Stuttgarter Kammerorchester – Musette- und Tangofreuden

070825_art02_Richard_Galliano
Foto ©S.Y.M. GmbH

Con l’ ultimo concerto del ciclo SKO-Sternstunden al Theaterhaus la Stuttgarter Kammerorchester ha concluso di fatto la stagione musicale della città, prima dell’ inizio della pausa per le ferie estive. il protagonista di questo ultimo appuntamento del cartellone era il sessantaseienne fisarmonicista francese Richard Galliano, Oggi unanimemente considerato come il massimo virtuoso del suo strumento e musicista dall’ attività poliedrica. Nato a Cannes e figlio di un fisarmonicista italiano, Richard Galliano si è accostato fin da giovane al mondo del jazz cercando di espandere il repertorio del suo strumento, sotto l’ influenza delle incisioni del trombettista Clifford Brown e del celebre batterista Maxroach, uno degli inventori dello stile bebop. La sua attività come musicista jazz lo ha portato a collaborare con artisti come George Mraz, Brigitte Fontaine, Al Foster, Ron Carter, Chet Baker, Enrico Rava, Martial Solal, Miroslav Vitouš, Trilok Gurtu, Jan Garbarek, Michel Petrucciani, Michel Portal, Eddy Louiss, Biréli Lagrène, Sylvain Luc, Renaud Garcia-Fons, Ivan Paduart, Anouar Brahem, Wynton Marsalis e Toots Thielemans. L’ incontro con il compositore argentino Astor Piazzolla ha portato il fisarmonicista francese ad ampliare ulteriormente la gamma dei suoi interessi riscoprendo il mondo del tango sudamericano e di danze similari europee come la musette. Negli ultimi anni Richard Galliano si è dedicato alla rielaborazione di brani tra i più popolari del repertorio classico, con risultati documentati da quattro CD incisi per la Deutsche Grammophon comprendenti musiche di Nino rota, Bach, Vivaldi e Mozart. Il virtuoso di Cannes continua comunque la sua attività in campo jazzistico, il cui ultimo risultato è l’ album Sentimentale, registrato nel 2014 per l’ etichetta Resonance insieme a una band composta dal pianista e arrangiatore Tamir Hendelman, dal chitarrista Anthony Wilson, dal bassista Carlos Del Puerto e da Mauricio Zottarelli alla batteria.

Nella sua esibizione con la Stuttgarter Kammerorchester abbiamo ascoltato Galliano  suonare sia la fisarmonica cromatica che il bandoneón, una variante dello strumento inventata nel XIX secolo dal musicista teesco Heinrich Band e successivamente esportata dagli emigrati in Argentina, dove venne rapidamente inserita nel repertorio della musica locale fino a divenire lo strumento fondamentale e il vero e proprio simbolo delle orchestre di tango. Con lo strumento tradizionale Galliano ha eseguito due brani di sua composizione, Habanerando e la Petite Suite Française, nei quali l’ artista francese utilizzagli spunti stilistici sviluppati tramite la sua collaborazione con Astor Piazzolla per una sorta di raffinata rielaborazione di motivi di danza transalpini rivisitati alla maniera del jazz con una scrittura ricca di ritmi sincopati e soluzioni armoniche innovative. Nella seconda parte il vortuoso di Cannes ha invece proposto due delle composizioni più conosciute di Piazzolla, Adios Nonino e il Concerto Aconcagua per bandoneón e orchestra d’ archi. La musica di quello che è universalmente conosciuto come l’ inventore del Tango Nuevo è una raffinatissima combinazione polistilistica di elementi mutuati dalla cultura sudamericana e da quella europea, integrati con spunti presi dalla musica jazz tramite una scrittura che fa ampio uso di dissonanze e altri procedimenti innovativi. Il virtuosismo strumentale e la carica emotiva che caratterizzano il modo di suonare di Richard Galliano, che ha confermato anche in questa occasione di essere il massimo esponente attuale del suo strumento hanno letteralmente trascinato all’ entusiasmo il pubblico del Theaterhaus, che ha applaudito intensamente il virtuoso di Cannes ottenendo tre fuori programma.

La Stuttgarter Kammerorchester era guidata in questo concerto da Meesung Hong Coleman, violinista americana di origini coreane che attualmente ricopre il ruolo di Konzertmeisterin nella Kammerakademie Potsdam e nella Camerata Bern dopo aver studiato a Berlino con Thomas Brandis, il leggendario primo violino dei Berliner Philharmoniker ai tempi di Herbert von Karajan, ed essersi sviluppata artisticamente come membro della Chamber Orchester of Europe e della Mahler Chamber Orchestra. Sotto la sua direzione il complesso ha eseguito nella prima parte del programma le Rumänische Volkstänze di Bela Bartòk e due brani per orchestra d’ archi di Georg Breinschmid, quarantaduenne jazzista austriaco che si è dedicato a questo tipo di musica dopo esperienze di contrabbassista in orchestre di rango come la NÖ Tonkünstlerorchester e i Wiener Philharmoniker. Nella seconda parte la Stuttgarter Kammerorchester ha invece eseguito la Oración del Torero di Joaquin Turina, una rielaborazione orchestrale di un Paso Doble originariamente scritto come Suite per liuto. L’ orchestra ha esibito il suo consueto suono pieno, compatto e ricco di armonici confermando l’ ottimo livello di preparazione che già avevamo notato nel corso di altre esibizioni. Successo vivissimo da parte di un pubblico numeroso e molto eterogeneo,

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...