Rudolf Kempe

Rudolf Kempe nel 1953. Foto ©Hildegard Jäckel
Rudolf Kempe nel 1953. Foto ©Hildegard Jäckel

The ultimate demand made on a genious is love of truth.

As we commemorate Rudolf Kempe we pay tribute to an artist who as a musician and human being radiated the finest of qualities gracing the greatest of talents – truthfulness.

Dietrich Fischer-Dieskau, Patron of the Rudolf Kempe Society 1978 to 2012

 

Come da tradizione, dedico il post di fine anno a una grande figura di interprete storico. Chiudo il 2016 ricordando Rudolf Kempe, un direttore d’ orchestra fra i più illustri del secolo scorso la cui figura oggi non è ricordata in misura pari al suo valore. Nato a Dresden il 14 giugno 1910, a diciotto anni divenne primo oboe della Gewandhausorchester dove suonò sotto la direzione di maestri come Fritz Busch, Bruno Walter, Wilhelm Furtwängler, Richard Strauss e Otto Klemperer. Seguendo il tipico percorso formativo dei Kapellmeister tedeschi, dopo il suo esordio sul podio a Leipizig nel 1934 il maestro sassone, che oltre all’ oboe suonava il pianoforte sia come solista che in gruppi cameristici, iniziò la sua carriera direttoriale in teatri di second’ ordine come Chemnitz e Weimar. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu esonerato dal servizio militare attivo e inviato a tenere concerti per le truppe. Questo gli consentì di continuare la carriera nel dopoguerra senza essere accusato di compromessi con il regime nazista. Nel 1949 lasciò Chemnitz per assumere la carica di Generalmusikdirektor a Dresden. Alla Staatskapelle il maestro rimase legato per tutta la vita e con la celebre orchestra sassone realizzò diverse registrazioni discografiche come il ciclo completo dei lavori sinfonici di Richard Strauss, tuttora ritenuto una delle versioni di riferimento. Dopo aver tenuto per due anni, dal 1952 al 1954, la direzione della Bayerische Staatsoper succedendo al giovane Georg Solti, il maestro iniziò una fortunata carriera internazionale che lo portò sul podio di quasi tutte le grandi formazioni sinfoniche del mondo, con una particolare predilezione per quelle inglesi. Rudolf Kempe infatti si conquistò una grandissima stima nel mondo musicale britannico sia per la sua bravura che per i suoi atteggiamenti antidivistici. Come ricordato da un musicista della Royal Philharmonic Orchestra:

He was a wonderful controller of the orchestra, and a very great accompanist … Kempe was like someone driving a racing-car, following the piano round the bends

André Previn (ed) (1979). Orchestra. London: Macdonald and Jane’s. p. 164

 

Alla RPO, di cui fu Principal Conductor dal 1961 al 1975, Rudolf Kempe fu uno dei primi direttori in assoluto ad ammettere la presenza di donne nel complesso in quanto, come diceva lui stesso, un’ orchestra di soli uomini gli ricordava sgradevolmente l’ esercito. Anche alla Tonhalle Orchester Zürich e con i Münchner Philharmoniker, di cui fu Chefdirigent dal 1967 fino alla sua scomparsa, il maestro mantenne le sue tipiche maniere da Teamworker, come testimoniato da questo ricordo di Hans Rudolf Zöbeley, che diresse il Philharmonisches Chor durante gli anni della direzione artistica di Kempe, rivolto ai suoi studenti del Richard-Strauss-Konservatorium:

 

Neulich habe ich für Kempe die Glagolitische Messe von Leoš Janáček einstudiert. Das Stück ist voller Wechseltakte (⅝, ⅞) und so weiter. Sehr unangenehm für den Chor. Jedenfalls, in der ersten Probe mit Kempe, der sogenannten ‚Abnahme‘ lief andauernd einiges immer wieder schief. Daraufhin habe ich Kempe gesagt: ‚Herr Kempe, hier habe ich den Fünfer so geschlagen, hier den Siebener so, und so weiter.‘ Darauf hin hat er mir nett geantwortet: ‚Gut, dass Sie das sagen. Machen wir jetzt eine kleine Pause, zeigen Sie mir wie Sie es gemacht haben – und dann übernehme ich das. Ich kann mich leicht umstellen, der Chor aber nicht.‘

