RSO des SWR Abo 8 – Stéphane Denève e Lars Vogt

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Foto: http://www.larsvogt.de

Stéphane Denève è tornato alla Liederhalle per dirigere il suo terzultimo concerto da Chefdirigent della Radio-Sinfonieorchester Stuttgart des SWR. L’ appuntamento è stato preceduto dalla conferenza stampa di presentazione della stagione 2016/17 nella quale esordirà ufficialmente la nuova SWR Symphonieorchester, il complesso che riunirà in un unico Klangkörper la SWR Sinfonieorchesters Baden-Baden und Freiburg e la RSO des SWR in seguito alla fusione delle due orchestre decisa dai vertici dell’ ente radiotelevisivo. Johannes Bultmann, Felix Fischer e Reinhard Oechsler, i tre responsabili della direzione artistica, hanno illustrato i dettagli di una stagione che si annuncia ricchissima di interesse. La nuova formazione esordirà ufficialmente il 22 settembre alla Liederhalle sotto la direzione di Peter  Eötvös che accanto a musiche di Mahler, Kajia Sarriaho e Bartòk eseguira il suo Concerto “DoReMi” per violino e orchestra con Patricia Kopatchinskaja come solista. Il cartellone comprenderà 91 concerti sinfonici che oltre a Stuttgart si terranno a Freiburg, Mannheim e in altre dodici città del Baden-Württemberg oltre a una tournée in Germania e due internazionali con esibizioni in Spagna, Regno Unito e nel Nord Europa e a quindici concerti cameristici. Tredici prime esecuzioni di nuovi brani costituiranno uno dei punti salienti di una stagione che avrà i suoi punti cardine  in Mahler, del quale verrano eseguite, oltre all’ Adagio della Decima Sinfonia nella serata inaugurale, la Prima Sinfonia, la Seconda e la Quinta dirette da Christoph Eschenbach e la Sesta affidata a David Zinman, e nella consueta rassegna della produzione di un compositore contemporaneo, in questo caso la finlandese Kajia Sarriaho. Tra i direttori spiccano i nomi di giovani bacchette emergenti come Cornelius Meister, Jakub Hrůša, David Afkham e Dima Slobodeniouk accanto a nomi di prestigio consolidato come Ingo Metzmacher, Philippe Herreweghe, David Zinman, Cristoph Eschenbach, Dmitrij Kitajenko e Vassily Sinaisky. Il pianista americano Tzimon Barto terrà concerti da solista e in gruppi da camera come Artist in Residence; il panorama dei solisti comprende inoltre artisti di assoluto rilievo come Renaud Capucon, Sol Gabetta, Anna Vinnitskaja, Alexei Volodin, Arcadi Volodos, Fazil Say e Thomas Zehetmair. Immutata anche l’ offerta rivolta ai giovani, con i Mittagskonzerte e i progetti educativi per i ragazzi delle scuole superiori. Un altro aspetto di grande interesse è costituito dalla nascita del nuovo portale web SWR Classic, sul quale tutti i concerti della stagione verranno trasmessi in diretta streaming. Sicuramente una stagione di altissimo livello, oltretutto impreziosita dal fatto che nessun posto di lavoro è stato cancellato dalla fusione delle due orchestre. 175 musicisti formeranno l’ organico di partenza che tramite i pensionamenti verrà gradualmente ridotto nei prossimi anni fino a comprendere 119 membri stabili, cosa che renderà la SWR Symphonieorchester il secondo complesso sinfonico tedesco in ordine di grandezza. C’ è solo da congratularsi con lo staff artistico della SWR che è riuscito a risolvere come meglio non si poteva una situazione davvero problematica, senza perdere nulla in termini di qualità artistica.

