Anne-Sophie Mutter e Lambert Orkis a Baden-Baden

Foto ©Michael Gregonowits
Foto ©Michael Gregonowits

Come ho già avuto modo di scrivere altre volte, Anne-Sophie Mutter, che essendo originaria di Rheinfelden è considerata dalle nostre parti alla stregua di una vera e propria icona nazionale, è particolarmente legata al Festspielhaus Baden-Baden anche perché ha sostenuto fin dall’ inizio in maniera concreta il progetto del nuovo teatro e della Kulturstiftung che lo amministra, nel cui Kuratorium artistico è membro fin dagli inizi dell’ attività. Nella stagione in corso la grande violinista, dopo essersi esibita nello scorso novembre insieme alla London Philharmonic Orchestra, è tornata per un recital insieme al suo storico partner pianistico Lambert Orkis e nel prossimo mese di giugno ritornerà per un concerto insieme al suo ensemble Mutter Virtuosi, composto di giovani strumentisti da lei sostenuti artisticamente tramite la sua fondazione, nel corso del quale suonerà per la prima volta insieme al giovane pianista russo Daniil Trifonov. Anche per il recital con Lambert Orkis i melomani sono arrivati in massa da tutto il Land per tributare tutto il loro affetto ad un’ artista che qui è letteralmente adorata e considerata alla stregua di un vero e proprio simbolo vivente della musica classica. Nel foyer prima del concerto si poteva notare anche questa volta un pubblico eterogeneo in cui gli spettatori facoltosi in abito da sera si mescolavano ai giovani in tenuta casual e ai semplici appassionati, molti dei quali si erano portati dietro i bambini per venire ad ascoltare “die Anne-Sophie”, come la Mutter è chiamata familiarmente da queste parti. Oltre alla fama mondiale di cui gode l’ artista e all’ orgoglio campanilistico, tanta ammirazione è sicuramente dovuta anche alla riconoscenza per l’ impegno sociale che Anne-Sophie Mutter ha sempre dimostrato tramite il suo sostegno finanziario a organizzazioni benefiche e quello per lo sviluppo artistico dei giovani musicisti, da lei operato tramite una sua fondazione appositamente costituita. Oltre ad essere la grande violinista che sappiamo, Anne-Sophie Mutter è infatti anche molto attiva nel campo dell’ educazione musicale e del sostegno ai giovani artisti. Poco prima del concerto, la violinista di Rheinfelden ha visitato il TOCCARION, sede del progetto di educazione musicale per i bambini creato dalla Sigmund Kiener Stiftung. Si tratta di una sala ubicata nell’ ala destra del Festspielhaus in cui sono collocati giochi musicali e strumenti che i bambini degli asili e delle scuole elementari cittadine possono provare sotto la guida di musicisti professionisti, oltre a prendere parte a seminari e workshops e compiere visite guidate insieme alle famiglie. La Mutter ha sostenuto attivamente a livello finanziario il progetto e qualche anno fa, poco prima dell’ apertura ufficiale della sala, ha eseguito le Quattro Stagioni di Vivaldi insieme a un’ orchestra di bambini in un concerto organizzato per raccogliere fondi.

Anne-Sophie Mutter prova i timpani al TOCCARION. Foto ©Michael Bode/Manolo Press
Anne-Sophie Mutter prova i timpani al TOCCARION. Foto ©Michael Bode/Manolo Press

