Nicola Benedetti e la RSO des SWR

Nicola Benedettifotoswr
Foto SWR

Ho già scritto in diverse occasioni a proposito della nuova generazione di solisti che a mio parere costituisce uno degli aspetti più interessanti nella vita concertistica della nostra epoca. Soprattutto per quanto riguarda il violino, stiamo assistendo in questi ultimi anni all’ affermazione di tutta una serie di strumentisti dotati di grande talento e impeccabili dal punto di vista della preparazione tecnica. Dopo aver ascoltato in questi ultimi anni più o meno tutte le giovani violiniste di prestigio apparse nel primo decennio del nuovo secolo alla ribalta del concertismo internazionale come Arabella Steinbacher, Julia Fischer, Vilde Frang, Alina Pogostkina, Lisa Batiashvili e Alina Ibragimova, attendevo l’ occasione di sentire dal vivo anche Nicola Benedetti, ventinovenne solista britannica uscita dalla prestigiosa Yehudi Menuhin School, invitata a esibirsi come solista con la Radio-Sinfonieorchester Stuttgart des SWR diretta da Stéphane Denève nel secondo concerto sinfonico della stagione organizzata dalla Kulturgemeinschaft. Nata a West Kilbride nella contea del North Ayshire da padre italiano e madre scozzese, Nicola Benedetti si è fatta conoscere a livello internazionale vincendo l’ edizione 2004 del concorso BBC Young Musician of the Year e ha iniziato subito una rapida carriera internazionale che nel Regno Unito l’ ha portata a livelli di popolarità da star mediatica dopo le sue esibizioni in diretta televisiva alla Last Night of the Proms del 2012 e al Rod Stewart’ s Christmas Show nel novembre dello stesso anno. Il suo ultimo CD, intitolato Homecoming; A Scottish Fantasy, è addirittura entrato per alcune settimane nella Top 20 della classifica di vendita Official UK Albums Chart. Oltre a esibirsi in tutte le grandi sale concertistiche del mondo, la violinista scozzese si dedica anche a una serie di progetti educativi in campo musicale per i quali, unitamente alla sua attività solistica, è stata insignita nel 2013 del Most Excellent Order of the British Empire (MBE).

Come ho avuto più volte occasione di scrivere in simili casi, dietro la carriera di giovani solisti come la Benedetti non c’ è solo il mainstream mediatico ma anche molta sostanza. Anche qui siamo in presenza di una strumentista che a una preparazione tecnica pressochè impeccabile unisce una personalità musicale di notevole livello. Nicola Benedetti si è presentata al pubblico della Liederhalle con il Concerto op. 35 di Karol Szymanowski, brano a cui la violinista scozzese deve gran parte del suo successo avendolo eseguito nella finale del concorso alla BBC e subito dopo registrato nel suo album di debutto per la Universal Music. Il primo Concerto di Szymanowski, composto nel 1916 e dedicato a Paul Kochanski, grande violinista polacco scomparso prematuramente nel 1934 e che collaborò alla stesura della parte solistica scrivendo lui stesso la cadenza, è una partitura che impegna il solista molto severamente sia dal punto di vista tecnico che da quello della resa formale d’ insieme. Nicola Benedetti ha messo in mostra nella sua esecuzione notevoli qualità virtuosistiche e maturità di concezione musicale, ma soprattutto un carisma e una comunicativa davvero da concertista di classe. La giovane violinista scozzese, che suona lo Stradivari “Gariel” del 1717, ha esibito una sonorità splendida a livello di qualità timbrica e omogenea nel controllo della dinamica, con pianissimi trasparenti di assoluta raffinatezza che spiccavano come preziosi particolari in un fraseggio notevolissimo per equilibrio e respiro d’ insieme. Una prestazione che mi ha assolutamente convinto delle notevoli qualità possedute da questa giovane e attraente solista che senza dubbio merita in pieno la fama guadagnata negli ultimi anni. Stéphene Denève da parte sua le ha fornito un sostegno orchestrale eccellente, riuscendo come sempre a calibrare il suono della RSO des SWR in perfetta sintonia con le intenzioni esecutive della parte solistica. Grandissimo successo di pubblico per la Benedetti, che ha concesso come bis una ispiratissima esecuzione della Sarabanda dalla Partita in re minore di Bach.

La parte strumentale del concerto era dedicata a brani del Novecento francese e russo. In apertura di serata Denève ci ha proposto un altro esempio delle sue belle interpretazioni di Albert Roussel con Le Festin de l’ araignée op.17, suite sinfonica dal balletto omonimo che costuisce una delle partiture più conosciute nella produzione del compositore di Turcoing. Denève e la RSO des SWR hanno sciorinato un vero e proprio arazzo di sonorità strumentali ricercate e affascinanti, rendendo pienamente giustizia agli influssi derivati da Debussy e Ravel che la scrittura del brano evidenzia. Nella seconda parte della serata, il direttore francese ha dato un’ altra bella prova del suo talento di interprete novecentesco con una eccellente lettura di una selezione dalle tre Suites sinfoniche del balletto Cinderella di Prokofiev. La RSO des SWR ha anche qui messo in mostra tutto il meglio delle sue possibilità sonore assecondando perfettamente la lettura tesa, aggressiva e tagliente conferita da Denève a certi brani e unita a una bella serie di sottigliezze ritmiche. Sono sempre più convinto che il pubblico di Stuttgart sentirà molto la mancanza di Stéphane Denève dopo la fine di questa che sarà la sua ultima stagione come Chefdirigent della RSO des SWR. Lunghi applausi finali, per una serata davvero di grande musica

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