SWR Kammerkonzert 4 con Anna Vinnitskaja

Foto ©Nathalie Homann

Nelle stagioni delle grandi orchestre sinfoniche tedesche sono sempre presenti cicli di concerti dedicati alla musica da camera. Si tratta di un’ attività importantissima per i musicisti, in quanto consente di esercitare e sviluppare quella capacità di ascolto reciproco che è un requisito essenziale per chi suona in una formazione orchestrale. Anche per il pubblico questi sono appuntamenti preziosi perché offrono la possibilità di fare conoscenza con un repertorio variegato e sempre interessante. Come gli altri complessi attivi in città, anche la SWR Symphonieorchester ha mentenuto in calendario il ciclo dei Kammerkonzerte, che qui a Stuttgart si tengono nella Weißer Saal del Neues Schloss. Essendo io da sempre un grande appassionato di musica da camera, cerco di frequentare quanto più spesso mi è possibile questo tipo di concerti e non ho voluto mancare il quarto appuntamento del ciclo, che proponeva uno splendido programma formato da alcuni tra i capolavori cameristici di Schumann e Tschaikowsky. L’ altro aspetto particolarmente interessante era costuito dalla partecipazione di Anna Vinnitskaja, trentatreenne pianista russa che dopo la vittoria nell’ edizione 2007 del Concours Musical Reine Elisabeth di Bruxelles si è affermata in questi ultimi anni come uno tra i talenti pianistici più interessanti della giovane generazione. Nata a Noworossijsk sul Mar Nero, la Vinnitskaja ha iniziato a studiare in patria e a diciotto anni si è trasferita con la famiglia ad Hamburg dove ha concluso la sua formazione con Evgeni Koroliov, grande pianista russo celebre soprattutto per le sue interpretazioni di Bach. Dopo il primo premio ottenuto a Bruxelles e il Leonard Bernstein Award conseguito un anno dopo allo Schleswig-Holstein Musik Festival, la giovane pianista ha iniziato una carriera internazionale di primo piano, documentata da alcuni CD che hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti come il Diapason d’ Or, il premio Choc du Mois della rivista francese Classica e l’ ECHO Klassik 2011 come Nachwuchskünstlerin des Jahres. Risultati senza dubbio notevoli per una ragazza giovane che oltretutto dal punto di vista umano è una persona di grande semplicità che nel tempo libero dagli impegni concertistici si dedica alla famiglia (è sposata e madre di due bambini), a far musica con gli amici in serate private e all’ insegnamento presso la Hochschule für Musik und Theater di Hamburg, dove è entrata a soli 29 anni come più giovane Professorin di tutta la Germania.

Avendo ascoltato tutti i suoi dischi, ero molto curioso di ascoltare dal vivo Anna Vinnitskaja che ha preso parte a questo concerto sostituendo all’ ultimo momento il previsto Tzimon Barto nell’ esecuzione del Quintetto per pianoforte e archi in mi bemolle maggiore op. 44 di Schumann, da lei eseguito in questi iltimi tempi nel corso di una tournée internazionale con l’ Artemis Quartett. Insieme alla Vinnitskaja suonavano quattro strumentisti che ricoprivano il ruolo di prime parti nella SWR Sinfonieorchester Baden-Baden und Freiburg, uno dei due gruppi dalla cui fusione è nata l’ attuale SWR Symphonieorchester: i violinisti Christian Ostertag e Phillipp Roy, il violista Johannes Lüthy e il violoncellista Frank-Michael Guthmann. Un’ esecuzione veramente splendida, ricca di slancio drammatico e tensione, nella quale spiccavano in particolare la perfetta resa dell’ atmosfera drammatica nel secondo movimento insieme al dialogo intenso e serrato degli strumenti nello Scherzo e nel Finale. Giá in questo brano la Vinnitskaja ha messo in mostra qualità assolutamente non comuni sotto il profilo dello stile e della capacità di far musica d’ insieme in perfetta sintonia con gli altri strumentisti; l’ esecuzione delle Kinderszenen op. 15 mi ha poi definitivamente confermato che siamo di fronte a un talento pianistico di rilievo e ad una personalità di concertista già pienamente formata. Anna Vinnistkaja possiede un suono di bellissima qualità, rotondo e omogeneo nel forte e perfettamente timbrato nelle sfumature. La capacità di graduare l’ attacco del tasto le ha permesso di ottenere sonorità liquide e iridescenti in brani come Von fremden Länder und Menschen e Träumerei mentre in Der Dichter spricht, brano conclusivo della raccolta. era ammirevole la perfezione di un legato davvero di altissima scuola. Ma quello che ho maggiormente apprezzato nel pianismo di questa ragazza è la discrezione con cui utilizza i suoi notevolissimi mezzi tecnici in maniera assolutamente priva di esibizionismi, degna di una musicista assolutamente di alta classe. In conclusione, un’ interprete interessante e da seguire con attenzione nei prossimi anni. Come fuori programma, la Vinnitskaja ha eseguito un brano dal ciclo Les Saisons di Tschaikowsky.

Foto ©Nathalie Homann

Nella seconda parte del programma abbiamo ascoltato il celebre Sestetto per archi in re minore op.70 Souvenir de Florence, forse il più celebre lavoro cameristico di Tschaikowsky. Gli esecutori erano tutti membri della sezione archi nella RSO des SWR, l’ altra formazione confluita nella SWR Symphonieorchester. Gabriele Turck e Gesa-Jenne Donnenweg (violini), Ingrid Philippi e Christian Nas (viole), Wolfgang Dütthon e Fionn Bockemühl (violoncelli) ne hanno dato un’ esecuzione ammirevole per la ricchezza e rotondità del suono d’ insieme, la precisione di cavata e il fervore espressivo nel fraseggio. Eccellente soprattutto la resa del secondo movimento, con la melodia appassionata in forma di Barcarola del primo violino accompagnata dal pizzicato degli altri cinque archi quasi ad imitazione di una chitarra, per l’ equilibrio e il respiro conferiti alla linea del canto. Successo vivissimo per un concerto di grande musica eseguita in modo davvero impeccabile.

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