Staatsorchester Stuttgart – “Seelenlandschaften”

Ben Gernon con Sir Colin Davis. Foto ©Tŷ Cerdd

Valeva davvero la pena di assistere al quarto concerto sinfonico in abbonamento della Staatsorchester Stuttgart, che ci ha permesso di conoscere un autentico giovane talento della direzione d’ orchestra. Si tratta di Ben Gernon, ventisettenne inglese allievo di Sir Colin Davis, vincitore nel 2013 del Nestlé and Salzburg Festival Young Conductors Award, che dopo questa affermazione ha debuttato sul podio della Los Angeles Philharmonic, della Chicago Symphony Orchestra, di tutte le grandi orchestre londinesi e dalla prossima stagione assumerà il ruolo di Principal Guest Conductor della BBC Philharmonic. Di fronte a questi giovani rampanti della bacchetta il mio atteggiamento è sempre venato da una punta di scetticismo diffidente, ma in questo caso la prova di Ben Gernon mi ha convinto senza riserve sulle qualità davvero non comuni che questo giovane musicista ha dimostrato di possedere. Gesto chiarissimo, elegante ed efficace, tecnica assolutamente completa e personalità interpretativa già notevole sono le caratteristiche messe in mostra da questo ragazzo inglese che ha trascinato all’ entusiasmo il pubblico della Liederhalle in quello che è stato senza alcun dubbio uno tra i migliori concertio ascoltati qui a Stuttgart in questa stagione.

Il programma presentato da Ben Gernon, composto da musiche di autori inglesi, tedeschi e russi riuniti sotto il titolo Seelenlandschaften (paesaggi dell’ anima), iniziava con la suite sinfonica Four Sea Interludes tratti dall’ opera Peter Grimes di Benjamin Britten. Il giovane direttore britannico ne ha dato una lettura assolutamente esemplare per capacità evocativa, bellezza di tinte e sottolineatura del tessuto armonico. Splendida la luminosità che Gernon è riuscito a conferire alla melodia intonata dai flauti e dai violini in Dawn, così come il raffinato gioco di luci e ombre in Sunday Morning, la perfetta sottolineatura dell’ atmosfera angosciosa in Moonlight con la citazione quasi letterale dal Wozzeck di Alban Berg magnificamente evidenziata e il tono di intensa drammaticità conferito a Storm,in cui la Staatsorchester ha dato una splendida prova di virtuosismo strumentale. Il brano successivo era il Concerto per violino in re maggiore di Erich Wolfgang Korngold, scritto nel 1945 per Jascha Heifetz e dedicato ad Alma Mahler, in cui la parte solistica era affidata alla quarantunenne Carolin Widmann, sorella del clarinettista e compositore Jörg Widmann e sicuramente una delle interpreti più intelligenti della nostra epoca, attiva intensamente come interprete del repertorio contemporaneo e di quello cameristico in cui collabora regolarmente con partners di rango come il pianista Alexander Lonquich. Il Concerto di Korngold è per me una partitura ricca di fascino come poche altre pagine della letteratura violinistica del Novecento, con la sua ricca scrittura cromatica e i suoi materiali tematici derivati da alcune tra le colonne sonore scritte per film prodotti a Hollywood dal compositore austriaco dopo la sua emigrazione negli Stati Uniti causata dalle leggi razziali naziste, ma è anche una di quelle composizioni dove il rischio di cadere nel kitsch è assai elevato per il solista. Carolin Widmann è riuscita perfettamente a schivare queste insidie grazie a un gusto e a una musicalità davvero da musicista di altissima classe. Sullo sfondo dell’ affascinante arazzo sonoro creato da Ben Gernon, la violinista monacense ha fornito una prova di rango interpretativo superiore per l’ eleganza di un fraseggio cesellato nei minimi particolari, la spettacolarità di un virtuosismo elettrizzante e la capacità di rendere le melodie con un fervore e una nobiltà di canto davvero da grande musicista, sfruttando al meglio le splendide caratteristiche timbriche del suo strumento, un Guadagnini del 1782. Come bis la Widmann ha eseguito la Sarabanda dalla Partira in re minore di Bach, resa con una splendida lama di suono argentato davvero affascinante.

Foto ©Lennard Rühle

L’ esecuzione della Quarta Sinfonia di Tchaikowsky mi ha definitivamente convinto delle qualità direttoriali davvero non comuni di Ben Gernon. Il ragazzo inglese ha dimostrato doti interpretative davvero notevoli soprattutto in rapporto all’ età in un’ interpretazione tesa, drammatica ma assolutamente priva di enfasi retorica e calcolata con grande intelligenza nella progressione degli effetti. Nel movimento iniziale, la prima enunciazione del tema del destino da parte dei corni e dei fagotti era di tono più sommesso del consueto e da qui tutto il brano si sviluppava in un progresivo accumulo di tensione fino al Molto più mosso che introduce la coda, marcato da Gernon con splendida evidenza e che sfociava in un’ ultima riesposizione del motivo principale carica di angoscia straziante, seguita dalla violenta strappata delle battute finali. Nell’ Andantino in modo di Canzona il giovane maestro inglese ha fatto cantare l’ orchestra con grande nobiltà e intensità di fraseggio, ottenendo poi una perfetta resa dei particolari nello Scherzo con la sezione fiati della Staatsorchester assolutamente perfetta per pastosità e dolcezza di suono. Tutta la tensione accumulatasi nei primi tre tempi è letteralmente esplosa nel movimento finale, dove Ben Gernon ha lasciato scatenare la Staatsorchester in una vera e propria festa di spettacolare splendore sinfonico, con blocchi di sonorità assolutamente splendide per pastosità e lucentezza timbrica fino al fervore drammatico delle battute finali. Il pubblico della Liederhalle ha reagito con grandissimo entusiasmo a questa lettura davvero notevolissima per virtuosismo e coerenza di concezione interpretativa, applaudendo a lungo l’ orchestra e il direttore. Da parte mia consiglio di tenere a mente il nome di questo ragazzo, che potrebbe davvero diventare uno dei protagonisti nella vita musicale dei prossimi anni.

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2 pensieri su “Staatsorchester Stuttgart – “Seelenlandschaften”

  1. Consiglio accettato. Ringrazio per questi contributi che leggo sempre con attenzione corrispondendo così all’impegno con cui queste recensioni vengono elaborate.

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