RSO Stuttgart des SWR – Julia Fischer e Michael Sanderling

fischer

Il decimo concerto del ciclo in abbonamento alla Liederhalle, il cui programma è stato ripetuto con poche varianti nei giorni seguenti al Festspiele Mecklemburg-Vorpommern e al Concertgebouw di Amsterdam per le Robeco Summernights, ha concluso la stagione 2014/15 della Radio-Sinfonieorchester Stuttgart des SWR. Dopo la consueta presenza alla Musikfest Stuttgart, in cui Stéphane Denève dirigerà la Nona Sinfonia di Beethoven come apertura delle celebrazioni per il venticinquesimo anniversario della riunificazione tedesca, la stagione 2015/16 inizierà ad ottobre. Nella serata inaugurale Yefim Bronfman eseguirà il Terzo Concerto di Bartòk sotto la direzione di Eliahu Inbal, che nella seconda parte proporrà l’ Ottava Sinfonia di Bruckner nella versione originale del 1887. La consueta rassegna dedicata a un autore contemporaneo sarà incentrata su Detlev Glanert, di cui verrà anche presentata una nuova composizione commissionata dalla RSO. Per festeggiare il settantesimo anniversario della fondazione del complesso e l’ ultima stagione prima dell’ annunciata fusione con la SWR Sinfonieorchester Baden-Baden und Freiburg, torneranno sul podio Neville Marriner e Sir Roger Norrington, che sono stati i predecessori di Stéphane Denève nel ruolo di Chefdirigent, e l’ ex direttore ospite principale Andrey Boreyko. Tra i solisti, oltre a Bronfman, sono stati invitati tra gli altri Vilde Frang, Frank Peter Zimmermann, Nicola Benedetti, Piotr Anderszewski, Lars Vogt e Camilla Tilling.

L’ ultimo concerto di questa stagione era affidato a Michael Sanderling, il quarantottenne Chefdirigent della Dresdner Philharmonie che avevo apprezzato quando diresse la RSO des SWR in una eccellente interpretazione della Quarta di Mahler durante la Musikfest del 2012. Figlio del leggendario Kurt Sanderling, il maestro berlinese si è conquistato una posizione di rilievo tra i direttori tedeschi per la qualità del suo lavoro a Dresden, dove il suo contratto di Chefdirigent è stato recentemente prolungato fino al 2020. Come solista abbiamo riascoltato Julia Fischer, la trentaduenne violinista monacense che il pubblico di Stuttgart ha applaudito diverse volte in questi ultimi anni e che, insieme ad Arabella Steinbacher, è probabilmente la virtuosa tedesca più interessante della giovane generazione. Si è trattato di una tipica serata di fine stagione, in un’ atmosfera molto rilassata e con una bella quota di pubblico giovane, parecchio divertitosi con i virtuosismi ritmici e l’ orchestrazione scintillante di Lollapalooza, partitura scritta nel 1995 da John Adams ed eseguita in apertura di programma. A seguire, Julia Fischer ha presentato il Concerto in re minore di Aram Chatschaturjan, lavoro scritto nel 1940 e dedicato dal compositore armeno al leggendario David Oistrakh, che ne ha lasciato anche una celebre incisione discografica.

Julia Fischer ha studiato a München con Ana Chumachenco, virtuosa italo-argentina di origini ucraine il cui padre era stato allievo del celeberrimo Leopold Auer e che è stata una delle più reputate insegnanti tedesche, dalla cui scuola sono uscite anche altre giovani violiniste di grande talento come Arabella Steinbacher, Lisa Batiashvili e Veronika Eberle. La Fischer, che è anche un’ apprezzata pianista, ha assunto da quattro anni la successione della sua insegnante come Professor alla  Hochschule für Musik und Theater München. Ho ascoltato diverse volte la giovane violinista bavarese qui a Stuttgart negli anni passati e devo dire che la sua maturazione artistica è stata finora costante e notevole. Il suono non è molto voluminoso ma timbratissimo e penetrante; la tecnica è sicuramente quella di una virtuosa di alto livello per quanto riguarda la condotta dell’ arco e la nitida chiarezza con cui vengono risolti i passaggi di agilità. Come si era già capito dalla sua bella registrazione del Concerto di Dvorak insieme a David Zinman, recentemente pubblicata dalla DECCA, la Fischer ha una bella affinità stilistica con il repertorio slavo che le ha consentito di rendere al meglio le linee melodiche del Concerto di Chatschaturjan, traendo dal suo strumento, un Guadagnini del 1742, sonorità calde e colori di grande fascino. Davvero eccellente è stata l’ atmosfera di elettrizzante funambolismo vortuosistico con cui la Fischer, sostenuta in modo eccellente da Michael Sanderling, ha reso il movimento finale che ha strappato una vera ovazione al pubblico della Liederhalle, ripagata dalla violinista con due bis: il terzo movimento della Sonata op. 31 N° 2 di Hindemith e una fulminante, assolutamente spettacolare, esecuzione del Capriccio N°24 di Paganini in cui Julia Fischer ha incantato gli spettatori esibendo tutto il meglio del suo virtuosismo.

sanderling

Nella seconda parte, Michael Sanderling ha offerto una bella e non banale interpretazione della Quarta Sinfonia di Tschaikowsky. Il direttore berlinese è riuscito a non cadere nelle consuete esagerazioni retoriche che spesso si ascoltano nelle esecuzioni di questo lavoro e ci ha proposto una lettura elegante, accurata nelle dinamiche, misurata e molto ben calcolata nella progressione drammatica. Sanderling ha esposto il tema del destino, affidato a corni e fagotti nelle battute iniziali, in tono più sommesso del consueto e successivamente il brano si è sviluppato in un progressivo accumularsi di tensione fino a una Coda potentissima nel suo tono tragico. Molto bello anche il fervore cantabile del secondo movimento e assai riuscita la resa dello Scherzo, con la sezione fiati della RSO assolutamente perfetta nel rendere i colori strumentali in maniera nitida e ricca di contrasti. Tutta la tensione accumulatasi nei primi tre tempi è letteralmente esplosa nel movimento finale, dove Sanderling ha lasciato scatenare la RSO des SWR in una vera festa di spettacolare splendore sinfonico, con blocchi di sonorità assolutamente splendide per pastosità e lucentezza timbrica fino al fervore drammatico delle battute finali. Una lettura davvero notevole per virtuosismo e coerenza di concezione, festeggiatissima dal pubblico.

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