Stuttgarter Kammerorchester – 1. Abo-Konzert

Foto ©Jona Laffin
Foto ©Jona Laffin

Qui a Stuttgart tutte le istituzioni concertistiche stanno dando inizio ai programmi della stagione 2016/17. Dopo il debutto della nuova SWR Symphonieorchester, la Liederhalle ha ospitato il primo concerto in abbonamento della Stuttgarter Kammerorchester, sotto la guida di Matthias Foremny che dal 2011 è lo Chefdirigent del complesso fondato nel 1945 da Karl Münchinger e ne ha ulteriormente rinnovato la struttura dei programmi oltre a sviluppare progetti di grande interesse nel campo dell’ attività educativa rivolta ai giovani. L’ orchestra organizza i concerti della stagione in abbonamento in collaborazione con la Kulturgemeinschaft Stuttgart, una delle più antiche istituzioni tedesche attive nel campo della divulgazione culturale essendo stata fondata nel 1924 con il nome di Stuttgarter Volksbühne e. V e che offre ai suoi iscritti l’ ingresso a tariffe agevolate in pressoché tutti i teatri e musei più importanti della città.

Il programma scelto da Foremny per la serata di apertura della stagione si apriva con Apollon Musagete di Strawinsky, partitura scritta a Parigi nel 1928 su commissione del celebre ensemble Ballets Russes fondato e diretto da Serge Diaghilev e che rappresenta uno dei risultati artistici più raffinati tra le composizioni appartenenti al cosiddetto periodo neoclassico del musicista russo. Una lettura raffinata e molto elegante, in cui la Stuttgarter Kammerorchester ha messo in mostra tutte le sue qualità tecniche migliori. Personalmente, io avrei preferito una maggior trasparenza timbrica, un suono più affilato e tagliente in certi passi della partitura, ma la lettura di Foremny si faceva apprezzare per coerenza di scelte ed equilibrio di concezione, oltre che per una bella qualità di suono.

Lisa Larsson
Foto ©Merlijn Doomernik

Come solista per questo primo concerto la Stuttgarter Kammerorchester ha invitato Lisa Larsson, quarantanovenne soprano svedese che da circa una ventina d’ anni si è guadagnata una buona rinomanza internazionale come interprete mozartiana e di un vasto repertorio concertistico che spazia dalla Cantate di Bach, delle quali la cantante ha eseguito diverse registrazioni sotto la guida di Ton Koopman e John Eliot Gardiner, fino alla musica contemporanea. In questo ultimo campo Lisa Larsson ha sviluppato un’ intensa collaborazione con il suo compatriota Rolf Martinsson, sessantenne compositore svedese allievo di Bryan Ferneyhough, che ha scritto per lei diversi cicli liederistici con accompagnamento orchestrale. Per la sua esibizione a Stuttgart il soprano svedese ha scelto Garden of Devotion op. 97, una raccolta che comprende cinque Lieder per soprano e orchestra d’ archi su testi di Rabindranath Tagore, poeta, pittore e musicista indiano che nel 1913 fu il primo artista asiatico ad essere insignito del Premio Nobel per la Letteratura. La musica di Martinsson, chiaramente tonale nell’ impianto, ricorda a tratti in questa composizione certi passaggi della Lyrische Symphonie di Alexander von Zemlinsky ed è sicuramente gradevole all’ ascolto nella sua raffinatezza di atmosfere sonore. Lisa Larsson ha messo in mostra una voce chiara, di buona proiezione e abbastanza accattivante nel timbro anche se la fissità di certe note acute denota una perdita di freschezza dello strumento. Ottimo l’ accompagnamento orchestrale di Foremny per trasparenza e delicatezza di tinte.

La parte più attraente della serata era comunque la seconda, nella quale la Stuttgarter Kammerorchester ha eseguito il celebre Quartetto in re minore D. 810 Der Tod und das Mädchen di Schubert nella versione per orchestra d’ archi di Gustav Mahler. La trascrizione mahleriana costituisce la testimonianza di una tradizione esecutiva antica, documentata anche da leggendarie incisioni discografiche come quella di Furtwängler della beethoveniana Die Große Fuge e quella del Quartetto op. 131, sempre del musicista di Bonn, eseguita dagli archi dei Wiener Philharmoniker diretti da Leonard Bernstein. È un tipo di lettura che richiede una grande attenzione da parte del direttore nel dosare le sonorità per non appesantire e rendere poco comprensibili le linee tematiche della scrittura a quattro voci. Matthias Foremny è riuscito ad evitare questo rischio, guidando i diciassette archi della Stuttgarter Kammerorchester in un’ esecuzione ricca di slancio e passionalità ma perfettamente equilibrata nell’ evidenziazione delle strutture, culminata in una vorticosa esecuzione del Presto conclusivo che ha strappato intensi e lunghi applausi al pubblico della Liederhalle, intervenuto assai numeroso a questa serata inaugurale.

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