Michel Tabachnik e la RSO des SWR

Michel Tabachnik
Michel Tabachnik

Oltre al ciclo principale costituito dai dieci programmi in abbonamento, la Radio-Sinfonieorchester Stuttgart des SWR tiene anche tutta una serie di concerti in collaborazione con altre istituzioni.  Tra esse vanno menzionate lo stretto rapporto di collaborazione con la Bachakademie, gli appuntamenti dedicati alla musica contemporanea, i Mittagskonzerte e le serate per i cicli della Kulturgemeinschaft, il sodalizio che coordina tutte le iniziative culturali della città di Stuttgart. Il concerto eseguito alla Liederhalle e poi a Göppingen, di cui riferirò, apparteneva appunto a quest’ ultima serie di appuntamenti. Era una serata che attendevo con curiosità sia per le attrattive di un bel programma, dedicato in gran parte al grande repertorio sinfonico tedesco, che per il ritorno sul podio della RSO di Michel Tabachnik, già protagonista di uno splendido concerto con l’ orchestra un paio d’ anni fa qui a Stuttgart e di un grande successo alla Biennale di Venezia, sempre sul podio della RSO des SWR. Il settantunenne Tabachnik, nativo di Genf e formatosi musicalmente nella sua città di origine, attualmente direttore musicale della Brussels Philharmonic, è uno dei personaggi più interessanti del mondo musicale odierno. Allievo di grandi compositori come Henri Pousseur, Karlheinz Stockhausen e Pierre Boulez ed egli stesso autore di lavori importanti, il musicista ginevrino ha iniziato la sua carriera come assistente di Igor Markevitch e poi di Boulez alla BBC Symphony Orchestra. La sua carriera internazionale iniziò con un fulminante debutto sul podio dei Berliner Philhamoniker, in seguito all’ invito personale di Herbert von Karajan, e lo ha portato a dirigere quasi tutte le più importanti formazioni sinfoniche mondiali con programmi dedicati sia al grande repertorio che ai maggiori autori odierni come Xenakis, che lo considerava il miglior interprete della sua musica. In poche parole, si tratta di un esponente tipico di quella categoria di direttori di alto profilo, molto apprezzati dai musicisti di professione e dai musicofili competenti nonostante si tengano al di fuori dello star system.

Per il suo ritorno Stuttgart, dove lo scorso anno si è esibito anche con la sua Brussels Philharmonic, il direttore svizzero ha scelto un programma di grande repertorio, impreziosito anche dalla presenza del ventottenne violinista franco-serbo Nemanja Radulović, rivelatosi nel 2006 sostituendo Maxim Vengerov in un concerto dell’ Orchestre Philharmonique de Radio France diretto da  Myung-Whun Chung alla Salle Pleyel e da allora affermatosi come uno dei giovani strumentisti più interessanti del panorama attuale. La serata iniziava con la Seconda Sinfonia di Beethoven, diretta da Tabachnik in maniera intensa e serrata, con un fraseggio orchestrale ricco di sottolineature interessanti soprattutto nel Larghetto, reso con un bel respiro cantabile. Molto buona anche l’ esecuzione degli altri tre movimenti, resi in maniera ritmicamente incisiva e con un ottimo equilibrio strutturale. Seguiva la parte solistica riservata a Nemanja Radulović, che ha eseguito la Tzigane di Ravel e la celebre Méditation di Jules Massenet, intermezzo sinfonico tratto dall’ opera Thaïs. Il giovane violinista si presenta in pubblico con un look abbastanza eccentrico, un po’ sullo stile di David Garrett, dimostrando anche un notevole carisma e qualità di showman. Si tratta comunque di uno strumentista tecnicamente molto completo, dotato di una sonorità qualitativamente notevole e di doti tecniche altamente spettacolari nelle soluzioni virtuosistiche dei passaggi più ardui del brano di Ravel. In Massenet ho apprezzato molto la cantabilità intensa del fraseggio e la morbida trasparenza dei pianissimi. Sarei curioso di ascoltare Radulović in qualche lavoro strutturalmente più complesso per valutare appieno le sue capacità interpretative nei brani di ampio respiro, ma in ogni caso la personalità del musicista e il talento tecnico mi sono sembrati molto notevoli. Molto spettacolare anche il fuori programma, una Fantasia su motivi di Paganini. Sicuramente, un violinista da risentire con attenzione, che potrebbe avere delle cose interessanti da offrire in futuro.

Molto bella anche la seconda parte della serata, nella quale Tabachnik ci ha fatto ascoltare una notevole interpretazione della Prima Sinfonia di Brahms. Come ho già scritto in più occasioni, è sempre un grande piacere ascoltare una delle grandi formazioni sinfoniche tedesche quando eseguono questo tipo di lavori, che fanno veramente parte del loro DNA musicale. Anche nel caso della RSO des SWR, in pagine come la Prima di Brahms si percepisce l’ assoluta naturalezza espressiva di un complesso che possiede una sintonia naturale con questa musica. La compattezza e bellezza timbrica del suono che l’ orchestra di Stuttgart è in grado di esibire quando affronta questo tipo di repertorio sono tra le migliori che si possano ascoltare dalle orchestre tedesche. Di suo, Michel Tabachnik ha aggiunto un tono interpretativo di grande nobiltà e un perfetto dominio delle strutture sinfoniche. Magnifica la resa del movimento lento, con il grande assolo violinistico suonato in maniera ideale, per morbidezza di suono, dalla Konzertmeisterin  Mila Georgieva, una delle migliori prime parti del mondo musicale tedesco. Notevole lo squisito gioco dei fiati nel terzo tempo ed eccellente anche il Finale, con il meraviglioso tema staccato da Tabachnik chiaramente “in quattro” con una cantabilità di un equilibrio e respiro perfetti. Tabachnik ha gestito con grande lucidità il graduale accumularsi della tensione fino al Corale che introduce il trionfale do maggiore delle battute finali. Un Brahms di alta qualità, davvero tra i migliori che mi sia mai capitato di ascoltare in concerto, e le ovazioni finali del pubblico che gremiva la Liederhalle hanno premiato meritatamente una serata di grande musica.

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