Karajan dirige l’ Ottava Sinfonia di Bruckner

La Sinfonia N° 8 di Bruckner è stata una delle più complete e profonde interpretazioni di Herbert von Karajan. La sua prima esecuzione di questa partitura monumentale si tenne nel 1937 ad Aachen, dove il direttore salisburghese era da due anni Generalmusikdirektor. Karajan diresse questo lavoro altre 62 volte nel corso della sua carriera, fino al febbraio 1989. Di quest’ ultima interpretazione, avvenuta alla Carnegie Hall nel corso di una tournée negli USA con i Wiener Philharmoniker, riporto la recensione del concerto apparsa sul New York Times.

 

 

Review/Music; Karajan Leads Vienna In Heroic Bruckner 8th

By JOHN ROCKWELL
Published: February 28, 1989

Herbert von Karajan and the Vienna Philharmonic are presenting two programs in their three-concert visit to Carnegie Hall. Saturday’s -to be repeated tonight – was an almost popsy affair devoted to Schubert’s ”Unfinished” Symphony and various confections of the Strauss waltz dynasty. But Sunday night, Mr. Karajan got serious, with Bruckner’s Symphony No. 8 in C minor, all 89 minutes of it in his statement of the Haas edition.

Bruckner’ s Eighth might itself seem almost a warhorse by now. It’ s one of Zubin Mehta’s favorites, and guest conductors program it frequently. Klaus Tennstedt played it with the Philadelphia Orchestra just last month, and others who have led it here in this decade include Giuseppe Sinopoli, Gunther Herbig, Daniel Barenboim and Eugen Jochum.

But Mr. Karajan owns this score; his interpretations of it stand on another level altogether, both in relation to other conductors and to his own work in other music. Whether in concert or on his several studio recordings with the Vienna Philharmonic or the Berlin Philharmonic, this is surely the way this symphony was meant to be heard.

Pale and frail as he is, Mr. Karajan seems to have lost nothing of his ability to control an orchestra and to encourage it to realize his intentions. This was the type of concert to tell your grandchildren about, and was greeted with deserved, fervent ovations.

To say that any conductor ”owns” a score is of course hyperbole: it is possible to imagine others shaping it in different, perhaps even equally persuasive ways. In particular, Mr. Karajan’s image of the Scherzo has grown downright sleepy and sly over the years, underplaying the bucolic vigor and substituting a deft subtlety.

But unlike so many scores in which decades of reworking have drained the lifeblood from his interpretations, the Bruckner Eighth remains vital and soulful under his ministrations. Indeed, one can almost hear it as self-affirmation, the credo of an Austrian musician who responds to the craggy grandeur of his beloved Alps yet anticipates with grandiose, mystical fervor the heavenly raptures he fully expects will be his.

Even with an occasional blooper in massed brass chords, the Vienna orchestra’ s playing was magisterial -and with great playing, the ”new” Carnegie Hall acoustics sound pretty fine, except for a slightly pinched quality in fortissimo chords. On page after page of the score, remarkable felicities caressed the ear. Some of these were Mr. Karajan’s, as in the chamber-music delicacy of passages most other conductors hasten through on their way to the next climax. Others were the birthright of this ensemble, especially the creamy strings and mellow horns.

But gorgeous sound has long been a Karajan trademark. What distinguishes his Bruckner Eighth is the way he translates those sounds into profound musical meaning. Mr. Karajan is rightly considered one of the great conductors of this century, and that act of translation is what great conductors are supposed to do. He hasn’t always accomplished it in other repertory, especially in the last 20 years. But with this towering symphony, he proved he hasn’t entirely lost his touch.

Il video che propongo è quello della celebre esecuzione con i Wiener Philharmoniker trasmessa in diretta televisiva dalla Stiftsbasilika di Sankt Florian, vicino a Linz, dove Bruckner teneva regolarmente concerti d’ organo e nella cui cripta si trova la sua tomba, esattamente sotto l’ organo. Karajan diresse per la prima volta la Sinfonia in questo luogo carico di memorie storiche il 23 luglio 1944 con la Linzer-Reichs-Bruckner-Orchester su invito di Heinrich Glasmeier, che come Intendant della Reichs-Rundfunk-Gesellschaft aveva organizzato, grazie alla sua amicizia personale con Hitler, un festival bruckneriano con la partecipazione di alcuni dei massimi direttori tedeschi come Furtwängler, Karl Böhm ed Eugen Jochum. Trentacinque anni dopo, Karajan tornò a Sankt Florian per dirigere i Wiener Philharmoniker in questo indimenticabile concerto. Una lettura che appartiene di diritto alla storia dell’ interpretazione bruckneriana.

 

 

 

 

Joseph Anton Bruckner (Ansfelden, 4 settembre 1824 — Vienna, 11 ottobre 1896)

Sinfonia N° 8 in do minore

Allegro moderato
Scherzo (Allegro moderato)
Adagio. Feierlich langsam, doch nicht schleppend
Finale. Feierlich, nicht schnell

Wiener Philharmoniker

Herbert von Karajan

St. Florian, Stiftsbasilika, 4 giugno 1979

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7 pensieri su “Karajan dirige l’ Ottava Sinfonia di Bruckner

  1. Quel meraviglioso e muscolare movimento di spalla, che negli ultimi anni gli era diventato impossibile.
    E non è meraviglioso il silenzio del pubblico?

  2. Ettore 15/05715
    la più bella esecuzione immaginabile. La sinfonia appare in tutta la sua tragica maestà ed il finale è terrificante e commovente. credo che dopo questa esecuzione le altre anche belle non possano gareggiare e karajan ha raggiunto qui un suo vertice assoluto -e se è reso conto.

      • In effetti il luogo ha ispirato tutti, orchestra direttore e pubblico e li Bruckner che è li seppellito e finalmente sta essendo riconosciuto per quel genio che è avrà sentito la sua dolorosa ma alla fin fine trionfale opera veramente resa in tutta la sua magnificenza. certo lui era modesto ma andiamo, comporre in 20 giorni un finale come quello è solo di una grande mente e ci atterrisce ed esalta nella nostra condizione umana…

  3. Il silenzio alla fine del’esecuzione immagino sia stato preventivamente stabilito, forse da Karajan stesso, come omaggio al grande compositore, nel luogo dove giacciono le sue spoglie.
    I resti di Anton sono sì sotto l’organo, ma anche sotto la porta di entrata nel tempio di Sankt
    Florian, e tutti i visitatori ci camminano sopra, forse neppur accorgendosi del nome ivi inciso.

    Nella mia campagna ho allestito una cascata artificiale, alta 5 metri, e una targa da me preparata dichiara che si chiama “Cascata Bruckner”.

    • Bene hai fatto perchè lui di cascate musicali ne ha scritte tante e le più belle nella 9^ Complimenti ettore

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