Giovanni Allevi, il senso del ritmo e la cultura

ritmo

Ho sempre evitato di occuparmi di Giovanni Allevi, perchè lo trovo semplicemente uno squallido fenomeno da baraccone spacciato per artista. Ritengo oltretutto ridicolo il suo modo di proporsi da ragazzino discolo, tra l’ altro ormai quasi quarantacinquenne, e da caricatura dell’ artista tormentato dalla ricerca dell’ ispirazione. Un personaggio che mi ricorda irresistibilmente la macchietta del Maestro Ubaldo Scannagatti, “ggenio della mòseca”, raffigurata in modo esilarante da Totò nel film “Totò a colori”. Delle sue creazioni poi, che si riducono a un banale accrocchio di musichette buone al massimo per la suoneria di un cellulare, suonate in un modo che farebbe vergognare uno studente del compimento medio pianistico, me ne importa meno di nulla. Questa volta però ho deciso di dire la mia, perchè il riccioluto ascolano l’ ha sparata decisamente troppo grossa.

Il fatto:

Giovanni Allevi: “Beethoven non aveva il ritmo, Jovanotti sì” (LaPresse)
GIFFONI VALLE PIANA (SALERNO) – Jovanotti ce l’ha, Beethoven no. Il ritmo. Parola di Giovanni Allevi. “A Beethoven manca il ritmo. Quello lo possiede Jovanotti”. Questa è la frase esatta che Allevi ha pronunciato davanti ai giurati del Giffoni Film Festival. Poi ha spiegato perché Lorenzo Cherubini da Cortona sarebbe più “efficace” di Ludwig van Beethoven:
“Un giorno ho capito che dovevo uscire dal polverone e cambiare approccio con la musica, anche se si trattava di quella classica. Stavo ascoltando a Milano la Nona Sinfonia di Beethoven. Accanto a me un bimbo annoiato che chiedeva insistentemente al padre quando finisse. Credo che in Beethoven manchi il ritmo. Con Jovanotti, con il quale ho lavorato, ho imparato il ritmo. Con lui ho capito cos’ è il ritmo, elemento che manca nella tradizione classica. Nei giovani manca l’ innamoramento nei confronti della musica classica proprio perché manca di ritmo”.
Non è la prima volta che il pianista di Ascoli Piceno attacca il mondo della musica classica. Allevi poi ha svelato ai ragazzi del Giffoni la sua amarezza per essere continuamente attaccato:
“Non posso entrare in molti Conservatori italiani, mi dispiace ricevere a volte le contestazioni degli studenti che li frequentano, mi dispiace sapere che non potrò varcare le loro porte, ma so che la cosa importante è raggiungere il cuore della gente. Lì la mia musica può entrare. Mi ha fatto male sapere che persone autorevoli mi consideravano un impostore”.
“La musica è una strega capricciosa, una donna bellissima che mi regala una manciata di note e poi fugge via. Bisogna essere dei dannati per scrivere una musica come quella che compongo io. Per me la musica è una questione di vita e di morte, è qualcosa che mi sconvolge e mi fa dannare”.

Beh intanto, caro signor Allevi, non so se le farà ulteriormente male il sapere che anch’ io, persona tutt’ altro che autorevole, la considero un impostore, proprio come ha detto Lei. Ma vediamo di commentare in modo più dettagliato queste stupidaggini. Dunque, secondo l’ illuminata opinione del genio, Beethoven non avrebbe ritmo e sarebbe noioso perchè annoia i bimbi. A parte il fatto che, in base alla mia esperienza, se fischietti a un qualsiasi bambino europeo le prime note dell’ Inno alla Gioia lui è in grado di riconoscerlo e continuarlo, qui da noi spesso anche ricordandone le parole del testo, secondo il signor Allevi il ritmo sarebbe quella pulsazione sempre uguale caratteristica di tante canzoni odierne? I suoi professori di Conservatorio non gli hanno mai parlato dell’ Allegretto dalla Settima Sinfonia che si basa sulle scansioni della metrica greca antica come il dattilo e lo spondeo? È al corrente il signor Allevi del fatto che il primo tempo della Quinta Sinfonia di Beethoven negli anni Settanta fu addirittura arrangiato per farne un brano di disco music, “A Fifth of Beethoven”, che divenne un successo mondiale e fu anche inserito nella colonna sonora del film “Saturday night fever”? Mi dispiace, ma trovo che sia davvero difficile trovare un concentrato di ignoranza e superficialità maggiore di quello contenuto nell’ affermazione del signor Allevi. Il ritmo, checchè lui ne dica, non è il “bum-bum” che ti fa venir voglia di ballare, è una delle nozioni fondamentali che vengono impartite a chiunque studi musica, la base di qualunque genere musicale, dal Barocco all’ Hard Rock. E secondo quanto affermato da costui, Beethoven non lo saprebbe usare e Jovanotti sì? Complimentoni davvero…

Purtroppo, le sentenze e la stessa figura artistica del signor Allevi non sono altro che il risultato di 30 anni in cui, in Italia, istituzioni e media hanno pervicacemente azzerato il senso critico del pubblico e, peggio ancora, il “piacere del bello”.
Allevi ne è solo l’ ultimo esempio. Ormai non si distingue più l’ artista in base al  talento e alla professionalità, bensì perchè “Piace alla ggggente, quindi è arte”. È il concetto puramente commerciale e utilitaristico della prevalenza dell’ immagine sulla sostanza, soprattutto quando per apprezzare la “sostanza” si richiederebbe una preparazione e una cultura che l’ istruzione sembra decisamente non più in grado, in senso generale, di fornire. Quindi, urge dare alla gente l’ illusione di poter essere acculturati senza sforzo. Il riassunto di “Selezione” per dare l’ illusione di aver letto il romanzo, il bigino per dare l’ illusione di aver studiato. In questo particolare caso, il “personaggio forte e fragile al tempo stesso” per dare l’ illusione della genialità accessibile a tutti.

A questo punto mi viene spontaneo citare Fedele D’ Amico, che scrisse a suo tempo:

“Si possono avere le opinioni più diverse su quale e quanta cultura si possa e debba diffondere fra tutti i cittadini. Ma una cosa dovrebb’ essere pacifica: non che la Fenomenologia dello spirito, neanche le quattro operazioni si possono iniettare con la siringa. Cultura, a qualsiasi livello, è iniziativa e attività”.

Il contrario di quanto propugnano questi personaggi e coloro che li sostengono con la scusa che giovano alla divulgazione. No signori miei, ogni disciplina necessita di una preparazione di base che non può essere elusa: è il fruitore che deve prepararsi, non certo l’ arte imbruttirsi per rendersi maggiormente appetibile. Se voglio leggere un trattato di fisica teorica o di epistemologia metto in conto difficoltà che – pur nella scelta di testi divulgativi – sono connaturate alla disciplina stessa, non pretendo che sia di lettura immediata come la Gazzetta dello Sport. Lo stesso dicasi per la musica d’ arte: si può partire da un repertorio più facile e immediato, ma non mandare tutto “in vacca” per renderla maggiormente fruibile a chi non vuole fare alcun passo per comprenderla. La “musica” di Allevi non ha alcuna valenza divulgativa, esattamente come i romanzi di Federico Moccia non sono la base per instillare nei giovani la passione per la letteratura classica.

Per citare ancora D’ Amico:

“Questa operazione rientra nel consueto obbiettivo della civiltà mercantile, che com’ è noto è la sostituzione del valore di scambio al valore di consumo; e non è se non un’applicazione della tecnica pubblicitaria, consistente nel persuader tutti ad acquistare un certo prodotto in base al solo argomento che, appunto, lo acquistano tutti”.

Due considerazioni per concludere. La prima è che, visto il fatto che questo messere è addirittura invitato a suonare per istituzioni ufficiali come il Senato della Repubblica, c’ è davvero da rallegrarsi del fatto che il Premio Nobel non venga assegnato in Italia. La seconda riflessione è che il signor Allevi è ormai suo malgrado prigioniero di un meccanismo di promozione pubblicitaria che lo obbliga ogni volta ad alzare il tono delle sue dichiarazioni nel tentativo di farsi notare. Alla prossima occasione dirà  che a Vivaldi manca il senso dell’armonia e della forma, a Bach quello del contrappunto, a Verdi quello della melodia, a Mozart e Rossini quello dell’ umorismo. A noi però, giunti a questo punto, comincia a scarseggiare davvero la pazienza…

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320 pensieri su “Giovanni Allevi, il senso del ritmo e la cultura

  1. Grande pezzo, complimenti!! Pur non essendo un intenditore di musica classica, dico solo che Allevi è un miracolato della finta cultura italiana, è il classico nome che viene pronunciato dagli ignoranti che vogliono far finta di essere intenditori di musica jazz…cialtroni…

    • non della musica jazz…ancora peggio… dagli ignoranti che credono di essere intenditori di musica classica 😀

    • Non ho nessuna simpatia per Giovanni allevi, nè come artista nè come personaggio. Credo comunque che parlando erroneamente di “ritmo” volesse intendere l’utilizzo di percussioni e cadenze tipiche della musica popolare a partire dal blues, passando poi per il rock etc.. Posso anche accondiscendere sul fatto che oggigiorno sia difficile apprezzare per un normale individuo una musica privata di queste caratteristiche (semplicemente perchè essa non è più fruita da nessuno e forse si adatta meno ai ritmi contemporanei). In questa prospettiva la colpa di Allevi non sarebbe tanto l’aver citato Beethoven, bensì l’aver detto che il ritmo nel senso sopra da me indicato gliel’ha insegnato Jovanotti….

      • Anch’ io credo che sia stato superficiale. Ma credo anche che il suo scopo sia spararle grosse per farsi notare. Saluti.

      • Se vogliamo dare una risposta musicologicamente corretta alle sciocchezze di Allevi, che non la meritano, si può osservare questo. La caratteristica fondamentale del ritmo nella musica impropriamente chiamata “popolare” è la presenza di sincopi sopra la pulsazione binaria di base. Essa discende dalla sovrapposizione di cicli ritmici dell’Africa subsahariana (time-line patterns) sul concetto europeo di battuta. Ebbene, Beethoven è il compositore più sincopato che sia apparso in Europa dopo Sammartini e prima di Stravinskij. Nella sua musica la pulsazione ritmica non solo è costante, e integrata da sincopi sovrapposte, ma il ruolo dei timpani è enormemente ampliato, come è evidente nello Scherzo della “Nona sinfonia”. Molte delle idee di base di Beethoven sono in effetti più percussive che melodiche, e la sincope arriva a informare di sé intere composizioni, come la “Leonora n. 3”. Tutto questo è farina del sacco di Beethoven, all’epoca gli altri non lo facevano. Al contrario, Jovanotti ha preso le mosse da una musica altamente sincopata — quella dei rapper neroamericani — e ne ha eliminato i time-line pattern, fino a ridurla a una cantilena da zampognaro, con interminabili tiritere lunga-breve. Non è solo che Beethoven ha più ritmo di Jovanotti: è che in Beethoven l’importanza del ritmo aumenta rispetto al periodo storico, in Jovanotti diminuisce, fino praticamente a ridursi al ruolo elementare che il ritmo aveva in Perotino. Quanto ad Allevi, lui non ha abbastanza cognizioni per saperlo, ma ciò che crede di aver inventato è, per l’esattezza, un riciclaggio tardivo di uno stile musicale minore, ideato da pianisti americani bianchi intorno al 1918 e chiamato, all’epoca, “novelty ragtime”. Adesso è dimenticato l’originale, figurarsi quanto durerà la copia.

    • Complimenti per l’articolo. Purtroppo l’ignoranza italica fa sì che personaggi del genere salgano in cattedra e divulghino i loro “saperi” senza colpo ferire. La mancanza assoluta di una accettabile cultura musicale di base è il terreno fertile su cui prolificano i vari “Allevi”. Di questi tempi, con lo stato pietoso in cui versa la Musica e i suoi apparati, credo che l’Allevi di turno continuerà a regalare “perle di saggezza” a profusione. E il popolo ignorante starà lì, adorante, a raccoglierle, in virtù della consapevolezza di essere entrato, finalmente, e senza fatica, nel misterioso mondo della “grande musica”. Sì, perchè il novello Mozart offre gentilmente e generosamente la sua “grande nuova musica classica contemporanea”, riveduta, corretta e facilitata per l’occasione. E così tutti sono felici: i
      più hanno la gratificante illusione di riuscire finalmente a capire la Grande Nuova Musica e il furbetto, osannato e invitato persino dalle grandi istituzioni ad elargire le sue preziose perle, raccoglie i frutti…a suon di soldoni, ovviamente…

      • 1. Allevi suona in pubblico? Ok.
        2. Si proclama musicista classico? Non ne ha il diritto e ha il dovere di ammettere il suo errore.
        3. Beethoven non ha ritmo? Se lo dice seriamente ha bisogno di cure.

        È come se

        1. Venisse a casa mia e si fermasse a cena o per un caffè, ma non può pretendere di fermarsi a dormire o peggio a viverci.
        2. Mentre è ospite non può andare al bagno o in giro per la mia casa senza chiederlo
        3. Come si permette di dire che l’arredamento della mia casa è privo di gusto?

        Ecco, la mia casa è la musica classica, ti posso ospitare per un breve periodo ma non è la tua casa, viene presto il momento di alzare i tacchi e andarsene. La tua casa è un’altra, non hai il diritto di invadere la mia, hai invece il dovere di scusarti profondamente per averlo fatto. Se non lo fai, non sorprenderti se difendo la mia casa per cui ho sacrificato adolescenza, occhi e salute per più di 30 anni senza fermarmi, senza dubbi, senza scorciatoie.

  2. Reblogged this on Pianist Re-View and commented:
    This is an article about an Italian “wannabe a pianist”. What I envy him is just the ability to sell himself to the media… NOT the music, of course.

  3. Articolo perfetto e perfettamente condivisibile, una sola osservazione: Concediamo a Mozart qualche “senso” in più oltre quello dell’umorismo. 🙂

    • Ho citato Mozart associandolo a Rossini, pensando alle opere comiche su libretti italiani. Naturalmente, la sua figura ha altri aspetti. Comunque il senso dell’ umorismo lo aveva eccome, basta leggere le sue lettere!

    • Visto che su Allevi qualunque persona dotata di buon senso non può che essere d’accordo con il bellissimo pezzo di Mozart2006, mi permetto una piccola e (spero) garbata polemica sul commento di Luna Sieben. Perché quando si parla di Mozart bisogna sempre e comunque precisare che egli è il “campione in carica” della musica? Perché qualcuno si sente subito in dovere di aggiungere che aveva altri “sensi” oltre all’umorismo, mentre non ritiene di dover aggiungere niente riguardo agli altri compositori citati? Forse Rossini non ha nient’altro oltre il senso dell’umorismo? E Verdi non ha nient’altro oltre il senso della melodia? Nulla volendo togliere alla sua grandezza, tuttavia anche questa adorazione “di massa” verso Mozart nasce da una trovata commerciale e non fa certo bene a chi la musica la ama e la conosce davvero: se in negozio cerco “Les Danaides” oppure “Nina, o sia La pazza per amore”, trovo solo le ennesime “Nozze di Figaro”; se cerco i Concerti per pianoforte di Paisiello, trovo solo centocinquanta versioni di quelli di Mozart, suonati con il piano, con il fortepiano, con il clavicembalo, con l’ocarina, con il diapason all’italiana, alla tedesca, alla austriaca, all’ostrogota! E basta!

  4. Oh, meno male. il cialtroncello non mi piace e pensavo di essere antica.invece è lui “no bbuono”. bell’articolo, grazie

  5. Un articolo perfettamente condivisibile, oggi si confonde la semplicità con semplificazione e, comunque, come è detto nell’articolo la comprensione dell’arte, qualunque ne sia la sua espressione, è sempre faticosa e vuole preparazione.

  6. Bell’articolo, complimenti!! Fa piacere vedere ogni tanto che ancora qualcuno capisce qualcosa dell’arte.. Ma dov’è la firma?

      • Mi sei piaciuto tantissimo! Cose che ho anche scritto altrove, ma mai abbastanza per far entrare il dubbio nelle persone.
        Allevi andrebbe ricordato assieme alla storiella de “Il re è nudo”.
        Spero che la gente riesca a ragionare e vedere che Allevi è nudo, parla di cose che non conosce o non capisce. Poveretto lui e poveretti noi che ce lo troviamo applaudito dai campioni della cultura che sono certi politici e certa massa che ci attornia, facendoci affogare nelle musiche da cellulari e supermercati spacciate come espressione artistica.

  7. Sarò franca….il Maestro Allevi forse è meglio che cambi spacciatore: affermare che Beethoven non aveva il senso del ritmo, non può che essere l’ effetto di qualche erba andata male….!!!
    A parte le battute, condivido pienamente il discorso dell’ aver “azzerato il senso critico del pubblico e, peggio ancora, il “piacere del bello”.

    • A questo l’ ipertricosi cranica ha soffocato quei 4 neuroni che all’ inizio in mezzo a tutto quel vuoto pensavano di divertirsi, poi invece è arrivata la tragedia…

  8. La “musica” di Allevi è una brutta copia di quella di Richard Clayderman. Quest’ultimo non si è mai sognato di dire scemenze o di spacciarsi per compositore di “nuova musica contemporanea”. Claydernan, per quanto discutibile possa essere la sua musica, è un vero musicista, mentre l’italico riccioluto è solo un fortunatissimo mestierante. Ma in un paese sudamericanizzato e istupidito come l’Italia, si pensa il contrario.

    • Richard Clayderman infatti diceva: “Io scrivo solo canzoni per far star bene la gente”. Questo qui scrive suonerie di cellulari e lo fanno passare per il nuovo Beethoven…

  9. ormai piu passa il tempo,è piu si vede la cialtronaggine di questo personaggio,penso che in futuro,a parte le solite baracconate,molte porte ufficiali verranno chiuse a questo mediocre,certo che con l’ignoranza,e incultura che regna qui in italia,questa persona puo godere di una popolarità che francamente non merita,ma il tempo è galantuomo,è non è detto che in un non venga ricoverato per megalomania……cavolo pensa di essere dello stesso livello dei grandi compositori del passato,anzi superiore …stò ignorante.

    • Colpa anche di chi gli da credito, lo hanno fatto addirittura registrare l’ Inno di Mameli che viene trasmesso ogni sera dalla RAI!

  10. Però caro il mio mozi, ti sbagli proprio su Allevi: lui è come Cervantes, un genio che sboccerà tardi nei suoi 50 anni e finalmente a 50 anni suonati scriverà il suo “Don Quijote”.
    Dimentichi però del fatto che Cervantes scrisse tanto altro prima, mentre Allevi … al massimo accompagnava il bassista di fiducia di Jovanotti! ihihihih

    Finita l’ironia, ovviamente, non posso che concordare! 🙂

      • Per Allevi. Anche Bruce Springsteen fa musica popolare (infatti è popolarissimo soprattutto fra i blue collars, gli operai americani), anche lui usa le percussioni, anche lui ha ritmo, ma fra il Boss e quella mezza sega di Jovanotti c’ è un abisso. Capito, somaro?

