Staatsorchester Stuttgart – Dusapin e Bruckner

Philippe Ohl Staatsorchester
Foto ©Philippe Ohl

La stagione sinfonica della Staatsorchester Stuttgart si è conclusa con un concerto diretto da Markus Stenz, preceduto di poco dall’ annuncio della nomina di Cornelius Meister a prossimo Generalmusikdirektor del teatro. Il trentaseienne maestro originario di Hannover, attualmente Chefdirigent della ORF Symphonieorchester Wien, assumerà l’ incarico a partire dalla stagione 2018/19. Si tratta di una scelta davvero felicissima, con la quale la Staatsoper Stuttgart si è assicurata la collaborazione di un musicista che senza dubbio è da annoverare tra le bacchette più dotate della giovane generazione. Ho già avuto modo di parlare di Cornelius Meister nei miei resoconti e sempre in maniera molto positiva per il livello interpretativo e la ragguardevole qualità tecnica delle sue esecuzioni, quindi per quanto mi riguarda sono sicuro che la sua designazione a futuro successore di Sylvain Cambreling garantisce prospettive davvero interessanti alle prossime stagioni della Staatsoper, vista anche l’ ampiezza del suo repertorio e l’ originalità nell’ impaginazione dei programmi che gli ha fatto ottenere diversi riconoscimenti da parte della stampa specializzata tedesca.

Occupiamoci adesso del concerto con cui la Staatsorchester ha concluso la stagione in abbonamento alla Liederhalle, dedicato alla prima esecuzione tedesca del concerto per violoncello e orchestra Outscape di Pascal Dusapin, sessantenne compositore originario di Nancy considerato tra i più interessanti musicisti francesi della nostra epoca, seguito dalla Quarta Sinfonia “Romantica” di Bruckner presentata nella seconda stesura, terminata nel 1878. Markus Stenz, cinquantunenne direttore nato a Bad Neuenahr nel Rheinland-Pfalz, formatosi alla Hochschule für Musik in Köln con Volker Wangenheim e poi con Leonard Bernstein e Seiji Ozawa a Tanglewood, attualmente Chefdirigent della Radio Filharmonisch Orkest di Hilversum, è un musicista ben noto anche al pubblico italiano per la sua stretta collaborazione con Hans Werner Henze, che gli affidò una delle prime esecuzioni della sua opera Elegy for young lovers al Teatro la Fenice di Venezia e successivamente lo scelse come suo successore alla guida del Cantiere Internazionale d’ Arte di Montepulciano. Il direttore renano si è guadagnato una reputazione internazionale soprattutto grazie ai suoi undici anni di lavoro con la Gürzenich Orchester Köln, nei quali ha eseguito un repertorio di straordinaria ampiezza che è stato documentato da una discografia distribuita dall’ etichetta Go live tramite un originalissimo sistema di diffusione. In poche parole, gli spettatori del concerto possono scaricare e portarsi a casa, pochi minuti dopo la conclusione, la registrazione della serata su un CD o una chiavetta USB. L’ iniziativa ha ottenuto un successo di notevoli proporzioni ed è stata segnalata dalla stampa tedesca come uno tra i progetti culturali più interessanti degli ultimi anni.

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Foto ©Hans van der Woerd

Come già detto in precedenza, la prima parte del concerto alla Liederhalle era dedicata al concerto per violoncello Outscape di Pascal Dusapin eseguito da Alisa Weilerstein, trentaquattrenne strumentista newyorkese a cui il lavoro è dedicato e che lo ha presentato in pubblico per la prima volta poche settimane fa con la Chicago Symphony Orchestra diretta da Cristian Măcelaru. La musica di Dusapin trae ispirazione da elementi stilistici provenienti da autori come Pierre Boulez, Edgar Varese e Steve Reich oltre a spunti di origine seriale. La partitura di Outscape, strutturata come una sorta di sinfonia concertante in stile descrittivo di fenomeni naturali, si caratterizza per una notevole maestria nel trattamento orchestrale e nella ricerca timbrica, a partire dal DO# del clarinetto basso che apre la composizione e che viene poi ripreso dal violoncello solista per sviluppare un serrato dialogo con l’ orchestra in un crescendo di virtuosismi tecnici altamente spettacolari fino alla conclusione che riprende gli stessi elementi tematici delle battute introduttive. Alisa Weilerstein, che avevamo già ascoltato qui a Stuttgart in una bella esecuzione del Concerto di Elgar insieme a Dan Ettinger e agli Stuttgarter Philharmoniker, ha tratto dal suo strumento costruito da William Forster nel 1790 un suono ampio e morbido con una cavata intensa e omogenea, perfettamente adeguati alle difficoltà della parte solistica, dominata con autorità e in perfetta sintonia espressiva con una Staatsorchester che sotto la gida di Markus Stenz ha suonato con un’ autorevolezza e una perfezione tecnica davvero di alto livello. Il pubblico della Liederhalle ha applaudito a lungo Pascal Dusapin, presente in sala, e la Weilerstein che ha eseguito in bis bachiano.

Notevole anche l’ interpretazione che Markus Stenz ha dato della Quarta di Bruckner, eseguita con un tono asciutto e antiretorico, tempi generalmente abbastanza stretti e sonorità controllate. Il direttore renano ha reso assai bene le complesse strutture sinfoniche del primo movimento, trovando poi toni di severa e intensa cantabilità nell’ Adagio e un’ eccellente vivacità ritmica nello Scherzo. Anche il Finale è stato reso da Stenz con un bel senso dell’ insieme e notevole equilibrio. La Staatsorchester Stuttgart ha esibito un suono compatto, omogeneo e una buona precisione a parte un paio di slittamenti d’ intonazione degli ottoni nelle battute iniziali. Successo vivissimo da parte di un pubblico intervenuto numeroso alla Liederhalle e appuntamento alla prossima stagione che inizierà anch’ essa nel segno di Bruckner, con la Quinta Sinfonia diretta da Marek Janowski.

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