Stéphane Denève, Frank Peter Zimmermann e la RSO Stuttgart des SWR – Concerto inaugurale della stagione 2013/14

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Il violinista Frank Peter Zimmermann

Tutto esaurito alla Liederhalle per il concerto inaugurale della stagione in abbonamento della Radio-sinfonieorchester Stuttgart des SWR. Anche quest’ anno i dieci appuntamenti del cartellone si presentano interessantissimi per la scelta dei programmi e il livello complessivo di solisti e direttori ospiti. Stéphan Denève, che questa estate ha debuttato sul podio della Boston Symphony Orchestra e al Saito Kinen Festival Matsumoto, la più importante rassegna musicale estiva giapponese, fondata nel 1992 da Seiji Ozawa, per la sua terza serata inaugurale come Chefdirigent della RSO des SWR ha scelto un programma franco-tedesco in linea con quelle che sono state fin dall’ inizio le caratteristiche di base del suo lavoro a Stuttgart: regolare presenza della musica contemporanea, esplorazione dettagliata del repertorio francese e riproposizione dei capisaldi del grande sinfonismo tedesco. Come ogni anno, i programmi della RSO des SWR ospitano una panoramica della produzione di un compositore dei nostri tempi. Quest’ anno la scelta è caduta su Henri Dutilleux, musicista francese nativo di Angers, considerato uno degli autori più significativi del secondo Novecento, scomparso lo scorso 22 maggio a novantasette anni. La sua musica si colloca nell’ ambito della grande tradizione dei grandi autori francesi del Novecento come Debussy e Ravel, anche se il linguaggio risente anche di influente derivate dalle invenzioni ritmiche e armoniche di Strawinsky e Bartòk e di elementi jazzistici, rifiutando comunque gli aspetti più estremi del serialismo. Il brano eseguito in apertura di serata alla Liederhalle era Métaboles, suite sinfonica in cinque movimenti. Il lavoro fu commissionato dalla Cleveland Orchestra per il quarantesimo anniversario della fondazione es eseguito per la prima volta il 14 maggio 1955 sotto la direzione di George Szell, il grandissimo direttore ungherese naturalizzato americano che fu Music director dell’ orchestra dal 1946 fino alla morte avvenuta nel 1970. La partitura di Métaboles è basata sullo sviluppo del concetto di variazione, con le varie sezioni orchestrali che prima si contrappongono in una sorta di continua metamorfosi sinfonica fino a integrarsi in un finale grandioso e raffinatissimo per la sapienza della scrittura strumentale e delle continue variazioni ritmiche sulla struttura di base. Questa è una delle composizioni più eseguite di Dutilleux, anche perchè offre a un’ orchestra la possibilità di mettere in mostra tutte le sue capacità virtuosistiche. La RSO des SWR, sotto la direzione lucida, appassionata e ispirata di Stéphane Denève, ha risposto alla grande a questa sfida, con una prestazione davvero da complesso di rango.

Dopo il lavoro di Dutilleux, la serata proseguiva con uno dei grandi lavori solistici della letteratura romantica tedesca, il Concerto per violino op. 77 di Brahms. Come tutte le altre partiture per solista e orchestra del compositore amburghese, si tratta di una composizione che impegna a fondo l’ esecutore e richiede grandi doti di maturità tecnica e di fraseggio. Frank Peter Zimmermann, quarantottenne nativo di Duisburg, è sicuramente uno dei violinisti tedeschi più apprezzati sulle scene internazionali. Si tratta di uno strumentista tecnicamente preparato, in grado di sfoggiare una notevole sicurezza tecnica e una bella corposità di suono. Fraseggiatore attento e dotato di ottimo senso della forma, Zimmermann è interprete solido e sicuro anche se leggermente privo dell’ estro tipico del solista di razza. La sua interpretazione è stata impeccabile dal punto di vista stilistico e tecnico, con un perfetto dominio dei numerosi passi che impegnano a fondo il solista sotto questo profilo. Una lettura di livello eccellente anche se forse non proprio all’ altezza delle massime interpretazioni degli ultimi anni, che a mio avviso sono state quelle di Maxim Vengerov nel suo periodo migliore e di Joshua Bell oggi. Ad ogni modo, un’ esecuzione di classe, perfettamente sostenuta dalla direzione morbida e ricchissima di colori di Denève che ha confermato le sue doti di ottimo interprete brahmsiano, già messe in mostra nell’ esecuzione della Seconda Sinfonia che aveva concluso l’ ultimo concerto della scorsa stagione. Come fuori programma, Zimmermann ha offerto una bellissima esecuzione del Preludio dalla Partita in mi maggiore di Bach.

Ancora due capolavori del repertorio francese nella seconda parte della serata, che iniziava con Ma mère l’ oye, uno dei capolavori di Maurice Ravel. Contrariamente alla quasi contemporanea partitura di Daphnis et Chloé, il musicista utilizza qui un organico orchestrale ridotto, finalizzato a mettere in rilievo le parti solistiche e le sottigliezze delle combinazioni strumentali. Una partitura che fin dalla sua creazione è sempre stata amatissima dal pubblico di tutte le età per la ricchezza dell’ invenzione e la scorrevolezza del lnguaggio, Denève e la RSO des SWR ne hanno dato una splendida lettura, con fraseggi davvero di alta classe e timbri orchestrali ricercati di grande raffinatezza. Da lodare soprattutto la prestazione dei fiati del complesso, che qui hanno avuto l’ occasione di mettere in mostra tutte le loro qualità.

Il programma si chiudeva con La Mer di Debussy, uno dei capolavori assoluti del sinfonismo francese, un capolavoro assoluto di suggestione e  sottigliezza narrativa basato su un procedere caratterizzato da una continua propulsione, attraverso il succedersi, sovrapporsi, addensarsi di motivi che si coagulano in più ampie strutture e stabiliscono un mobilissimo gioco di rapporti. Dal punto di vista interpretativo, la lettura di Denève era finalizzata a mettere in rilievo soprattutto la modernità delle soluzioni compositive e le caratteristiche innovative del linguaggio sinfonico. Un Debussy certamente ispirato dalle esecuzioni di Boulez, dai colori vivi e contrastanti, con tempi generalmente abbastanza stretti e una struttura di fraseggio compatta ed essenziale. Una bellissima interpretazione, perfettamente assecondata dalla prova della RSO des SWR, in grado di rispondere con prontezza a tutte le sollecitazioni del direttore e di offrire un suono di qualità eccellente, ricchissimo di sfumature e di colori davvero di primissima qualità. Grande successo finale per una serata davvero ricca di momenti di grande interesse.

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2 pensieri su “Stéphane Denève, Frank Peter Zimmermann e la RSO Stuttgart des SWR – Concerto inaugurale della stagione 2013/14

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