SWR Vokalensemble – “Lamento”

Foto ©SWR Vokalensemble/FB
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L’ attività dell’ SWR Vokalensemble, oltre al lavoro sull’ esecuzione della musica vocale contemporanea per il quale il gruppo si è imposto nel corso degli ultimi decenni come complesso di riferimento nel campo della Neue Musik con più di 250 prime esecuzioni assolute, comprende anche la ricerca e riproposizione di musiche raramente eseguite nel campo del repertorio corale tedesco. In questo senso, la serata tenutasi nella Evangelische Kirche di Gaisberg (quartiere di Stuttgart situato nella parte orientale della città, un tempo ricco di edifici storici e oggi sede di grossi insediamenti industriali) costituiva un avvenimento culturale di grande rilevanza. Sotto la guida di Frieder Bernius, direttore e filologo di rinomanza internazionale che qui a Stuttgart è famoso soprattutto per il suo lavoro di ricerca ed esecuzione delle musiche di autori attivi nella Germania del Sud, l’ SWR Vokalensemble ha infatti presentato un programma dedicato in gran parte a brani corali sacri di Hans Fährmann, organista e compositore sassone vissuto tra il 1860 e il 1940 che per 36 anni fu Kantor della Johanniskirche a Dresda e venne definito “Richard Strauss der Orgel” per il suo virtuosismo strumentale e la sapienza compositiva. Fährmann ha lasciato un catalogo nutrito di composizioni in cui spiccano soprattutto i brani organistici e i Mottetti per coro a cappella, scritti in uno stile tardoromantico che risente molto dell’ influsso di autori come Max Reger. Piú che sul virtuosismo contrappuntistico, lo stile evidenziato da Fährmann in questi brani si focalizza sull’ intensità espressiva e su un raffinato lavoro di ricerca armonica. La scrittura è comunque molto complessa ed esige una grande precisione per quanto riguarda l’ intonazione e la dinamica, cosa che rende questi brani molto problematici da affrontare per complessi non professionistici come quelli normalmente attivi nelle chiese. Questo potrebbe essere il motivo della limitata circolazione di una musica che all’ ascolto si presenta ricca di fascino e qualitativamente elevata dal punto di vista della fattura tecnica e dell’ ispirazione. Soprattutto nel Mottetto op.56 “Die mit Tränen säen” su un testo tratto dal Salmo 126 che chiudeva il programma, appare evidente come Fährmann forzi l’ armonia fino agli estremi limiti possibili nella sua scrittura ricca di cromatismi. Oltre non si poteva andare e questa musica diventa quindi anche un’ ulteriore testimonianza della necessità di superare i confini del sistema tonale che portò Schönberg e gli autori della sua cerchia alle scelte che conosciamo.

Foto ©swrclassic.de
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Per quanto riguarda l’ esecuzione, l’ SWR Vokalensemble sotto la guida competente e attentissima di Frieder Bernius, che da anni è tra i collaboratori abituali dell’ ensemble, ha esibito una serie di virtuosismi timbrici davvero di altissima scuola e una sbalorditiva gamma dinamica e coloristica nel mettere in evidenza tutte le preziosità di scrittura e tutte le complesse strutture formali ideate da Fährmann. Una prestazione che conferma in pieno la statura artistica straordinaria di questo complesso corale che attualmente ha ben pochi rivali al mondo e che qui a Stuttgart è considerato dai melomani come una vera e propria istituzione di riferimento.

La serata era ulteriormente impreziosita dalla partecipazione di Teodoro Anzellotti, il virtuosi italiano di fisarmonica che più di ogni altro si è speso nello scopo di conferire una dignità artistica a uno strumento spesso relegato nel campo della musica popolare. Anzellotti, che è nato a Candela di Puglia ma è cresciuto nei pressi di Baden-Baden, ha eseguito in prima assoluta oltre 300 brani espressamente scritti per lui da compositori come George Aperghis, Luciano Berio, Heinz Holliger, Toshio Hosakawa, Michael Jarrell, Mauricio Kagel, Matthias Pintscher, Salvatore Sciarrino, Marco Stroppa, Jörg Widmann e altri. Il suo lavoro di ricerca nell’ ampliare le possibilità tecniche dello strumento gli ha fatto meritare la fama di massimo virtuoso della fisarmonica, diventando una vera e propria figura di culto.

Foto ©SWR Vokalensemble/FB
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Come interludio tra i brani corali, Teodoro Anzellotti ci ha offerto una splendida prova del suo virtuosismo nell’ esecuzione di due brani. Il primo era Lamento Metodico del compositore praghese Martin Smolka, autore che nel suo stile evidenzia influssi derivati dal post webernismo, dagli autori minimalisti e dalla musica sperimentale americana. Il secondo pezzo era … mislio bi čovek: zvezde […würde man denken: Sterne] della trentatreenne autrice serba Milica Djordjević, una delle compositrici più interessanti della giovane generazione, formatasi in  scuole di prestigio come l’ IRCAM e la Hochschule für Musik Hans Eisler di Berlino e che per il suo lavoro ha già ottenuto importanti premi internazionali. Si tratta di un pezzo scritto appositamente per Anzellotti, che lo ha eseguito in prima assoluta il 24 aprile 2015 ai Wittener Tage für Neue Kammermusik e che all’ ascolto risulta assai interessante per la contrapposizione di materiali tematici volti ad ottenere un effetto di sonorità estremamente contrastanti. L’ esecuzione di Anzellotti è stata di altissimo livello, a completare degnamente il valore di una serata culturalmente davvero preziosa e giustamente premiata da lunghi applausi del pubblico.

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