  11. Un pezzo eccellente. Da riutilizzare contro le infinite mistificazioni della cultura italiana. E contro tutti quelli che non hanno mai fatto fatica per studiare, e che dunque non capiscono che la cultura è fatica. E che la bellezza, come il ritmo, non è soggettiva…

  12. che dire che tu non abbia già puntualmente scritto?Purtroppo la cosa deprimente è la massa inconsapevole di persone che acquistano i dischi del “capellone”o scaricano i suoi brani credendo che quella sia musica.E,per inciso,Allevi potrà anche credere di avere il senso del ritmo,quel che gli manca del tutto però è la costruzione della melodia.Se ti è mai capitato di ascoltare qualche sua sedicente composizione,ti sarai accorto che è del tutto monotematica,nessuna evoluzione di un tema o qualcosa che gli somigli,due note all’inizio,due alla fine…Tempi moderni come dire una sorta di fordista del piano,,

  13. Non sarà che l’attempato giovanotto cerca proprio questo? Cioè tanta pubblicità a buon mercato? Ben consapevole della sua musica (chiamiamola così) e strafregandosene, ha capito come si fa oggi, e lo fa, rimpingua ben bene il suo conto in banca, se la ride degli indignados e il carrozzone va avanti così.A gente simile farebbe male solo essere ignorati!

  14. io, che di musica sogno ignorante come una talpa, l’ho sempre considerato un bluff. ogni “fenomeno” sparato dai media dovrebbe insospettirci: ma, sebbene sugli stessi media non si faccia altro che discutere della persuasione più o meno occulta, della massificazione dei gusti e dei desideri, la massa si fa persuadere lo stesso: compra cibo vestiario gadget pubblicizzati, così anche libri e musica, in una parvenza di “cultura” che, se avesse, le farebbe cercare ben altro.
    ieri dicevo dei miei exploit infantili al piano molto vicini alle “composizioni” di allevi: alcune note ribadite rimestate e il giochino è fatto. come faccia anche solo a piacere, proprio non lo so. oppure lo so: la subcultura si pasce della riproposta del “noto”, non riesce a misurarsi con il diverso e il troppo distante da sé. una fase di decadenza della cultura si misura a partire da queste cose: da quanto di complesso – “realmente” complesso – sia capace di farsi un minimo di strada, scavando cunicoli nel piattume generale. ciò manca in molti campi, preferendo in genere una vasta e organizzata grossolanità spacciata per cultura, raffinatezza, novità, complessità. se posso dire, in letteratura la cosa è ancora più subdola.

  15. Condivido in pieno, ho sempre pensato di scrivere e rendere pubblico il mio pensiero, poi mi sono puntualmente detto:”mah, non ne vale la pena…”grazie per averlo fatto al mio ed al posto di tutti coloro che hanno un cervello e un po’ di sensibilità artistica e musicale.
    Grazie di cuore

  16. il chiaro – scuro dell’orchestra, il sussurro e l’urlo, l’odio e l’amore— in un ritmo infinito, il ritmo della vita, dell’universo, non il ritmo monotono ipnotizzante, livellante all’infimo da cui non risorge. La grande Musica che eleva l’Uomo è rifuggita da chi sguazza nella fanghiglia di poche note morte.

  17. Come non essere d’accordo? Non sono un esperto di musica classica, sono uno di quelli che i pochi brani che conosce cerca di capirli per poterne fruire. Posso aggiungere che, purtroppo, questa mediocrità dilagante ha dilagato, per l’appunto, anche nella fotografia; ormai chi scatta foto con l'”ai-fon” pensa di essere un novello Henri Cartier Bresson… mala tempora

  18. ben detto caro mozart2006… quanti come lei dovrebbero urlare questa ingiustizia di uomo venuto al mondo solo per far dispiacere l’umanità intera!!! sono arrabbiata perché gli si dà credito e tanta autorevolezza mentre i veri artisti non vengono riconosciuti…. questa è l’Italia, che dà sì i natali agli uomini più grandi e dovrebbe esserne sempre orgogliosa, ma oggi rimane completamente indifferente alla cultura e inneggia le meschinità, le volgarità e la “non arte”

  19. Mi viene un po’ di amarezza nel vedere come vi accanite sulla sua musica. In particolare come la giudicate con facilità. Posso capire che non approvate il personaggio che si è costruito, ma penso che musica e compositore non siano la stessa cosa, e che si possa apprezzare nonostante non sopportiate chi la suona. La creazione personale (musica, pittura ecc.) è la qualità più bella che ha sviluppato l’uomo evolvendosi e non dovrebbe essere calpestata così. Io rispetto le sue idee musicali e se le critico propongo semplicemente la mia idea di bello, che ha lo stesso peso della sua.

    • Io non rispetto invece il personaggio, gli atteggiamenti e neppure una musica che potrebbe scrivere qualunque studente di quinto anno. Il successo di questa persona è semplicemente un insulto per tutti i giovani che studiano con serietà.

    • E ancora peggio, appunto, politici e manager che gli danno credito: chi lo invita al senato (ma lo avranno anche pagato?), chi lo paga per strimpellare in Rai, e c’è perfino chi lo paga per spot pubblicitari della Fiat! Non so quanto ci abbia potuto guadagnare la Fiat cercando di promuovere non mi ricordo quale macchina associandola a quella musichetta priva di qualsiasi appeal e carattere e a quello sguardo ottuso con parrucca.

      • Certo. E intanto esistono giovani dotati di vero talento che hanno problemi finanziari. È questo che mi irrita, più di quello che fa sto cretino!

  20. ottimo, sintetico ed esaustivo scritto. Applicabile ad ogni altra forma artistica, penso alla pittura in primis ma pure alla letteratura, di questi grigi tempi omologanti verso il basso.

  21. Fenomeno da baraccone o no, forse chi ha scritto l’articolo dovrebbe rileggerlo bene prima di pubblicarlo, in quanto dice:
    “È al corrente il signor Allevi del fatto che il primo tempo della Quinta Sinfonia di Beethoven negli anni Settanta fu addirittura arrangiato per farne un brano di disco music, “A Fifth of Beethoven”, che divenne un successo mondiale e fu anche inserito nella colonna sonora del film “Saturday night fever”?”
    Provate ad ascoltarla tanto oggi la trovate facilmente ovunque sulla rete, in cosa differisce dall’originale questo riarrangiamento?
    Forse proprio in quella cosa che Allevi chiama “Ritmo”, che poi è una sua idea di ciò che il Ritmo esprime?
    Ricordiamoci signori che fortunatamente al mondo non siamo stati tutti clonati e quindi i gusti cambiano tra persona e persona, la 5° di Beethoven è stupenda, e non è l’unica che può essere considerata così a parer mio, di Allevi, sempre a parer mio mi piacciono solo 3 o 4 brani, ma non vado certo in giro a convincere il mondo che fa schifo per quello che va dire in giro.

    • A me appunto irrita proprio quello che dice e siccome ho un sito, lo scrivo, tutto qua. Se quanto scrivo io non le piace, basta cliccare sulla crocetta in alto a destra.

      • Intanto grazie per non aver messo il messaggio nello spam, però forse non l’ha letto bene, se sono qui a leggere prima e a partecipare poi alla conversazione è perché volevo esprimere il mio parere sull’argomento.
        Spesso è più facile fare una critica, come sto facendo io adesso, che cercare di fermarsi a leggere tra le righe e comprendere il pensiero di una persona.

    • Il problema è proprio questo ghiaccio: “ritmo” per Allevi è quello che intende per ritmo la cultura media dell’idiozia italiana. Lo posso accettare da tutti coloro che non hanno mai studiato musica. Anche da un mio allievo alle prime armi.
      Ma da uno che pare sia “l’essere per sé sussistente fatto ad immagine e somiglainza della della dea musica in terra” è un assurdo logico.

  22. Articolo ottimamente scritto, che ho molto apprezzato. Da totale inesperto di musica classica e non avendo mai sentito un pezzo di Allevi, mi esprimo solo sul discorso più generale dello svilimento della cultura, che condivido al 100%. Mi rinfranca, oltretutto, leggere opinioni e commenti acculturati ed educati, di cui non sono più abituato nel ciarpame mediatico ed informatico che ci sommerge. Mi rattrista parecchio, anche da “non addetto ai lavori”, la commercializzazione acritica e volgare della musica, in qualunque suo genere. Ho iniziato a storcere il naso con l’arrivo dei talent show, che hanno ammazzato anche la musica pop e commerciale. Speravo che la classica potesse esserne immune, vista la levatura. Purtroppo non è così. Confido che sia una fase e che presto ricominceremo a contemplare l’arte per innalzarci e non a sporcarla per poterne fruire senza sforzo ed apparire “migliori”.
    Vi saluto e ringrazio.

  23. Quanta vanità…io penso che lei non abbia capito cosa Allevi intendeva dire. E,la vera musica non esiste,se non soggettivamente,solo che voi non riuscite a mettervelo in testa. Leggere cose simili mi fa capire quanto le persone pensino di essere molto più avanti rispetto agli altri,quando sono indietro mille anni luce. Ed è triste vedere commenti come ‘finalmente qualcuno che capisce l’arte’,perché l’arte la capiscono tutti,a modo loro. Forse quello che è scritto su Allevi è vero,ma ciò non toglie che leggendo l’articolo e i commenti ho fatto un’overdose di…ignoranza. Mi dispiace,ma persone superficiali come a quanto pare voi siete,di arte non capiranno mai niente.

    • Certo cara. Posso allora dire che a Luchino Visconti mancava il senso della narrazione e che i fratelli Vanzina lo possiedono? Veda lei…

    • Quando la piaga del contradditorio relativismo imperante colpisce l’arte non c’è nient’altro da fare che certificare la morte del volo umano.

      • Se per vanità si intende “l’essere di per sé vani, vacui” direi si: è la vanità della musica d’allevi che ferisce.

  24. Ahahah, mi fanno proprio sorridere questi ragazzi che vogliono dare lezioni di musica e metrica musicale ad uno che è diplomato in Composizione al conservatorio di Milano (e pianoforte) con il massimo dei voti e laureato in Filosofia con lode… 😀

    Piuttosto cercassero di imparare da Allevi come si fa a riempire le sale da concerto ed a vendere milioni di dischi in tutto il mondo suonando semplicemente la propria Musica!!! 😀

    • In tutto il mondo????? Qui in Germania non sanno neppure chi sia, sto stupidotto. Si informi caro…e in quanto ai milioni di dischi, Gigi D’ Alessio vende più di lui e almeno non se la tira da grande artista!

      • Ahahah, qualcuno a Berlino deve pur sapere chi è Allevi visto che l’estate scorsa vi ha tenuto un Concerto e, da quanto ho saputo da amici che ci sono stati, è stato sold out anche lì. 😀

      • Benissimo. Ah a proposito, a Luchino Visconti mancava il senso della narrazione, quello lo possiedono i fratelli Vanzina ah ah ah…

    • Caro Sydanga, lei ha collezionato figure meschine su Edumus e sui commenti di Youtube. Vuole fare il tris anche in questo spazio? Forse è un masochista? Abbia un po’ d’amore proprio e la smetta di scrivere buffonate. Il,fatto che Allevi possieda titoli accademici è un punto a,suo sfavore e la prova tangibile che ai giorni nostri i diplomi di conservatorio i miei colleghi, purtroppo, li regalano a cani e porci.

      • Ahahah, mai scritto nulla su Edumus, né in generale mai scritto nulla di cui vergognarmi, a differenza sua e del blogger che ci ospita, io sono molto rispettoso delle opini altrui e non faccio mai attacchi personali, esprimo educatamente le mie opinioni e lo faccio solamente su argomenti che conosco a fondo. 😀
        Mi fa comunque piacere che su Edumus ed in altri spazi ci siano persone che la pensano come me, vuol dire che non tutti quelli che perdono tempo a scrivere su Allevi lo fanno per sfogare la loro frustrazione… 😀

      • Ah a proposito, visto che lei è ancora qui. Tre settimane fa sono stato a Berlino a sentire la Nona di quel senza ritmo di Beethoven eseguira dai Berliner Philharmoniker al Waldbühne. Eravamo ventimila invidiosi frustrati, tra cui centinaia di bambini e la serata ha avuto anche quasi due milioni di telespettatori. In che paese di arretrati mi tocca vivere, ahimè… ah ah ah

      • Caro il mio saccentone, senta e legga sul link che dice un bassista professionista (che si suppone se ne intenda di ritmo…)

    • Un momento, però. Mettiamoci d’accordo. Ma Allevi è un grande maestro diplomato a pieni voti a cui nessuno può permettersi di dire niente o un pazzo stralunato che prende l’ispirazione dagli elefantini volanti e che i conservatori respingono perché non sono ancora pronti per la sua musica?

      • Guardate il video dove suona il Tristan und Isolde. Obbrobrio assoluto. Terrificante. Alla faccia del senso del ritmo (e della dinamica, della timbrica e di tutto il resto)!
        Per lavarvi le orecchie da questa lordura, ascoltate su You Tube come il grande Aldo Ciccolini a 85 anni suona l’ Isoldes Liebestod: Allevi vi apparirà in tutta la sua nullità, se ancora ci fosse bisogno di prove.

    • @sydanga: “Ich muss nicht auf jede Dummheit eine Antwort geben”
      mons. Gerhard Ludwig Müller – Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede

  25. Allevi chiarisce apertamente il fatto che: chi conosce la musica o la studia apprezza Beethoven e la musica classica. Ma chi si lascia trasportare dal ritmo, come una barca dalle onde del mare, e sopratutto nasce nel mondo contemporaneo non può che apprezzare maggiormente le note indubbiamente trasportatrici di jovanotti che con la sua musica riempie stadi e di emozioni i giovani.Il paragone con la lettura scientifica è un autogoal perchè estendere l’equivalente scientifico all’arte è prassi consolidata oggi, ma invece di dare credito alla propria tesi la annulla indicando la supremazia della scienza alla quale l’arte deve essere subordinata per essere legittimata. Per quanto riguarda la “ggggente” è la stessa che a fine ‘700 apprezzava Beethoven, forse oggi è addirittura più acculturata visto l’aumento di alfabetizzazione subito in 200 anni. Siamo sempre pronti a criticare casa nostra e le nostre maestranze. Allevi parla di ritmo e forse i più accorti ricorderanno che lo stesso discorso si fece alla fine del ’700 dopo che un giovane ragazzo talentuoso decide di rimpiazzare con il proprio ritmo assordante, a detta dei più veterani, il suo predecessore artistico Mozart!!!

    • Il problema non è tanto che esista un Allevi, di quelli è pieno il mondo. Stephen Schlacks, Richard Clayderman, Michael Nyman, l’ autore della colonna sonora di Lezioni di Piano. Lo stesso Bocelli entro certi limiti è un Allevi, cioè uno che ha fatto i soldi pescando dal repertorio della musica classica ed allargandolo, quindi volgarizzandolo, a un pubblico popolare. Valentino Liberace è stato il loro capostipite. Ma nessuno di loro ha mai preteso di fare cultura. Christian De Sica mica pretende di rifare i Ladri di biciclette di suo padre (non so, Ladri di scooter che ruttano e scorreggiano;)) E inoltre tutti costoro rispettano i veri maestri. Come ho già scritto altrove, Bocelli non crede di essere il nuovo Pavarotti; anzi, sa benissimo di non potergli nemmeno lavare le mutande, ma fa i suoi concerti, ha il suo pubblico, fa i suoi soldini, si gode il suo successo ed è contento così. Allevi invece pretende di fare cultura e ha la faccia di proporsi come l’ inventore di un nuovo genere, anzi, di una nuova era musicale: ma stiamo scherzando?? Secondo me non è che ci faccia: alcuni lo hanno ipotizzato, ma lui ci è proprio. Ennio Morricone è un Premio Oscar alla carriera, ma ha sempre detto di fare musiche da film. ‘Sto qui fa musichette da suoneria di cellulare ed è convinto di poter criticare Beethoven.

      • Forse lei non ne è a conoscenza, ma Allevi ha appena composto, eseguito e pubblicato nel suo ultimo disco (SUNRISE), uno dei più bei Concerti per violino ed orchestra che siano mai stati composti, sono anche disponibili per partiture (Edizioni Carish).
        Non mi risulta che i compositori da lei citati come colleghi di Allevi abbiano fatto altrettanto… 😀

      • Lo conosco e siccome anch’ io ho studiato composizione, dico che tecnicamente è una scemenza. Per il resto, ognuno si tenga le sue opinioni e chiudiamola qui. Tanto non penso che al Divino la mia opinione dia fastidio più di tanto…

    • No che non lo chiarisce. In realtà non chiarisce una sega. Ha solo detto che Jovanotti è più bravo di Beethoven, e questa, detta così, è una stronzata. Non riesco nemmeno a chiamarla “provocazione”. È una sparata tanto per farsi insultare un po’.
      Per esempio, Allevi racconta un aneddoto su un bambino che si annoia a un concerto di Beethoven. Io non dico che queste cose non succedano. Certo che i bambini si annoiano ai concerti di musica classica. In realtà si annoiano anche i grandi, ma si vergognano ad ammetterlo. Ma è di Beethoven la colpa? Secondo me un discorso più serio sarebbe il caso di farlo sui concerti.

      A me personalmente, ad esempio, il concetto stesso di concerto non piace. Non per come viene inteso oggi, almeno. Non mi piace qualsiasi evento culturale ridotto a una mera presentazione di brani musicali, performance attoriali, esercizi di ballerini e cose simili.
      L’arte è comunicazione. Se è semplice riesumazione di vecchi brani musicali, non è arte. È qualcosa di simile a una lezione di anatomia. Tiri fuori una cosa che è stata viva anni fa, la fai vedere a gente interessata e poi la ricongeli. Non dico che questo sia inutile, ma ha l’utilità di una lezione di anatomia.

      Appunto, chi nasce nel mondo contemporaneo può maggiormente apprezzare Jovanotti. Ma perché? Di certo non perché ha più ritmo, bensì perché le sue canzoni nascono oggi e i motivi per cui nascono sono sotto gli occhi di tutti (siano anche motivi commerciali, perché anche fare da sottofondo in un pub per figli di papà è una ragione di essere). Quindi, se mi tiri fuori Beethoven, o lo fai perché pensi che possa avere un suo perché oggi (l’esempio della Quinta Sinfonia riscritta in chiave disco calza a pennello) oppure lo lasci nel congelatore.

      Tempo fa scrissi più o meno la stessa roba in un articolo, tra parentesi. http://ilvignettaio.wordpress.com/2012/09/28/storia-di-una-goleador-ovvero-la-riflessione-sul-pubblico-teatrale-a-cui-accennavo-prima/

      Allevi, però, non dice questo. Questo, al massimo, l’hai detto tu prendendo spunto dal suo discorso. Ma la cosa più simile a un’argomentazione presente in detto discorso è “Beethoven” non ha ritmo (o comunque ne ha meno di Jovanotti), il che, come detto, è una stronzata.