Veniamo adesso a parlare dell’ ottavo concerto di questa stagione, nel quale Stéphane Denève, che a luglio concluderà il suo mandato di Chefdirigent (il discorso relativo al suo successore è stato rimandato alle prime riunioni che i membri della nuova orchestra terranno a partire da settembre) ha presentato un programma imperniato sulla musica di Brahms. La serata alla Liederhalle si apriva con la Tragische Ouverture op. 81, della quale il direttore francese ha offerto una lettura impostata su un tono cupo e sfumato nelle atmosfere. Le letture brahmsiane di Denève sono sempre condotte su un tono che si distacca in maniera decisa dalle sonorità monumentali a favore di una cantabilità sfumata e dagli accenti intimi, come anche nel caso di questa esecuzione nella quale la RSO des SWR ha esibito il meglio della cavata compatta e ricca di armonici che caratterizza la sezione archi, combinata perfettamente con le tinte dorate degli ottoni e il suono morbido dei fiati. A mantenere questa atmosfera di cupa melanconia contribuiva efficacemente il secondo brano del programma che era il ciclo dei Vier Ernste Gesänge op. 121 orchesrato da Detlev Glanert. Si sa che Brahms stesso aveva pensato di realizzare une versione per orchestra di questo ciclo liederistico, come risulta da appunti autografi da lui lasciati. Detlev Glanert ha preso spunto da questi schizzi per realizzare la strumentazione e dei brani orchestrali di collegamento che rielaborano il materiale tematico dei Lieder. Il risultato è decisamente interessante per la tinta personale che Glanert è riuscito a ottenere pur rimanendo fedele al dettato stilistico brahmsiamo. Il baritono canadese Russel Braun. a cui era affidata la parte solistica, ha messo in mostra una voce robusta e di bella grana timbrica oltre a un’ ottima sensibilità di fraseggio e a una dinamica molto ben controllata.

Nella seconda parte della serata arrivava quello che forse era il momento più atteso: l’ esecuzione del Concerto N° 1 in re minore op. 15 affidata a Lars Vogt, uno dei nomi di maggior spicco nel panorama pianistico della nostra epoca. Non avevo finora mai ascoltato dal vivo il quarantacinquenne virtuoso originario di Düren nel Nordrhein-Westfalen, che conoscevo solo tramite la sua cospicua discografia, e devo dire che l’ esito ha soddisfatto pienamente le aspettative che mi ero fatto ascoltando le registrazioni. Il Primo Concerto di Brahms è una delle partiture più ostiche di tutta la letteratura pianistica perchè richiede al solista, oltre a una tecnica di prim’ ordine, la capacità di svettare al di sopra di una strumentazione folta e densa senza per questo cadere in eccessi di muscolarità retorica. Lars Vogt ne ha dato un’ interpretazione concentrata e molto espressiva, con un tono assolutamente scevro di eccessi retorici e una magnifica sicurezza in punti problematici come i terribili passaggi di ottave nel primo movimento e le agilità sgranate del Finale. Il suono del pianista tedesco è di bellissima qualità, terso e mai forzato nei fortissimi, perfettamente proiettato nelle sonorità attutite. Denève, che come accompagnatore ha la rara capacità di calibrare il suono orchestrale in maniera perfetta sulle caratteristiche timbriche dei solisti con cui collabora, lo ha servito come meglio non si poteva desiderare con un sostegno strumentale ricchissimo di colori e sfumature, fervido nella cantabilità dei passaggi melodici, splendidamente realizzato dalla RSO des SWR che qui ha esibito tutto il meglio della sua paletta coloristica. Una bella esecuzione, tra le migliori che io abbia mai ascoltato di questo capolavoro. Trionfo finale e, come fuori programma, una raffinatissima esecuzione del Moment Musicaux N° 3 di Schubert, cesellata da Vogt con una perfetta definizione dei particolari che ha siglato al meglio una prestazione davvero di gran classe.

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Un pensiero su “RSO des SWR Abo 8 – Stéphane Denève e Lars Vogt

  1. Ho ascoltato dal vivo Lars Vogt una volta sola, a Brescia nel Concerto dell’Imperatore. Tengo appunti e, andando a ripescare le note di questo concerto, del quale serbo un ricordo complessivamente non positivo, vedo che mi colpirono le sonorità aspre e il tocco pesante, uniti a uno spiacevole senso di confusione e anche di fallosità. Detta così, sembra una completa stroncatura, ma gli appunti sono appunti, e possono riguardare singole sbavature. C’è anche da dire che suonare accompagnati dall’orchestra Verdi e dalla sua poco geniale madrina cinese non avvantaggia un solista. Vedo che tu ne ricevi un’impressione diversa, e poiché ho molto rispetto per le tue recensioni cercherò di ascoltarlo ancora.

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