Musikfest Stuttgart – le serate inaugurali

Daniel Barenboim e la West-Eastern Divan Orchestra. Foto ©Holger Schneider
Daniel Barenboim e la West-Eastern Divan Orchestra. Foto ©Holger Schneider

La Musikfest Stuttgart della Internationale Bachakademie, iniziata in questi giorni, costituisce una delle rassegne culturalmente più stimolanti del panorama musicale tedesco, per l’ intelligenza e l’ alto livello qualitativo delle proposte. L’ edizione di quest’ anno segnava il passaggio di consegne alla nuova gestione organizzativa, e il pubblico di Stuttgart è intervenuto numeroso alle tre serate di apertura del ciclo, che hanno fatto registrare il tutto esaurito con diverse settimane di anticipo. Per la serata inaugurale del cartellone 2013, il cui titolo tematico è Neugier (la curiosità) la Liederhalle ha ospitato una delle orchestre giovanili più prestigiose dei nostri tempi, la West-Eastern Divan Orchestra. Creato nel 1999 da Edward Said e Daniel Barenboim a Siviglia, il complesso è stato istituito con lo scopo di permettere a giovani musicisti israeliani e palestinesi di far musica insieme. Un’ idea di altissimo valore culturale e umanitario, che ha ricevuto premi e riconoscimenti dalle massime istituzioni politiche mondiali.  Ma oltre alla nobiltà degli scopi che la animano, l’ orchestra si è distinta negli anni per l’ alto livello esecutivo. degno davero di un complesso di qualità internazionale. La serata alla Liederhalle ha confermato le impressioni che avevo avuto ascoltando l’ orchestra alla radio e in dirette televisive. Si tratta davvero di un complesso di livello internazionale, per la qualità e compattezza del suono e la formidabile preparazione tecnica dei suoi componenti. In particolare, la sezione archi è davvero superba per ricchezza di armonici, intensità di cavata e perfezione di legato. Sul podio, Daniel Barenboim dimostra una partecipazione e un coinvolgimento emotivo che non sempre sono presenti nelle sue esecuzioni. Si capisce che il direttore argentino si dedica al progetto col massimo dell’ impegno ed è stimolato da questi giovani a mettere in mostra il meglio della sua classe musicale, che è senza dubbio cospicua anche a volte dispersa in troppi impegni ravvicinati.

Per la tournée estiva di quest’ anno, che oltre a Stuttgart prevede concerti a Sevilla, Granada, Basel, Luzern, Wiesbaden, Salzburg e Berlino, Barenboim ha scelto un programma dedicato a musiche di Verdi e Wagner, più due lavori in prima esecuzione: “Que la lumière soit” per tromba, trombone,vibrafono e orchestra di Saed Haddad, compositore giordano residente in Germania vincitore nel 2008 del “Prix de Rome” e “At the fringe of our Gaze” di Chaya Czernowin, israeliana, insegnante di composizione alla Harvard University e allieva di musicisti prestigiosi come Brian Ferneyhough e Dieter Schnebel. Due lavori di grande raffinatezza tecnica e timbrica, interessanti nell’ evocare e combinare atmosfere orientaleggianti e stilemi occidentali, magnificamente eseguiti dall’ orchestra e da Barenboim. Per quanto riguarda il resto del programma devo dire che il Verdi di Barenboim, indubbiamente affrontato con impegno e ben suonato, continua a lasciarmi dei dubbi dal punto di vista interpretativo. La Sinfonia dei Vespri Siciliani e i due Preludi della Traviata mancavano di slancio e  senso della melodia, nonostante la splendida prova dell’ orchestra. Migliore, da questo punto di vista, la Sinfonia della Forza del Destino, affrontata con una bella carica teatrale, tempi giustamente mossi e un fraseggio orchestrale vario ed espressivo. Le cose più belle della serata sono comunque venute dai brani wagneriani. Bellissimo il Preludio dal Parsifal, ricco di sfumature, senso del canto e della forma e varietà dinamica. Eccellenti anche i due Preludi dei Meistersinger, il secondo dei quali costituiva il bis, anch’ essi diretti da Baremboim con fervore, passionalità e scrupolosa consapevolezza stilistica. Successo vibrantissimo.