  26. Il suo punto di vista mi sembra spostato decisamente per un’idea in cui l’arte o è pura o non è arte. I film comici anni ’80 italiani sebbene disprezzati all’epoca, oggi fanno parte della nostra cultura. La critica all’arte si fa con l’arte. Allevi ha un suo stile e apprezzato o meno che sia propone una nuova alternativa, la storia dirà se è valida,ma come tale credo che vada rispettata. L’arte muta, si rinnova si autocelebra e si copia evolvendosi e chi non ne sa apprezzare le mutazioni diventa uno storico o un nostalgico. Allargare un repertorio di musica classica è necessariamente una volgarizzazione?

    • Poche cose mi danno fastidio come sentir difendere certe cose con la scusa che “Sono comunque un modo per far conoscere alla gente questo e quello.”. Si potrebbe citare Gino Strada, che disse: “Non si va nel Terzo Mondo a portare una sanità da Terzo Mondo. Un ospedale va bene, dovunque esso sia, quando saresti disposto senza esitazioni a ricoverarci tua moglie e i tuoi figli.”. Allo stesso modo non si va dall’ ascoltatore ignaro di musica classica a proporgli Allevi per educarlo. Chi troppo vuole nulla stringe, ma chi vuole troppo poco finisce per perdere anche il poco che ha.

      • Va bene vi saluto, vado a suonare i miei tre Studi di Chopin, i miei 4 Preludi e Fuga di Bach ed i miei 15 pezzi di Allevi quotidiani. ❤
        Buon proseguimento di discussione e buona giornata. 😀

      • Altrettanto a lei caro. E si ricordi che anche Chopin non era messo così bene in quanto a senso del ritmo, sto sbrodolone :). Io invece vado a suonarmi qualche studio di Czerny, negli ultimi tempi ho le mani decisamente arrugginite!

  27. la Musica è l’Arte più vicina al Trono di Dio, ciò che più s’avvicina all’Assoluto, è la Matematica dell’Universo Spazio Sacro— non affermiamo che ciò che oggi come oggi si produce avvicinerebbe alla Sublimità, il problema è: non si propongono brani degli Eterni autori composti appositamente per bambini, iniziando così un raffinato e critico ascolto, facendo loro esprimere le emozioni suscitate. non è così difficile, basta un minimo d’impegno e di preparazione. tanti anni fa ho tenuto due lezioni proprio su Beethoven in una scuola elementare, facendo ascoltare loro addirittura la settima sinfonia, ma come? spiegandola, inframezzando con aneddoti, curiosità. sono passati 25 anni e si ricordano ancora

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  28. ma stò sydanga cosa ci trova in quelle composizioni da accompagnamento mentre si mangia altri compositori hanno fatto molto meglio, cosa deve studiarci sopra? a parte poi dare retta alle fregnate di questo personaggio…fanno bene gli studenti a contestarlo ,ed è pure filosofo….e cosa filosofa? il ritmo di Jovanotti?
    ma non che sydanga sia Allevi? ah ah

    • Boh…io l’ ho pubblicato, poi ognuno tragga le conclusioni che crede. E ricordati che a Verdi e Puccini mancava il senso della melodia, mica come Paola e Chiara ah ah ah…:)

  29. Condivido pienamente, con fortissima vibrazione simpatica, quanto lei scrive con tanta precisione e competenza. Grazie per questo articolo. Lo farò leggere ad ALLiEVI, studenti e conoscenti, soprattutto quelli che si ostinano a non comprendere il perché ALLeVI sia stroncato dalle persone di buon senso e buon gusto.

    • Grazie. Comunque il fatto che il Divino si lamenti di essere disprezzato dagli studenti di Conservatorio è una buona speranza per il futuro!

  30. A parte i complimenti per il pezzo e il piacere di averti incontrato, concordo sulla mediocrità mediatica così diffusa oggi.
    Diciamo che se hai un minimo di “talento” e tanti “amici”, hai le condizioni giuste per emergere ( mi verrebbe da dire, da dove? Visto la melma ignobile di oggi).

    Io sono il nulla nel nulla più totale, amo la musica ma probabilmente è lei a non amare me…😂😂😂 sono felice di averti incontrato e di seguire il tuo blog. Ciao!

    • Molto gentile. Grazie, esaurita questa parentesi tornerò a occuparmi di cose serie, come vedrai se avrai la bontà di seguirmi. Ciao!

  31. Che dire? Sei una garanzia di qualità! Si sente spesso dire che non bisogna criticare Allevi perché si fa il suo gioco, e non è vero. Si può criticare Allevi, ma non semplicemente dandogli dell’ignorante. Quello, in effetti, fa il suo gioco. Lui punta a farsi dare dell’ignorante così poi può dire: “Visto? Mi danno dell’ignorante! Vuol dire che sono bravo!”. Allevi si critica DIMOSTRANDO che dice cazzate.

    “Ai bambini non piace Beethoven!”
    “Ah, sì? E allora perché se fischietti a un qualsiasi bambino europeo le prime note dell’’Inno alla Gioia’ lui è in grado di riconoscerlo e continuarlo, in Germania anche ricordandone le parole del testo?”

    “Jovanotti ha ritmo!”
    “Il ritmo è una cosa. La ripetitività è un’altra. Al contrario, il senso del ritmo sta proprio nel variare lo schema di un motivo senza cadere mai in contraddizione.”

    “Sono un figo! Compongo musiche a partire dai nomi della gente associando a ogni lettera una nota! Vuoi sentire?”
    “No. È un trucchetto da due soldi eseguibile da chiunque sappia cos’è una scala musicale, e c’è chi con questo giochetto compone musiche migliori delle tue.”

    “Io compongo…”
    “Quello che tu ‘componi’, qualunque studente di Jazz al primo anno lo improvvisa.” (questa non è mia, l’ho letta tra i commenti a un video di YouTube, ma secondo me è la sintesi perfetta del lavoro di Allevi)

    “Però io so comunicare al cuore della gente!”
    “E che sai comunicare? Non abusiamo del principio secondo cui i gusti non si possono discutere, per cortesia. L’arte si può discutere eccome. Genera discussioni, dibattiti, scambi di idee. È essa stessa uno scambio di idee e sentimenti. Di discussioni sulla musica di Handel ne ho avute a bizzeffe. Quando si discute di Allevi si discute solo il personaggio creato dai PR.”

    “Io trasmetto emozioni!”
    “Produrre suoni piacevoli è una cosa (apprezzabile), ma trasmettere emozioni è un altro paio di maniche. Nessuno nega che il suono di un pianoforte sia piacevole, anche se magari in quel caso si applaude più quello che l’ha accordato che quello che lo suona. L’artista che trasmette emozioni è un uomo che, ispirato, riesce a ispirare. A ispirare qualcosa. Qualcosa magari di non completamene oggettivo e traducibile in parole, ma qualcosa! Ho sentito l’inno delle Marche composto da te e ti assicuro che potrebbe essere tranquillamente l’inno del Molise, della Sardegna o di qualsiasi altro posto.” (l’ultima parte, quella sull’inno delle Marche, non è mia, ma l’ho presa da un altro commento su YouTube; mi sembra un esempio di critica valida, però)

    E si potrebbe continuare. Ora come ora non mi vengono in mente altre cazzate, però.

    • Tutto giustissimo. Qui si tratta solo di una furbata commerciale, questo si critica. Secondo me, potrebbe essere che il Divino in segreto ammiri Beethoven e le spara grosse solo per farsi notare, ecco tutto. Ciao!

  32. Parto subito dal fatto che leggo liberamente ogni opinione e non pagherei neanche un centesimo per leggere articoli e pensieri personali su qualsiasi persona. Vedi qual è il fatto che in questo articolo e in questi commenti oltre a critica esiste anche tanta invidia nei confronti di una persona che ha fatto della musica la sua vita e che può dire e commentare quello che cavolaccio le pare

  33. Che si ascoltasse una qualunque sinfonia di Beethoven diretta da Toscanini, per imparare che cos’è il ritmo. Fortuna sua, tra l’altro, che non sia vissuto ai tempi in cui potesse capitare nelle mani di Toscanini, che l’avrebbe come minimo strangolato (dato il suo celebre temperamento)…

    • Come ho scritto nel post, come sarebbe a dire che i bambini trovano Beethoven noioso? Provate a fischiettare l’ Inno alla Gioia a un bambino qualunque e vedrete se non lo riconosce!

  34. Ci deve essere profondo rispetto verso tutto e tutti, la libera opinione e il libero giudizio è giusto che ci siano, perché è anche vero che se Giovanni Allevi (ha anche un nome e non è solo etichettato come quasi quarantacinquenne) avesse voluto buttarsi tutto sul classico non aveva certo problemi. Ma ha inventato uno stile tutto suo che a molti rode assai perché lui con la sua musica incontra, vende, riempie arene stadi e palasport e non si può considerare il suo approccio musicale riservato a pochi. Vuole rompere un sistema di casta nella musica classica? E lo faccia, perché anche gli artisti che nella storia hanno scritto pagine memorabili devono e possono essere criticati quanto vogliono perché non sono certo dei santi. Con questo non voglio mettere alla porta niente e nessuno perché le porte bisognerebbe aprirle oltre che gli occhi ogni tanto…le generazioni cambiano e non si può essere obbligati a pensarla né in un modo né in un altro, quindi apriamo le menti e giudichiamo prima di giudicare!!!!!!

    • Siamo qui per discutere. Per me il suo cosiddetto “stile” è alla portata di chiunque abbia nozioni minime di composizione musicale. Se è un grande artista come Lei dice, vada per la sua strada e non spari boiate su Beethoven dette con il solo scopo di strappare qualche titolo sui giornali in più. Saluti

    • Allevi è artisticamente parlando, un fallito. Mediocre compositore, scarso pianista, inesistente direttore e jazzista. Proprio a causa di non saper percorrere strade difficili ha ripiegato sull’equivoco listening ad uso di ignoranti. Non ha prodotto niente di nuovo. Semmai ha rimaneggiato e mistificato musica pop retrograda vecchia di oltre 30 anni. Caro Massimo, le opinioni hanno senso se supportate da conoscenza, competenza e onestà intellettuale. Non ha alcuna valenza dire la prima idiozia tanto per passare il tempo. Per la cronaca, faccio il musicista concertista e arrangiatore sia in ambito classico che jazz e ho due diplomi di conservatorio. Questo giusto per evitarti di scrivere altre cazzate spacciando le per veritá.

  35. Pienamente d’accordo, e la cosa non investe solo la musica classica, che conosco, che ho studiato e che amo, ma anche altri generi.

    Io sono armonicista blues da quasi 20 anni e vedo che spesso la mia musica viene tacciata di noiosità, solo perchè molto blues che suono affonda nelle più profonde radici della tradizione afroamericana, mentre la gente vorrebbe sentire “Roadhouse Blues” dei Doors (per i più il blues è quello).

    Inoltre fa molto male vedere come la gente non conosca affatto il mio strumento considerandolo un giocattolo, ignorando l’esistenza di artisti come Sonny Boy Williamson, Walter Horton, Peg Leg Sam (per dirne tre) che dell’armonica hanno fatto uno strumento di impareggiabile espressività.
    Tornando al ritmo, molto blues usa tempi che nell’era del “BUM-TUZ” non sono considerati ritmi, e quindi “noiosi”… La cultura del blues è parte della mia vita e tuttavia so che pochi sanno cosa vuol dire amare e suonare questo tipo di musica, cosa vuol dire sentirla parte di sé, e quanto sia difficile nella sua apparente e finta semplicità.

    Vogliamo tornare al ritmo secondo la definizione del signor Allevi? Lui non ha mai ascoltato la musica trobadorica e dei trovieri? Mai sentito le musiche di Arnaut Daniel, Bernart de Ventadorn e Giraut de Borneill? Musiche basate sulla notazione neumatica medievale: probabilmente le criticherebbe: non hanno il ritmo di Jovanotti!

    Purtroppo io credo che Allevi sappia bene quello che dice, e sa che le critiche che gli si muovono servono a fargli pubblicità anche se negativa, come spesso succede nell’era del business artistico o pseudo tale. Denigra la sua arte di provenienza e si prostituisce… Tutto secondo le regole! poi che a lui non piaccia Beethoven è lecito. A tanti musicisti classici non piace Bach o Mozart preferendo Corelli o Mascagni, per dirne una, ma questo è una palese mossa pubblicitaria secondo la regola del “Parlino di me, anche male, purché ne parlino”

    Ammirazione per la citazione dell’allegretto della Settima, uno dei migliori momenti di Beethoven e uno dei più belli di tutta la musica classica. Uno di quei pezzi che fa ricordare cosa sia la bellezza: dentro quell’allegretto c’è tutto: l’amore, il ricordo, la passione… Dattilo e spondeo… Stupendo!

  36. Ho sempre pensato che pressoché chiunque potesse essere l’autore di una melodia orecchiabile e accattivamente. Soffiando in un flauto dolce (strumento che ha devastato milioni di studenti ignari limitando la possibilità di avvicinarsi in maniera serena alla Musica) si può generare un “motivetto” degno di nota. Il genio è ovunque! Ma un conto è il motivo che se elaborato porta alla Musica, l’Idea, un conto la melodia accattivante frustata fino alla morte colla pretesa di farne un’Opera eterna. Allevi è disdicevole da qualsiasi punto di vista lo si guardi, figuriamoci se lo si ascoltasse!

  37. a me di allevi non me ne pol fregar che meno di zero ma non è offendendo che si può pensare di iniziare un dibattito… allevi sarà anche “furbo” ma sicuramente ha messo il dita sulla piaga…
    a. mai toccare i santi… scherza con i fanti ma non con i santi…
    b. la classica come il jazz in italia sono intoccabili… guai agli innovatori
    c. la fruizione della classica è un problema… per assurdo il merito di allevi è proprio quello di portare gente ad approcciare la classica…
    d. non esiste musica alta o bassa, esiste bella musica o brutta musica… ma non è un parametro oggettivo, ma soggettivo… poi le persone vanno “educate” all’ascolto e allora l’asticella si alzerà…

    • Rispondo seriamente. Giusto per renderlo noto ai pochi che ancora non sanno nulla.
      Si tratta di una dichiarazione OGGETTIVAMENTE sbagliata, deleteria perchè induce alla superficialità di approccio e direi anche un bel po’ offensiva. Esattamente come se qualcuno dicesse che le lasagne surgelate sono più salate di quelle di uno chef, che le fa insipide.
      Ma tanto al Divino che je frega? Lui ha detto un’ immane scemenza, che nessun musicista serio si permetterebbe mai di dire (anche perché sarebbe smentito dai dati oggettivi), i fans che lo seguono continueranno a seguirlo e non sapranno mai dell’ Arietta dell’ op. 111, del terzo tempo della Pastorale, della Quinta e Settima Sinfonia, delle Diabelli. Questo tanto per citare alcuni brani beethoveniani basati proprio sulla fantasia ritmica.
      Non stupitevi più di tanto

      • L’Affermazione di Allevi sul RITMO non solo non è OGGETTIVAMENTE sbagliata, ma è OGGETTIVAMENTE giusta.
        I ritmi afroamericani e sudamericani che caratterizzano la produzione musicale (Pop, Jazz, Rock ecc..) della nostra epoca erano OGGETTIVAMENTE sconosciuti a Beethoven che quindi non poteva utilizzarli. Quindi dire che la musica che non utilizzi le suddette ritmiche risulti poco avvincente (se non noiosa) ad orecchie contemporanee abituate ai ritmi moderni, è dire una cosa vera.

        Mi domando, ma avete dei figli? Avete mai provato a fargli ascoltare una sonata di Beethoven?
        Beh io ci ho provato, dopo 5 minuti mi ha chiesto di spegnere. Al contrario quando lo porto ai concerti di Allevi si spella le mani dagli applausi dall’inizio alla fine e canta i suoi pezzi preferiti.
        Premetto che a 5 anni mio figlio cantava a memoria tutti i concerti per violino di Bach… 😀

      • Beh io invece ho fatto ascoltare Verdi ai bambini della Grundschule e si sono divertiti come pazzi…
        A proposito, amico caro: non è che per lei la vera cucina di oggi è quella del fast food perchè la gente non è in grado di apprezzare i sapori di quella tradizionale?

      • I miei figli cantano Don Giovanni a memoria (e fanno le scene della statua del commendatore), ascoltano la quinta saltando per la sala, urlano sull’o fortuna di Orff vestiti da fantasmi e chi mi chiedono di vedere fantasia di Disney con la sagra di Stravinsky.
        7 e 3 anni
        Non sono geni loro, sono geni chi ha scritto quella musica che permette sia di scrivere saggi di 700 pagine sia di giocare!

        La quinta con karajan eh, che vogliono sentire i coni delle casse distruggersi nei fortissimo.

    • A. Lasciamo stare i grandi.
      B. Allevi non ha innovato assolutamente nulla.
      C. Allevi non fa classica ma disinforma il pubblico portandolo in una dimensione che mistifica la cultura.
      C. Esiste arte ed esiste superficiale intrattenimento. Se non fosse così, allora Gigi D’Alessio farebbe musica di alto livello e lo si potrebbe paragonare a Bach.

    • Santa Madonna… questa storia che “offendendo non si può pensare di iniziare un dibattito”… Ma dove siamo? All’asilo? “Allevi, tua madre e tua sorella hanno visto più uccelli ieri pomeriggio di un urologo di fama internazionale in anni di carriera e le tue ‘innovazioni’ non sono innovazioni perché di fatto non c’è niente di innovativo nella tua musica, ma sono tutti imbastardimenti fatti e rifatti da tanti prima di te.” ha lo stesso valore contenutistico di “Scusi, signor Allevi, io non sono nessuno per giudicare, ma tecnicamente quelle che lei chiama ‘innovazioni’…” e via discorrendo. Ognuno usa la retorica che ritiene più opportuna. Francamente io trovo più offensivi quelli che mi parlano dandomi del lei e aggiungendo i cordiali saluti alla fine. Ho sempre l’impressione che mi stiano pigliando per il culo.

  38. Inutile fare altri commenti, mi spiace che il M° Allevi abbia innescato una polemica a dir poco “sterile”, io come insegnante e musicista, posso solo criticare e non essere d’accordo con Allevi, per ovvie ragioni, di preparazione classica, per il disfacimento della musica in generale, piu’ della classica, che per molte ragioni, anche politiche, e’ stata declassata, dando la possibilita’ agli pseudo programmi televisivi, vedi i “Talent Show”, di sfornare grandi musicisti,!”sic”, e quindi, la musica di un certo spessore, non quella elencata da Allevi, sia diventata “inascoltabile” e priva di ritmo. Lascio queste “considerazioni” solo per poter dire che oggi fare musica nelle scuole, quindi far “Ascoltare” e’ diventato difficile se non impossibile, a meno che’ non si faccia ascoltare musica con il “RITMO”. Grazie e scusatemi.

