RSO Stuttgart des SWR – David Afkham

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Per il secondo concerto della stagione in abbonamento alla Liederhalle la Radio-Sinfonieorchester Stuttgart des SWR ha presentato uno splendido programma di Novecento viennese, ideato personalmente da David Afkham, il trentaduenne direttore originario di Freiburg che ritornava qui a Stuttgart dopo quasi due anni dal suo trionfale debutto con l’ orchestra. David Afkham, dopo aver accumulato diverse esperienze significative da assistente di celebri bacchette come Bernard Haitink ed Herbert Blomstedt, si è fatto conoscere a livello internazionale nel 2010 con la vittoria nella prima edizione del “Nestlé and Salzburg Young Conductors Award”, in seguito alla quale ha debuttato con grande successo sul podio di parecchie fra le più grandi orchestre internazionali. Dopo l’ ascolto di questo concerto, si può sicuramente dire che si tratta di un successo ben meritato. Afkham è senza dubbio un musicista molto preparato, in possesso di una tecnica direttoriale efficace espressa tramite un gesto elegante e sicuro, oltre che di una personalità interpretativa assai ben sviluppata in rapporto alla giovane età. Nei Fünf Orchesterstücke op. 16 di Arnold Schönberg, che aprivano il programma della serata, Afkham ha saputo sottolineare molto bene gli impasti coloristici e gli influssi stilistici mutuati da Richard Strauss e Debussy che la scrittura schönberghiana rivela in diversi punti di questa partitura, dando nel contempo un eccellente risalto alla violenza espressionistica di Peripetie, il quarto brano del ciclo. Una lettura molto interessante, realizzata in modo eccellente dalla RSO des SWR che ha risposto in modo perfetto alle indicazioni del podio. Lo stesso si può dire dei Sieben frühe Lieder di Alban Berg, nei quali David Afkham è riuscito a realizzare sfumature strumentali di grande raffinatezza e fraseggi di ottimo respiro melodico. Solista era il quarantaquattrenne soprano svedese Camilla Tilling, cantante che gode di una buona reputazione internazionale, molto musicale e fraseggiatrice senza dubbio di buona sensibilità ma purtroppo penalizzata da una voce poco consistente e con evidenti problemi di proiezione che a tratti rischiavano di compromettere gli equilibri tra canto e orchestra, a dispetto dell’ attenzione mostrata dal direttore nel graduare le sonorità.

Nella seconda parte del concerto, David Afkham ha scelto di proporre la Quarta Sinfonia di Gustav Mahler, il compositore che fu una delle fonti principali di ispirazione per i musicisti della cosiddetta Zweite Wiener Schule. Un’ esecuzione in cui la RSO des SWR ha messo in mostra tutte le qualità di suono, precisione e compattezza strumentale che ne fanno senza discussioni una tra le migliori orchestre del mondo musicale tedesco. Afkham ha saputo sfruttare al meglio le possibilità offertegli da una formazione di questo livello per ricavarne un’ interpretazione molto interessante e coerente nel rendere il carattere peculiare di questa musica, in bilico tra la nostalgia della classicità e gli aspetti innovativi che la scrittura sinfonica di Mahler rivela anche qui. Molto ben diretto il primo tempo, rilassato nell’ atmosfera e impostato dal giovane direttore con un fraseggio molto attento a sottolineare la complessità delle relazioni interne del materiale tematico e delle varianti, concatenate in modo che ognuna di esse sia la conseguenza della variante precedente. Eccellente mi è sembrato il secondo movimento nel quale Mila Georgieva, la Konzertmeisterin del complesso, ha suonato gli assoli violinistici con un’ eleganza e una raffinatezza sonora davero da musicista di altissima classe. Nell’ Adagio, gli impasti timbrici di cui Mahler andava giustamente orgoglioso e il fascino delle linee melodiche sono stati resi da Afkham con un’ ottima sicurezza e lucidità di esposizione. Splendide, senza mezzi termini, sono apparse la bellezza sonora, la morbidezza di impasti e la ricchezza di colori che la sezione archi della RSO des SWR ha messo in evidenza in questo brano fino alla rarefatta leggerezza delle battute conclusive, sottolineate in maniera eccellente dal giovane direttore. Nel Lied Das himmlische Leben, che Mahler pose a conclusione della Quarta Sinfonia dopo averlo originariamente concepito per il piano preliminare della Terza, la voce della Tilling è apparsa più adeguata nel rendere il carattere quasi infantile del testo e la sottigliezza di certe dinamiche, in buona sintonia con la trasparenza smaterializzate che David Afkham è riuscito a realizzare. Successo assai vivo per una serata che ci ha fatto conoscere un direttore davvero promettente, dotato di notevoli qualità e che dovrebbe senz’ altro percorrere una carriera di primo piano.

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