SWR Symphonieorchester – Abo-Konzert 2

Foto ©SWR/Markus Palmer
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Il secondo concerto in abbonamento della nuova SWR ha visto il ritorno sul podio della Liederhalle di Dima Slobodeniouk, che si era esibito con successo quasi tre anni fa dirigendo la RSO des SWR. Quarantunenne, nato a Mosca dove ha compiuto studi di violino passando poi a frequentare la classe di direzione d’ orchestra alla celebre Sibelius Akademie di Helsinki sotto la guida di Leif Segerstam e poi di Esa-Pekka Salonen, Dima Slobodeniouk è considerato dalla critica internazionale uno tra i giovani direttori più interessanti del momento. Una bacchetta tecnicamente sicura, dal gesto chiaro e pulito, oltre che musicista dotato di buone capacità analitiche, senso della forma e capacità di ottenere fraseggi orchestrali chiari e  definiti.

Foto ©SWR/Markus Palmer
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Seguendo le linee generali su cui è stata impostata la prima stagione della SWR Symphonieorchester, anche il programma del secondo concerto alla Liederhalle era dedicato in massima parte a musiche di autori del Novecento. La serata si è aperta con le Sinfonische Metamorphosen nach Themen von Carl Maria von Weber di Paul Hindemith. Si tratta di un lavoro originariamente commissionato al compositore da Léonide Massine per un progetto coreografico poi non realizzato e successivamente sviluppato come partitura sinfonica, ultimata nell’ agosto del 1943 ed eseguita per la prima volta il 20 gennaio 1944 dalla New York Philharmonic sotto la direzione di Arthur Rodzinski. Tre dei temi su cui è basato il pezzo, impostato come una suite sinfonica in quattro movimenti, sono tratti da brani per pianoforte a quattro mani di Weber. Si tratta precisamente dell’ Allegro all’ ongarese e di Trauermarsch, degli Otto pezzi op. 60 per l’Allegro iniziale e la Marcia conclusiva, della Romanza dai Sei piccoli pezzi facili op. 3 per l’ Andantino e infine di una melodia cinese che Weber aveva trovato nel Dictionnaire de la musique di Jean-Jacques Rousseau e utilizzato prima nella Ouvertura Chinesa del 1804 e poi nelle musiche di scena scritte nel 1809 per la versione teatrale tedesca di Schiller della fiaba cinese Turandot di Carlo Gozzi, impiegata da Hindemith come materiale tematico per lo Scherzo. Molto buona l’ esecuzione, diretta da Slobodeniouk con attenzione ai dettagli e grande raffinatezza nella definizione delle dinamiche.

Come solista del concerto in questo programma, la SWR ha invitato il trentanovenne pianista russo Alexei Volodin, nativo di Leningrad e formatosi alla prestigiosa scuola moscovita del Gnessin-Institut. Come tutti gli allievi usciti da questa accademia che in Russia accoglie l’ elite dei giovani talenti, anche Volodin possiede mezzi tecnici di assoluto rilievo, come confermato dalle esecuzioni del Capriccio di Strawinsky e del Konzertstück in fa maggiore op. 79 di Weber che ci ha fatto ascoltare in questa sua esibizione. Per il mio gusto, l’ esecuzione del Capriccio strawinskiano mancava un po’ di aggressività percussiva ed era leggermente romanticizzata nell’ atmosfera anche se impeccabile dal punto di vista tecnico. Il virtuosismo brillante e spettacolare di Volodin si adattava molto meglio alle atmosfere del Konzertstück di Weber, davvero spettacolare dal punto di vista della resa nei passi di agilità e nel quale il virtuoso russo ha messo in mostra un tocco filigranato, un fraseggio di impeccabile eleganza e una sonorità liquida, iridescente, davvero affascinante in certi passaggi, perfettamente assecondato dall’ equilibrio e dal respiro conferiti da Dima Slobodeniouk alla parte orchestrale. Grande successo lunghi applausi, ripagati da Volodin con due fuori programma: lo Scherzo  op. 12 N° 10 di Prokofiev e il Preludio  in sol diesis minore op. 32 N° 12 di Rachmaninov.

Foto ©SWR/Markus Palmer
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La seconda parte del concerto era dedicata all’ esecuzione di Petrushka, il celebre balletto in quattro scene di Strawinsky che fu il suo secondo lavoro come autore per la compagnia Les Ballets Russes fondata da Sergej Djagilev, qui presentato nella versione originale del 1911, dall’ organico orchestrale più ampio rispetto alla revisione del 1947 che di solito si esegue. Dima Slobodeniouk ne ha dato una lettura ricca di colori, melodicamente espansiva e caratterizzata da una notevole fantasia e senso del racconto anche se io ho avuto l’ impressione che il giovane direttore russo non volesse spingere l’ orchestra al massimo nei passaggi più tesi. La SWR Symphonieorchester ha infatti suonato in maniera impeccabile dal punto di vista della precisione e della compattezza sonora, con una splendida prestazione dei legni e degli ottoni, ma come nel primo concerto io ho avuto l’ impressione che il complesso non sia ancora completamente padrone delle sue possibilità esecutive e per questo affronti ancora con una certa cautela i passaggi rischiosi. Tenendo conto che ci troviamo di fronte a una formazione appena costituita, questo può apparire abbastanza logico e probabilmente ci vorrà ancora un po’ di tempo perché l’ orchestra possa suonare al massimo delle sue potenzialità le quali, considerando la qualità elevata dei musicisti in organico, sono senza dubbio notevoli. In ogni caso, la serata è stata decisamente interessante e il pubblico, intervenuto assai numeroso alla Liederhalle, ha lungamente applaudito il direttore e l’ orchestra alla conclusione.

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2 pensieri su “SWR Symphonieorchester – Abo-Konzert 2

  1. An den Namen SWR Symphonieorchester muss ich mich erst gewöhnen.
    Wow, habe gerade gesehen, dass man das Konzert aus swr.de als Video nachhören kann.

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