  39. La diatriba su cosa sia l’arte o cosa non sia l’arte, mi fa venire in mente quando in Prima Media durante l’ora di Educazione Artistica storcevo il naso davanti ai quadri di Picasso.
    Dicevo: “Prof, ma anche io posso fare quelle schifezze”.
    La mia insegnante mi rispose molto placidamente “Sì, ma Picasso prima di fare quelle che tu chiami schifezze ha raggiunto l’eccellenza nella tecnica, dopo, si è potuto permettere di sperimentare”.
    Personalmente non ho gli strumenti per giudicare l’eccellenza tecnica dell’innovatore e sperimentatore Allevi, ma di tutti i musicisti che conosco, non ce n’è uno che non gli rivolga epiteti ben peggiori delle critiche, peraltro abbastanza obiettive ai miei occhi profani, di questo post.
    Certamente lui fa il sold-out quindi è un gran figo, perché c’è questa specie di postulato moderno, per cui se riempi gli stadi sei per forza uno che ne sa, perché arrivi alla “ggente”, c’hai l’X-Factor.
    Io faccio parte della “ggente”, magari me lo ascolterei pure, ma questo discorso “lui della musica ne ha fatto la sua vita”, non mi arriva, anzi, mi sta anche un po’ qua.
    Tutti i musicisti che conosco ne hanno fatto la loro vita e se sono tutti concordi a dire che il tizio è un pagliaccio montato, beh, qualche ‘leggero’ dubbio viene anche a me, ultimo rappresentante della “ggente”. Della “ggente” che si guarda X-Factor e The Voice, della “ggente” che ascolta Rihanna e Lady Gaga… ma che è consapevole di ascoltare prodotti commerciali e che non si può paragonare una lasagna alla bolognese con un pacchetto di patatine S.Carlo (buone eh.. un tempo c’era anche la sorpresa).
    In 200 anni il pubblico si è evoluto, è vero, è un mondo democratico ora, che non ha bisogno di professori, di studio e di applicazione, d’altronde se You Tube e il progresso ci hanno regalato quel patrimonio dell’umanità e delle teenager che è Justin Bieber, l’Accademia nazional-popolare ha pieno diritto di regalarci il Maestro.
    Chissà quali emozioni potrebbe regalarci un concerto Allevi-Bieber al Madison Square Garden?
    E se quel ragazzino in Prima Media avesse cominciato a disegnare schifezze… magari avrebbe riscritto la Storia dell’Arte. O probabilmente anche no, come probabilmente non la riscriverà il Maestro, con buona pace di chi si straccia le vesti per convincerci del contrario.

    Grazie per l’articolo, a prescindere dai gusti personali, certe sparate vanno bacchettate, preferibilmente bastonate.
    D’altronde se la musica e il cinema in Italia sono scesi allo zero assoluto, è anche colpa di chi lo zero assoluto lo erge a opera immortale.

    • perfetto ! ma mi dicono che oggi nei Conservatori si insegni a solfeggiare tutto in battere.
      e i risultati si sentono

  40. Evito commenti sulla megalomania ignorante di Allevi, provo solo un profondo senso di pena per Giovanotti, che si e visto coinvolto, suo malgrado, in qualcosa che gli procurerå solo qualche antipatia.

  41. Lo stesso motivo per cui Bocelli è considerato un “grande tenore”…

    • La frittata ormai è fatta. Il primo grave errore (lo diceva Adorno “millenni” fa) è stato quello di considerare “Musicisti” e “Autori” anche quelli che non lo erano, uniformando Beethoven a…Jovanotti, appunto. Le polemiche scatenate dalle dichiarazioni-cazzata di un Allevi o di chi per lui hanno il solo scopo di ELEVARE Allevi, Jovanotti & C. al rango di Beethoven & C. Così facendo, tutto è sdoganato, tutto è autorizzato e questi si sentiranno persino nobilitati, essendo fondamentalmente ignobili. È finita, cari miei. Quelli dicono “Ludovico Van” e se lo mettono sotto i piedi: musicista lui, musicisti loro. Siamo in trappola. Persino gli insulti ad Allevi & C. giovano alla loro strategìa malefica. Siamo circondati e probabilmente disfatti, come Napoleone a Waterloo. Non occorre insultare Allevi, questo serve solo a farne un martire.

  42. Io sarò l’ ignorante moglie di un Beethoveniano, ma quando ho ascoltato le ultime cose di Beethoven, che sembrano quasi ragtime prima del tempo, tutto potrei dire tranne che dar retta ad Allevi. Che però, diciamocelo, con questa dichiarazione ha fatto un gran bene all’ autostima di tanti ignoranti come me.

  43. Insomma la verità è che Allevi è là che suona e rimarrà nella storia, mozart2006 difendendo il caro antenato beethoven1827 sarà ricordato per aver fatto la “critica” ad un musicista famoso. I bambini ascoltano beethoven se appositamente piazzati davanti alla radio, e di sicuro se non fosse per i pezzi più esaltanti non si ascolterebbero per intero una sinfonia. Jovanotti lo ascoltano e lo idolatrano, come è giusto che sia. Bisogna innovarsi, cambiare, credere nei giovani Allevi e portare avanti le nostre maestranze, e non criticarle con l’aria di chi è esperto ma non è Allevi!

    • Vede caro amico, io nel campo dell’ educazione musicale ci lavoro e dai risultati che io e i miei colleghi tedeschi otteniamo posso garantirle che ai bambini si può far apprezzare persino l’ avanguardia contemporanea, basta spiegarla bene e presentarla nel modo giusto. L’ approccio alla Allevi è stupido e superficiale, tutto qui. Ah, prima che me ne dimentichi: io fino agli anni Novanta insegnavo alle medie e ricordo bene che i miei alunni Jovanotti lo schifavano, preferivano il rap e il rock americano.

  44. Quindi, urge dare alla gente l’ illusione di poter essere acculturati senza sforzo. Il riassunto di “Selezione” per dare l’ illusione di aver letto il romanzo, il bigino per dare l’ illusione di aver studiato. In questo particolare caso, il “personaggio forte e fragile al tempo stesso” per dare l’ illusione della genialità accessibile a tutti.

    bellissimo estratto, consiglio in argomento la visione di questo:

  45. Ahahaha quanti detrattori !!!!!! Scommetto tutti musicisti fenomeni che studiano la notte a lume di candela mmmmm. Scrivete ,scrivete …. diceva una bella canzone ” parole,parole,parole soltanto parole…….”’ mentre alcuni fanno i fatti. L’invidia credo sia una brutta bestia e tutto questo gli fa sicuramente gioco: l’importante non è che se ne parli male o bene l’importante è che se ne parli :-)) Ah dimenticavo una domanda per voi fenomeni: come mai dopo tanti geni come Verdi,Rossini,Puccini etc etc etc nessuno è riuscito a scrivere più niente??? Vi si è necrofizzato il cervello o siete stati a scrivere parole…..parole…parole……

      • Si ma quelli da me citati scrivevano ed il successo era quasi immediato e questi altri??? No perchè se dice che si considerano opere d’arte dopo 50 o 100 anni allora tanto non potremo sapere di questi ne di Allevi. Perchè mai per esempio fu criticato Pavarotti quando cantava canzoni pop,folk etc etc ???? Eppure era un tenore ”lirico”. Oppure oggi si definisce un tenore Bocelli,oppure Bollani suona ora la classica……Ripeto il concetto: a parole siamo tutti bravi ma poi son i fatti quelli che contano. Come ci arrivano, commerciale non commerciale,sponsor,chiacchiere ad arte etc etc fanno parte tutte del gioco e di questo bisogna dar atto a queste persone che hanno un intelligenza ”superiore” mentre l’invidia non può portar altro che a parole,parole parole (bellissima quella canzone di Mina).

      • Beh intanto ricordo che Pavarotti prima di morire disse che voleva essere ricordato come cantante d’ opera. Segno che non era proprio orgoglioso di aver fatto certe cose…

      • Domy, Domy, la mancanza di senso della storia – e della storia della musica in particolare – non è un buon motivo per affossare in modo tanto immane la tua intelligenza.

    • Avviso ad ipercritici, pedanti e fans.

      Questo è il mio blog, è uno spazio gratuito e ci scrivo quando mi pare, come mi pare, se mi pare. Se non ti piace, c’ è la X in alto a destra. O puoi scrivere di meglio tu.

      Nel frattempo, siccome io per scrivere un pezzo impiego tempo e lavoro mentre tu lo clicchi senza pagare un cent, forse è il caso di tacere.

    • Detrarre significa togliere. Nessuno toglie qualcosa ad Allevi. Semmai gli si attribuisce il valore (scarso) che ha. E poi basta con il discorso della presunta invidia! Cosa ci sarebbe da invidiare in uno che sbuccia note, che non va a tempo, che compone temini non sviluppati da spot pubblicitario? Se proprio si dovesse invidiare qualcuno, tale sentimento si rivolgerebbe a gente come Pieranunzi,marea, Bollani, Moroni ecc, artisti questi, che comunque suscitano ammirazione. Sappia che la,competenza in materia musicale è d’obbligo che si esprimano opinioni positive che critiche. Oppure vorrebbe farci credere che per criticare si debba esibire il cv ( che comunque il,sottoscritto possiede mentre lei no), e per contro, per elevare un pianobarista al rango d genio non occorra che una sana e gretta ignoranza?

      • Intanto da invidiare ci sono tutti quei quattrini. E certo che glie li invidio tutti quei quattrini che non si è guadagnato. Solo che, appunto, i quattrini ce li ha anche Bollani e tutti ‘sti detrattori invidiosi di Bollani non li vedo. 😛

      • Beh, i quattrini li ha anche Abbado e non vedo anche in questo caso tutti sti detrattori invidiosi. Oppure Bruce Springsteen, tanto per citare un nome a caso…

  46. Beethoven manca di ritmo, come no. Manca di un certo tipo di ritmo: quello ossessivo, ripetitivo, da tam tam (ma di quelli suonati dai punkabbestia col djembe comprato in spiaggia, mica dagli africani, che a fare tempi così dozzinali si nasconderebbero dalla vergogna), quello che annebbia il cervello e manda in tilt il sistema nervoso. Ho il sospetto che l’esistenza di altri ritmi, nonché della possibilità di giocarci, debba essere sfuggita al Maestro. Come gran parte dell’opera di Beethoven, del resto.
    Più che altro, quando dice che i bambini ai concerti di musica classica si annoiano, il Maestro probabilmente non ha afferrato un concetto molto semplice, che a qualsiasi insegnante salta immediatamente all’occhio: i bambini non si annoiano per la musica, ai concerti. Si annoiano perché sono costretti a stare fermi, composti ed in silenzio. Si tratta semplicemente del contesto in cui la musica viene eseguita. Da bambino io adoravo ascoltarmi le Quattro Stagioni, Strauss, Čajkovskij, ho praticamente consumato un disco con la sinfonia n°40 in sol minore di Mozart, mi ero divertito un sacco a vedere al cinema una proiezione di Fantasia, quando venivano dei professori del Conservatorio a farci conoscere gli strumenti ed a farci ascoltare dei pezzi composti appositamente (da gente che conosceva ben lo strumento, mica da pianisti che si improvvisano compositori per violino…) andavo in sollucchero, però la Nona di Beethoven non l’ascoltavo, pur avendo il disco. Per noia? Assolutamente no. Per mancanza di ritmo? Figuriamoci. Perché l’attacco violentissimo coi timpani del secondo movimento mi faceva paura. E Allevi con le sue musichette da sala d’attesa viene a dirmi che lui “suscita più emozioni”?
    Se il signor Allevi vuole campare con le sue composizioni, prego, faccia pure. Vuol fare cose di ascolto più semplice per venire incontro ad un pubblico non educato adeguatamente? Nessun problema, lo faccio anch’io quando al concertino per la sagra paesana cambio la scaletta, mettendo una giga al posto di una canzone, se vedo la gente disposta a fare quattro salti. Vuol vendere dischi? Si accomodi. Ma non venga a dire che le sue opere sono migliori perché ai concerti riempie gli stadi. Altrimenti, per riprendere una vecchia battuta, dovremmo cominciare a nutrirci di sterco, tutti quei miliardi di mosche non possono essersi tutte sbagliate!

  47. Non credo che Allevi sia prigioniero “suo malgrado”….credo che scelga di essere come è x’ ha capito che comportandosi come un ignorante arrogante può ottenere che si parli di lui…..è questo che desidera x’ é il solo modo che ha per mantenere l’attenzione su di sé.
    Saluti…..

  48. Si ok è tutto corretto quello che dici , e senzaltro Allevi è l’ennesima conferma della superficialità critica dilagante in questo paese e un po in generale..pero’ è anche chiaro che è un perosnaggio costruito a tavolino da etichette discografiche e da un contesto sociale in cui come dicevi tu si vuole sempre piu’ spazio all’idea dell’artista deficiente.. pero’ proprio perche’ è un deficiente mi irrita tutto questo accanimento da parte delle persone “critiche” gli esperti ecc.. alla fine anche queste reazioni contribuiscono a dare peso al personaggio.. detto cio’ cmq rimane il fatto che l’ha sparata grossa 😉

    • Appunto. Poi per quanto mi riguarda non mi accanisco più di tanto. Ma per me sono da rispettare di più quelli come Andre Rieu che fanno i loro bei soldi, hanno il loro pubblico e non se la tirano da artisti.

    • Allora… innanzitutto, al massimo si parla di Beethoven perché un cretino ha detto di lui quello che ha detto, non di Allevi. E poi, come ho già scritto altrove, non è vero che parlando di lui gli si faccia per forza un piacere. Allevi è un bugiardo, e a sbugiardarlo non si fa il suo gioco! Si farebbe il suo gioco, certo, criticandolo tanto per fare gli intellettuali, certo. Così come il peggior prodotto del fascismo sono stati certi antifascisti e il peggior prodotto del berlusconismo certi antiberlusconiani, il peggior prodotto di Allevi sono stati certi detrattori di Allevi, ma non mi pare questo il caso. Questa è una critica razionale, e chi spara cazzate ha paura della razionalità.

  49. Sulla mia pagina di facebook ho fatto un commento, mettendo in chiaro che non apprezzo Allevi né come musicista né come personaggio, in cui però mi trovo d’accordo sulle motivazioni della disaffezione per la musica classica da parte del pubblico più giovane: il senso del ritmo di cui lui parla, evidentemente non essendo pratico di musica moderna, è quella branca del linguaggio musicale sviluppato nel secolo scorso fino ad oggi, dal jazz in avanti, mediante l’uso di precussioni fondanti come la batteria o altri tipi di strumenti analoghi, che permettono una percezione del ritmo ben chiara e immediata, colorandone con la capacità musicale le sfumature e con la tecnica l’estrosità; nella musica classica il ritmo non è dato dalle percussioni o da strumenti dedicati, ma dalla composizione, dall’arrangiamento delle parti, è intuibile ed è sicuramente meno vincolante. Sono due linguaggi ritmici completamente diversi e soprattutto figli di epoche e sensibilità diverse, per di più consequenziali e influenzanti che bisogna tenere da conto. Per arrivare al tema della disaffezione, oggi si è deificato il ritmo – secondo la definizione che gli ho appena dato – fino alla commercializzazione estrema e alla distorsione dell’orecchio del pubblico più giovane fin dai primi ascolti, indirizzandone subito i parametri. Con questo rinnovo la mia avversione per Allevi, la sua musica, il suo personaggio e i fini che va perpetrando, ma non mi sembra questa un’ennesima occasione per scagliarsi contro star sistems vari e instupidimento nei confronti dell’arte sempre più diffuso. Spero di aver chiarito che non voglio esser polemico verso nessun commento, ma fornire la mia interpretazione che non è un manifesto di fede: sono molto poco religioso, tanto più verso gli idoli degli ultimi tempi.

    • Anche a lei faccio i complimenti per il costruttivo contributo. Però aggiungo una cosa. A lasciar sparare sciocchezze e non dire niente, poi si rendono credibili le suddette sciocchezze, ne abbiamo avuto esperienza. Bisogna chiamare le scemenze col loro nome, gli incompetenti quando vogliono insegnarci quello che non sanno. Quindi non chiedetemi di non farlo, la musica è anche il mio lavoro e quindi voglio far capire anche a chi non la conosce che in questi giorni si sparano cazzate sul mio lavoro. Nella fattispecie Beethoven è (sic) un genio assoluto e la sua caratteristica fondamentale sta nella potenza della sua struttura ritmica e nella capacità di variare temi e ritmi. Lo so perché lo studio da trent’ anni. Punto.

  50. Ottimo GianGuido.
    Succulento e iper condivisibile post.
    Mai abbastanza son le bastonate se rivolte a simili figuri.
    Ed aspe’, gli spaventapassere governativi per i 150anni di lacrime han voluto festeggiare facendo suonare a lui il mameli, che poi non e’ di mameli ma tant’e’, falsita’ per falsita’….hehhehe.
    Adesso, non che io sia disposto ad aspettarmi che il grande pubblico possa comprendere, apprezzare ed osannare genii della composizione come puo’ esser stato Frank Zappa…ma da li a voler far passare un minchione come Allevi ad un qualcosa che possa avvicinarsi ad un musicista, men che meno compositore…aia, che dolore….
    Ad ogni modo ben sappiamo come altro non sia che un fenomeno da baraccone e che per quanto gonfiarlo vogliano del suo medesimo liquame una volta esploso non mostrebbe altro se non di che e’ fatto, ed in sua compagnia di figuri simili non mancano, dal cherubinnìo citato (vera mongolfiera del mainstram peggiore) ai vari tronisti lampadati scopertisi “cantanti” per acclamazione vaginale.
    Pero’, ammettiamolo, quante risate ci regalano? hehhehehehhe…..

    Saluti!
    alsalto

      • Ma guarda, caro Guido, io passo a trovarti piu’ spesso di quanto tu possa pensare, o temerehehehe, l’argomento di cui il blog sai che m’appassiona inoltre come dire: saudade?
        Rotto il “giochino” di cloro mi trovo a scorazzare in giro per questa rete buia e fredda, zeppa di idiozie spacciate per genialita’, pochi e sempre meno i luoghi in cui sedercisi un attimino e goderne, ed il tuo quantomai confortevole ed accogliente. Evito il commento, questo si, non vorrei lordartelo di coprolalia libertariahahahahahha.
        Ma poi, di che ti stupisci? A toccar certi temi s’attrae commenti che manco col miele…voglio vedere a scrivere di elicotteri, Stockhausen o “questi cazzi di piccione” hehhhehehe quanti commenti ottieni!!!!!!!!
        Un abbraccio, sempre in gamba ed in culo alla bonino, quella frascica. 😀

      • Caro mio, hai detto una verità più grande di quanto non pensavi. Per farti un’ esempio, io sto portando avanti una serie di articoli sul Lied tedesco. Sono post che mi costano diverse ore di preparazione per scegliere i brani, trovare gli apparati critici ed elaborare il tutto. Bene, tutto quel che ne ricavo è una manciata di visite. Poi scrivo una sessantina di righe quasi di getto su sto fregnone riccioluto e zac! tutto il web italiano si fionda qui. C’ è davvero molto da riflettere su questa cosa…
        Ciao e sempre in gamba anche a te!

