Stuttgarter Kammerorchester – Jubiläumskonzert per Karl Münchinger

Foto ©SKO
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La Stuttgarter Kammerorchester ricorda in questi giorni il centenario della nascita di Karl Münchinger, che nel 1945 fu il fondatore del complesso e ne tenne la direzione per più di quarant’ anni. Formatosi come violinista e organista, Münchinger studiò direzione d’ orchestra con Hermann Abendroth e Clemens Krauss. Dopo un inizio di carriera molto promettente, che lo portò a dirigere diverse orchestre tedesche tra le più importanti anche grazie al sostegno ricevuto da Wilhelm Furtwängler, il musicista svevo maturò gradualmente l’ idea di fondare un suo complesso stabile per poter eseguire il repertorio barocco e preclassico. Nel 1945, dopo essere rientrato a Stuttgart come prigioniero di guerra e successivamente rilasciato dalle autorità d’ occupazione, Münchinger riunì alcuni dei migliori musicisti disponibili sulla piazza per fondare la Stuttgarter Kammerorchester. Il gruppo tenne il suo primo concerto il 18 settembre di quello stesso anno nella Furtbachhaus, unica sala al momento disponibile in una città semidistrutta dai bombardamenti alleati. Tenendo conto delle difficili condizioni di vita in una simile situazione, Münchinger nei primi tempi si adoperò attivamente per assicurare ai suoi strumentisti uno stipendio fisso e un inquadramento istituzionale, che portò all’ istituzione di un ciclo annuale di concerti in abbonamento.

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Nel 1949 la Stuttgarter Kammerorchester tenne una serie di concerti in Francia, primo complesso strumentale tedesco ad esibirsi all’ estero dopo la fine della guerra. Negli anni successivi l’ orchestra iniziò una serie di viaggi che la portarono ad esibirsi in tutta Europa, negli USA e in Giappone assumendo un ruolo di vero e proprio ambasciatore culturale della nuova Repubblica Federale di Germania. Nello stesso anno la Stuttgarter Kammerorchester eseguí la sua prima registrazione discografica, alla quale fecero seguito più di cento album pubblicati dalla DECCA che ottennero un grandissimo successo di critica e di pubblico, con record assoluti di vendite. Moltissimi melomani della mia generazione si sono avvicinati alle musiche di Bach, Händel e Mozart attraverso i dischi di Münchinger, che fu il primo ad applicare a questo repertorio criteri esecutivi desunti dallo studio delle fonti originali e basati sulla trasparenza strumentale di un organico ridotto nelle proporzioni e su un fraseggio depurato dalle deformazioni di stampo romanticheggiante. Questo lavoro costituì la base necessaria e imprescindibile su cui si svilupparono le interpretazioni dei musicisti della generazione successiva, come ad esempio Karl Richter, Helmuth Rilling, Raymond Leppard e Neville Marriner. All’ inizio degli anni Settanta, come sappiamo, si affermarono i nuovi criteri di prassi esecutiva storicamente informata introdotti da musicisti come Nikolaus Harnoncourte  Gustav Leonhardt e basati sull’ impiego di strumenti d’ epoca o costruiti alla maniera antica. In seguito a tutto questo Münchinger, la cui salute iniziava a declinare, si trovò a dover affrontare una serie di contrasti con i membri del suo complesso, che reclamavano un aggiornamento dei principi esecutivi e un allargamento del repertorio. Nel 1987, traendo le conseguenze di questa situazione, Münchinger lasciò la direzione della Stuttgarter Kammerorchester, tre anni prima della sua morte avvenuta a Stuttgart il 13 marzo 1990. I suoi successori, che furono Martin Sieghart, Dennis Russell Davies e Michael Hofstetter, intrapresero il compito di ripensare radicalmente il modo di suonare e la programmazione del gruppo, con risultati che hanno consentito alla Stuttgarter Kammerorchester di mantenere una posizione di alto livello tra i complessi del suo genere.

Dal 2011 la direzione stabile del gruppo è stata assunta da Matthias Foremny, che ha ulteriormente rinnovato la composizione dei programmi e sviluppato un interessante lavoro nel campo dell’ attività educativa rivolta ai giovani. Nel 2013 la violinista Susanne von Gutzeit, allieva di Lukas Hagen e camerista di livello internazionale, è divenuta la nuova Konzertmeisterin. La Stuttgarter Kammerorchester continua a sviluppare progetti discografici e tournées internazionali che, insieme alla costante affluenza di pubblico per i concerti in abbonamento a Stuttgart, confermano il successo di una formula progettuale tra le più interessanti del panorama musicale tedesco. Il programma del concerto in onore di Münchinger, tenutosi nella Weißer Saal del Neues Schloss, è stato impaginato da Matthias Foremny come un omaggio al suo predecessore tramite la scelta di una serie di brani tra i più frequentemente eseguiti dalla Stuttgarter Kammerorchester in quell’ epoca. Nel Concerto op. 3 N° 11 di Vivaldi l’ orchestra ha esibito un timbro d’ insieme filologicamente aggiornatissimo e impeccabile, senza vibrato e trasparente nel timbro, in contrasto con il suono pieno e rotondo sfoggiato nei Bilder aus Osten op. 66, scritti da Schumann per pianoforte a quattro mani e rielaborati per orchestra d’ archi da Friedrich Hermann, celebre violinista allievo del leggendario Ferdinand David, il dedicatario del Concerto op. 64 di Mendelssohn, e suo successore come Konzertmeister della Gewandhausorchester. A seguire, Foremny ha afferto una lettura spigliata, vivace e ricca di humour del Divertimento in fa maggiore KV 138 di Mozart. Nella seconda parte abbiamo ascoltato una intensa lettura della Serenata per archi op. 22 di Dvorak, della quale Foremny ha sottolineato in maniera eccellente la ricchezza delle linee melodiche con un fraseggio calcolato in maniera eccellente e ricco di nobiltà, molto ben realizzato dal suono pastoso e morbido dell’ orchestra. Grande successo e due bis: Orawa, un brano su motivi popolari del compositore polacco Wojciech Kilar, recentemente scomparso e celebre soprattutto per aver scritto la colonna sonora del pluripremiato film The Pianist di Roman Polanski, e una bellissima, trasparente e intensa esecuzione dell’ Aria dalla Terza Suite di Bach.

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