Veniamo ora a parlare del recital, che ci ha confermato come la Mutter, a distanza di quasi quarant’ anni dal suo sensazionale debutto all’ Osterfestspiele Salzburg insieme a Herbert von Karajan e ai Berliner Philharmoniker, sia sempre una regina assoluta del violino. La serata si apriva con Clockwork di Sebastian Currier, brano composto nel 1989 per il violinista Lewis Kaplan. Da tempo Anne-Sophie Mutter si è guadagnata una solida fama come interprete del repertorio contemporaneo, avendo suonato le prime esecuzioni assolute di ventiquattro brani appositamente scritti per lei da quasi tutti i più grandi compositori della nostra epoca. Anche Sebastian Currer le ha dedicato diversi pezzi, l’ ultimo dei quali è il Concerto per violino e orchestra Time Machines, eseguito dalla Mutter per la prima volta nel 2011 insieme alla New York Philharmonic. La struttura ritmica di Clockwork richiama il ticchettío regolare di una pendola, sul quale si sovrappongono passaggi in tremolo alternati a raffinate variazioni timbriche e armoniche. Seguiva poi la Sonata in la maggiore K. 526 di Mozart, da sempre uno dei cavalli di battaglia della Mutter la cui incisione integrale delle Sonate del compositore salisburghese realizzata insieme a Lambert Orkis è stata premiata come Choc de l’ année dalla rivista francese Classica. I due artisti padroneggiano questa musica con l’ autorevolezza sovrana degli interpreti di rango assoluto e l’ assoluta unità di intenti derivata da ventotto anni di lavoro comune e che consente loro un’ affinità di concezione pressochè perfetta. Dal punto di vista tecnico la quasi cinquantaquattrenne Mutter ha mantenuto pressochè intatte le sue stupende qualità virtuosistiche e l’ eleganza aristocratica di un fraseggio flessibile, minuziosamente calibrato nei particolari e splendido per equilibrio e respiro.

Foto ©Michael Gregonowits
Foto ©Michael Gregonowits

La seconda parte del recital era interamente dedicata a musiche di autori francesi, a partire dalla Sonata in sol maggiore di Maurice Ravel, scritta dal musicista basco per il celebre virtuoso e grande amico George Enescu. Qui la Mutter e Orkis ci hanno fatto ascoltare un sensazionale scambio reciproco di sfumature timbriche e agogiche a partire dalla splendida esposizione dei quattro temi nel movimento iniziale, proseguendo con una sfavillante resa ritmica del Blues bitonale e una spettacolare esecuzione del Moto Perpetuo che il pubblico ha salutato con una vera e propria tempesta di applausi. Di altissimo livello anche la lettura della difficile Sonata op. 119 di Poulenc, anch’ essa pensata per il violinismo di una virtuosa leggendaria come Ginette Neveu, la cui carriera du purtroppo presto spezzata da un incidente aereo. La Mutter ha conferito una cantabilità struggente alla citazione del tema tratto dalla scena della lettera dell’ Eugen Onegin e un intenso respiro drammatico al Presto Tragico conclusivo, dove ancora una volta la virtuosa di Rheinfelden ha messo in mostra la sua maestria nell’ evidenziazione di tutte le raffinatezze armoniche della scrittura, in perfetta sintonia col pianismo elegante e raffinato di Lambert Orkis. Chiudeva il programma l’ Introduction et Rondò capriccioso di Camille Saint-Saëns, altro brano ideato per una leggenda dell’ archetto come Pablo de Sarasate e qui eseguito nella riduzione per violino e pianoforte preparata da Georges Bizet. In questo vero e proprio cavallo di battaglia di tutti i grandi violinisti la Mutter ci ha fatto ascoltare una vera e propria apoteosi delle sue capacità virtuosistiche. La souplesse fenomenale, il controllo millimetrico di tutti i passaggi di agilità, la vera e prppria fantasmagoria timbrica rendevano questa esecuzione un modello che può essere collocato accanto a quelle dei più grandi violinisti della storia. Il pubblico ha tributato un vero  e proprio trionfo ad Anne-Sophie Mutter e Lambert Orkis, ripagato con tre splendidi fuori programma: una melodia di Tchaikowsky e una Rumba arrangiate da Jascha Heiketz e una struggente, intensissima esecuzione del tema principale dalla colonna sonora scritta per il film Schindler’s List da John Williams.

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