  51. Assolutamente d’accordo. Infatti ho voluto – mio malgrado – chiarire ciò che ho capito dalle parole di Allevi, benché lo ritengo un pagliaccio. Per me si è trattato del fatto che non si sa esprimere, con nessun linguaggio, ma che il discorso fosse quello. E lo avvalora lei riconoscendo che il senso del ritmo della musica classica e della musica moderna si fonda su due linguaggi e intenzioni diverse, per risultati diversi. Poi se vogliamo prendercela con il sistema che rende Allevi un autorevole opinionista in merito, mi trova ancora più d’accordo, ma in questa particolare situazione non mi sento di attaccarlo sui cointenuti come ho spiegato. Che Beethoven sia un genio assoluto è indiscutibile, muoio per il quarto movimento della nona. E come ho scritto non era polemico nei confronti di nessuno il mio contributo, tanto meno di lei, era chiarire la mia interpretazione delle parole di Allevi, che nel suo farfugliamento ritengo abbia detto una cosa giusta che ho spiegato. Punto! Grazie per la risposta!

  52. ogni disciplina necessita di una preparazione di base che non può essere elusa: è il fruitore che deve prepararsi, non certo l’ arte imbruttirsi per rendersi maggiormente appetibile.

    Cio’ dimostra che non ha capito cosa e’ l’arte.

  53. Sono certo che Arancia Meccanica con Jovanotti al posto di Beethoven sarebbe stato un gran film. Quasi quanto “La soldatessa alle grandi manovre”.

  54. La competenza è ormai considerata accessoria, se non totalmente inutile, in campo culturale (e non solo), purtroppo. Sarà decisamente antidemocratico, non lo nascondo, ma di fronte ai tanti (troppi) che continuano imperterriti a sparar cazzate sulla Musica Classica ormai morta e noiosa ma rinata grazie ad Allevi (poi si scopre che non l’hanno mai ascoltata), pure sul fatto che Mario Biondi faccia Jazz (poi si scopre che non conoscono Parker e Monk), a quelli che dicono che Vasco è un poeta (poi scopri che non conoscono Montale) ritengo non si debba avere un’atteggiamento di rassegnato buonismo paraveltroniano: si deve dire in faccia a queste persone che non sanno una beata fava, che andassero a studiare, ad ascoltare, e solamente dopo, quando sapranno di cosa parlano, si ascolterà volentieri la loro legittima opinione. Ripristinare un minimo di importanza alla conoscenza e alla competenza dovrebbe essere il minimo per riuscire a salvare questo povero Paese dal collasso, anche culturale. E invece no, si continua a chiamare l’elettrauto quando si ha il mal di denti e il veterinario per riparare il lavandino.

  55. Tempo fa guardando una televendita di quadri ho imparato una cosa illuminante almeno per me, sul bello o buono. E’ bello ciò che piace si dice. Non è vero! Il bello e vale per tutte le forme di arte quindi musica compresa, risponde a requisiti precisi.Nel caso di un dipinto ad esempio l’inesperto giudicherà l’immagine, al massimo i colori, l’esperto tiene conto anche della tecnica, della luce, dell’idea che sta dietro l’opera e altre cose. Non capisco di musica ma immagino che la melodia rappresenti “l’immagine” che tutti possono vedere e giudicare, altri aspetti possono coglierli solo quelli che conoscono la musica. Loro possono giudicare se una composizione è valida.
    Faccio l’esempio di Lucio Fontana, famoso per i suoi “tagli”. La gente che vedeva l’immagine criticava “son capace pure io di tagliare una tela” e non compravano quei quadri. I suoi colleghi artisti che avevano capito cosa significava quel taglio, quei quadri glieli compravano. Oggi son pochi che possono permettersi di comprare un taglio di Fontana, sempre se lo si trova.
    Riportando il discorso su Allevi mi sembra di capire che tra chi capisce di musica non ce n’è uno che apprezzi i suoi brani, qualcosa vorrà dire.
    Di Allevi non penso nulla, né bene né male, non ascolto la sua musica e non mi interessa,
    ma Beethoven sarà Beethoven finché esisterà l’umanità. Allevi penso durerà un po’ meno.

    Bye

  56. ….molti anni fa di Giovanotti qualcuno aveva detto: mandatelo in miniera a lavorare, dimenticando di aggiungere il sig. allevi…

      • Il vero problema, bravo o meno che sia Allevi, è che con questa notizia, riesce a fare parlare di se.
        Se fosse vero che il suo obbiettivo è quello di far parlare di se, allora possiamo certamente affermare il pieno successo del suo piano.
        Discussioni come queste producono curiosità e la curiosità spinge la gente ad informarsi ed a cercare un confronto, magari ascoltando la sua musica per controllare le affermazioni rilasciate nei vari post e quindi concedendoli nuova visibilità.
        La sua affermazione si commentava già benissimo da sola;
        Se la sua musica, ma ancor prima, il personaggio non vi aggrada, fortunatamente potete risolvere il problema ascoltando artisti differenti.
        Comunque sia bell’articolo 😀

  57. comunque sia, l’errore più marchiano di Allevi è stato includere jovanotti in un qualsiasi contesto di musica.
    raccapricciante

  58. Forse nel mio commento di ieri (quello delle 22:40 circa) parlando di semplicità mi sono espresso male, allora preciso: è fruibile da tutti senza molto sforzo l’ascolto dei valzer di Šostakovič dei quali uno fu reso famoso da Kubrick nel suo Eyes wide shut, come lo è egualmente il magnifico ritratto di Stalin di Filonov. In questo senso io ritengo che alcune opere d’arte possano essere anche di comprensione immediata o quasi, de resto molte pubblicità televisive si sono servite di Mozart, Beethoven e Prokofiev, ahimè rendendoli solo banali.
    Il che non ha niente a che spartire con lo strimpellatore ascolano, del quale ho ascoltato il duplice assassinio di Tristano e Isotta attuato a mezzo di strumento musicale.
    Non sono riuscito a ritrovare l’inno alla gioia cantato da Klaus Nomi per cui vi propongo questo

  59. condivido in pieno ed é veramente triste assistere a questa inarrestabile deriva verso l’autentica cartapesta – berlusconismo anche nel pianismo , oltre che in tutti gli altri settori . Complimenti per i commenti , rallegra un pò il fatto che ci sia in questa Italietta desolata e bistrattata ancora qualcuno che sappia pensare .

    • Certo. A me ha veramente impressionato il video del Tristan suonato da costui. Ma dove lo ha preso il diploma di pianoforte, nel Dixan???????????

  60. C’è qualcosa, nella musica, che non può essere insegnato, non può essere acquisito con nessuna “cultura”. Io definisco questo “qualcosa”: essere nell’attimo esatto. Due sole note, con un tempo di silenzio, sono già abbastanza per poter capire se l’esecuzione è “nell’attimo esatto”. Questo nei conservatori non si insegna. Da 37 anni suono la chitarra classica. Ho imparato ad essere presente “nell’attimo esatto” ascoltando due chitarristi di strada, ai Giardini inglesi di Monaco di Baviera, quando avevo solo 19 anni e già suonavo da 6. Al tocco delle loro dita sulle corde “l’erba cresceva” tanta era l’energia che trasmettevano. Ho ascoltato bravissimi “metronomisti” piatti come un batticarne suonare e ricevere applausi per le loro perfette esecuzioni. Eppure non mi hanno trasmesso alcuna energia, emozione, ma solo volontà di “perfetta riproduzione”. Con questo, grazie ad Allevi e a questo blog che ho rintracciato via Facebook, ho potuto scrivere una cosa che da anni volevo dire a chi studia chitarra in conservatorio: trovate l’attimo, la gioia dell’attimo e la musica sarà la più bella esperienza per voi e per chi vi ascolta.

    • caro Bolognesi è vero che la musica è emozione,ma l’emozione non la danno i primi che strimpellano uno strumento,se dietro non c’è studio e sacrificio e arrivare ad essere dei professionisti,vedi noi stiamo vivendo nei tempi che accanto a una crisi di voci,abbiamo invece degli strumentisti veramente preparati,e se non sono più che preparati non possono suonare in pubblico ad un alto livello, ci sono dei solisti anche giovani,pianisti o pianiste e violinisti che veramente grazie al loro studio e preparazione trasmettono al pubblico emozioni,piaceri e anche riflessione su quello che si ascolta,professionisti che cercano di trarne al massimo anche con vedute personali su quello che ha scritto un compositore,e ogni volta che eseguono la stessa composizione si addentrano sempre piu nell’animo del compositore,il primo a provare emozione è lui il musicista,è per riflesso( è qui sta la anche bravura) anche a chi ascolta.
      Allevi lasciamo( perdere le sue capacità),dice di avere un suo stile,bene vada per la sua strada, riesce ad avere un suo pubblico? bene anche questo,ma faccia come tanti altri come lui senza atteggiarsi in atteggiamenti megalomani ,e dire cose che non stanno ne in cielo ne in terra.
      Bolognesi se eri a Torino per il festival Beethoven,vedevi quanta gioventù , famiglie che si sono entusiasmati.
      L’ultima sera con l’esecuzione della quinta al termine dell’ultimo movimento c’è stato un tale entusiasmo ,che il direttore dopo dieci minuti buoni ha rifatto ripetere l’ultimo movimento.
      Bolognesi quella è stata emozione pura ,una condivisione di quattro generazione(forse anche cinque ) presenti nella piazza,e che ritmo in quel finale…ma di cosa parla Allevi?

    • Finalmente un vero Musicista (Paolo Bolognesi)!!! 😀
      Tu hai colto l’Essenza della Musica, quella che è inaccessibile ai “seri professionisti del settore”…

      Studiano tutta la vita uno strumento per fare cosa? Per diventare dei seri “professionisti”… 😀

      Poi arriva Allevi (mandato da Dio per punirli della loro ignoranza e presunzione) e loro a lamentarsi senza capire il perché Allevi è Allevi e loro invece non li fila nessuno… 😀

      Ve lo spiego io, è semplice… La Musica non è una “professione”.

      LA MUSICA E’ UN’ARTE

      Se non siete Artisti dentro, se non avete la sensibilità di cogliere l’attimo ed immortalarlo sul pentagramma e sullo strumento, se pensate che solo studiando come degli schiavi possiate diventare musicisti… Cambiate mestiere la Musica non fa per voi.

      Nella Musica non c’è nulla di serio, la Musica è un gioco. Suonare significa giocare (cogliere l’attimo) in tutte le lingue (Play, Jouer ecc.).

      Altro che criticare Allevi, dovreste inginocchiarvi di fronte ad Allevi e pendere dalle sue labbra per cercare di carpirne i segreti. Siete solo degli ignoranti presuntuosi e nella vita avete solo quello che meritate!!! 😀

      • Ricordati: secondo Allevi, le Partite di Bach erano truccate! Ah ah ah…finora ti ho lasciato spazio ma qui ti sei svelato per il fan che sei, e con i fans non si discute, stop!

      • pensavo stesse scherzando…poi ho capito che parlava sul serio. che tristezza sconfinata. mi spiace per tutti quelli che non lo credono, ma la musica è anche una professione, chiedi ad Allevi se andrebbe in giro per il mondo a suonare gratis, solo per il piacere di far parte dell’arte…(con la quale, comunque, non ha nulla a che vedere). onore e rispetto per una categoria di professionisti/artisti che spende una vita a studiare, provare, migliorarsi, per vedersi considerata così…succede solo in Italia, altrove la categoria è rispettata e ammirata per il contributo che porta all’umanità

  61. Questo personaggio è stato sdoganato ufficialmente e “consacrato” grazie all’invito a dirigere a Palazzo Madama in occasione del concerto di Natale 2008 con musiche sue e di Puccini, presente il Presidente Schifani, il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, il Presidente della Camera Gianfranco Fini, il Presidente della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick, i Vicepresidenti del Senato Rosi Mauro, Vannino Chiti, Emma Bonino; i ministri Angelino Alfano, Umberto Bossi, Maurizio Sacconi, Altero Matteoli, Elio Vito, Roberto Calderoli; gli ex Presidenti del Senato Nicola Mancino e Franco Marini; il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta con la moglie; il presidente della Rai Claudio Petruccioli e il direttore della prima rete Fabrizio Del Noce; il procuratore antimafia Piero Grasso; la nipote di Giacomo Puccini signora Simonetta. Nella tribuna di primo ordine siedevano cinquanta giovani studenti invitati dal Senato, affinché fosse chiaro che si trattava di un “messaggio” ai giovani. E che messaggio! Puccini ancora si rivolta nella tomba. Se, da un lato, fa piacere che alcuni di quei personaggi siano scomparsi dalla scena politica, notiamo che la maggior parte sono ancora lì a fare danni alla cultura. L’unica nota positiva di quella serata furono i 40.000 euro d’incasso devoluti all’Ospedale del Bambin Gesù. il resto è una pagina vergognosa della storia italiana, perpetuata con l’Inno di Mameli, diretto dal riccioluto, utilizzato come sigla finale della RAI. E’ vero che i problemi più urgenti dell’Italia in questo momento sono altri, ma c’è materia per una seria interrogazione parlamentare sulla vicenda.

  62. Mozart stesso scriveva al padre che, per avere successo, bisognava inventare musica comprensibile ai cocchieri. Noi ci siamo abbassati a quel livello, purtroppo.

  63. Sono un professionista del settore e , condividendo in toto l’articolo, mi permetto di aggiungere , dalla quotidiana trincea di uno studio di registrazione , che di “allevi ” ce ne sono tanti .. seduti dietro le scrivanie di molte labels.. Saluti a tutti !

  64. Allevi ha probabilmente detto una sciocchezza, ma non ha offeso nessuno.
    L’autore di quest’articolo, al contrario, ha stilato un vero e proprio concentrato di maleducazione fatto di insulti gratuiti. Definire Allevi una squallido fenomeno da baraccone, un ragazzino quarantacinquenne, una caricatura, una macchietta le cui creazioni son buone al massimo per la suoneria del cellulare, suonate in modo da far vergognare uno studentello, costituisce un attacco personale, sferrato con odiosa arroganza. Tanta acrimonia e livore non possono venir fuori dall’animo di un Musicista.
    Concludo con ciò che ho detto all’inizio: Allevi ha probabilmente detto una sciocchezza, ma non ha offeso nessuno.

    • Tranne Beethoven…e qui copio e incollo una cosa già da me scritta. A lasciar sparare sciocchezze e non dire niente, poi si rendono credibili le suddette sciocchezze, ne abbiamo avuto ampia esperienza. Bisogna chiamare le scemenze col loro nome, gli incompetenti quando vogliono insegnarci quello che non sanno. Perciò non chiedetemi di non farlo, la musica è anche il mio lavoro e quindi voglio far capire anche a chi non la conosce che in questi giorni si sparano cazzate sul mio lavoro. Nella fattispecie Beethoven è (sic) un genio assoluto e la sua caratteristica fondamentale sta nella potenza della sua struttura ritmica e nella capacità di variare temi e ritmi. Lo so perché lo studio da trent’ anni. Punto.

      • Ben detto!. Chi offende Beethoven e la sua musica – anche se solo per ignoranza e superficialità – offende l’umanità intera e alcune delle cose più belle che l’umanità ha prodotto nel corso della sua storia. Non si può scherzare su queste cose.

    • forse non ha offeso nessuno, ma ha pronunciato le sue illuminate parole di fronte a dei ragazzini che probabilmente gli hanno creduto, questa non è un offesa, ma un delitto

  65. La musica vera è una cosa. Il mercato della musica è altra cosa. La massa è, notoriamente, ignorante ma i numeri della massa sono enormi rispetto a quelli di chi conosce ed ama le alte vette della musica. Così il mercato segue la massa, che traducendo significa permettere ai più di capire un motivetto. Il risultato è che l’industria musicale lavora per accontentare l’ignoranza, unica via per permettere vendite “di massa”, quindi ricavi e guadagni. Questo appiattimento verso il basso della qualità è fenomeno diffuso su ogni prodotto culturale: film, libri, musica, feste e festival, sfilate di moda… Ma soprattutto questa infame cosiddetta “democrazia” è giunta nelle scuole, dove il punto di riferimento per il merito minimo sono gli asini e non più gli studenti veri e volenterosi. Oggi in Italia si fa media a chi fa meno. Voi parlate di Allevi. Io vi dico il mio parere: per essere di massa, poiché tale è, ha almeno portato all’orecchio qualcosa di diverso dalla solita “musica leggera”. Pezzi da 6, 9 minuti… ormai durano già troppo perché una partita su qualsiasi game elettronico dura già meno e “soddisfa”… La massa, quella che concede i guadagni all’industria, vuole tutto e subito. Allevi l’ha capito, penso (non gli ho mai parlato di persona) che sappia bene quello che fa. Per coloro che amano la musica è solo salutare tenersi distanti dall’industria musicale che è altra cosa. La vera musica è stata e sarà sempre un lusso, per pochi, volontari e pazienti capaci di lasciarsi portare l’anima verso la gioia. Ai nostri figli dovremmo proporre almeno una volta all’anno l’ascolto live di vera musica. Non ne va del futuro della musica ma della capacità dell’essere umano di vivere nella completezza. Abituare i ragazzi a soddisfarsi con mezzi veloci significa impedire loro di concepire progetti a lunga scadenza e i risultati li vediamo nella qualità della nostra politica… dove il depredare immediato è l’unico obiettivo. Un tempo la musica seppe riaccendere gli animi di popoli… noi potremmo fare lo stesso?

  66. Il paese va così, d’altra parte. In ogni settore artistico la competenza, la perizia, la tecnica, e il talento (qualunque cosa sia), sono stati sostituiti dal “personaggio”. Come disse un importante figura dell’editoria, tanto per fare un esempio: molti scrittori fanno i buffoni per vendere, e alcuni lo sono sul serio 😀

    • E per quanto riguarda il giornalismo di settore, aveva ragione Leo Longanesi quando diceva che l’ Italia è piena di gente che pagherebbe per vendersi!

  67. Piras Complimenti. Ho imparato qualcosina dal tuo commento, grazie. Approfondirò.

    • Se non è un omonimo, Marcello Piras è uno storico di fama nel campo del jazz. Se si tratta di lui, sono onorato di averlo avuto come commentatore!

