Osterfestspiele Baden-Baden 2014 – Simon Rattle e Anne-Sophie Mutter

Foto © Stephan Raboid
Foto © Stephan Raboid

Nelle due repliche del secondo programma sinfonico presentato dai Berliner Philharmoniker all’ Osterfestspiele di Baden Baden si alternavano due soliste appartenenti al gotha del concertismo internazionale, Anne-Sophie Mutter e Sol Gabetta. La sera dell’ appuntamento con la Mutter, la piazza antistante il Festspielhaus era occupata da numerosi pullman pieni di appassionati giunti da tutte le parti del Baden-Württemberg, come accade sempre quando la celebre violinista si esibisce da queste parti. Anne-Sophie Mutter infatti è originaria di Rheinfelden e in questa zona è considerata alla stregua di una vera e propria icona nazionale, sempre festeggiatissima nei concerti che tiene regolarmente pressochè ogni anno qui da noi. Teatro esaurito e pubblico delle grandi occasioni per questa serata diretta da Sir Simon Rattle, con una programma fatto apposta per mettere in evidenza al meglio le qualità di questa straordinaria macchina da musica, che in dieci giorni a Baden-Baden ha presentato otto serate liriche e sinfoniche e una ventina di concerti cameristici. Il timbro sontuoso dei Berliner, la flessibilità e la ricchezza di colori costituiscono sempre un’ esperienza sommamente appagante per chi ha la possibilità di ascoltare dal vivo questa fantastica orchestra, in cui le stupende capacità tecniche di tutti i componenti si integrano a formare un suono d’ insieme col quale pochissimi complessi al mondo sono in grado di confrontarsi. Una vera festa sonora, l’ ascoltare l’ incredibile prisma di sfaccettature coloristiche esibite dai Berliner nel brano di apertura del programma, che era “Atmosphéres” di György Ligeti, partitura composta nel 1961 per i Donaueschinger Musiktagen e resa celebre dal fatto di essere stata utilizzata come colonna sonora nel celebre film 2001: A Space Odyssey. Il musicologo tedesco Martin Demmler ha descritto questa partitura come “Statische und gleichzeitig in sich bewegte, schillernde Musik”. Una sorta di magma orchestrale basato su un continuo succedersi di microintervalli in una sorta di struttura contrappuntistica a 56 parti, mirante a creare un’ atmosfera di attonita staticità sonora attraverso il continuo trascolorare dei timbri. I Berliner Philharmoniker hanno in repertorio da anni questo brano e lo hanno eseguito anche sotto la bacchetta di Herbert von Karajan, ma è stato Sir Simon Rattle ad avere l’ idea di proporlo insieme al celebre Preludio del Lohengrin di Wagner, eseguito subito dopo e senza pausa. In effetti, l’ ascolto in successione dei due pezzi costituisce un’ esperienza sonora assolutamente affascinante. La direzione di Rattle, attenta e calcolatissima, metteva in rilievo un’ infinità di preziosi particolari coloristici e timbri orchestrali raffinati. Il Preludio wagneriano, preso a un tempo abbastanza lento e calibratissimo nelle dinamiche e nei respiri di fraseggio, completava a meraviglia la fantasmagorica esibizione di tinte traslucide esibita dall’ orchestra nella partitura di Ligeti.

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Foto ©Festspielhaus Baden-Baden

Subito dopo, era il turno di Anne-Sophie Mutter che, per la sua esibizione a Baden-Baden, ha scelto il Concerto per violino di Brahms, da sempre uno dei capisaldi del suo repertorio, de lei eseguito insieme a quasi tutti i più grandi direttori del nostro tempo e documentato in due celebri registrazioni discografiche realizzate con Karajan e Kurt Masur. La violinista tedesca ha esibito tutte le qualità della sua tecnica virtuosistica scintillante, con un suono terso e cristallino e un fraseggio appassionato e ispirato. Una splendida esibizione di colori raffinatissimi e un tono espositivo aristocratico ed eloquente caratterizzavano il primo movimento. Il fraseggio della Mutter è caratterizzato da una straordinaria flessibilità e da un infallibile senso del rubato, attraverso cui il ritmo si genera a partire dalla struttura della frase piuttosto che dalla scansione agogica. Una caratteristica che la Mutter ha appreso nei suoi anni di lavoro insieme a Herbert von Karajan e che poi ha continuato incessantemente a perfezionare. Assolutamente magnifico il tono interpretativo di struggente cantabilità con cui la Mutter ha reso l’ Adagio, sviluppando con straordinaria eloquenza una melodia servitale dai fiati dei Berliner letteralmente su un piatto d’ argento. Un terzo tempo virtuosisticamente scintillante e spettacolare per souplesse ed eleganza suggellava un’ esibizione complessivamente di altissimo livello, a confermare la statura assoluta di una strumentista che si mantiene saldamente ai vertici del panorama concertistico internazionale. Come ho già accennato, gli appassionati giunti appositamente per ascoltare la Mutter le hanno tributato un vero e proprio trionfo, suggellato da un superbo fuori programma bachiano.

A completare questa vera e propria festa sonora, i Berliner hanno proposto Le Sacre du Printemps, il capolavoro di Strawinsky che l’ orchestra ha eseguito più volte lo scorso anno, in occasione del centenario della prima esecuzione, realizzandone anche un’ incisione discografica accolta in modo assai lusinghiero dalla critica internazionale. Sotto la direzione di Rattle, tesa, aggressiva e perfetta nella definizione delle strutture ritmiche, dal tono narrativo ampio ed intenso, l’ orchestra berlinese ha esibito un vero e proprio caleidoscopio coloristico, in una prestazione virtuosisticamente eccezionale per compattezza ed incisività sonora, con un’ ampiezza e varietà dinamica veramente impressionanti. Un’ esecuzione tra le migliori che io abbia ascoltato di questo capolavoro della musica novecentesca, a concludere degnamente un concerto di livello assoluto.

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