Man machte eine kleine Pause; Kempe besprach sich mit Zöbeley, übernahm dessen Einstudierung, und die Probe ging ohne ‚dicke Luft‘ weiter. Zöbeley bemerkte im Anschluss zu den Studenten noch folgendes: ‚Das hätte ich mal bei Fritz Rieger oder Rafael Kubelík sagen sollen! Die hätten mich sicher angeschnauzt: „Wollen Sie mir jetzt noch Dirigierunterricht geben!“ Das war eben Kempe, und so sollten Sie, meine jungen Herren Dirigenten auch sein. Immer den guten Rat erfahrener Kollegen annehmen

 

Rodolf Kempe morì a Zürich l’ 11 maggio 1976, poco dopo essere stato nominato Principal Conductor della BBC Symphony Orchestra. Ad ulteriore testimonianza della considerazione di cui il direttore sassone godeva nel mondo artistico inglese, credo sia interessante leggere questo ricordo scritto da Hazell Hills per il sito della Rudolf Kempe Society, costituita in Inghilterra dopo la morte dell’ artista.

 

Rudolf Kempe, Principal Conductor to some of the leading orchestras and opera houses in Europe, was one of the last representatives of the great German conducting tradition of the 19th and 20th centuries. Throughout the world he was highly regarded for his baton technique which in its brilliance and clarity was second to none; for the authenticity of his interpretations of an uncommonly wide repertoire in both opera and concert; for his qualities as an educator and guiding spirit of orchestras; and for his integrity as a musician and as a man. His relationship with the music scene in England, dating back to 1953, was extraordinary. It was based on mutual respect between him and the musicians, and on a deep understanding of mentality and shared artistic aims. It lasted almost a quarter of a century, until his death in 1976.

Through his association with the Royal Opera House Covent Gardens, his work as Principle Conductor of the Royal Philharmonic Orchestra for fifteen years, and, in the same capacity, with the BBC Symphony Orchestra until his death, Kempe greatly influenced these orchestras and their artistic standing at home and abroad. This influence – which in some cases affected the very core of their existence – is felt to this day by generations of professionals and music lovers.

Throughout his career – on which he embarked as a pianist and oboist – Kempe also continued to perform regularly as a piano soloist in concertos, and was much in demand as a partner in chamber music and as a lieder accompanist. It is the experience in these more intimate fields that, in his view, enhances more than anything the musical sensitivity and the sense of ensemble that make the true artist.

Shy as a person, and deeply suspicious of the razzmatazz that generally surrounds the conductor’s rostrum and its power, Rudolf Kempe devoted an ever increasing amount of his time, thought and energy to teaching and guiding young musicians – conductors, singers and instruments alike.

It was this concern, shared by the best among his fellow artists, which brought the Society into being and continues to inspire it.

In 2008, Rudolf Kempe’s complete archive was transferred from Munich to the Rudolf Kempe Society’s base in the UK, ‘THE MUSES’ at 58 Waterside. in Stratford-upon-Avon.

At the same time, his remains found their final rest in the gardens of that peaceful place and its timeless artistic ambience.

 

Veniamo adesso agli ascolti che ho deciso di proporre per questo post. Iniziamo con una testimonianza delle superbe interpretazioni wagneriane di Kempe, qui ripreso sul podio della Royal Philharmonic Orchestra in un’ esecuzione dell’ Ouverture dal Tannhäuser:

 

 

La grandezza di Kempe come direttore wagneriano ci è testimoniata dalle sue stupende incisioni del Lohengrin e dei Meistersinger realizzate per le EMI, che si collocano ai vertici assoluti nella discografia delle opere di Wagner. Il fraseggio fine e analitico, del tutto estraneo alla concezione monumentale della cosiddetta scuola storica, dimostra chiaramente l’ appartenenza di Kempe a quella tendenza interpretativa finalizzata a mettere in primo piano tutta la ricchissima paletta timbrica e dinamica delle partiture wagneriane e a depurarle dall’ enfasi retorica, simile a quella portata avanti da direttori come Rafael Kubelik, Herbert von Karajan e Pierre Boulez.

Vediamo ora Rudolf Kempe alla tastiera, impegnato nelle prove del Concerto BWV 1065 di Bach insieme a membri della Bayerische Staatsorchester e a tre suoi illustri colleghi: Wolfgang Sawallisch, Fritz Rieger e Rafael Kubelik che si occupa anche della direzione d’ insieme.