  68. Gustosissimo articolo….
    mentre leggevo lo scempio pronunciato da quel pagliaccio per fortuna ero immersa in un festival di musica classica sul lago di Como, dove avevo la fortuna di ascoltare cari amici che provavano tutto il giorno pezzi di quella musica che non piace ai gggiovani perchè manca di ritmo…Ravel, Dvorak, Schumann, Beethoven…che meraviglia, che goduria! poi le prove son forse ancora più succulente perchè si può assaporare proprio la costruzione del pezzo, dalla prima lettura allo sviluppo delle sfumature!
    Per fortuna i concerti hanno avuto un gran successo, sono stati colmi di pubblico di ogni età, e i ragazzini ne ascoltavano rapiti la bellezza! Fa veramente bene, dopo aver sentito certe idiozie, e soprattutto dopo aver visto che chi le dice sia non solo a piede libero ma gli sia anche permesso di spararle senza pudore in luogo pubblico, vedere come siano numerose le persone che invece il senso del bello lo possiedono eccome, che non si farebbero mai intortare dal fenomeno Allevi e dal suo genio a basso costo(e sottozero rendimento).
    Ma una domanda mi rimane senza risposta: perchè mai sto tipo fu invitato a suonare al senato della repubblica? perchè mai gli fu chiesto di scrivere un pezzo per il concorso Paganini? e di dirigere l’orchestra della Rai?
    La mente si arrovella senza trovar ragione.

    • Possiamo aggiungere a quanto lei scrive il clamoroso successo di pubblico del Festival Beethoven a Torino, dove per una settimana hanno suonato le Sinfonie di quel vecchio superato che non conosce il ritmo di fronte a più di cinquemila persone per sera!

  69. Ma i difensori di allevi, hanno ascoltato lo scempio che fa del Tristano e Isotta?
    Tutti i generi musicali hanno una loro dignità anche il metal dei Marduk, per me,
    (sia chiaro: a me non piace)
    basta che chi fa musica perlomeno sappia quello che fa.
    Ma già: L’Italia è un paese dove gli scrittori sono più dei lettori e degli strimpellatori è meglio non parlare.
    Ma che allevi vada suonare in Venezuela dove va per la maggiore Dudamel un giovane che dirige i Berliner, e vediamo l’effetto che fa.

  70. bella critica, d’accordo su tutto. Una domanda, che cosa pensi di Bollani (che a me piace molto) e di Einaudi?

  71. Va bene tutto, però considerare Allevi un artista è una bestemmia.
    La musica italiana purtroppo è un surrogato della merda stessa, che ci vogliono propinare e spacciare per capolavori.
    Quando mesi fa mi capitò di sentir definire Don Joe dei Club Dogo il Mozart della musica, capii che oramai non c’era più nessuna via di scampo. La musica è finita.

  72. Il brutto di tutta sta vicenda è che sta succedendo esattamente ciò che il signorino in questione voleva: parlare di lui.

      • Beh l’importante è che se ne parli, nel bene e nel male; ovvero spararla sempre più grossa allo scopo di alzare polveroni: qualcuno che ci casca lo trovi sempre.
        Questa è una tecnica usata anche da politici a digiuno di articoli e interviste.
        Solo che ha commesso un errore: poteva partire da Ravel per esempio e poi su su
        fino a Beethoven (non che io voglia fare confronti, sia chiaro, fra Ravel e Beethoven, ma,
        oggettivamente Ravel forse è meno conosciuto dal grande pubblico 😉 )

  73. Da amante della musica classica (e del progessive metal) affermo con forza che l’unica differenza tra i due generi siano gli strumenti utilizzati e la presenza di una batteria.
    Ma non mi viene un solo gruppo in mente (e qui estendo il discorso a tutta la musica, compresa house fatta da gente professionista) che non abbia un assolo o un riff palesemente ricopiato da un pezzo classico…
    E ora il tizio riccio dice che mancava di ritmo?
    Diamine, la quinta sinfonia (tanto per citarne una famosa) è l’apoteosi del ritmo!
    E sono curioso di sapere poi se in un approccio con una donna fatto con stile mettete come sottofondo Jovanotti o una “moonlight sonata” o una “sonata patetica”

    Insomma quando parla, almeno ha una vaga idea di quello che dice?

    P.S.: esiste una band chiamata Symphony X (e la X è un numero romano) che per assoluta casualità si rifà come non mai a Bethooven…ora ascoltatemi (se riuscite) e ditemi che non c’è ritmo 😀

  74. la bella musica, quella vera, non morirà mai…non preoccupatevi, Allevi non sopravviverà a se stesso, Beethoven lo ha fatto e vivrà ancora a lungo…ma noi, la musica classica, dovremmo farla ascoltare ai nostri bimbi…tutti noi…lo facciamo? perchè si ascolta Allevi? a scuola, a casa, ci preoccupiamo di far girare un po’ di vera, bella musica? piccolo esame di coscienza per tutti. lasciamo perdere Allevi e facciamo la nostra parte per cambiare le cose. siamo l’unico paese “evoluto” in cui il cittadino medio non ha mai cantato in un coro o suonato in una banda, o semplicemente ascoltato un po’ di musica classica a scuola, peccato, non sapete quali orizzonti mentali e spirituali precludiamo ai nostri figli…e basta con la storia che ascoltare musica classica è difficile. è solo questione di abitudine, non fa parte di quel che conosciamo, del nostro vissuto e della nostra esperienza. cominciamo con un po’ di Mozart alla scuola dell’infanzia, magari mentre disegnano o compongono un puzzle, nessuno mi ha mai detto “maestra, spegni la radio che non mi piace?”. da grandi ne avranno bisogno, perchè saranno stati educati al bello, alla ricchezza di suoni, ritmi e colori, non ne potranno fare a meno. lo stesso con l’arte: un poster di un bel dipinto, magari cambiato secondo le stagioni, le feste, l’estro dell’insegnante, al posto di decorazioni in cartoncino orripilanti appese in ogni angolo delle aule…i bambini non hanno bisogno di vedere esposti tutti i loro lavori, i bambini hanno bisogno di essere esposti al bello. lamentiamoci meno e rimbocchiamoci le maniche!

  75. Interessante dibattito, ma superate le questioni più individuali riferite e riferibili al lancio del post, forse sarebbe a questo punto costruttivo chiarire cosa è il RITMO, che è in fondo il fulcro della questione: mi sembra che genericamente (a prescindere dagli interventi) sia poco chiaro a molti. Magari così prendendo questa deriva qualcuno di là di alcune proprie convinzioni di “partito”, gusti ecc., può estendere la propria consapevolezza applicandola a qualsiasi musica e non solo comprendere e valutare la questione sollevata in particolare…

  76. Sogno o son desto? Finalmente qualcuno con del senso critico. In campo artistico si cade sempre nella retorica de “i gusti sono gusti” e nessun giudizio, per quanto documentato, diventa oggettivo. Tanto sono sempre gusti.

  77. Caro mozart2006, di là della volgarissima approssimazione compiuta da allevi, ovvero batteria=ritmo, e questa la dice appunto lunga sullo spessore del personaggio, lei come la pensa sul ritmo?
    In effetti la batteria è entrata di prepotenza nella musica e forse ne ha segnato pure il destino, contribuendo a una percezione e quindi a delle “strane” definizioni di ritmo un po’ a tutti i livelli.
    E forse questo fa in modo di allungare dibattiti…
    Perciò sono anche d’accordo con lei e tutti coloro intendono (a parte i gusti) offrire più oggettività possibile a valutazioni che in campo artistico sono doverose.
    Infatti dopo aver rispettato i gusti, ci dovremmo domandare come mai si formano alcuni e perché si è formata questa specie di dittatura dei numeri in campo artistico: si è rivoltata la cosa, invece di pensare all’arte come a un qualcosa di eccezionale la si vuole rendere “ordinaria” (e in tutti i sensi) per ovvi interessi mercantili.
    D’altra parte come diceva giustamente il Croce, saremo più ricchi liberandoci dalle passività date dalle cose sbagliate che abbiamo assimilato.
    Entriamo bene nell’argomento e usciamo dagli schemi, che di solito quelli accademici sono pure perfettibili e riformabili.
    Secondo lei come mai c’è tutta questa approssimazione un po’ a tutti i livelli anche solo parlando del ritmo (e non solo delle quinte eccedenti pertanto di melodia e armonia)?

    • Lei pone molte questioni interessanti. Posso per il momento rispondere che l’ approssimazione a mio avviso deriva da un approccio sempre più superficiale a questo tipo di questioni. Ma vorrei riprendere questo tema in modo più dettagliato, magari in un post apposito. Grazie intanto!

  78. Ho scritto anch’io i miei due cent sulla vicenda…pur non essendo un addetto ai lavori, rimprovero ad Allevi una sorta di giustificazione dell’ignoranza che lascerà tanti giovani al di fuori di un mondo che gli sarebbe potuto appartenere…magari si considera egli stesso il punto d’incontro tra la musica classica, il pop e l’intrattenimento delle masse?

  79. Il vostro discorso ha valore in un ambito “didattico” in cui si vuole stabilire “cosa è più giusto o non è giusto” offrire ai propri studenti. E’ chiaro che ogni pastore dà da mangiare alle sue pecore quello che ritiene opportuno.

    Alla “ggente” di tutto ciò non interessa nulla, la gente è per definizione “superficiale” e non ha modo di comunicare che attraverso i sensi, in questo caso, il senso dell’ udito. Se il senso dell’ udito associato alla propria personalità e sensibilità “mentale” scaturirà sensazione piacevole, allora, il compositore risulterà bravo.

    Come avete già detto questi sono quei classici articoli in cui pur di scaturire un dibattito si ricorre un po’ a tutto.

    Le frasi provocatorie sono sempre esistite e spesso hanno avuto un ruolo educativo, tant’é che se non fosse così, non si spiega perché i grandi detrattori di Allevi abbiano dovuto ricorrere a offese personali pur di rispondere “a tono” e tanti ancora al posto di limitare la cosa hanno detto “è giusto bastonare questi megalomani”.

    Il fatto che avete una certa professionalità (mi riferisco a tutti gli eventuali detrattori) vi autorizza a decidere sulla vostra “scuola”, non sulla scuola di tutti.

    Insomma, alla fin fine, voi ve la siete cantata e voi ve la siete suonata, il linea con quanto scrive già l’autore del blog rifacendosi al gran volgarissimo luogo comune “Questo posto è MMIO e scrivo tutto quello che VVOGLIO IO!” (non si si discute sulla legittimità, si va oltre, spero si sia compreso) rischio che ogni buon musicista non dovrebbe correre se vuole essere tale, altrimenti può restare un buon “tecnico esecutivo”, un buon “filosofo musicale”, ma non certo un musicista.

    • Rispetto la tua opinione. Ma voglio aggiungere solo una cosa. Immagina negli USA un Allevi americano che a una premiazione a Hollywood avesse detto che a Beethoven mancava il senso del ritmo posseduto da 50cent e 2pac. Gli avrebbero semplicemente risposto “What fuck are you saying idiot?”.

      • Ti devo ammettere che la frase così posta non si può sentire, infatti il tuo articolo prende forza proprio da questo e da questo invoglia un eventuale passante a leggere.

        Io dico che con quella frase provocatoria ha voluto lanciare “la sua scuola”, la sua personalissima scuola, che forse avrà molti o pochi studenti, ma rimane il suo modo di pensare e potrà avere seguaci o meno.

        Dove condurrà le sue pecore con quella scuola, se al precipizio, o se alla luce eterna della musica, lo lasceremo decidere ai posteri anche se è possibile già da ora comprenderne degli aspetti e i potenziali sviluppi che sono stati già abbondandemente discussi fra detrattori e non detrattori che già hanno commentato.

        Non è certo sconosciuto il fenomeno che ogni qual volta un “nuovo maestro” vuole farsi riconoscere in mezzo agli altri maestri, questo viene denigrato e preso in giro in tutte le maniere, specie se i vecchi maestri devono rinunciare a molti dei loro concetti fondanti per accettarlo, devono adattarsi a un qualche nuovo concetto. Per rendere bene l’ idea mi viene in mente il film di Yip Man, un maestro di arti marziali (nel secondo film), in cui per farsi riconoscere tra gli altri maestri e per essere autorizzato ad insegnare, non solo doveva pagare una retta e lui non poteva pagarla (perchè povero non perchè non voleva), ma doveva sfidare tutti gli maestri. Dopodichè una volta ottenuta l’autorizzazione a insegnare, i discepoli degli altri maestri andavano a disturbare la sua attività “didattica” in tutte le maniere impedendogliela.

        Spero di aver portato qualche altro elemento di riflessione alla discussione, giusto per non buttarla sul mero “Allevi sì, Allevi no”.

  80. bah….io non starei a perdere tanto tempo su Allevi e fenomeni simili. E non starei a stilare classifiche di ritmicità, armonia e quant’altro. I Pink Floyd e i Grateful Dead sono stati immensi perchè il loro ritmo era talmente uniforme da diventare ipnotico. I Sex Pistols e i Clash sono stati immensi perchè hanno distrutto l’idea di armonìa e interpretando un mondo particolarmente disarmonico, soprattutto in quel periodo. John Lee Hooker è stato immenso per la sua capacità di arrivare al cuore facendo blues su un solo accordo e suonato pure sporco, Hendrix è stato immenso per la sua capacità di fondersi col suo strumento e di produrre i suoni che la sua mente produceva; Terry Riley, Cage e i minimalisti sono stati immensi per aver costruito idee e mondi paralleli con meno ridondanze possibii (brutta questa, eh?)….ognuno di questi aveva un decimo (forse) della cultura musicale di uno qualsiasi di coloro che intervengono qui, ma hanno saputo interpretare il mondo che li circondava in modo da raggiungere la sintesi che l’ascoltatore cercava, generalmente senza tirarsela affatto.
    Il concerto rock, che qualcuno qui disprezza, generalmente è una festa collettiva dove si sta bene perchè in quell’istante diecimila cuori battono all’unisono per la stessa musica e provano emozioni molto simili; raramente c’è la pretesa dell’esecuzione impeccabile.
    Certo, Allevi che dice “dopo questo disco la musica non sarà più la stessa” fa più sghignazzare che sorridere, ma se qualcuno lo apprezza non starei a crocifiggerlo. Anche gli sporchi, brutti e cattivi di Monicelli magari si commuovevano a sentire uno stornello fatto con una chitarra con cinque corde scordate.
    Detto questo, cosa ne pensi di Bollani? Io lo vedo come grande personaggio ed eccellente divulgatore, l’ho visto cimentarsi con i generi più disparati probabilmente non con la medesima abilità ed attitudine, suono blues finger picking e non ho la capacità di giudicarlo soprattutto sulla classica…Ma il personaggio lo trovo larghissimamente positivo; una tua opinione?

    • Bollani, a mio avviso, suona bene e fa ottima divulgazione anche se come pianista di formazione jazz possiede agilità digitale ed è molto limitato in quella di forza. Ciao!

      • Che vuol dire suona bene? Che senso ha? Agilità, forza, semplicità, complessità ecc. non hanno poi tanto senso!
        E in effetti per chi è interessato d’intendere davvero non ci deve essere nessuna pretesa di “classifica” qualitativa di un “prodotto” basata sulla quantità degli elementi musicali immessi né sulla loro presunta correttezza dell’articolazione tecnica espressa, ma solo se quell’opera è artistica o no (con tutte le sfumature e precisazioni del caso).
        Ciò è determinabile semmai sulla stima appunto della qualità del suo operato.
        E a mio parere si può stabilirlo solo valutando un parametro: l’ORIGINALITA’.
        Nulla di più (o di meno); solo così si possono “comprendere” alcuni genuini fenomeni artistici pure citati da franco in ambito del “povero” rock.
        E si può stabilire l’originalità solo sulla scorta di una vera conoscenza fornita da 2 linee guida fondamentali: quella della profondissima preparazione tecnica (non intesa solo come articolazione musicale ma intesa come teorica), e quello della completa conoscenza storica.
        Temo che tutto il resto siano solo piacevoli chiacchiere e divagazioni da bar dello sport tanto soggettive quanto poco costruttive e utili nella fattispecie, se non in termini statistici.

      • Chiarisco questo punto. Quando dico “suona bene” mi riferisco a quando si esibisce come interprete di musiche scritte da altri, come nel CD di Gershwin. Questo giudizio non riguarda la sua musica.

  81. ormai siamo alla resa dei conti.Questa scena musicale dominata da certi musicisti, mi riporta alla mente un film (non una perla nella cinematografia anzi…..) il titolo era demolition man con Silvester Stallone.. Dove il personaggio principale , Stallone per l appunto, viene ibernato e dopo 40 anni scongelato per dare la caccia a un vecchio criminale di sua conoscenza.Nel futuro si ritrova spaesato la gente Ascolta vecchi motivetti di pubblicità spacciandole per grandi opere d arte,fanno sesso virtualmente (e già li ci siamo) ed è vietata qualsiasi libertà personale.Se non ricordo male quello che all epoca mi fece più “paura” nel film fu vedere un pianista in un locale che suonava un motivetto di una pubblicità su un aranciata …….

    • lol… Dopo aver letto questo commento ho pensato di vedere quel film e ora sono arrivato a quella scena.

      “È tonificanteeee…! ♪ Anche rilassanteeee…! ♪ È la miglior biiiibita frizzanteeee…! ♪♫”

  82. “E si può stabilire l’originalità solo sulla scorta di una vera conoscenza fornita da 2 linee guida fondamentali: quella della profondissima preparazione tecnica (non intesa solo come articolazione musicale ma intesa come teorica), e quello della completa conoscenza storica.”

    Quindi se uno non vuole o non può studiare teoria e storia musicale comprando dischi o leggendo libri, non può diventare un musicista che si rispetti?

    La stessa storia non ti dà ragione 🙂 Un buon musicista, secondo la mia “utopia” può tirare fuori musica anche da un secchio di plastica, poi starà ai critici valutare, ma il fare musica è di per sé una cosa semplice che non richiede studio ma sensibilità e approccio allo strumento, un qualsiasi strumento che emetta uno o diversi suoni che possano dunque non risultare “rumore”.

    Se poi uno vuole comporre delle vere e proprie “opere” della durata di diverse ore allora sì posso capire perfettamente e sono d’accordo.

    • Così si fa rumore.
      Allora se uno che non conosce i fondamenti della programmazione, mette insieme quattro istruzioni raffazzonate in Java senza capo ne coda fa un programma?
      Questa mania di semplificare tutto sostenendo che ciascuno può fare tutto senza nessuna preparazione specifica è quella che ha ridotto l’Italia in queste condizioni.

      • E aggiungo se io compongo il distico
        “oh come vorrei che Giovanni Allevi
        si perdesse fra le eterne nevi”
        faccio poesia simile a
        “Si sta come, d’autunno,
        sugli alberi, le foglie.” ?

      • Messaggio di fridolin:
        “Così si fa rumore.
        Allora se uno che non conosce i fondamenti della programmazione, mette insieme quattro istruzioni raffazzonate in Java senza capo ne coda fa un programma?
        Questa mania di semplificare tutto sostenendo che ciascuno può fare tutto senza nessuna preparazione specifica è quella che ha ridotto l’Italia in queste condizioni.”

