Dan Ettinger e gli Stuttgarter Philharmoniker. Concerto inaugurale della stagione 2015/16

Foto ©Thomas Niedermueller / niedermueller.de
Foto ©Thomas Niedermueller / niedermueller.de

Dan Ettinger, nominato lo scorso anno Chefdirigent degli Stuttgarter Philharmoniker, ha preso ufficialmente possesso del suo incarico con il concerto inaugurale della stagione 2015/16. La serata alla Liederhalle è iniziata con i discorsi di benvenuto tenuti da Michael Stille, l’ Intendant dell’ orchestra, e di Fritz Kuhn, il sindaco di Stuttgart, che ha consegnato la bacchetta al quarantaquattrenne direttore israeliano. Come avevo già scritto in occasione dell’ annuncio ifficiale, la nomina di Dan Ettinger costituisce senza dubbio un’ acquisizione preziosa sia per la vita musicale di Stuttgart che per i Philharmoniker, che si sono assicurati la collaborazione di una tra le giovani bacchette più quotate del momento. Impostosi all’ attenzione internazionale con i grandi successi ottenuti nelle sue apparizioni in teatri come la Bayerische Staatsoper, la Wiener Staatsoper, ìl Salzburger Festspiele, il Metropolitan e il Covent Garden oltre che per l’ eccellente lavoro svolto come Generalmusikdirektor del Nationaltheater Mannheim, istituzione che sotto la sua direzione artistica ha conquistato una posizione di rilievo nel mondo operistico tedesco e pochi giorni fa è stata premiata con il riconoscimento di Theater des Jahres dalla rivista Opernwelt, Dan Ettinger è considerato uno dei talenti emergenti nel campo della direzione d’ orchestra e sotto la sua guida gli Stuttgarter Philharmoniker avranno sicuramente la possibilità di compiere un salto qualitativo. Seguo da qualche anno i concerti di questa orchestra e ho sempre avuto l’ impressione che si tratti di un complesso dotato di ottime potenzialità ma bisognoso di affinarle sotto una guida esperta, soprattutto da quando Gabriel Feltz, il predecessore di Ettinger nel ruolo di Chefdirigent, ha lasciato l’ incarico. Il maestro israeliano è sicuramente l’ uomo adatto per compiere questo lavoro di rifinitura, anche e soprattutto perché ha assicurato una presenza assidua e regolare sul podio già a partire da questa stagione nella quale dirigerà complessivamente ventotto concerti, a Stuttgart e in tournée.

Fritz Kuhn, Oberbürgermeister di Stuttgart, consegna a Dan Ettinger la bacchetta. Foto ©Martin Lorenz
Fritz Kuhn, Oberbürgermeister di Stuttgart, consegna a Dan Ettinger la bacchetta. Foto ©Martin Lorenz

Il concerto inaugurale alla Liederhalle era il primo del ciclo di abbonamento “Sextett”, che Ettinger in questa sua prima stagione ha voluto riservarsi per intero denominandolo “Meine Musik”. La prima parte del programma era dedicata al Concerto per violino in sol maggiore K. 216 di Mozart. Come solista i Philharmoniker hanno invitato il trentenne violinista franco-serbo Nemanja Radulović, rivelatosi nel 2006 sostituendo Maxim Vengerov in un concerto dell’ Orchestre Philharmonique de Radio France diretto da  Myung-Whun Chung alla Salle Pleyel e da allora affermatosi come uno dei giovani strumentisti più interessanti del panorama attuale. Radulović, che ha recentemente pubblicato il suo primo album per la Deutsche Grammophon dopo la firma di un contratto come artista in esclusiva, si presenta in scena con un abbigliamento in stile quasi da rockstar, un po’ alla David Garrett. Si tratta comunque di uno strumentista tecnicamente molto completo e in possesso di notevoli qualità virtuosistiche, esibite al meglio nella spettacolare esecuzione della Danza Russa dal Lago dei Cigni di Tschaikowski suonata come bis. Il suo Mozart però lascia qualche perplessità per il taglio interpretativo romanticheggiante, quasi dandistico e le sonorità spesso edonistiche nella sottolineatura esagerata delle dinamiche. Dan Ettinger lo ha accompagnato molto bene, con un fraseggio orchestrale flessibile realizzato dall’ orchestra in maniera abbastanza adeguata, nonostante qualche imprecisione dei fiati. In definitiva, un violinista dalla personalità interessante ma da riascoltare in un repertorio più adatto alle sue caratteristiche interpretative e alle sue indubbie doti di showman.

La seconda parte del programma era senza dubbio quella più attesa dal pubblico della Liederhalle: il nuovo Chefdirigent ha voluto infatti proporre la Quinta Sinfonia di Mahler, una partitura che costituisce un banco di prova molto impegnativo anche per complessi molto più agguerriti degli Stuttgarter Philharmoniker. Nelle interviste di presentazione concesse ai giornali locali prima del concerto, Dan Ettinger ha sottolineato il fatto che un’ orchestra deve obbligatoriamente misurarsi con questi brani se vuole ambire a una posizione di rilievo dal punto di vista qualitativo. Gli Stuttgarter Philharmoniker hanno superato onorevolmente questa difficile prova, dimostrando un’ ottima coesione d’ insieme e un’ intesa già sufficientemente sviluppata con il direttore. Certamente Dan Ettinger dovrà lavorare nei prossimi anni sul consolidamento delle sezioni e sull’ affinamento della qualità del suono, soprattutto per quanto riguarda gli archi. Molto buona comunque la prestazione offerta dalla prima tromba e dal primo corno nei difficili assoli della Trauermarsch e dello Scherzo. Dal punto di vista interpretativo, il Mahler di Dan Ettinger è sicuramente da ascoltare. Il giovane direttore ha una mimica gestuale elegante e sicura, molto efficace dal punto di vista tecnico e perfettamente funzionale nell’ ottenere dagli strumentisti gli effetti richiesti. La sua lettura della Quinta di Mahler è stata notevole, molto interessante per il tono composto e privo di eccessi retorici, il severo splendore sinfonico delle sonorità nei primi due movimenti, l’ accuratezza nella realizzazione delle dinamiche e il fraseggio, sempre misurato e ricco di gusto. Personalmente ho trovato davvero ottima l’ esecuzione del celebre Adagietto, tenuto a un tempo abbastanza lento (circa dieci minuti e mezzo di durata) e fraseggiato con notevole nobiltà espressiva, senza quell’ enfasi da intermezzo mascagnano che molti direttori conferiscono a questa pagina. Anche le complesse strutture contrappuntistiche del Finale sono state evidenziate in maniera molto lucida da Ettinger, che ha concluso con una Coda dal tono intenso e serrato un’ esecuzione senza dubbio molto ben riuscita. Successo vivissimo per il direttore e l’ orchestra. La collaborazione tra Ettinger e gli Stuttgarter Philharmoniker è iniziata davvero sotto i migliori auspici.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...