Dreikönigskonzert – Fazil Say e la Stuttgarter Kammerorchester

Foto ©Christian Nielinger
Foto ©Christian Nielinger

Come da tradizione, la Stuttgarter Kammerorchester ha iniziato il nuovo anno con il Dreikönigskonzert, il concerto per la festività dell’ Epifania che in tutte le città tedesche costituisce un appuntamento immancabile e seguitissimo. Anche quest’ anno infatti la serata alla Liederhalle, organizzata dalla Kulturgemeinschaft Stuttgart, ha fatto registrare il tutto esaurito con diverse settimane di anticipo, sicuramente anche grazie alla presenza di un pianista di rango come Fazil Say, che in Germania gode di grande popolarità e qui a Stuttgart si è esibito regolarmente negli ultimi anni, guadagnandosi un gran numero di estimatori. Il quarantaquattrenne virtuoso turco, nativo di Ankara e formatosi musicalmente prima in patria con Mithat Fenmen, un allievo del leggendario Alfred Cortot, e successivamente in Germania a Düsseldorf e a Berlino, si è guadagnato una posizione di rilievo tra i musicisti più interessanti della nostra epoca non solo come pianista ma anche come apprezzato compositore e scrittore. Le sue incisioni discografiche hanno ottenuto diversi premi e riconoscimenti da parte della critica, tra cui, per tre volte, l’ ECHO Klassik. Dotato di una tecnica completa e di una personalità interpretativa spiccata e originale, Fazil Say è un pianista sempre interessante da ascoltare per la sua comunicativa e il suo indubbio talento di showman che non scade mai nell’ esibizionismo fine a se stesso.

La serata alla Liederhalle, nella quale il virtuoso turco si è presentato con il Terzo Concerto in do minore di Beethoven, è stata un’ ulteriore conferma del giudizio che mi ero fatto ascoltando Fazil Say in altre occasioni. Un’ esecuzione personalissima e assolutamente avvincente, basata su un tocco e un uso del pedale che richiamavano irresistibilmente il Beethoven di Glenn Gould e impostata su una grande libertà agogica e dinamica, con sonorità leggere e rubati di ampio respiro. Splendida la progressione drammatica nel primo movimento, sostenuta in modo eccellente dalla direzione di Matthias Foremny e culminante in una splendida cadenza, che era quella composta da Fazil Say nel 2001 e basata su una rielaborazione armonica dei due temi principali, variati con uno scambio tra modo maggiore e minore e soluzioni accordali stilisticamente azzeccatissime. Molto bello anche il Largo, per le sonorità liquide e trasparenti e il tono di cantabilità ispirata e virtuosisticamente impeccabile il terzo movimento, suonato con grande carica espressiva e sottolineature ritmiche incisive. Come già detto, un’ interpretazione originale e affascinante, senza dubbio una delle migliori letture di questo brano tra quelle da me ascoltate negli ultimi tempi e che ha ottenuto un vero trionfo di pubblico. Bellissima anche l’ esecuzione del Notturno chopiniano suonato come fuori programma.

Foto ©Gero Breloer
Foto ©Gero Breloer

Nella seconda parte la Stuttgarter Kammerorchester ha dato una dimostrazione del suo eccellente stato di forma attuale sotto la guida di Matthias Foremny, quarantaduenne direttore nativo di Münster che da quasi due anni ha assunto la carica di Chefdirigent del complesso. Nel balletto El amor Brujo di Manuel de Falla l’ orchestra ha suonato con ottima compattezza sonora e precisione ritmica, anche se personalmente non mi sarebbe dispiaciuta una carica passionale più marcata. Nei brani vocali il giovane contralto brasiliano Kismara Pessotti ha messo in mostra una voce di buon timbro, con note gravi sufficientemente definite e consistenti, e un fraseggio abbastanza incisivo per sensualità e abbandono. In chiusura di serata, una ottima lettura dell’ Ottava Sinfonia di Beethoven nella quale Foremny ha trovato soluzioni molto pertinenti e riuscite. Molto buono il primo tempo, suonato con slancio e ottima definizione di fraseggio. Nell’ Allegretto scherzando il gioco ritmico dei fiati e il tono di garbata ironia delle frasi degli archi sono stati resi dalla bacchetta in maniera elegante e raffinata. Dopo un Minuetto di bella leggerezza e trasparenza sonora, Foremny ha sottolineato molto bene tutte le sfumature dinamiche del movimento finale, fraseggiato in maniera sciolta e con tinte strumentali molto ben calibrate. Come bis, Foremny ha eseguito il Minuetto dalla Prima Sinfonia, anche qui con un ottimo slancio ritmico e sonorità appropriate. Una prestazione di ottimo livello che costituisce un buon auspicio per un anno che si annuncia importante per la Stuttgarter Kammerorchester: nel 2015 infatti si celebra il centenario della nascita di Karl Münchinger, che fu il fondatore e primo Chefdirigent del complesso e lo portò a raggiungere una reputazione di livello internazionale con le sue celebri incisioni bachiane e vivaldiane realizzate per la DECCA. Il pubblico si è goduto al meglio questa eccellente serata di musica e ha applaudito a lungo tutti i protagonisti.

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