        Purtroppo e per fortuna, semplificare troppo non è una mania ma una operazione intellettuale che rende certi concetti “comodi” alla propria capacità di comprendere. Non se hai presente quando i bambini non capiscono certe parole e le pronunciano in maniera simile a una parola che hanno già udito. Non é corretto ma il cervello deve pur cominciare da qualche parte per “rendere familiare” un certo numero di parole, concetti, regole od altro.
        Io dico, in conclusione, che non è l’Italia ad essere caduta in basso ma sempre più persone che vengono “dal basso” vogliono imparare ed è inevitabile che persone meno preparate vogliono cominciare a dire la loro. Dove tu vedi un insuccesso invece io vedo un grande successo, al contrario.

        Messaggio di kerygmatico:
        “Pasko, mi spieghi perché per comunicare questo tuo BREVE pensiero (che non dura cioè “diverse ore”) hai usato l’italiano, la sintassi italiana, l’ortografia italiana e non una lingua inventata da te al momento? Oppure -esempio- perché non l’hai redatto scopiazzando concetti altrui che non comprendi nemmeno nella loro essenza e distruggendoli in gran parte, riportandoli con parole tue le quali risultano completamente avulse dal contesto formale utilizzato quando furono scritte? Perché insomma hai usato quello che hai studiato del mezzo espressivo “lingua italiana” per esprimere il tuo pensiero?
        Nella tua utopia sdiasdbasdasdjfbjbjcsndnksdcdbs può essere espressione perfetta di un concetto comprensibile a tutti. A voglia poi a chidere ai critici (i quali poi possono anche giocarci!)

        L’analogia mi sembra corretta ed è tutta qui.”

        Infatti il fatto che un suono o un insieme di suoni deve necessariamente essere intellegibile è una struttura logica partorita dalla nostra capacità intellettiva, ma di per se’ un suono può tranquillamente essere incomprensibile, magari si comprenderà in futuro o mani, l’ importante è che sia suono e non rumore, non so se mi sono spiegato.
        L’ intellegibilità non è una proprietà intrinseca di un suono ma sono sempre delle persone a dare un significato, non è un caso che in un grande quadro di Picasso molti ci vedono grande estro, grande talento, grande tecnica, altri ci vedono solo figure deformi pur apprezzandone la tecnica (qui intendo superare quindi la mera distinzione tra chi apprezza solo la tecnica e chi no, altro grande luogo comune).

        Messaggio di nelumbo_03:
        “Forse hai frainteso, io intendevo che deve essere profondamente ed estensivamente preparato chi deve stimare l’opera e non chi la produce; è suo preciso dovere se è un professionista; e in ogni caso anche chi professa giudizi dovrebbe esserlo nel momento in cui si esprime in tal senso altrimenti non è “rispettabile”. Naturalmente vale sempre la regola: a me piace quello e punto!
        Comunque in linea di massima lo studio fa molto bene anche al musicista: se sa di più innesca ulteriori potenzialità per potersi esprimere ancor più creativamente.
        D’altra parte aA tutti piace pensare di potersi esprimere “creativamente” a dispetto di qualsiasi (o quasi) preparazione più o meno formale; e soggettivamente è perfettamente legittimo, ma…”

        Sono d’accordo, io dico solo che alla fin fine vale la pena concedere “troppa libertà” mentale a una persona purchè non arrivi ad ammazzare gente e fare danni. Creatività può essere un segno a matita su un foglio, un suono toccato lì ” caso”, ma poi c’è sempre necessità di una mente intellettuale che attribuisce a un segno, a un suono, un significato, seppure esso non si identifica, almeno inizialmente, un un canone tradizionale.

      • “ma di per se’ un suono può tranquillamente essere incomprensibile, magari si comprenderà in futuro o mani, l’ importante è che sia suono e non rumore, non so se mi sono spiegato.”

        Discorso contradditorio per ciò fallace. Da un punto di vista filosofico se un suono è incomprensibile per sempre significa che è non – comprensibile, non “prendibile”, dagli strumenti umani. A parte che è impossibile poiché il non prendibile sono i suoni che non possiamo udire, se accettiamo l’argomento pensando che per “non comprensibile” si intende “qualcosa che suona male al nostro orecchio” non si vede dove sia la differenza fra un suono “non comprensibile” e rumore.
        Dunque il rumore è suono che non si comprenderà se non in futuro, o MAI!
        Dunque la tua affermazione è totalmente contradditoria e dunque tale argomento è nullo.

      • Forse non mi sono spiegato: un suono può non essere compreso a livello intellettivo ma comunque percepito dal senso dell’udito. Vedo che hai fretta di andare ad utilizzare il tuo lessico filosofico ma ti soffermi meno su quello che potresti non aver appunto, compreso intellettivamente.

        Io quando parlo di comprensione parlo di un livello superiore a quello dei sensi, appunto, intellettivo.

        Facciamo un esempio banale: il distorto della chitarra in un primo momento poteva risultare “un errore” del suono amplificato che andava rimosso. Con il tempo il “distorto” è diventato un suono in piena regola. Allora cosa pensi sia cambiato da prima a dopo, il suono o la capacità delle persone di comprenderlo?

        Spero di aver spiegato.

      • OK credo di aver compreso dove correggere l’espressione del mio pensiero.

        E’ chiaro che un musicista può trarre da un suono o insieme di suoni una musica, ma è chiaro che un suono qualsiasi non necessariamente è musica.

        Forse il problema principale è comunque questo: spesso arriviamo a parlare di astrofisica musicale ma diamo per scontato che tutti sappiamo ben distinguere un suono da un rumore, ma non tutti hanno i sensi così ben sviluppati, lo diamo per assunto, specialmente quando ci sono quei ragazzi che per “volere dei genitori” o comunque per forza maggiore vengono mandati a studiare musica ma magari non ne hanno le attitudini sensoriali di base. Va bene che Bach componeva da sordo, ma prima di arrivare a farlo, ne ha fatta di strada con il suo udito.

      • Certo che ti sei spiegato, ma allora non puoi dirmi “l’ importante è che sia suono e non rumore” perché, seguendo la tua catalogazione, una volta che qualsiasi onda raggiunge l’intelletto e questo viene dunque compresa nel catalogo mentale di “suono accettabile” TUTTO deve necessariamente poter divenire suono accettabile; pertanto contesto il tuo argomento semplicemente perché questa aggiunta rende contradditorio il tuo argomento.
        Senza questa aggiunta dannosa invece il tuo argomento è lineare, ma presuppone dei principi di filosofia della musica che andrebbero quanto meno messi in chiaro, in primis a te stesso.
        Per capirci il tuo argomento mi sembra risponda ad una visione totalmente relativistica di cosa sia “musica”. La musica è tale per cosa? Se tutto è potenzialmente musica, come è possibile definire oggettivamente la “musica”? E se dunque la musica non esiste (!), ma è tutto riconducibile ad un soggettivo significato che l’ascoltatore da al suono dentro di sé (e ci può stare, sulla scorta del mondo rappresentato di Kant), CHI produce i significanti dentro l’ascoltatore?

        Questo per restare nella superficie del problema. Ora credo sia anche chiaro il motivo per cui quando si parla di arte in generale occorre sempre vigilare su ciò che si dice e sapere quali sono i presupposti filosofici che ci guidano poiché se i presupposti sono contradditori, le riflessioni non possono non esserlo e come tali si annullano da sole.

    • Pasko, mi spieghi perché per comunicare questo tuo BREVE pensiero (che non dura cioè “diverse ore”) hai usato l’italiano, la sintassi italiana, l’ortografia italiana e non una lingua inventata da te al momento? Oppure -esempio- perché non l’hai redatto scopiazzando concetti altrui che non comprendi nemmeno nella loro essenza e distruggendoli in gran parte, riportandoli con parole tue le quali risultano completamente avulse dal contesto formale utilizzato quando furono scritte? Perché insomma hai usato quello che hai studiato del mezzo espressivo “lingua italiana” per esprimere il tuo pensiero?
      Nella tua utopia sdiasdbasdasdjfbjbjcsndnksdcdbs può essere espressione perfetta di un concetto comprensibile a tutti. A voglia poi a chidere ai critici (i quali poi possono anche giocarci!)

      L’analogia mi sembra corretta ed è tutta qui.

    • Forse hai frainteso, io intendevo che deve essere profondamente ed estensivamente preparato chi deve stimare l’opera e non chi la produce; è suo preciso dovere se è un professionista; e in ogni caso anche chi professa giudizi dovrebbe esserlo nel momento in cui si esprime in tal senso altrimenti non è “rispettabile”. Naturalmente vale sempre la regola: a me piace quello e punto!
      Comunque in linea di massima lo studio fa molto bene anche al musicista: se sa di più innesca ulteriori potenzialità per potersi esprimere ancor più creativamente.
      D’altra parte aA tutti piace pensare di potersi esprimere “creativamente” a dispetto di qualsiasi (o quasi) preparazione più o meno formale; e soggettivamente è perfettamente legittimo, ma…

    • Di base può essere vero, in teoria. Cioè, ci sono musicisti che pur essendo poveri di tecnica sono dei grandi artisti. Ma comunque bisogna avere delle idee. Allevi che idee ha? Seriamente, cosa c’è nei pezzi che compone? Questo non me l’ha saputo spiegare nessuno dei suoi fan.

      • I mestieranti della composizione sono sempre esistiti, ma sapevano bene quali erano i loro limiti. Amilcare Ponchielli, per esempio, non andava in giro a proporsi come il nuovo Verdi.
        (Con questo non intendo dire che Ponchielli sia uguale ad Allevi eh…non voglio mica essere perseguitato durante le notti da spiriti offesi 🙂 )

    • Vede egregio Pasko non è che chi parte dal basso è da disprezzare, tutti partiamo dal basso egregio signore, gli è che alcuni hanno la pretesa di salire in alto senza fatica e senza studio, lei mi capirà: ho fatto un esempio attinente all’informatica, perché se uno i programmi non li sa fare non è che “giricchiano”, non funzionano proprio.
      Vede, invece nella musica o nella scrivere presunte poesie o presunti romanzi ciascuno può sentirsi un genio incompreso e maledire i critici parrucconi che non lo capiscono.
      E, lo ripeto, da noi abbiamo più scrittori che lettori, e il pressapochismo superficiale è uno
      degli handicap del nostro paese.

      • Comprendo perfettamente, io ho solo paura che per questa voglia di “conservare” il classico si arrivi a uccidere qualsiasi germe di novità, cosa che non deve mai succedere, appunto, per evitare che l’ideologia del “morte al vecchio” prenda radice e faccia le sue vittime. Ho letto tutti i diversi commenti e me ne sono arricchito e proprio leggendo dai voi mi sono reso conto che forse Allevi è proprio una vittima di questa ideologia del “modernismo” a tutti i costi, pur essendo disposti a “svalutare” il passato.

        Un conto è dire: a quei tempi i ritmi erano diversi e mancavano di alcuni elementi che si ritrovano nella musica moderna ma erano più ricchi di altri

        Un conto è dire: Beethoven non ha ritmo.

        Facendo un paragone è come se io dicessi: Pitagora non conosceva la matematica, oppure, Leibnitz conosceva solo il calcolo al limite e non il calcolo integrale.

        Io la vedo, quindi, ripeto, essendomi arricchito anche dei vostri pareri, che Beethoven aveva identificato un modello che era vincente per la sua epoca è chiaro che riproposto ai giorni di oggi, ne possiamo apprezzare la maestria e il lavoro che è stato fatto, possiamo apprezzarne la struttura (le fondamenta, l’ossatura per usare altre metafore), ma per tutto ciò che riguarda la mera “forma”, la mera parte “estetica”, dobbiamo dire che è appunto appartenente a quei tempi e non ai nostri.

        Quando Allevi fa una affermazione del genere, più che provocazione, io credo lui si rivolge appunto al pubblico analfabeta adolescente-tardo-adolescente che ad esempio disprezza il vestito “classico” perché all’ antica, che disprezza “i vecchi valori” perché passati, io credo si riferisse, dunque, ad un preciso target di persone.

      • Ergo Allevi si rivolge al volgo senza volontà maieutica, ma con mera superficialità. Due possibili motivi: la sua ignoranza che allora gisutifica alcune critiche piovute dall’universo tutto, il pensiero che il volgo non possa capire davvero cosa sia la musica e allora giustifica le altre critiche piovute dall’universo tutto.

  83. Quindi lei mozart2006, quando dice di Bollani che suona bene quelle musiche intende un’ottima(corretta, personale?) esposizione tecnica-espressiva dello “spartito” insieme con dei notevoli contribuiti (fantasiosi, originali?) di arrangiamento, ovvero variazioni degli elementi costitutivi lo “spartito”?

    • Un interprete deve attenersi alle indicazioni dinamiche e agogiche previste dall’ autore. Non sono possibili variazioni di questi elementi se non quando espressamente concesso dal compositore. Vedasi le cadenze dei Concerti di Mozart. Anche se per alcuni esistono le cadenze scritte da lui, l’ interprete puó sostituirle con altre proprie, perchè la cadenza nasce come momento di improvvisazione dell’ interprete, allo stesso modo delle variazioni nei brani vocali. Bollani quando suona quelle musiche è a mio avviso interprete fedele al dettato del testo e fraseggiatore dotato di personalità. Per quanto riguarda la sua musica, non sono sufficientemente esperto di jazz per analizzarla a fondo e inquadrarla in un’ evoluzione stilistica. Da semplice ascoltatore dico solo che la trovo gradevole e costruita con molto gusto. Spero di essermi espresso chiaramente. Saluti.

      • Grazie per la risposta mozart 2006, credo di aver capito: insomma l’interprete nella musica classica è una specie di riproduttore (scusi la rozzezza).
        Ma le domando (non sono così addentro): Gershwin è compreso nell’alveo dei compositori di musica classica?
        E mi perdoni ancora, mi ero dimenticato di complimentarmi per suo sito, che è molto interessante e istruttivo.

      • Non un riproduttore, l’ interpretazione è un’ arte creativa, ma limitata dai confini posti dall’ autore. L’ interprete ha comunque i suoi margini di azione, ma sempre nel rispetto delle indicazioni della partitura. Grazie per i complimenti.

  84. E SE AVESSE RAGIONE ANCHE LUI ????????????

    la domanda ovviamente non è certo riferita alla presunta mancanza di ritmo di Beethoven ! BENSI’

    ..In realtà credo che Allevi non sia per nulla “stupido” … sappiamo che la formazione musicale l’ha avuta … ora, le ipotesi secondo me sono due: 1) Allevi, nel “cavalcare l’onda del successo” gioca tutte le carte mediatiche che possono amplificare il suo “Businnes” … quindi come si dice in politica “Non importa che se ne parli bene o male ! l’importante è che se ne parli !!!!” … e questo veicolo pubblicitario è potentissimo ! pensate un pò quante persone (ne conosco moltissime) professionisti di valore del mondo musicale che, anche solo per curiosità hanno acquistato uno di quei dischi di Allevi che si trovano anche all’Autogrill !!! quanti professionisti di alto valore che nemmeno saprebbero chi è Allevi se non fosse così provocatorio nelle sue esternazioni !!! …Signori artisti … stiamo facendo semplicemente il suo gioco … Come succede nel Judo (arte marziale) lui sta usando la forza dei nostri “numeri” per DIVENTARE SEMPRE PIU’ FORTE !!! e più noi ne parliamo (bene o male) e più lui è conosciuto e viene seguito …. Purtroppo stiamo partendo da presupposti differenti … punti di vista che non si incontreranno mai !
    – Il nostro, da artigiani della musica, cresciuti studiando i classici e che (anche per ragioni di plagio da parte degli insegnanti e dell’ambiente che abbiamo frequentato) spesso non concepiscono l’esistenza di altri generi parimenti meritevoli di nota… inoltre ci sentiamo feriti nell’orgoglio da affermazioni simili perchè in fondo mettono in discussione tutte le nostre “Certezze”
    – Il suo che, avendo avuto una formazione classica e avendo avuto altre esperienze musicali più “leggere” ha trovato la via per vivere di musica !!

    La colpa di ciò che sta accadendo è dei musicisti !!! e in gran parte di chi ci ha preceduti …
    sappiamo bene qual’era l’obiettivo di ogni “buon musicista” anche solo fino a 30 anni fa … suonare in orchestra !! infischiandosene di andare ad insegnare (attività ritenuta quasi un’onta !!) e di creare cultura in provincia … la dove la gente è cresciuta musicalmente “IGNORANTE” … questo è il risultato … alla gente “IGNORANTE” non si può parlare di criteri Artistici !!! non hanno i filtri per comprendere … L’ascoltatore medio italiano, cioè almeno il 70% della popolazione, ha la capacità di fruire (e per tempo limitato) di musica classica non più recente del 1700 ….
    Voglio portare alla vostra attenzione un semplice esempio:
    cosa succederebbe se BENIGNI (il GRANDE ROBERTO!!!) andasse dicendo che Dante Alighieri non sapeva scrivere perchè se uno lo legge (con gli occhi e il cervello nudo e crudo di un contemporaneo dei giorni nostri) non ci capisce nulla … e non aveva nemmeno stile ! 😉
    Ci sarebbe una rivoluzione !!! ma chiediamoci perchè … perchè tutti (o quasi) hanno avuto tra le mani e hanno studiato testi storici della letteratura !
    e sicuramente Benigni si sentirebbe dare dello Sciagurato e dell’Ignorante !!

    Perchè non succede per la musica ?????

    perchè la percentuale di persone che nel nostro paese ha avvicinato alla musica in modo ADEGUATO è bassissima !!!!!

    quindi in musica abbiamo un pubblico che nella migliore delle ipotesi equivale al lettore di “NOVELLA 2000” o altre riviste similari e che ritiene tali pubblicazioni DEGNE DI ATTENZIONE E NOTA !!!

    Credo che non ci resti che RIMBOCCARCI le MANICHE e offrire la cultura musicale a tutti ( e sul come ci sarebbe da aprire una GROSSA PARENTESI !!!) ed evitare che nel futuro si possa ricreare una TRAGEDIA CULTURALE COME QUELLA CHE STIAMO VIVENDO.

    La seconda ipotesi
    2) è che Allevi, non avendo avuto insegnanti capaci di fargli percepire la musica in modo “Epidermico” prima che intellettuale, non abbia veramente capito quanto “RITMO” ci sia nella musica dei grandi classici e abbia trovato una risposta al bisogno interiore di “FISICITA'” (nell’ascoltare e fare musica) nei generi pop in cui la TRIBALITA’ delle percussioni danno una percezione “INTESTINALE” del ritmo… che può essere fruito e compreso da chiunque !!!

    Per chi volesse fare la “GUERRA” ad Allevi … il consiglio è … IGNORATELO !

    Altrimenti riconoscetegli almeno la sua più grande qualità:
    QUELLA DI AVER CAPITO COME FARE A VIVERE BENE DI MUSICA !!!

    Comprendo che fa arrabbiare … ma almeno ci si può consolare pensando che anche lui ha studiato per molti anni e sicuramente “HA DATO” …

    pensate un pò invece a tutti quei musicisti che non sanno nemmeno leggere le note e che hanno un successo internazionale … uno per tutti Eros Ramazzotti …
    lui forse non ci disturba perchè non varca il confine …. mentre uno come Andrea Bocelli già da fastidio a molti perchè talvolta invade il campo della musica classica !!

