Internationale Bachakademie Stuttgart – Weihnachtsoratorium

Foto ©Holger Schneider
Foto ©Holger Schneider

Il Natale si avvicina e, come sempre, in Germania questo è il tempo del Weihnachtsoratorium. Durante il periodo dell’ Avvento, il capolavoro bachiano è eseguito da quasi tutti i complessi corali tedeschi, da quelli professionali fino a quelli amatoriali e studenteschi. Per il popolo tedesco, il Weihnachtsoratorium costituisce la colonna sonora tipica di questo periodo festivo, un po’ come le musiche della famiglia Strauss per i viennesi a Capodanno. È uno dei casi più evidenti di identificazione culturale con una musica che qui in Germania, oltre a essere una delle grandi composizioni corali di Bach più eseguite a livello assoluto, è sentita davvero come una sorta di patrimonio genetico, che molta gente ha ascoltato e magari anche cantato fin dall’ infanzia durante le funzioni religiose oppure a scuola. Ogni anno in questo periodo vengono messe in cartellone decine di esecuzioni di questo lavoro e la Bachakademie Stuttgart fin dai primi anni della sua attività celebra immancabilmente il periodo prenatalizio con un concerto dedicato a questa composizione, scritta da Bach a Leipzig nel 1735 rielaborando una serie di brani composti in precedenza, sia di carattere sacro che profano. Come si sa, quando prese piede l’ usanza di eseguire questo lavoro anche in ambito concertistico le sei Kantaten composte per il servizio divino delle festività natalizie furono successivamente riunite a formare un ciclo unitario, del quale è tradizione che sia eseguito integralmente oppure in parte. Per il terzo appuntamento con gli Akademiekonzerte alla Liederhalle, quest’ anno Hans-Cristoph Rademann ha optato per una selezione formata dalla prima Cantata, quella dedicata al giorno di Natale, e dalle ultime tre, scritte per il Capodanno, la domenica dopo Capodanno e l’ Epifania. come in tutte le Kantaten sacre di Bach, Le sei Cantate, nelle quali Bach riversò diversa musica proveniente da lavori composti precedentemente, anche in queste lo schema di base è quello descritto dal grande studioso bachiano Alfred Dürr, che prevede, dopo un’ introduzione corale o strumentale, una lettura evangelica, una riflessione in forma di recitativo, una o due arie che fungono da preghiera e un Corale in funzione di canto della comunità dei fedeli. La musica del Weihnachtsoratorium non presenta le straordinarie invenzioni contrappuntistiche riversate da Bach in altre partiture ma è ugualmente splendida per squisitezza di fattura formale e per una ricchezza di idpirazione melodica che da sempre è uno dei motivi che stanno alla base della straordinaria popolarità raggiunta da questa composizione fin dal suo apparire.

Come ho già scritto in diverse occasioni, è sempre molto interessante vedere la concentrazione con cui il pubblico ascolta questa musica. Come ogni anno in questa occasione, la Liederhalle era piena di famiglie arrivate con i bambini, che hanno ascoltato le due ore di musica con un’ attenzione per nulla inferiore a quella degli spettatori adulti. Chissà cosa direbbe al riguardo il signor Allevi, secondo il quale i bambini si annoiano ai concerti perché la musica classica non ha ritmo… per quanto mi riguarda, non è la prima volta che mi capita di vedere qui in Germania ragazzi e ragazzini che ascoltano Bach in maniera attentissima e perfettamente consapevole.

Per quanto riguarda l’ esecuzione, Hans-Cristoph Rademann ha fornito un’ altra prova della sua straordinaria competenza interpretativa in questo repertorio. Il direttore sassone si conferma sempre di più degno successore di Helmuth Rilling alla guida dei complessi della Bachakademie, per la completezza e la consapevolezza stilistica delle sue interpretazioni. Splendida soprattutto la ricchezza e morbidezza sonora nella realizzazione dei Corali, eseguiti dalla Gächinger Kantorei con un’ omogeneità timbrica e una precisione in tutto e per tutto degna della statura artistica del complesso. Da segnalare anche la bella prova del Bach Collegium Stuttgart e in particolare quelle del Konzertmeister Gernot Süßmuth e dell’ oboista Julia Ströbel-Bansch negli interventi concertanti delle arie solistiche, oltre a quella della prima tromba Max Westermann, che Radmann alla fine ha chiamato al proscenio per ricevere un applauso particolare. Tra i solisti, da segnalare il giovane mezzosoprano Katharina Magiera, arrivata all’ ultimo momento per sostituire una collega e che ha messo in mostra una voce ben controllata e di buon timbro nella celebre aria “Bereite dich, Zion” della Cantata natalizia. Molto buona anche la prova del soprano Anna Lucia Richter, ventiquattrenne originaria di Köln, dalla voce interessante per il colore luminoso e il buon controllo nelle agilità. Autorevole nei recitativi dell’ Evangelista il tenore Benjamin Bruns, dotato di una bella plasticità di articolazione. Il basso-baritono Michael Nagy, che collabora regolarmente con i complessi della Bachakademie, ha una voce che si sta sviluppando in maniera interessante per robustezza e capacità di espansione. Nel complesso, un’ esecuzione davvero di alto livello, giustamente festeggiatissima dal pubblico arrivato numeroso alla Liederhalle per questa serata, che da anni costituisce un appuntamento prenatalizio fisso per i melomani di Stuttgart

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