RSO des SWR – Andrea Marcon e Francesco Piemontesi

La Cetra Photo: Marco Borggreve
Foto ©Marco Borggreve

Oltre ad essersi affermato da tempo come uno dei più autorevoli specialisti nel campo dell’ esecuzione storicamente informata, Andrea Marcon ha intrapreso in questi ultimi anni un’ attività di direttore d’ orchestra che sta riscuotendo un successo sempre più crescente soprattutto qui in Germania dove il musicista trevigiano negli ultimi anni è salito sul podio di quasi tutti i principali complessi sinfonici, tra i quali anche i Berliner Philharmoniker e la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks. Anche la Radio-Sinfonieorchester Stuttgart des SWR ha invitato Marcon a dirigere un programma mozartiano, eseguito con grandissimo successo allo Schwetzinger SWR Festspiele e ripetuto alla Liederhalle per un concerto riservato ai soci del Freunde und Forderer des Radio-Sinfonieorchester Stuttgart des SWR e.V., il soldaizio che riunisce gli sponsor e i sostenitori finanziari del complesso.

Andrea Marcon è uno tra i musicisti dei quali ho avuto modo di seguire fin dagli inizi la carriera. Ci conosciamo da quando entrambi eravamo studenti, e anche a quell’ epoca il talento che dimostrava di possedere mi rendeva sicuro del fatto che prima o poi sarebbe arrivato alle posizioni di vertice del concertismo internazionale. Erano gli anni in cui la diffusione delle incisioni di Nikolaus Harnoncourt, Gustav Leonhardt, Frans Brüggen, Sigiswald Kuijken e Anner Bylsma aveva portato, per quelli della nostra generazione, alla riscoperta del repertorio rinascimentale e barocco. I concerti di questi e altri artisti richiamavano regolarmente folle di ascoltatori in gran parte giovani ed entusiasti nell’ accostarsi a un repertorio che, grazie ai nuovi criteri esecutivi, ci appariva improvvisamente sotto una luce inedita.

Non trovando in Italia una scuola dove apprendere le tecniche della prassi esecutiva storicamente informata, Andrea Marcon decise di andare a proseguire gli studi alla Schola Cantorum di Basel, una delle più prestigiose scuole musicali europee, dove fu allievo di Jean Claude Zehnder. Tornato in Italia dopo aver conseguito il primo premio in due dei massimi concorsi organistici europei, quello di Bruges e il “Paul Hofhaimer” di Innsbruck, il musicista trevigiano ha iniziato una carriera che col passare del tempo lo ha portato ad essere uno degli interpreti di riferimento della musica italiana del Seicento e del Settecento come organista, cembalista e direttore di complessi specializzati. Spicca in particolare il suo lavoro con la Venice Baroque Orchestra, da lui fondata nel 1997, documentato da più di 50 incisioni realizzate in esclusiva per la DG, molte delle quali hanno ottenuto i massimi riconoscimenti della stampa specializzata internazionale come ad esempio il Diapason d’ Or, il Recording of the Year della rivista Gramophone, Choc de l’ année de le Monde de la Musique, il “Premio Internazionale del Disco Vivaldi per la Musica Antica Italiana” della Fondazione Cini di Venezia, il Premio Edison e per cinque volte il Premio della Critica Discografica Tedesca.

Come direttore d’ orchestra Andrea Marcon si sta dedicando assiduamente alla musica di Mozart, autore che aveva scelto anche tre anni fa in occasione del suo esordio con gli Stuttgarter Philharmoniker. Ovviamente un complesso come la RSO des SWR, che ha già assimilato i principi dell’ esecuzione filologica in undici anni di lavoro sotto la guida di Sir Roger Norrington, risulta molto più adatto a realizzare le intenzioni interpretative di un musicista formatosi sul repertorio rinascimentale e barocco. Alla guida di un organico limitato a una trentina di elementi, Andrea Marcon ha offerto una prova davvero di alta classe dimostrandosi interprete mozartiano incisivo, efficace e personale. La vorticosa esecuzione dell’ Ouverture da Le Nozze di Figaro in apertura di programma conteneva in sè tutte le caratteristiche di un Mozart dal suono luminoso, accurato nelle dinamiche, vivace e pungente in un fraseggio caratterizzato da uno scrupoloso rispetto delle accentazioni ritmiche, con le sincopi in perfetta evidenza. Una bella dimostrazione pratica del fatto che lo stile storicamente informato non equivale automaticamente ad archi che grattano e sonorità acide ma che si può ottenere un bel suono anche nel rispetto delle antiche prassi esecutive. Nel Concerto in do maggiore KV 503 il suono chiaro e dalle tinte luminescenti messo in mostra dalla RSO des SWR sotto la direzione di Marcon costituiva una base ideale per i fraseggi eleganti e raffinati di Francesco Piemontesi, trentaduenne pianista ticinese originario di Locarno e residente a Berlino, che ha messo in evidenza una raffinatezza di tocco e una scioltezza tecnica davvero da interprete di primissimo livello. L’ eleganza e la flessibilità con cui Piemontesi ha suonato la parte solistica, in cui spiccava la precisissima realizzazione delle ornamentazioni con i gruppetti eseguiti allargando leggermente la prima nota e poi rientrando in tempo, hanno reso questa esecuzione come un modello di stile interpretativo mozartiano davvero molto notevole in un pianista così giovane. Francesco Piemontesi è stato invitato dalla London Wigmore Hall ad eseguire il ciclo completo delle Sonate mozartiane e dire che, stando ai risultati di questa prova, si tratta di un progetto da seguire con grande attenzione.

Nella seconda parte Andrea Marcon ha dato la dimostrazione definitiva del suo talento interpretativo con una stupenda lettura della Sinfonia “Jupiter” KV 551. La cantabilità fervida dell’ Adagio, eseguito come un Recitativo e Aria d’ opera per attenzione al respiro melodico e scrupoloso rispetto degli accenti, la vivacità incisiva del fraseggio e la lucidità assoluta nell’ evidenziare i passaggi contrappuntistici del Finale erano le caratteristiche salienti di un’ interpretazione davvero esemplare e tra le migliori che mi sia capitato di ascoltare in questi ultimi anni. Andrea Marcon ha tutti i requisiti per scrivere pagine importanti nella storia esecutiva mozartiana dei prossimi anni. Personalmente posso solo aggiungere che noi speriamo di riascoltare presto sia lui che Francesco Piemontesi qui a Stuttgart.

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