La Staatsoper Stuttgart è “Opernhaus des Jahres”

Foto ©Martin Sigmund
Foto ©Martin Sigmund

Per la sesta volta la Staatsoper Stuttgart ha ottenuto il premio “Opernhaus des Jahres” dalla rivista Opernwelt, considerato come il più significativo tra i riconoscimenti critici attribuiti nel mondo teatrale tedesco dalla stampa specializzata. A partire dall’ autunno 1994 la rivista berlinese, tramite una giuria composta da cinquanta critici musicali di ogni parte del mondo, sceglie tra le istituzioni operistiche tedesche, austriache e svizzere il teatro e gli artisti che maggiormente si sono distinti nel corso della passata stagione. Il riconoscimento “Opernhaus des Jahres” ha un valore particolare in quanto tra i criteri di attribuzione viene tenuto conto non solo della qualità degli spettacoli ma anche di tutti gli altri aspetti del lavoro dell’ ente come l’ amministrazione finanziaria, i servizi per il pubblico e i rapporti con la stampa. La Staatsoper Stuttgart è stata insignita del premio per gli splendidi risultati artistici della scorsa stagione, la quinta sotto la direzione di Jossi Wieler, nella quale gli esiti delle nuove produzioni e la qualità delle riprese sono stati di un livello assolutamente esemplare. Spettacoli come il Fidelio inaugurale allestito da Wieler e Sergio Morabito con la parte musicale affidata alla guida di Sylvain Cambreling, Generalmusikdirektor del teatro, la geniale rilettura scenica della Salome straussiana effettuata dal regista cinematografico russo Kiril Serebrennikov, The Fairy Queen di Purcell con la regia di Calixto Bieito, la riscoperta di un lavoro contemporaneo particolarmente significativo come Reigen del compositore belga Philippe Boesmans e i Puritani per il cui allestimento Anna Viebrock, responsabile scenica di quasi tutte le messinscene allestite dal duo Wieler/Morabito, è stata premiata come Bühnenbildnerin und Kostümbildnerin des Jahres sono stati i punti più significativi nell’ attività di un teatro che da anni occupa un posto di rilievo nel mondo musicale tedesco grazie ad una programmazione intelligente e oculata che si traduce in una produzione interessante dal punto di vista della scelta dei titoli e di qualità sempre notevole.

Sergio Morabito, Chefdramaturg della Staatsoper Stuttgart, e Jossi Wieler. Foto ©Martin Sigmund
Sergio Morabito e Jossi Wieler. Foto ©Martin Sigmund

Seguo da diversi anni l’ attività artistica della Staatsoper Stuttgart e ne do conto su questo sito sia per quanto riguarda gli allestimenti operistici che i concerti sinfonici, quindi credo di aver già esaurientemente espresso le mie opinioni sul livello sempre lodevole dell’ attività svolta da un teatro che può contare su un’ orchestra di livello qualitativo indiscutibile, su un coro anch’ esso più volte premiato dalla critica come uno tra i migliori in tutta la Germania e su un ensemble dove, anche se il sistema di lavoro impostato da Jossi Wieler privilegia il lavoro di equipe rispetto alla prestazione individuale, diversi elementi hanno potutto gettare le basi per carriere internazionali di spicco. Tra i nomi da citare vanno sicuramente ricordati il soprano Ana Durlovski, il basso Liang Ling e il tenore brasiliano Atalla Ayan, tutti ospiti regolari dei grani teatri lirici internazionali, oltre al mezzosoprano Diana Haller che con la sua interpretazione del ruolo di Cenerentola alla Staatsoper Stuttgart ha ottenuto da Opernwelt il riconoscimento di Nachwuchskünstlerin des Jahres tre anni fa ed è attualmente considerata una tra le giovani cantanti più interessanti del momento qui in Germania.

Foto ©A. T. Schaefer
Matthias Klink, Claudia Mahnke e Simone Schneider in Salome. Foto ©A. T. Schaefer

Nello sviluppo del livello artistico raggiunto dalla Staatsoper Stuttgart ha sicuramente giocato un ruolo decisivo anche il lavoro musicale svolto da Manfred Honeck, che ne è stato il Generalmusikdirektor dal 2006 al 2010 e che continua a tornare regolarmente sul podio dell’ orchestra per concerti sinfonici con esiti di altissimo livello come ad esempio il fulminante Neujahrskonzert di quest’ anno, e dal suo successore Sylvain Cambreling che ha offerto prestazioni notevoli sia in campo operistico in un repertorio spaziante da Mozart fino a Verdi, a Wagner e agli autori contemporanei oltre che in programmi sinfonici impaginati con grande intelligenza e originalità di concezione. Il teatro può inoltre contare su un pubblico che interviene in maniera numerosa a tutti gli spettacoli in cartellone ed è composto da persone appassionate e competenti oltre che di mentalità aperta. A questo proposito, non posso fare a meno di ricordare la prima esecuzione assoluta di Wunderzaichen del compositore franco-tedesco Mark Andre, allievo di Helmut Lachenmann, andata in scena nella stagione 2013/14. Un’ opera dalla musica difficile, a tratti dura da comprendere, ma che in quella occasione ha ottenuto un enorme successo di pubblico, con il teatro esaurito sia alla prima che per tre delle sette repliche e più di dieci minuti di applausi per tutti gli interpreti alla conclusione. Ora, non è che io voglia fare paragoni antipatici, ma una cosa del genere in Italia sarebbe assolutamente impensabile, perchè una prima di una nuova opera scritta in un linguaggio che fa largo uso di musica elettronica, quindi di non immediata comprensione, richiamerebbe al massimo due o trecento spettatori e la metà di essi se ne andrebbe prima della fine. Il pubblico musicale tedesco, come ho imparato in tanti anni di vita da queste parti, ha decisamente una mentalità più aperta, viene a vedere le cose di questo tipo e poi valuta senza preconcetti. Tra gli spettatori di quella serata si notavano inoltre molti giovani. Anche sotto questo aspetto, ho notato da anni che all’ estero gli ascoltatori delle nuove generazioni vengono spesso e volentieri ad ascoltare la musica contemporanea, che evidentemente riesce in qualche modo a suscitare il loro interesse. Tutti questi aspetti sono segnali evidenti del livello che la vita musicale di Stuttgart può offrire agli appassionati e che il riconoscimento attribuito alla Staatsoper, ultimo di una lunga serie, sottolinea in maniera significativa. Anche per il futuro il teatro ha provveduto a garantire la qualità della guida artistica con il mutamento dei vertici previsto per il 2018, quando Jossi Wieler concluderà il suo mandato di Intendant e anche Sylvain  Cambreling di conseguenza lascerà la guida musicale dell’ istituzione. I loro successori sono già stati nominati: Viktor Schoner, attuale Künstlerischer Betriebsdirektor della Bayerische Staatsoper, prenderà la guida del teatro come Intendant mentre il nuovo Generalmusikdirektor sarà Cornelius Meister, trentaseienne musicista nativo di Hannover e attuale Chefdirigent della ORF Symphonieorchester, di cui ho già scritto alcune volte in questa sede e che a mio avviso è senza dubbio il migliore e più dotato tra le bacchette della giovane generazione. Il futuro della Staatsoper Stuttgart si presenta quindi ricco di prospettive interessanti con un management in grado di garantire il mantenimento del livello raggiunto sotto la guida di Jossi Wieler e del quale il meritatissimo riconoscimento attribuito da Opernwelt costituisce una conferma tra le più prestigiose.

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