita musicale dei prossimi anni. Con tre musicisti di assoluto rilievo alla guida delle principali istituzioni cittadine, Stuttgart conferma il suo ruolo di assoluto rilievo nel panorama della vita culturale tedesca per quantità e qualità di proposte offerte dai programmi delle stagioni concertistiche. Parlando in maniera specifica degli Stuttgarter Philharmoniker, si può sicuramente affermare che il lavoro svolto finora da Dan Ettinger ha prodotto risultati notevoli per quanto riguarda il livello esecutivo dell’ orchestra e dal punto di vista della partecipazione di pubblico, con un significativo aumento degli abbonamenti. I risultati ottenuti dal quarantaseienne direttore israeliano sul piano della compattezza e precisione esecutiva si sono potuti apprezzare in questo ultimo concerto alla Liederhalle che proponeva una bella esecuzione della Quinta Sinfonia di Bruckner, una partitura terribilmente impegnativa dal punto di vista tecnico per le proporzioni colossali e la complessità strutturale che la rendono forse il vertice della sapienza compositiva in tutta la produzione del musicista austriaco.

Dan Ettinger, che ha scelto l’ edizione curata da Leopold Nowak e basata sui manoscritti del 1878, ha scelto una linea interpretativa asciutta e decisamente antiretorica, basata su un tono di serrato e severo splendore sinfonico. La grandiosa architettura formale del primo movimento è stata resa con molta cura e un eccellente evidenziazione delle linee motiviche, a partire dal tema principale esposto dopo il Corale introduttivo da archi e fiati in progressione seguito poi dal motivo degli archi in pizzicato e da quello intonato dai violoncelli, che ritorna ciclicamente anche nel Finale e che presenta una significativa affinità con la melodia del corno inglese nell’ Adagio della Sinfonia “Dal Nuovo Mondo” di Antonín Dvořák. L’ orchestra ha risposto molto bene alle sollecitazioni del podio soprattutto nella sezione degli ottoni, precisa nell’ intonazione e dal suono rotondo e penetrante. Nell’ Adagio la sottolineatura degli squarci cantabili ottenuta da Ettinger è apparsa davvero apprezzabile per la nobiltà ed eleganza del fraseggio, con una resa particolarmente curata delle progressioni modulanti che conducono gradatamente  alla conclusione rarefatta in pianissimo, simile all’ inizio. Di buon rilievo anche la resa dello Scherzo, impostato dal direttore israeliano su una bella vivacità ritmica che contrastava molto efficacemente con l’ atmosfera crepuscolare dei due Trii. Molto ben riuscita anche l’ esecuzione del Finale, in cui Ettinger è riuscito a rendere con grande lucidità e chiarezza espositiva le complesse strutture contrappuntistiche nascenti dalle accelerazioni e rarefazioni del primo tema, con il solenne corale modulante degli ottoni che sfocia in un vasto procedimento fugato con pause iniziali spaziate e poi trapassa in una estesissima fuga a due soggetti cui segue uno slanciato episodio su motivi cantabili, luminosi e una ripresa del tema principale del primo tempo, con un affetto trascinante come in poche altre pagine del catalogo sinfonico di Bruckner. Incisiva nell’ esposizione anche la ripresa del Corale che poi, sovrapposto al primo tema, domina tutta la imponente, raggiante conclusione. Nel complesso, un’ interpretazione qualitativamente apprezzabile in cui gli Stuttgarter Philharmoniker hanno offerto una prestazione che, come già detto in apertura, conferma i risultati significativi del lavoro di affinamento tecnico portato avanti da Ettinger nelle due stagioni alla guida del complesso. Successo notevole da parte di un pubblico attento e molto partecipe.

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