Stuttgarter Philharmoniker – Krassimira Stoyanova e Walter Weller

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Krassimira Stoyanova è una cantante che seguo da tempo e non ho mai avuto dubbi nel ritenerla una delle massime artiste attive nella nostra epoca, per la qualità dei mezzi vocali e una completezza di preparazione tecnica oggi raramente riscontrabile. Le mie convinzioni sono state ulteriormente confermate dalla sua magnifica esibizione alla Liederhalle insieme agli Stuttgarter Philharmoniker diretti da Walter Weller, nella quale il cinquantunenne soprano bulgaro ha offerto una lettura dei Vier letzte Lieder di Richard Strauss di un livello che poche altre cantanti di oggi, o probabilmente nessuna, sarebbero in grado di eguagliare. Nonostante non goda di una fama mediatica pari al suo effettivo valore, la Stoyanova possiede una classe interpretativa che la mette in grado di confrontarsi con tutti i grandi soprani che hanno eseguito questo capolavoro dell’ ultima stagione creativa di Strauss, un’ affascinante riflessione sul passato espressa tramite una musica di altissima ispirazione.

Il tono crepuscolare che si manifesta come clima dominante del ciclo fin dall’inizio di Frühling, il brano di apertura, la linea melodica luminosa e salda della voce che sul magnifico sfondo orchestrale creato dall’ autore esprime la bellezza di una sensazione vissuta, è stato reso dalla cantante bulgara con un fraseggio splendido per ispirazione e capacità di scavo della parola. Lo stesso si può dire del Lied seguente, “September”, nel quale la Stoyanova ha sottolineato la splendida frase conclusiva “Langsam tut er die großen müdgewordnen Augen zu” con una intensità e un dominio della dinamica da interprete davvero di classe superiore. L’ eleganza del fraseggio e la dizione scolpita e raffinata caratterizzavano anche l’ esecuzione degli altri due brani, con particolari interpretativi evidenziati in modo splendido e assecondati in maniera eccellente dalla bacchetta di Walter Weller, bravissimo a calibrare i colori orchestrali in sintonia con quelli della linea vocale. Un’ esecuzione davvero di altissima qualità, tra le migliori che si siano ascoltate di queste pagine negli ultimi anni. Resta da capire, come ho già accennato, come mai Krassimira Stoyanova, che pure ha cantato in tutti i teatri più importanti del mondo e con quasi tutti i direttori più accreditati dei nostri tempi, non goda di quell’ attenzione mediatica che viene riservata a cantanti che non hanno neppure un quarto del suo valore. Ma si sa, “Tal dei tempi è il costume”, come dice Gérard nell’ Andrea Chénier

Per quanto riguarda il resto del programma, Walter Weller ha fatto precedere opportunamente l’ esecuzione del ciclo straussiano dal poema sinfonico Tod und Verklärung, il cui tema conclusivo viene citato nelle ultime battute di Im Abendrot, quarto brano della raccolta. Una lettura guidata dal settantaseienne maestro viennese, che da anni è Ehrendirigent degli Stuttgarter Philharmoniker, in maniera logica e attenta anche se, va detto, l’ orchestra è apparsa in lieve difficoltà alle prese con i diversi passi tecnicamente impegnativi della partitura. Weller ha optato per un’ interpretazione di tono abbastanza sobrio e prudente, ma lo splendore sinfonico richiesto dal brano è apparso solo a tratti evidenziato in maniera completa.

Molto meglio sono andate le cose nella seconda parte, in cui Weller ha presentato una lettura assai ben riuscita della Sinfonia in sol minore K. 550 di Mozart, impostata su tempi sereni e rilassati e su un fraseggio molto elegante nella sua scorrevole fluidità, con una bella varietà di colori e un tono interpretativo complessivamente centrato in maniera efficace. Gli archi degli Stuttgarter Philharmoniker non possiedono ancora quella ricchezza di armonici e pienezza di suono che consentirebbero al complesso di fare il decisivo salto di qualità e su questo aspetto Dan Ettinger, che dalla prossima stagione assumerà il ruolo di Chefdirigent del complesso, dovrà lavorare a fondo anche perché, va detto, l’ orchestra è stata rinnovata negli ultimi tempi con l’ immissione di molti giovani musicisti e quindi si trova in una fase di transizione. Ad ogni modo anche questa serata lasciava intravedere le buone potenzialità del complesso, ottimamente messe in risalto da Walter Weller, una bacchetta di grande esperienza e che conosce molto bene l’ orchestra avendoci lavorato insieme da parecchi anni. In tutti i modi, la stupenda esecuzione straussiana di Krassimira Stoyanova era un motivo ampiamente sufficiente a garantire il livello di una serata conclusasi con applausi intensissimi e prolungati.

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