Ludwigsburger Schlossfestspiele 2016 – Jordi Savall

Hesperion_XXI_c_Toni_Peñarroya
Foto ©Toni Peñarroya

C’ era grande attesa da parte degli appassionati della nostra zona per il concerto di Jordi Savall, una tra le ultime leggende viventi nel campo della musica antica, che anche quest’ anno è tornato ad esibirsi al Ludwigsburger Schlossfestspiele. Il musicista catalano questa volta ha presentato al pubblico di Ludwigsburg un’ ampia selezione dal progetto Guerre et Paix, uno tra i suoi lavori più recenti, pubblicato in CD due anni fa. Con questa produzione nella quale il gambista nativo di Igualada ha coinvolto i suoi complessi strumentali e vocali Hesperion XXI, La Capella Reial de Catalunya e Le Concert des Nations, affronta il tema dell’ alternanza drammatica tra i periodi bellici e quelli di pace nell’ Europa sei-settecentesca attingendo alla produzione musicale di compositori quali Lully, Händel, Charpentier, Scheidt, Biber, Schein, Cabanilles, Dumanoir, Rosenmüller, Jenkins, Cererols, Blow. Una sorta di raccolta di reazioni musicali ispirate dagli eventi che segnarono l’Europa tra il 1614 e il 1713, come la Guerra dei Trent’ Anni, l’ attacco degli Ottomani contro gli ungheresi nel 1613, il massacro degli ebrei a Francoforte nel 1614, la Guerra di Successione Spagnola, il trattato di pace di Utrecht e la caduta di Barcellona. Un’ operazione ideata e voluta da Savall per attirare l’ attenzione sul fatto che occorre contrapporre la cultura reale alla cultura della guerra. Il programma del progetto Guerre et Paix propone un accostamento di musiche provenienti dalla tradizione occidentale con brani di origine turca ed ebraica, in una sorta di caleidoscopio davvero avvincente e affascinantissimo all’ ascolto.

Dal punto di vista esecutivo, la bravura assoluta dei musicisti che lavorano con Savall è senza confronti nel panorama musicale degli interpreti di scuola filologica attivi nella nostra epoca. La morbidezza degli impasti corali e strumentali, la perfezione virtuosistica e la consapevolezza stilistica con cui il musicista catalano realizza fraseggi cesellati con una cura davvero sovrana, fanno di esecuzioni come quella a cui abbiamo assistito un modello di perfezione davvero inarrivabile. Tra i brani più interessanti di un programma ricchissimo dal punto di vista dei contenuti, meritano una citazione due veri gioielli di canto corale: il lamento aramaico “Ha lahma ‘anya” ispirato al massacro degli ebrei avvenuto a Frankfurt nel 1614, e il canto popolare “Catalunya en altre temps”, una trenodia patriottica sulla capitolazione di Barcellona nelle mani delle truppe borboniche di Filippo V di Spagna comandate dal duca di Berwick durante la Guerra di Successione Spagnola l’11 settembre 1714, dopo 14 mesi di assedio, una data che oggi è celebrata dalla comunità catalana come festa nazionale sotto il nome di Diada Nacional de Catalunya. Assolutamente fantastica, come era da attendersi, l’ interpretazione che Savall e i 35 musicisti che compongono i  suoi complessi hanno dato del Motet de la Paix “Jubilate Deo” di Jean-Baptiste Lully, scritto in occasione della Pace dei Pirenei del 1659, del celebre Te Deum di Charpentier, eseguito per la prima volta in occasione della firma del Trattato di Nijmegen del 1678. e del grandioso “Glory be to the Father” dall’ Utrechter Te Deum und Jubilate scritto da Händel su commissione della Casa Reale inglese in occasione della Pace di Utrecht con cui ebbe termine la Guerra di Successione Spagnola.

Nonostante qualche problema che l’ acustica di una sala dalle dimensioni abbastanza vaste come il Forun Schlosstheater poneva agli impasti soffici e delicati della formazione, il pubblico di Ludwigsburg è stato letteralmente incantato dalle fantastiche atmosfere sonore create dai musicisti di Jordi Savall. Il musicista catalano, che da anni si dedica ad attività di integrazione sociale e culturale tramite la musica e per questo suo impegno è stato insignito dall’ UNESCO del titolo di “Artist for Peace e dall’ Unione Europea di quello di “Ambasciatore per il dialogo interculturale”, ha voluto concludere il concerto con l’ esecuzione di un Mottetto corale di Arvo Pärt, preceduta da un breve e toccante discorso sui problemi causati dalle guerre nel nostro tempo e sulla necessità di perseguire il raggiungimento della pace. Una bellissima conclusione per una serata ricca di significato e profondità contenutistica, di quelle che ti lasciano nell’ animo tutta una serie di spunti di riflessione su cui meditare a lungo.

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2 pensieri su “Ludwigsburger Schlossfestspiele 2016 – Jordi Savall

  1. Che meraviglie ha prodotto la cultura dei popoli oppressi e discriminati nei secoli scorsi e che meraviglia la sua riproposizione per la pace e l’integrazione oggi in quest’Europa dove l’aria non è delle più respirabili. Grazie di quest’articolo che apre alla speranza!

    • Il Maestro Savall terrà nei prossimi giorni una serie di concerti per i profughi. Un gesto pienamente coerente con la sua figura di grande musicista e grande uomo

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