RSO Stuttgart des SWR – Michel Tabachnik e Vilde Frang

Foto ©Marco Borggreve
Foto ©Marco Borggreve

Nel terzo concerto della stagione alla Liederhalle, la Radio-Sinfonieorchester Stuttgart des SWR ha presentato come brano di apertura un omaggio a Helmut Lachenmann, il celebre compositore allievo di Luigi Nono, che quest’ anno festeggia il suo ottantesimo compleanno. Stuttgart sta dedicando in questi giorni un cospicuo ciclo di concerti per onorare quella che senza dubbio è una delle personalità artistiche più importanti a cui la città ha dato i natali negli ultimi decenni. Lachenmann ha tenuto personalmente la prolusione al concerto e il pubblico delle Liederhalle ha tributato un affettuoso omaggio al musicista concittadino, che ha dovuto fermarsi a lungo in sala per rilasciare autografi. Sul podio in questa occasione è tornato Michel Tabachnik, settantatreenne direttore svizzero che in questi ultimi anni lavora regolarmente con la RSO des SWR ed è lui stesso una personalità di rilievo nel campo della musica contemporanea. Tabachnik infatti, oltre che compositore importante e successore di Pierre Boulez alla guida dell’ Ensemble InterContemporain, è uno dei direttori più esperti nel rapporto con i compositori di oggi ed ha al suo attivo più di 130 prime esecuzioni assolute tra cui venti lavori di Iannis Xenakis, che lo ha più volte indicato come migliore interprete della sua musica.

La composizione di Lachenmann presentata in questa occasione era Schreiben – Musik für Orchester, partitura composta nel 2003 e revisionata un anno dopo. Sono trenta minuti circa di musica che rappresentano al meglio la concezione stilistica di quella che Lachenmann stesso ha definito come Musique concrète instrumentale, un tipo di scrittura che utilizza i mezzi sonori dell’ orchestra sinfonica tradizionale per ottenere effetti che evocano a tratti i rumori della vita quotidiana e un linguaggio musicale che abbraccia la totalità del mondo sonoro accessibile. Il brano è strumentato per un organico orchestrale di grandi dimensioni con l’ aggiunta di una nutrita sezione di percussioni e di due pianoforti utilizzati per effetti particolari tramite suoni da ricavare direttamente dalle corde. Il risultato è straniante e assai ricco di fascino all’ ascolto. Michel Tabachnik è il direttore ideale per questo tipo di musica è la sua esecuzione è stata assolutamente esemplare per attenziona alle dinamiche e scrupolosa realizzazione degli effetti previsti da Lachenmann, festeggiatissimo dal pubblico alla fine del brano.

Il resto della serata era dedicato al repertorio tradizionale e aveva uno dei principali motivi di interesse nella presenza di Vilde Frang, ventinovenne violinista norvegese che, dopo i numerosi premi ottenuti dai suo primi quattro album registrati per la Warner Classic e il suo trionfale debutto con i Wiener Philharmoniker al Luzern Festival 2012, è considerata una delle più promettenti giovani concertiste del momento. Come Arabella Steinbacher, Lisa Batiashvili e Julia Fischer, anche Vilde Frang è un prodotto della celebre scuola di Ana Chumachenco, forse la più prestigiosa insegnante di violino attiva nella nostra epoca. Per il suo debutto alla Liederhalle la giovane violinista ha scelto il Concerto in la maggiore KV 219 di Mozart, uno dei brani presenti nel suo ultimo CD dedicato appunto al musicista salisburghese. All’ ascolto dal vivo la Frang, che suona uno strumento del 1864 costruito da Jean-Baptiste Vuillaume, ha confermato le buone impressioni che avevo avuto dall’ audizione dei suoi dischi. Il suono è di bella qualità, non di volume cospicuo ma penetrante, chiaro e cristallino oltre che di perfetta intonazione. L’ interprete è molto elegante, raffinata e ricca di sfumature in un fraseggio molto flessibile e personale nella tornitura delle frasi. Le cose più belle della sua esecuzione la Frang le ha offerte nell’ Adagio, condotto quasi tutto con una luminosa lama di suono estremamente attraente per fascino timbrico, e nella grinta virtuosistica del Finale, con il celebre tema evocante la musica turca eseguito in maniera scattante e perentoria. Ottima anche la resa delle cadenze, che erano quelle di Joseph Joachim. Sul podio, Tabachnik è stato pressochè perfetto nel fornire alla solista un sostegno orchestrale fatto di sonorità eleganti e raffinate ricavate da un’ orchestra in formazione ridotta. Gli scambi coloristici e le proposte reciproche di fraseggio tra il violino e il complesso strumentale costituivano uno degli aspetti più riusciti di un’ esecuzione complessivamente di grande qualità. Vilde Frang è davvero una violinista promettente e in un certo repertorio potrebbe avere molte cose interessanti da offrire nei prossimi anni. Come bis, la giovane strumentista ha eseguito una danza popolare norvegese.

Michel Tabachnik e la RSO des SWR hanno poi concluso la serata con una bella esecuzione della Quarta Sinfonia di Schumann, molto flessibile nella scelta dei tempi e ben calibrata negli equilibri strumentali. L’ orchestra ha suonato in maniera impeccabile, con quel suono ricco e compatto che è la sua caratteristica peculiare e che ne fa, a tutti gli effetti, una tra le migliori formazioni sinfoniche del panorama musicale tedesco. Bravissima come sempre Mila Georgieva, la Konzertmeisterin, negli assoli violinistici del secondo movimento. Tabachnik ha confermato anche in questa occasione di essere un interprete rilevante del repertorio ottocentesco per la sua perfetta padronanza delle strutture e la sensibilità nel rendere gli impasti strumentali. Successo vivissimo da parte di un pubblico molto numeroso, con una cospicua presenza di giovani.

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