Steven Isserlis e la Stuttgarter Kammerorchester

ISSERLIS_06_by_Satoshi_Aoyagi
Foto ©Satoshi Aoyagi

I concerti della Stuttgarter Kammerorchester sono sempre interessanti da seguire anche per la costante presenza di solisti di rango. L’ ottavo concerto della stagione in abbonamento presentava il cinquantottenne violoncellista britannico Steven Isserlis, considerato a livello internazionale come uno tra i massimi virtuosi odierni del suo strumento. Steve Isserlis è un personaggio poliedrico, che all’ attività concertistica affianca quelle di scrittore, autore di film documentari e conduttore per la BBC in programmi radiofonici di successo come Today, Soul Music e Saturday Classics. Nipote del pianista e compositore Julius Isserlis, che fu uno dei dodici musicisti autorizzati personalmente da Lenin a lasciare la Russia dopo la Rivoluzione d’ Ottobre per esibirsi all’ estero a scopo promozionale, il violoncellista londinese si è guadagnato un posto di prestigio tra i concertisti della nostra epoca per la sua multiforme attività in un repertorio vasto ed eclettico che comprende esibizioni con le più grandi orchestre internazionali e un intenso lavoro nel campo della musica da camera, oltre alle prime esecuzioni di numerosi brani scritti per lui da compositori come Wolfgang Rihm, John Tavener e Thomas Adés, documentata da una cospicua discografia più volte insignita di importanti premi internazionali. Steven Isserlis si è segnalato anche per la sua attività nel campo dell’ educazione musicale come autore di due libri per bambini intitolati Why Beethoven Threw the Stew (Faber & Faber, 2001) e Why Haendel Waggled His Wig (Faber & Faber, 2006) oltre ad aver scritto i testi di tre fiabe messe in musica da Anne Dudley, compositrice di musiche per film vincitrice nel 1998 dell’ Oscar come autrice della colonna sonora di The Full Monty. Conosco da tempo diverse incisioni di Steven Isserlis il cui ascolto mi aveva impressionato favorevolmente e quindi non ho voluto perdere la possibilità di ascoltarlo dal vivo.

Per la sua esibizione con la Stuttgarter Kammerorchester alla Hegel-Saal della Liederhalle, il violoncellista inglese ha scelto il Concerto in do maggiore di Haydn. La sua incisione del brano realizzata insieme alla Chamber Orchestra of Europe diretta da Sir Roger Norrington mi era sembrata davvero di alta classe e l’ ascolto dal vivo ha pienamente confermato le mie impressioni. Steven Isserlis, che suona un violoncello Stradivari del 1726 denominato Marquis de Corberon, è un virtuoso assolutamente di prima grandezza per abilità tecnica e fluidità di fraseggio oltre che per la bellezza di un suono vellutato, rotondo e ricco di sfumature timbriche. La sua lettura del Concerto di Haydn era, se cosí si può dire, cesellata con una raffinatezza di particolari davvero molto notevole e un’ eleganza impeccabile nella condotta delle arcate. Splendida anche la carica virtuosistica esibita dall’ artista britannico nel Finale, con numeri virtuosistici da concertista di alta classe.  In sostanza, una prestazione che ci ha mostrato un concertista davvero da porre tra le personalità musicali più rilevanti del nostro tempo per la personalità e il carisma comunicativo davvero fuori dal comune. Speriamo di avere presto la possibilità di riascoltare Steven Isserlis in concerto da queste parti.

La Stuttgarter Kammerorchester, che in questa serata era guidata dalla violinista australiana Natalie Chee, ben conosciuta qui a Stuttgart in quanto da anni ricopre il ruolo di Kontertmeister della RSO des SWR, ha aperto la serata con una bella esecuzione dei 10 Walzer für Streichorchester, opera giovanile di Arnold Schönberg composta nel 1897 per l’ orchestra d’ archi Polyhymnia fondata da Alexander Zemlinsky, nella quale l’ allora ventitrenne Schönberg suonava il violoncello. Nella seconda parte del programma il complesso ha eseguito la versione per orchestra d’ archi del Quartetto in sol minore op. 27 di Edvard Grieg. Composto nell’ inverno del 1877 ed eseguito per la prima volta a Köln il 29 ottobre dell’ anno seguente, il lavoro si caratterizza per una struttura sostanzialmente basata su un tema popolare, che Grieg riprese dal suo Lied Spielmannslied op. 25 N° 1 e che si ripresenta in tutti i quattro tempi della composizione. Il primo tempo è davvero notevole per l’ intensità dell’ atmosfera drammatica, il cui tono sfuma gradatamente in atmosfere melanconiche nei movimenti intermedi per poi riassumere accenti drammaticamente intensi nel Finale, basato su un motivo mediterraneo di Saltarello che Grieg trasforma in un’ apoteosi quasi tragica. La Stuttgarte Kammerorchester ne ha dato una lettura eccellente per compattezza di suono, pulizia esecutiva e intensità nella realizzazione dei graseggi, perfettamente adeguati per equilibrio e respiro. Una ottima conclusione per una serata a cui il pubblico, intervenuto assai numeroso alla Liederhalle, ha tributato un caloroso successo.

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