Ludwigsburger Schlossfestspiele 2015 – “L’Arpeggiata: Händel goes wild”

Christina Pluhar - foto ©Marco Borggreve
Christina Pluhar – foto ©Marco Borggreve

Anche quest’ anno il Ludwigsburger Schlossfestspiele presenta un cartellone ricco di appuntamenti originali e di notevole interesse. La rassegna, fondata nel 1932, si è guadagnata da tempo una posizione preminente nel mondo musicale tedesco per l’ originalità delle proposte e il livello artistico dei programmi. Negli ultimi anni il festival di questa cittadina nei dintorni di Stuttgart, famosa a livello turistico per il celebre Residenzschloss, uno dei capolavori dell’ architettura barocca tedesca, si è assicurato la collaborazione del giovane direttore finlandese Pietari Inkinen come direttore musicale e quella stabile di concertisti di gran nome come Isabelle Faust, Jordi Savall, Fazil Say, Angelica Kirschlager e Christina Pluhar, la fondatrice del gruppo ‘L’ Arpeggiata”, che ogni anno presenta in esclusiva a Ludwigsburg i suoi nuovi progetti musicali. Dopo il grande successo della serata dedicata a Henry Purcell lo scorso anno, Christina Pluhar e il suo complesso sono tornati al Forum am Schlosspark con un’ altra proposta in prima esecuzione assoluta, intitolata “Händel goes wild”.

Nata a Graz nel 1965, Christina Pluhar ha studiato liuto e arpa barocca a Den Haag e alla Schola Cantorum Basiliensis con alcuni tra i padri della moderna prassi esecutiva filologica, come ad esempio Hopkinson Smith, e nel 2000 ha fondato l’ ensemble “L’ Arpeggiata” (nome ispirato al titolo di una Toccata del compositore veneziano Giovanni Girolamo Kapsberger) che in questi ultimi anni si è guadagnato una reputazione di rilievo per il livello esecutivo e il carattere estremamente audace e innovativo delle proposte. La filosofia che sta alla base dei programmi ideati da Christina Pluhar è quella della sperimentazione e contaminazione dei generi; anche il progetto “Händel goes wild” si basa su questa caratteristiche, proponendo una serie di arie operistiche tra le più celebri del compositore tedesco intercalate da improvvisazioni jazzistiche affidate a Gianluigi Trovesi, clarinettista bergamasco famoso per il carattere polivalente del suo modo di far musica e considerato uno dei più originali musicisti nel panorama jazzistico italiano. Gli interpreti vocali erano il soprano catalano Nuria Rial e il controtenore rumeno Valer Sabadus, due cantanti oggi ritenuti tra i migliori dell’ ultima generazione di esecutori barocchi. Il risultato è stato davvero originale e godibilissimo, per una serata molto divertente, ricca di raffinatezza e soluzioni musicali molto interessanti.

Christina Pluhar ha spiegato in diverse interviste come la contaminazione dei generi che anima i suoi progetti sia finalizzata a evidenziare al massimo il carattere improvvisativo sui cui si basa la gran parte del repertorio barocco. Anche in questo “Händel goes wild” abbiamo ritrovato i fuochi d’ artificio di creatività e inventiva che rendevano così interessanti lavori come “Mediterraneo” e “Music for a while”, la stupenda serata dedicata a Purcell lo scorso anno con la partecipazione di Philippe Jaroussky, Gianluigi Trovesi e Wolfgang Muthspiel, entrambi fissati su CD che hanno ottenuto grande successo di pubblico e critica. Il gruppo di Christina Pluhar suona con morbidezza, gusto del fraseggio, preparazione stilistica impeccabile e una fortissima carica espressiva. Nuria Rial e Valerius Sabadus hanno messo in mostra due voci delicate, aggraziate e omogenee, rendendo molto bene il lirismo di arie come “Pena tiranna” dall’ Amadigi di Gaula e “O sleep, why dost thou leave me” dal Semele. Le improvvisazioni jazzistiche di Gianluigi Trovesi, realizzate con una tecnica strumentale davvero di altissima qualità, sembravano scaturire in maniera assolutamente logica dalle atmosfere musicali delle arie operistiche, con un effetto davvero coinvolgente e ricco di soluzioni armoniche originali e raffinatissime. Il pubblico del Forum am Schlosspark si è divertito come poche altre volte e ha tributato un successo grandioso alla serata, conclusasi con due fuori programma dei quali il secondo, che era il duetto finale “Pur ti miro” dalla monteverdiana Incoronazione di Poppea, ha sigillato in maniera perfetta un concerto davvero intelligente e  di alta classe, che si spera venga presto trasferito su CD come tutti gli ultimi progetti de “L’ Arpeggiata”.

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