Schloss Grafenau – Liederabend con Diana Haller e Katharina Landl

Foto @IHWA
Foto @IHWA

Il Lied rappresenta una parte fondamentale nella cultura musicale tedesca e anche le società concertistiche dei piccoli centri hanno cura di inserire con regolarità questo tipo di repertorio nei loro programmi. Approfittando di una splendida domenica autunnale mi sono spinto fino a Grafenau, piccolo sobborgo storico situato tra Böblingen e Weil der Stadt, la città natale di Johannes Kepler, dove si tiene un ciclo di concerti nella Maltesersaal dello Schloss, un palazzo di origine medievale appartenuto nei secoli passati all’ Ordine di San Giovanni e successivamente divenuto sede di una Komtur dei Cavalieri di Malta per poi essere acquisito nel 1806 dal Regno del Württemberg.

Foto ©Kulturkreis-Grafenau
Foto ©Kulturkreis-Grafenau

Protagonista della serata era Diana Haller, il mezzosoprano croato che negli ultimi anni si è imposta all’ attenzione del pubblico di Stuttgart come una tra le cantanti più promettenti dell’ ultima generazione, insieme alla giovane pianista austriaca Katharina Landl, sua collaboratrice abituale nel repertorio liederistico e insieme alla quale ha ottenuto nel 2012 il primo premio nel concorso internazionale della Hugo Wolf Akademie. Conosco e stimo da tempo Diana Haller sia per il suo talento vocale sicuramente non comune che per l’ oculatezza con cui sta gestendo la sua carriera e devo dire che anche in questa occasione la non ancora trentenne cantante fiumana mi ha impressionato positivamente per la capacità di gestire i suoi mezzi vocali e une personalità interpretativa davvero notevole. Il Lied, si sa, richiede all’ esecutore doti di carisma e facoltà di evocare ritratti e atmosfere in brani della durata di pochi minuti. La Haller, che ascoltavo per la terza volta in una Liederabend, sta sviluppando una personalità di interprete veramente non comune in questo campo e in questa serata ha messo in evidenza al meglio il suo talento evocativo di fraseggiatrice. Nei tre brani di Schubert che aprivano il programma ho apprezzato in primo luogo una dizione chiarissima e una pronuncia tedesca assolutamente impeccabile, fatto davvero non comune per una cantante non di madrelingua. Di livello elevatissimo l’ esecuzione di Sehnsucht, in cui la cantante ha messo in mostra un’ intensità di fraseggio e una passionalità assolutamente da interprete di alto livello. Ottima anche l’ evocazione delle atmosfere notturne in Geistertanz e notevole anche l’ eleganza squisita degli accenti in Die Taubenpost. Nel prosieguo della prima parte la Haller ha presentato una scelta di brani scritti da compositori croati a partire da Dora Pejačević, musicista nata nel 1885 a Budapest, cresciuta in Slavonia e formatasi musicalmente prima a Zagreb e poi in Germania dove morì appena trentottenne nel 1923. A differenza dei brani seguenti in cui si notavano marcate influenze provenienti dalla musica popolare, la scrittura musicale della Pejačević evidenzia chiaramente uno stile tipicamente tedesco che si notava assai bene nei due brani provenienti dal ciclo Mädchengestalten op.42 in cui la compositrice utilizza testi poetici di Rainer Maria Rilke. Per quanto riguarda gli altri Lieder croati era ovvio che Diana Haller, cantando nella sua lingua materna, potesse dar sfogo a tutta la sua capacità evocativa di atmosfere vocali con una varietà di accenti notevole nella sua perfetta idiomaticità.

Diana Haller e Katharina Landl durante le prove a Grafenau
Diana Haller e Katharina Landl durante le prove a Grafenau

La seconda parte del programma si apriva con quattro brani di Gustav Mahler dal ciclo Des Knaben Wunderhorn. Qui Diana Haller, molto ben assecondata dal pianismo elegante e raffinato di Katharina Landl, si è fatta apprezzare per i toni sciolti e spiritosi che ha saputo trovare in Rheinlegendchen e in Des Antonius zu Padua Fischpredigt oltre che per l’ intensità commossa e ispirata dell’ accento in Urlicht, reso con un legato impeccabile e ottimamente calcolato nel crescendo della passione espositiva. Il finale della serata era dedicato a Rossini e qui Diana Haller ha messo in mostra il meglio delle sue possibilità tecniche con una resa eccellente della coloratura; originalissimo è stato il modo in cui la cantante, assecondata in maniera eccellente dalla parte pianistica, ha presentato la Canzonetta spagnola, con le tre strofe rese in maniera spettacolare tramite un effetto di accelerando progressivo un po’ alla maniera di “Les tringles des sistres tintaient” della Carmen. Anche la versione in modo aragonese di “Mi lagnerò tacendo” è stata convincente per la giustezza dell’ accento e la precisione delle fioriture così come “La regata veneziana” che concludeva il programma. Due i bis, ancora un Lied croato e in chiusura una bella lettura di “Fußreise” di Hugo Wolf hanno sigillato una serata che ha dimostrato una volta di più le notevoli doti di una giovane artista davvero promettente, che nel repertorio liederistico potrebbe avere molte cose interessanti da dire nel prossimo futuro.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...