Il Bundespräsident Joachim Gauck insieme a Helmuth Rilling e Hans-Cristoph Rademann. Foto ©Holger Schneider
Il Bundespräsident Joachim Gauck insieme a Helmuth Rilling e Hans-Cristoph Rademann. Foto ©Holger Schneider

Due giorni dopo, la Liederhalle ha ospitato la serata del passaggio ufficiale di consegne tra Helmuth Rilling e Hans-Cristoph Rademann, il nuovo direttore musicale e artistico della Internationale Bachakademie. L’ istituzione ha voluto giustamente dare la massima solennità all’ avvenimento invitando, oltre ai rappresentanti politici cittadini e statali, anche il presidente federale Joachim Gauck, che ha pronunciato una splendida laudatio del lavoro di Rilling, sottolineando in particolare la sua attività di educatore e il suo impegno nell’ intrattenere rapporti musicali e culturali con la ex DDR, Ve infatti ricordato ai lettori italiani che Joachim Gauck, pastore protestante e attivista per i diritti umani ai tempi della Germania Est, negli anni della fine del regime fu una figura di spicco del movimento Neues Forum, il primo movimento d’opposizione a essere riconosciuto dal Partito Socialista Unificato di Germania (SED) allora al potere. Nelle prime e uniche elezioni libere tenutesi nella RDT, Gauck fu eletto deputato e, su incarico della Volkskammer, divenne presidente della commissione speciale per il controllo dello scioglimento della Stasi. Amico personale di Helmuth Rilling da decenni, il presidente Gauck  ha voluto assolutamente intervenire a questa serata, insieme con decine di musicisti che nel corso dei trentadue anni di vita della Bachakademie hanno avuto modo di collaborare col Maestro. Come ha giustamente affermato Gauck nel suo discorso, il Bach di Rilling non è mai stato un oggetto da museo o da biblioteca, ma è diventato “il nostro Bach”, e questo è uno dei massimi elogi che si potevano rivolgere a questa grandissima figura di musicista e di uomo, che nella circostanza ci ha fatto ascoltare la celebre Cantata “Herz und Mund und Tat und Leben” BWV 147, ultimo saggio di un modo di far musica che ha segnato profondamente la vita musicale di Stuttgart negli ultimi decenni. Dopo il discorso del Bundespräsident, lo stesso Rilling ha voluto rievocare i suoi anni di lavoro alla guida dell’ istituzione prima di lasciare il podio ad Hans-Cristoph Rademann, che ha diretto la Cantata “O ewiges Feuer, o Ursprung der Liebe” BWV 34, dando un primo saggio delle sue grandissime qualità di musicista, assolutamente degno di succedere a una figura di tale prestigio. Una bellissima serata, una vera lezione di civiltà e di politica culturale da parte di una nazione che dimostra sempre con atti concreti la stima e l’ onore di cui i suoi musicisti godono.

Hans-Cristoph Rademann, la Gächinger Kantorei e il Bach-Kollegium Stuttgart. Foto ©Holger Schneider
Hans-Cristoph Rademann, la Gächinger Kantorei e il Bach-Kollegium Stuttgart. Foto ©Holger Schneider

Con l’ esecuzione dell’ oratorio “Israel in Aegypt” di Händel alla Stiftskirche, completamente gremita in ogni ordine di posti, Rademann ha preso ufficialmente possesso del suo incarico alla guida della Bachakademie. Sempre per i lettori italiani, credo sia utile aggiungere alcune righe di presentazione riguardanti il nuovo direttore. Il quarantasettenne Hans-Cristoph Rademann, nativo di Dresden, è considerato attualmente uno dei massimi direttori di coro in Germania, per il lavoro svolto con complessi di prestigio come il Dresdner Kammerchor da lui fondato nel 1985, il Coro della NDR e il RIAS-Kammerchor. Un lavoro documentato da numerose registrazioni discografiche insignite dei massimi riconoscimenti da parte della critica. Musicista di scrupolosa preparazione filologica e preparatore attentissimo, il direttore sassone ha dimostrato in questa occasione qualità interpretative assolutamente di altissimo livello. La sua esecuzione dell’ oratorio händeliano è stata splendida per ricchezza di colori, ampiezza di respiro e perfetto equilibrio nella condotta orchestrale e corale. Rademann ha scelto di eseguire la versione originale del lavoro, comprendente anche la prima parte dedicata alle lamentazioni del popolo ebraico per la morte di Giuseppe, omessa nella stesura definitiva. Da quello che abbiamo ascoltato, il direttore sassone ha trovato immediatamente una perfetta sintonia esecutiva con i complessi di Stuttgart, e sotto la sua direzione la Gächinger Kantorei ha messo in mostra tutte le qualità di morbidezza di suono, perfezione nell’ articolazione e compattezza timbrica che ne fanno uno dei nigliori complessi corali del panorama musicale tedesco. Un’ esecuzione viva, trascinante e ricca di pathos, davvero tra le migiliori che si possano ascoltare al giorno d’ oggi. Ottima anche la prova del Bach-Kollegium Stuttgart e dei solisti, il soprano Elisabeth Watts, il controtenore David Alsopp, il tenore Lothar Odinius e il basso Philipp Kaven. Successo trionfale, a coronare adeguatamente una serata di grande musica.

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