Internationale Bachakademie Stuttgart – Gott und die Welt II

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Foto ©Holger Schneider

La stagione concertistica della Internationale Bachakademie Stuttgart si è conclusa con il secondo concerto della serie “Gott und die Welt” per il quale Hans-Cristoph Rademann ha portato alla Stiftskirche i complessi del Dresdner Kammerchor e della Dresdner Barockorchester, da lui fondati e tuttora diretti, per un programma dedicato ai Psalmen Davids di Heinrich Schütz, il compositore che insieme a Bach e Buxtehude è considerato il massimo autore tedesco di musica sacra nel periodo barocco. Giá nel 2014 Rademann aveva offerto al pubblico di Stuttgart un concerto dedicato alle Symphoniae Sacrae e altre musiche di Schütz durante la Musikfest, che aveva registrato una massiccia partecipazione di pubblico. Anche in questa occasione la Stiftskirche era completamente gremita di spettatori che decretato un grande successo a una proposta di livello qualitativamente elevato sotto tutti i punti di vista. Il concerto è stato poi ripetuto il giorno successivo nella Dreienigkeitskirche di Regensburg, nell’ ambito della rassegna Tage Alter Musik.

Devo premettere alla cronaca un’ osservazione da me fatta più volte quando mi capita di assistere a concerti dedicati al repertorio sacro. Per un ascoltatore italiano, fà sempre una grande impressione vedere l’ attenzione e la concentrazione  con cui il pubblico tedesco segue questa musica, che costituisce un patrimonio culturale con cui la gente si identifica in pieno. Certamente, alla base di tutto questo ci sono ragioni di identità e tradizione religiosa, tramandate dalla grande eredità del canto corale che costituisce uno dei punti salienti della cultura musicale di questo popolo. Heinrich Schütz è sicuramente uno dei massimi compositori tra quelli che hanno contribuito a edificare le basi di questo background culturale e la sua musica esercitò una profonda influenza sugli autori tedeschi delle generazioni successive. Nel corso dei suoi cinquantatrè anni di attività a Dresden come Hofkapellmeister del Kurfürst Johann Georg I von Sachsen il compositore sviluppò uno stile che riuniva in maniera personalissima la severità della musica sacra luterana con la polifonia franco-fiamminga e le tecniche policorali della scuola veneziana apprese da Giovanni Gabrielli. I ventisei brani che compongono la raccolta dei Psalmen Davids furono pubblicati nel 1619 poco prima del matrimonio di Schütz con Magdalena Wildecl, la figlia di un alto funzionario di Corte. Gli influssi dello stile policorale veneziano sono particolarmente evidenti in questo ciclo, come scrive l’ autore stesso nella prefazione.

Vnnd demnach ich vor diesem etzliche Teutsche Psalmen auff Italienische Manier / zu welcher ich von meinem lieben vnd in aller Welt hochberühmten Praeceptore Herrn Johan Gabrieln / so lange in Italia ich mich bey jhme auffgehalten / mit fleiß angeführet worden / componiret /

Si tratta di uno dei frutti più maturi e consapevoli dell’ arte di un musicista il cui stile avvince l’ ascoltatore per la maestria nel combinare la severità nordica con il virtuosismo della polifonia meditarranea tramite soluzioni contrappuntistiche e armoniche di incredibile efficacia e che al nostro orecchio suonano affascinanti e modernissime.

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Foto ©Holger Schneider

Rademann ha scelto per questo programma eseguito a Stuttgart e poi a Regensburg una selezione di quattordici tra i ventisei brani della raccolta, includendo quelli che meglio rappresentano tutte le combinazioni tra i Favoriten che eseguono le parti solistiche e i Capellsänger a cui sono affidate le parti corali, con il sostegno d’ insieme dei ripieni strumentali e del basso continuo. Come ha notato il critico inglese Jonathan Woolf in una recensione dell’ incisione discografica di Rademann apparsa sul sito Music Web International:

These soloists, the so-called ‘favoriti’ are given the responsibility of bringing illustrative power to their sung lines, to sing ‘as well and as sweetly’ as possible. These solo singers are vested with the conveyance of the texts’ imagery in all its power and immediacy, whilst the ripieno choruses have a different function, which is, in the composer’s words, ‘for a strong sound and for splendour’. It’s true that they are used as reinforcements of sound at points but they do sit at a distinct musical remove from the soloists.

 

Personalmente, i brani che più mi hanno colpito sono stati i due Salmi per coro solo “An den Wassern zu Babel” e “Singet dem Herrn ein neues Lied”, dove Schütz impiega in modo raffinatissimo la scala modale, e le due versioni del Salmo “Danket dem Herrn denn er ist freundlich” poste in apertura e chiusura di serata, nelle quali lo stile virtuosistico derivato dalla policoralità veneziana si esprime al meglio tramite i passaggi contrappuntistici delle parti solistiche a cui si contrappongono le risposte antifonali del ripieno corale, iil tutto incluso una cornice strumentale splendente e fastosa.

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Foto ©Holger Schneider

Per quanto riguarda l’ esecuzione, Rademann conosce questo repertorio come pochi altri musicisti di oggi e i complessi del Dresdner Kammerchor e della Dresdner Barockorchester, con i quali sta portando a termine l’ incisione discografica integrale delle opere di Schütz, sono lo strumento ideale per la realizzazione delle sue idee interpretative, assolutamente ideali per la scrupolosità attenta delle scelte stilistiche e la cura certosina con cui il musicista sassone sottolinea tutte le sfumature sonore e i particolari architettonici di questa musica, qui resa in una veste espressiva che metteva splendidamente in rilievo tutte le caratteristiche dello stile dell’ autore. Magnifica anche la prova dei nove solisti, i soprani Gerlinde Sämann e Isabel Jantschek, i controtenori David Erler e Stefan Kunath, i tenori Charles Daniels, Tobias Mäthger e Čenĕk Svoboda, i bassi Lisandro Abadie e Felix Schwandtke.  Un vero e proprio caleidoscopio di sonorità splendenti e colori dinamici raffinatissimi in un crescendo avvincente di tensione interpretativa ha coinvolto al massimo il pubblico della Stiftskirche, il quale alla fine ha tributato applausi trionfali a tutti i protagonisti di una serata davvero di altissima qualità.

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