Festkonzert “5 Jahre Opernstudio Stuttgart”

Foto ©A. T. Schaefer
Foto ©A. T. Schaefer

Uno dei problemi più grossi del teatro lirico di oggi è la formazione dei giovani cantanti. Quasi tutte le grandi istituzioni del mondo operistico internazionale hanno tentato di trovare una soluzione istituendo accademie o workshops dove i ragazzi che hanno appena concluso gli studi possano perfezionare la loro preparazione sotto la guida di professionisti esperti. Anche la Staatsoper Stuttgart durante la gestione di Albrecht Puhlmann, il predecessore dell’ attuale Intendant Jossi Wieler, ha dato vita nel 2009 all’ Opernstudio, scuola di perfezionamento che lavora in collaborazione con la Hochschule für Musik und Darstellende Kunst, aperta a giovani cantanti di tutto il mondo. Il funzionamento dell’ accademia non si discosta molto da quelle di istituzioni analoghe. I giovani cantanti, oltre a seguire corsi di tecnica vocale, interpretazione, lingue straniere e masterclasses tenute da artisti di fama, vengono utilizzati nelle produzioni del teatro come cover e nei ruoli di fianco, oltre a prender parte alle nuove opere per l’ infanzia che la Staatsoper produce annualmente. Per festeggiare i cinque anni di vita del progetto, sostenuto finanziariamente da sponsor privati come lo Schwaben Garage, il teatro ha organizzato un concerto a cui hanno preso parte quasi tutti i 23 cantanti che hanno frequentato l’ Opernstudio negli anni passati, oltre agli attuali allievi del workshop, accompagnati al pianoforte da Bernhard Epstein, il direttore artistico del dipartimento di opera e arti rappresentative della Musikhochschule Stuttgart.

Come hanno illustrato Jossi Wieler e Patrick Hahn, conduttore della serata e Dramaturg alla Staatsoper, i risultati di questi cinque anni di lavoro sono stati positivi. Molti dei cantanti usciti dall’ Opernstudio hanno trovato ingaggi stabili come Ensemblemitgliedern in teatri di una certa importanza e due o tre di essi hanno intrapreso carriere internazionali promettenti. Tra di essi, i nomi di maggior spicco sono quelli di Diana Haller, ventisettenne mezzosoprano croato che dopo aver vinto la scorsa edizione dell’ Hugo Wolf Wettbewerb della Internationale-Hugo-Wolf-Akademie ha riscosso un grande successo personale alla Staatsoper con la sua interpretazione della Cenerentola per la quale è stata premiata come Nachwuchssängerin des Jahres 2013 dalla rivista Opernwelt e la scorsa estate ha debuttato al Salzburger Festspiele, del soprano Mirella Hagen che recentemente ha preso parte alla nuova produzione del Ring a Bayreuth e del soprano coreano Yun-Jeong Lee, entrata a far parte dello Stadttheater Bern dove ha ottenuto significativi successi come Zerbinetta e Königin der Nacht.

Per quanto riguarda la serata celebrativa, devo dire che il livello complessivo è stato apprezzabile e si sono ascoltate alcune esecuzioni interessanti. Il mezzosoprano croato Kora Pavelic ha messo in mostra una buona tecnica vituosistica nell’ aria “Crude furie dagli orridi abissi” dal Xerxes di Händel. Mirella Hagen e il mezzosoprano Sylvia Rena Ziegler hanno eseguito la scena della presentazione della rosa dal Rosenkavalier, mettendo in mostra entrambe una bella freschezza vocale e un fraseggio appropriato per giustezza di accenti e proprietà di colori. Nel Sestetto della Lucia di Lammermoor il tenore coreano Youn-Seong Shim ha sfoggiato una voce facile e ben proiettata, decisamente interessante in prospettiva se il cantante saprà maturare dal punto di vista del fraseggio. Buona anche la prova della slovena Irma Mihelic nello stesso brano e nel quartetto dal primo atto di Così fan tutte. Dal punto di vista interpretativo, le personalità più promettenti mi sono sembrate quella del tenore inglese Stuat Jackson in un’ interpretazione molto matura del monologo di Peter Grimes e quella del baritono statunitense Ashley-David Prewett, che la Staatsoper Stuttgart ha scritturato come membro stabile della compagnia. Gradevoli anche se bisognose di ulteriore rifinimento tecnico le voci del tenore messicano Roberto Ortiz e del soprano Josefin Feiler, tedesca ed Elinor Sohn, israeliana. Yun-Jeong Lee ha ottenuto quello che è stato forse il risultato artisticamente più pregevole della serata con una spettacolare interpretazione del Rondò di Zerbinetta dall’ Ariadne auf Naxos. Ma tutti i giovani cantanti si sono fatti apprezzare per spigliatezza e vivacità di accenti nei vari brani del programma, la cui parte conclusiva era costituita da una serie di assoli ed ensembles tratti da La belle Hélène di Offenbach in cui tutti hanno messo in mostra una bella vis comica e una buona arguzia di accentazione. Una serata decisamente piacevole, sia per il livello delle varie esecuzioni che per il clima di festa, molto apprezzata dal pubblico.

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