SWR Vokalensemble – Jubiläumskonzert per i 70 anni

Foto ©SWR/Alexander Kluge
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Mit der Stimme sehen, mit dem Auge hören“, in italiano “vedere con la voce e ascoltare con gli occhi”. Questa frase, contenuta in uno dei saggi inclusi nella brochure distribuita agli spettatori del concerto celebrativo per i settant’ anni di attività dell’ SWR Vokalensemble al Theaterhaus, è forse la definizione più adatta a descrivere questo magnifico complesso vocale che oggi è considerato uno tra gli ensembles musicali tedeschi più prestigiosi a livello internazionale. A partire dalle prime prove tenutesi nella primavera del 1946 in un locale della Neckarstraße sotto la denominazione di Kammerchor von Radio Stuttgart in una città semidistrutta dopo la fine della guerra, l’ SWR Vokalensemble, pur eseguendo abitualmente il grande repertorio corale classico, ha  focalizzato il suo lavoro sull’ esecuzione della musica vocale contemporanea imponendosi nel corso degli ultimi decenni come complesso di riferimento nel campo della Neue Musik. Più di 250 prime esecuzioni assolute di brani composti da autori come Luigi Nono, Penderecki, Carl Orff, Mauricio Kagel, Peter Eötvös, Wolfgang Rihm, Stockhausen, Hans Zender e Vinko Globokar, esibizioni internazionali presso tutti i massimi festival, una cospicua serie di incisioni discografiche insignite dei massimi riconoscimenti come il Preis der Deutschen Schallplattenkritik, il Diapason d’ Or, il premio Choc de la musique e per quattro volte l’ Echo Klassik Preis sono i risultati che testimoniano l’ eccellenza assoluta dell’ SWR Vokalensemble, oggi considerato unanimemente come il miglior coro attivo nel campo della musica contemporanea. Il complesso svolge anche un intenso lavoro nel campo della divulgazione musicale tramite collaborazioni con le scuole e con i numerosi cori amatoriali attivi nel circondario di Stuttgart oltre a un’ attività didattica svolta tramite la SWR Vokalensemble Akademie per la preparazione degli studenti di canto e di composizione in collaborazione con la Musikhochschule di Stuttgart, i cui allievi dei corsi superiori hanno la possibilità di prendere parte alle prove e ai concerti.

Foto ©SWR/Alexander Kluge
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Il concerto celebrativo al Theaterhaus, svoltosi davanti a una sala gremita e con una cospicua presenza di pubblico giovane, è stato diretto da Marcus Creed, che dal 2002 è alla guida musicale e artistica del gruppo e ne ha ulteriormente affinato la flessibilità e la preparazione tecnica. L’ esecuzione è stata preceduta dagli indirizzi di saluto pronunciati da Peter Boudgoust, l’ Intendant della SWR, e dal sindaco di Stuttgart Fritz Kuhn, che hanno sottolineato il valore del lavoro svolto dall’ SWR Vokalensemble e il suo ruolo di vero e proprio patrimonio culturale della città. Per questa circostanza festiva Marcus Creed ha scelto un programma impostato su musiche corali di alcuni tra i massimi autori contemporanei che hanno collaborato regolarmente con l’ ensenble. La serata iniziava con i quattro Jahreszeitenchöre dallo Scardanelli Zyklus di Heinz Holliger, eseguito per la prima volta durante i Donaueschinger Musiktage 1985. Si tratta di musiche scritte su testi di Friedrich Hölderlin, che dal 1841 cominciò a firmare le sue composizioni con lo pseudonimo “Scardanelli”. I quattro brani per coro misto a 16 voci propongono una scrittura ricca di effetti timbrici raffinatissimi nel giocare con i valori fonetici del testo fino alle minime sfumature e di soluzioni polifoniche estremamente ricercate. La poesia di Hölderlin ha costituito una fonte di ispirazione anche per molti altri musicisti contemporanei come Rihm, Nono, Hans Zender e György Ligeti, le cui Drei Phantasien nach Friedrich Hölderlin scritte nel 1982 costituivano il secondo brano del programma. Il tipico stile di Ligeti, basato su un lavoro di cesello nell’ impiego dei microintervalli, viene qui impiegato per ottenere effetti di contrasto tramite l’ inserimento di improvvisi e rapidi squarci melodici su una base armonica nella quale l’ utilizzo insistito dei tritoni contribuisce a creare un’ atmosfera cangiante e rarefatta. Anche i sei brani dell’ Omaggio a Luigi Nono op. 16 di Giörgy Kurtág, scritti su testi di Anna Achmatova e Rimma Dalos ed eseguiti per la prima volta nel 1981 a Londra, continuavano a mantenere queste atmosfere di estrema rarefazione timbrica che la scrittura del maestro ungherese evoca tramite un’ estrema essenzialità di mezzi e un calcolo scrupoloso dei dettagli timbrici e di struttura delle frasi.

Foto ©SWR/Alexander Kluge
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Era assolutamente logico che all’ omaggio di Kurtág a Nono facesse seguito un lavoro del grande musicista veneziano. Marcus Creed ha scelto il Canto per otto soli “Sarà dolce tacere”, dedicato da Nono “a Bruno Maderna per il 21 aprile 1960” e che ebbe la sua prima esecuzione a Washington il 17 febbraio 1961. Il testo è quello di una poesia di Cesare Pavese tratta dalla raccolta “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi” e la musica è uno splendido esempio di quella raffinata scrittura polifonica che caratterizza capolavori come Il Canto sospeso e che testimonia la profonda ammirazione nutrita da Nono per i grandi maestri della scuola veneziana come Gabrieli e Monteverdi. La serata si concludeva con il Poema de balcones del compositore praghese Martin Smolka, per due cori a quattro voci su un frammento del Romancero gitano di Federico Garcia Lorca. Si tratta di un brano commissionato direttamente dalla SWR e che l’ SWR Vokalensemble ha eseguito in prima esecuzione assoluta il 21 marzo 2009 a Stuttgart-Gaisburg nella Evangelische Kirche. La musica di Martin Smolka evidenzia influssi stilistici derivati dal post webernismo, dagli autori minimalisti e dalla musica sperimentale americana. Quello che si percepiva all’ ascolto del brano era una sorta di vortice timbrico evocante effetti di rumori e suoni di natura ottenuto tramite un impiego insistito di una scrittura microintervallare spinta fino ai sesti di tono e una scomposizione fonetica delle parole estremamente complessa.

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Foto ©SWR/Alexander Kluge

Per quanto riguarda l’ esecuzione, è difficile trovare aggettivi adeguati a descrivere la bravura incredibile e la perfezione tecnica con cui l’ SWR Vokalensemble è in grado di eseguire queste musiche. Sotto la guida attentissima e scrupolosa di Marcus Creed il coro ha esibito una serie di virtuosismi timbrici davvero di altissima scuola e una sbalorditiva gamma dinamica e coloristica nel mettere in evidenza tutte le preziosità di scrittura e tutte le complesse strutture formali dei brani eseguiti. Un concerto veramente di altissimo livello, che conferma in pieno la statura artistica straordinaria di questo complesso corale che attualmente ha ben pochi rivali al mondo nell’ interpretazione di questo tipo di repertorio. Il pubblico ha seguito con una concentrazione ammirevole queste due ore di musica non facile nè di immediata comprensione e alla fine ha tributato un successo trionfale a Marcus Creed e ai cantanti del gruppo, giusta conclusione per una serata assolutamente esemplare nella sua elevatissima qualità artistica.

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