RSO Stuttgart des SWR – Stéphane Denève e Jonathan Biss

deneve

Proseguengo il discorso iniziato con il concerto del ciclo Sakral Modern di due settimane fa, anche per il sesto programma della stagione in abbonamento alla Liederhalle la Radio-Sinfonieorchester Stuttgart des SWR ha proposto una serie di brani che avevano per tema comune gli Stati Uniti, con la partecipazione di Jonathan Biss, giovane pianista nativo dell’ Indiana, come interprete del Quarto Concerto di Beethoven. Un bel programma, molto azzeccato nell’ accostamento dei pezzi, nel quale Stéphane Denève ha offerto una delle sue migliori prove ascoltate qui nel corso del suo lavoro come Chefdirigent del complesso. Il direttore francese ha aperto la serata con il Foxtrott The Chairman Dances di John Adams, scritto nel 1985 su commissione della Milwaukee Symphony Orchestra e successivamente inserito nel terzo atto dell’ opera Nixon in China. Una partitura che costituisce un bel saggio di scrittura orchestrale e abilità nell’ uso della struttura ritmica, eseguita in maniera eccellente dall’ orchestra. A seguire, il Quarto Concerto di Beethoven suonato da Jonathan Biss, trentacinquenne pianista che sta portando avanti un’ integrale discografica delle Sonate beethoveniane segnalata dalla critica internazionale come una delle migliori apparse negli ultimi anni. Il giovane pianista proviene da una famiglia musicale (la nonna paterna era la violoncellista russa Raya Garbousova, per la quale Samuel Barber scrisse il suo Concerto per cello e orchestra) ed è stato allievo di un interprete storico come Leon Fleisher al Curtis Institute of Music di Philadelphia. Si tratta di un personaggio sicuramente notevole, che all’ attività concertistica affianca quella di insegnante nella scuola dove ha studiato, condotta con interessanti iniziative multimediali come la pubblicazione di un eBook intitolato Beethoven’s Shadow e il seminario online Exploring Beethoven’s Piano Sonatas al quale hanno preso parte piú di 32000 studenti in tutto il mondo. Come interprete beethoveniano, Jonathan Biss è decisamente notevole per la pulizia del suono, la trasparenza delle tinte e l’ equilibrio classico di un fraseggio che dimostra una perfetta padronanza stilistica. Ottimamente sostenuto dalla direzione di Denève, il giovane pianista americano ha interpretato il Quarto Concerto di Beethoven in maniera composta, sobria e misurata nella sua eleganza di concezione, con una gamma timbrica molto ben graduata e una maturità interpretativa chiara e definita. Sicuramente un pianista da seguire con attenzione, se si pensa che oggi esistono tantissimi solisti in possesso di mezzi tecnici eccezionali, ma ben pochi che dimostrino di saper padroneggiare appropriatamente lo stile del classicismo. Come fuori programma, Biss ha eseguito “Einsame Blumen”, terzo brano delle Waldszenen op. 82 di Schumann, dimostrando anche qui una bella trasparenza e raffinatezza di tocco.

Due tra i brani più celebri tra quelli composti negli anni Trenta formavano la seconda parte del programma. L’ Adagio di Samuel Barber, scritto nel 1938, ha dato agli archi della RSO des SWR la possibilità di sfoggiare al meglio il loro suono ricco, pieno, magnifico per bellezza timbrica, morbidezza di suono e ampiezza di cavata. Stéphane Denève sa sfruttare al meglio le qualitá del complesso e la sua esecuzione è stata notevolissima per intensità espressiva e respiro cantabile conferito alle linee melodiche. Chiudeva la serata la Symphonie de Psaumes di Strawinsky, con la partecipazione dell’ SWR Vokalensemble preparato in questa occasione da Michael Alber, uno dei migliori direttori di coro tedeschi,  che per anni è stato a capo dei complessi corali della Staatsoper Stuttgart. E qui Denève ha offerto una delle migliori prove da me ascoltate nel corso della sua attività come Chefdirigent della RSO des SWR. Un’ interpretazione assolutamente splendida per accuratezza di fraseggio ed equilibrio classico di lettura, nella quale il coro ha impressionato per morbidezza di suono e chiarezza di articolazione, in perfetta sintonia con un’ orchestra condotta in maniera lucida, equilibrata e chiara nella definizione dei particolari. Poche altre volte l’ aristocratica raffinatezza di questo brano è stata illustrata in maniera così efficace come in questa esecuzione, che ha confermato una volta di più le doti interpretative fuori dal comune di Stéphane Denève. Il maestro francese si sta imponendo a livello internazionale come una delle bacchette più notevoli della nostra epoca, per lo stile aristocratico e la versatilità interpretativa che lo rendono capace di padroneggiare al meglio un repertorio ampio e variegato. Da parte nostra, speriamo che il suo rapporto di collaborazione con la RSO des SWR duri ancora a lungo, visti i notevoli risultati ottenuti nel corso di questi anni. Successo finale intensissimo, per una serata davvero di grande profondità artistica.

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