 

 

Per chi mastica un po’ di tedesco, i dialoghi della prova sono di grande interesse. Si tratta di una bella testimonianza del modo di lavorare tipico del Kapellmeister, inteso nel senso più alto e nobile del termine come definizione dell’ uomo di teatro, non divo ma umile servitore della musica e del palcoscenico.

Passiamo adesso a Brahms, con questa fulminante esecuzione della Tragische Ouverture op. 81 incisa da Kempe nel 1960 con i Berliner Philharmoniker.

 

 

Rudolf Kempe ci ha lasciato una discografia cospicua, anche se purtroppo oggi di non facile reperimento. Oltre alla già ricordata integrale delle opere orchestrali di Richard Strauss anche le sue registrazioni brahmsiane, come ci testimonia questo ascolto, sono assolutamente da conoscere per la profondità di concezione e la splendida ricchezza di dettagli nel fraseggio e nella varietà dinamica.

Come quarto ascolto, vi propongo questa bellissima esecuzione dal vivo della Quinta Sinfonia di Tschaikowsky, registrata durante un concerto di Kempe con la London Symphony Orchestra tenuto nel maggio del 1964.

 

 

Anche in questo caso, l’ interpretazione è di livello assoluto per il fuoco, lo slancio espressivo che il direttore sassone riesce ad ottenere pur mantenendo la massima lucidità analitica nella cura dei particolari. Chiudo con due ulteriori testimonianze dell’ alta considerazione di cui Rudolf Kempe godeva nell’ ambiente musicale inglese.

Rudolf Kempe was a musician of the utmost integrity. Totally and consistently at the service of the music he was interpreting. His qualities are rare indeed, and his relatively early death was tragic.

Robert Ponsonby BBC Controller of Music

E, come notato da una tra le migliori penne della stampa musicale britannica:

No conductor sought fame less and found it more readily.

Edward Greenfield Music Critic

Concludendo, un direttore tra i più grandi della storia e assolutamente da raccomandare a tutti gli appassionati che lo conoscono poco. Buon 2017 a tutti coloro che seguono queste pagine.

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5 pensieri su “Rudolf Kempe

  1. Ho ascoltato con grande interesse i quattro brani. Nel secondo ho cercato di capire quanto potevo circa i dialoghi fra i quattro direttori d’orchestra dove primeggia già il più giovane Wolfgang mentre Kempe mi pare relegato in ultima battuta dietro a Rieger. Durante l’esecuzione, che ho registrato, ho cercato di dare a tutti quattro una età e una data di esecuzione del concerto che, mi pare, datarla attorno agli anni 70 considerati il colore della fotografia e la capigliatura di qualche orchestrale. Non avevo sbagliato a ritenere che fra Sawallisch e Kempe corressero circa 15 anni mentre Rieger, si vedeva, era il più anziano.
    A riguardo del primo brano rilevo che la gestualità di Kempe mi pare molto semplice e un po’ legnosa ma in linea con altri direttori d’orchestra di stampo tedesco. Si noti il movimento del polso con piccolissimi movimenti quasi a scandire una terzina?? (anche con la mano sinistra) mentre al mn 11.00 il cornista non alza ciglio. Il finale mi ha lasciato perplesso e l’ho visionato diverse volte per capire se avevo visto bene. L’orchestra termina mentre Kempe ha la bacchetta ancora alzata (in levare?) e mi pare che si stupisca che l’orchestra lo abbia anticipato o che lui abbia ritardato. Ora non so se questi disallineamenti fra audio e video, che ho visto anche durante altre fasi dell’ouverture, sono dovute al fatto che la registrazione sia datata. Mi piacerebbe avere un riscontro in merito per capire se ho preso abbaglio o no.
    Ho riascoltato il brano con il solo audio e ho apprezzato il suono bello e pastoso dell’orchestra (bellissimo movimento al mn 7 e i piani con il clarinetto e il primo violino.
    Grazie comunque del contributo per un buon inizio d’anno.

  2. Unfortunately I don’t understand German and I can’t fully enjoy this extraordinary recording of 4 glorious german conductors.
    Nice post, Thank you and happy new year for all.

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