    Ma è così da sempre… anche Franco Battiato (che ha condotto studi regolari di composizione) ha trovato la via del successo grazie al POP … eppure condivideva idee e progetti con K.Stockhausen …..

    ma proprio grazie al suo successo nel POP è riuscito anche a far rappresentare in sale importanti le sue opere “SERIOSE” …..

    Credo che non fosse molto differente nel passato !

    CI RIMANE LA CONSOLAZIONE DEL FATTO CHE
    IL TEMPO FILTRA E CONSERVA LE OPERE DEI PIU’ MERITEVOLI !!!!

    Grazie e scusate se vi ho rubato troppo tempo (ho scritto di getto e magari anche la forma non sempre è perfetta 😉

    • A me questa cosa che parlando di [cretino random] “si fa il suo gioco” sembra un luogo comune. Il sistema di spararle grosse per far parlare di sé non funziona così bene come si crede.
      Il problema è che di musica sono pochi quelli che se ne sono occupati e sono anche meno quelli che ci capiscono. Molti meno di quanti si creda. In tanti sanno che quella detta dal disutile è una cazzata, ma fatti un giro per un paese qualsiasi e chiedi PERCHÉ è una cazzata. Se avesse detto che la Terra è piatta, gli avrebbero riso in faccia e via. Invece gli ridono in faccia, ma il dubbio gli viene.

      Come dire a un bambino che non ha ancora fatto le moltiplicazioni che siccome 0x1=0 e 0x2=2 allora 1=2. È un trucchetto da illusionista, la logica del paradosso. Dici qualcosa di assurdo ma di cui nessuno (o solo qualcuno, e comunque non immediatamente) sa spiegare l’assurdità. Fai qualcosa di impossibile ma in modo tale che nessuno sappia spiegare perché è impossibile. È anche un giochetto divertente, ma gli illusionisti che si fanno pagare come se fossero maghi veri non sono più illusionisti. Sono truffatori.

      • Umile omaggio a colui che ha creato il riff più incredibile della storia del rock (Smoke on the water) ispirato da colui che “non ha ritmo” (come Blackmore stesso affermò in una intervista), sicuramente uno dei più geniali chitarristi di sempre …se vogliamo proprio parlare di ritmo.
        Allevi mediocre presuntuoso e nullità, prendi esempio dal grande Ritchie Blackmore, anzi no….ucciditi che è meglio!!!

    • SI RAGAZZ… ma che appunto si spacci tutto per oro colato… Fini, quel minus habens musicale, lo ha addirittura paragonato a Mozart… e poi perchè invitano sempre e solo lui? ah saperlo saperlo…. l’ultima denuncia è dei Muse “A Roma abbiamo dovuto pagare tangenti per usare i fuochi d’artifico nello spettacolo”….

  85. Di geni veri nella MUSICA del passato io ne ricordo pochi. Però ci sono stati tanti grandi musicisti e tantissimi mediocri. Per inciso I veri geni della musica sono stati (per me!) sopratutto Mozart, Beethoven, Chopin e Rossini. Gente che praticamente ha iniziato a scrivere musica ancora in fasce e dotati di un talento soprannaturale che gli permetteva di fare cose che gli altri costavano studio e fatica. Dopo di loro ci sono stati i grandissimi e cioè coloro che hanno rinnovato la musica.
    Ok questo nel passato. Ma ora in che periodo siamo? Siamo in un periodo in cui è difficile innovare e allora vai con la musica del passato…quest’ anno poi è il bicentenario Verdiano e Wagneriano. Probabilmente la musica di Allevi non resterà negli annali ma siamo sicuri che la gente non si sia stancata di sentire sempre la stessa musica?

    • Per i compositori: devo dire che una funzione positiva Allevi ce l’ ha: ho appena sentito un frammento (oltre era impossibile… il tempo è merce preziosa) del Concerto per violino di Allevi. È talmente orrendo e privo di qualsiasi consistenza che immediatamente ci si sente, al suo confronto, Bach, Ligeti, Mozart, Bernstein. Insomma ci si sente dei geni assoluti… Allevi è un fantastico prodotto per l’ autostima, un antidepressivo per ogni compositore o musicista. Lo si ascolta e l’ umore va alle stelle!! Non scherzo: una bruttezza e analfabetismo musicale del genere nobilitano al confronto qualsiasi oggetto sonoro organizzato! Ascoltate Allevi e immediatamente vi crederete Mozart!

  86. Caro vittorinof,
    sono molto d’accordo con te, infatti nei miei commenti ho provato ad andare a fondo della cosa chiedendolo pure a mozart2006, che pur non rispondendomi ha detto che eventualmente affronterà qualche approfondimento in futuri post.
    Tu hai messo il dito nella piaga: si parla, si fanno classifiche, questo sì questo no ecc., tuttavia forse si rimane in un limbo di non “ottimale” consapevolezza, e quindi tutto si riduce un po’ al tifo per una squadra, un giocatore…
    Nel frattempo per chi è interessato metto il link di un sito di un autore (Carlo Pasceri. con idee e “tagli” simili a quelli di mozart2006), che credo possa essere molto interessante per cominciare a vederci chiaro anche su questioni molto tecniche: questo nello specifico è sul ritmo, quindi….
    http://www.carlopasceri.it/3/post/2013/01/lenigma-del-tempo.html

  87. Premesso che non sono un ammiratore di questo Giovanni Allevi, di cui conosco alcuni brani pianistici che trovo né godibili, né interessanti da nessun punto di vista, la domanda nasce “sponDanea”: che diavolo ne parlate a fare? Se io considero qualcosa “un nulla” non ne parlo, che bisogno dovrei avere di parlarne?
    Ho sentito che a qualcuno la pazienza comincerebbe a scarseggiare per le amene idiozie di questo tizio (o per il consenso che riesce a riscuotere?). A me comincia a dar fastidio, invece, tutto questo rumore…queste critiche, in verità banali, scontatissime e divenute un luogo comune.
    Ne state facendo un divo, manco fosse Berlusconi…
    Cosa c’entrano poi i ritmi dattilo, spondeo…? Il ritmo è nella natura stessa; anche le onde del mare hanno un ritmo…ma il signore qui in questione alludeva a una musica fisica, che fa battere il piedino, che parla direttamente al corpo (dalla cintola in giù) e meno all’intelletto …
    E per ottenere questo da Beethoven, come ha affermato il recensore qui, in lampante contraddizione, s’è dovuto arrangiarlo con basso, chitarra e batteria a funkeggiare, light show incluso.
    I greci, tirati in ballo, che si agitavano convulsi, barbaramente storditi in onore di Dioniso, certamente avrebbero apprezzato di più questo arrangiamento che quello di Beethoven, e forse avrebbero riso a sentir Wagner denominare la Settima l’ “Apoteosi della Danza”.
    Questo vostro modo di parlare, poi, palesa, anche se in maniera velata, un retro-pensiero snob intellettualistico e anche un po’ autoritario, se permettete.
    Come…questo Allevi non può permettersi di dire che Beethoven non ha ritmo? E perché?
    Anche Ciccolini ha detto che Bach non gli è mai piaciuto, allora? Eh, lui però è un vero pianista.

    Qualcun altro diceva che tutti conoscono l’inno alla gioia di Beethoven, perché se ne canticchi l’incipit tutti sanno continuare. Certo, e io aggiungo il tema della Sinfonia in sol m di Mozart, il tema del concerto di Caikovskij ecc…Ma di queste opere quello rimane: il tema (quando va bene).

    Magari, dico io, la maggior parte dei ragazzi ascoltasse ‘sto benedetto Allevi; sarebbe meraviglioso, perché potrebbe essere un ponte verso la grande musica. I ragazzi sono fermi a questo c…o di Rap, che è vecchio di 40 anni (quello sì che ha rotto i cosiddetti), e non lo sa. Propinato, oltretutto, da personaggi che io ritengo pericolosi e veri corruttori di anime (altro che Allevi e il ritmo di Jovanotti), ma qui aprirei altre porte e non ne ho l’intenzione.

    Risposta

    • Caro signore,

      Allevi può permettersi di dre ciò che vuole e, siccome siamo in democrazia, anch’ io posso permettermi di sfotterlo per quelle che ritengo essere stupidaggini. Poi mi dica una cosa: ma per lei la musica serve solo a muovere il corpo a tempo? E allora non serve torturarsi il cervello per comporre, bastano i tamburi delle tribù africane. Tra l’ altro, le musiche etniche hanno stutture ritmiche spesso complesse e interessanti, che il signor Allevi manco si sogna.

      • Signore, se di quello che ho scritto ha capito questo, sono dolente, sospetto che ci abbia capito poco. Probabilmente non so esprimermi come vorrei e l’ironia non passa.
        Non serve per l’ennesima volta tirare in ballo queste benedette poliritmie africane (anche queste hanno rotto i cosiddetti). Il mio anelito si rinnova: spero che più ragazzi, tramite Allevi, possano avvicinarsi alla grande musica; se il loro orecchio e il loro spirito traesse godimento da qualche passaggio flou di Allevi, chissà, potrebbero scorgere da lontano qualche indistinto paesaggio Debussyano.
        Con simpatia posso anche aggiungere che Blackmore non passerà certo alla storia per questo benedetto riff di Smoke on the water, riff che non mi sembra neanche tra i più brillanti?
        Come? E’ uno di quelli che piace di più al pubblico? Be’ anche Allevi piace, però…

      • Caro mio,
        io smonto il suo discorso con un semplice paragone. Nel Venezuela, nazione affiltta da enormi problemi di povertà e disuguaglianza sociale, i ragazzi possono studiare musica gratuitamente grazie a El Sistema di José Antonio Abreu. Nella ricca e civile Italia, pur sempre uno dei paesi più ricchi del mondo occidentale, per avvicinare i giovani alla musica classica siamo ridotti a fare affidamento su un Allevi qualsiasi. Non so lei, ma io questo lo trovo di una tristezza infinita!

    • Vede, il suo ragionamento è fallace nel suo stesso impianto e le spiego perché. La musica non è solo una forma d’arte ma anche un mezzo di diffusione culturale ed elevazione intellettuale. Ciò che ha affermato Allevi, è oggettivamente un’affermazione falsa che costerebbe la bocciatura di qualunque studente pronunciasse tali insulse parole in sede d’esame. Premesso ciò voglio arrivare dritto al punto. Lo scandalo che suscita Allevi ogni volta in cui apre bocca deriva dalla sua precisa e volontaria mistificazione dell’arte musicale, che ha come solo ed unico scopo promuovere il suo prodotto, ad ogni costo e scendendo a qualsiasi compromesso, fosse pure quello d’infangare il suo passato di studente di conservatorio e la sua formazione accademica. Allevi mente sapendo di mentire ma continua a farlo pur di vendersi. Se invece di Allevi, fosse il mio panettiere sotto casa a pronunciare frasi che meriterebbero un tso, certe affermazioni non procurerebbero alcun danno poiché il negoziante in questione non avrebbe alcuna credibilità in quanto palesemente inesperto in materia musicale. Se invece certe dichiarazioni escono dalla bocca di una persona nota, peraltro titolata, ecco che il pubblico che non ha strumenti per difendersi dall’ascoltare qualunque coglionata, è portato a pensare che ciò che noi sappiamo essere una menzogna meschina, sia una Verità dogmatica. Questa a mio avviso è disinformazione premeditata. Faccio un esempio semplice. Se io che non sono un medico affermassi che si può guarire dal male del scolo bevendo succo di limone, mi riderebbero dietro (forse), ma se a dire la stessa cosa fosse uno specialista in oncologia, il rischio che qualcuno gli credesse sarebbe altissimo, anzi sarebbe una certezza. In sostanza Allevi dice falsità allo scopo di attirare il pubblico inesperto e fagli credere che senza sforzo si possa diventare colti e che ciò che non è immediato da comprendere non valga la pena di essere studiato e approfondito. Purtroppo il pubblico di Allevi non passerà mai dalla musichetta pop che il riccioluto propone, così come chi segue Paolo Fox difficilmente diventerà un eminente astronomo. Detto ciò, Allevi purtroppo ha il diritto di affermare quante più stronzate gli passano per la mente, ma al contempo, chi ha una preparazione musicale adeguata e una coscienza professionale, non può esimersi dall’esprimere la propria contrarietà di una musicista che si spaccia la propria musica pop per altro allo scopo di fare cassa. Sarà che io tengo molto alla musica, avendola studiata ed essendo diventata la mia professione, ma non la disonorerei mai sminuendone il valore. Diversamente, sarebbe come mandare mia moglie a battere i marciapiedi.

  88. A Pasko85 e kerygmatico:

    Lasciando perdere il volgare Giovanni, per il quale come già detto è evidente l’approssimazione di RITMO=BATTERIA (il livello men che mediocre delle sue esternazioni è adeguato a quello della sua musica), ho pure già detto che ritengo sia decisivo il concetto di ORIGINALITA’ per stabilire (entro un alveo accettabile di definizione in questo caso di MUSICA) le qualità delle opere/musicisti.
    Mi sembra che nessuno abbia “cavalcato” questi concetti compreso (almeno per ora) mozart2006, peccato…

    Comunque vi state arrovellando in modo interessante pure appunto sulla definizione stessa di MUSICA, di fatto anche solo la sua definizione solleva dei problemi: quelle che ci sono spesso incomplete.
    Vi propongo quella di Carlo Pasceri musicista, compositore e teorico: credo possa essere un soddisfacente contributo (estratto da una trattazione molto approfondita sulla natura della musica dal suo libro Tecnologia Musicale).

    “La musica è un coordinamento selettivo e combinatorio di suoni e di silenzi organizzati (da noi) nel tempo. I suoni a loro volta sono (di solito) l’effetto di vibrazioni aventi intimamente delle frequenze (le note) già con una definizione filtrata, discreta e proporzionata data dal loro interno ordine aritmetico che quindi subito li distingue dal rumore; che invece include tutte le frequenze, tutti i suoni e quindi tutte le note in maniera non discriminata perciò disorganica e imprevedibile.

    Così è pure qui sommariamente (ma scientificamente) spiegata la differenza tra suoni musicali (note) e rumore (anche se talvolta è stata realizzata musica ANCHE con rumori: tra l’altro lo strumento BATTERIA è un produttore di rumori: che sia ANCHE per questo l’effetto del suo indiscreto ma potentissimo fascino?).

    Tra l’altro sul suo sito http://www.carlopasceri.it/ ci sono interessanti spunti: se la prende addirittura con il grande Morricone.

    Ciao.

    • Davvero interessante. Da insegnante di canto ora alle prese con l’approfondimento della metafisica tout court sospendo il giudizio. La prima cosa da farsi è sempre concretizzare la scienza prima sulla quale si baseranno le future considerazioni, cioè in primis concretizzare i principi metafisici ed è quello che sto facendo in questo periodo. Grazie del suggerimento alla lettura!

  89. Grazie per quello che fate, su questo spazio, a favore della Musica (con la maiuscola).
    Su Allevi sospendo ogni giudizio, dovrei scadere nella volgarità.

  90. http://www.adnkronos.com/IGN/News/Spettacolo/?id=3.2.434634202

    Roma, 26 lug. (Adnkronos) – “Beethoven continua ad essere un grandissimo esempio, un mito da cui partire, dal quale però bisogna trovare il coraggio di prendere le distanze perché è nostro dovere creare e sognare una nuova musica che racconti il nostro tempo”. Giovanni Allevi interviene così -interpellato dall’Adnkronos- sulla bufera scatenata dopo il suo intervento al Giffoni Film Festival. “Non ho detto quella frase nei termini riportati. Non mi permetterei mai di dirlo, musicalmente è un non-senso: anche un metronomo che batte a vuoto sta esprimendo un ritmo, figuriamoci Beethoven…”. Aggiunge il compositore: ”la frase riportata, sintetizza in maniera brusca e ad effetto, probabilmente per fini giornalistici, un discorso molto più articolato, che interessa il concetto evoluzionistico della storia della musica”.

    Allevi, infatti, stava tenendo un incontro con i ragazzi del Festival proprio sulla musica. “Dai Beatles ad oggi il ritmo è un elemento costitutivo della contemporaneità, quel ritmo che è alla base della musica che oggi ascoltano i giovani e che per forza di cose nella tradizione classica non era ancora presente. Questo non è altro che vedere la realtà delle cose” ha affermato l’artista.
    “Non accetto il modo in cui quella frase mi è stata attribuita, ma sostengo le ragioni da cui ha avuto origine nell’ambito di una discussione molto più ampia di fronte a più di 1.000 ragazzi giurati del Giffoni – ha spiegato l’artista accolto nell’occasione da una standing ovation – capisco che questo discorso vada a ridimensionare il passato e a risollevare il presente, ma questo deve fare il compositore e l’artista. Trovo entusiasmante poter comporre oggi una musica sulle stesse forme della classicità, che contenga quel ritmo così vicino alla sensibilità dei giovani. E’ questo il mio concetto di musica classica contemporanea. Il mio essere ribelle è sempre costruttivo, ed oggi non è il momento di distruggere ma di ricostruire”, conclude il compositore.

    • Ecco, è arrivata la tipica scusa all’ italiana. “Sono stato frainteso dai giornalisti brutti, sporchi e cattivi”. Certo che Giovannino nostro ha imparato bene a stare al mondo 🙂

    • E io che ho detto? Ha detto una frase senza senso tanto per fare la sparata. Tanto, male che vada, uno può sempre pararsi il culo dicevo “No, ma intendevo che…”.

      • E qua mi rivolgo pure a tutti quelli che lo difendono, qui o altrove. “Certo, è una frase forte, ma intendeva dire che…”. Non ci rendete conto che dovete sempre intervenire voi con una vostra interpretazione per dare un senso a questa sparata? I tamburi africani, le percussioni… lui non ha detto niente di tutto ciò. Anzi, non ha detto niente in generale. Qui siamo di fronte a una presa per il culo e basta.

      • Guarda, paradossalmente io lo avrei rispettato di più se avesse confermato quello che ha detto. Questo patetico tentativo di salvataggio in corner all’ italiana aggiunge un’ ulteriore pennellata di squallore al ritratto del personaggio.

  91. Di certo ci sono cose che mi rendono immensamente più triste.
    Saluti.

  92. Quoto ogni singola parola. E lo dico con cognizione di causa perché sono chitarrista classico, acustico, elettrico e anche dj, e guarda caso ho il mito di Beethoven pur ascoltando anche quelli che secondo Allevo avrebbero “il ritmo”. Non mi sarei stupito se dopo aver detto chi ha il senso del ritmo secondo lui, avesse cominciato a gridare “cuzcooooo”… che buffone!

    • Non so se ho già scritto quello che sto per rispondere perchè dopo quasi trecento commenti comincio a perdere un po’ il filo del discorso. Comunque, eventualmente mi ripeto. Immaginatevi un John Allevi americano che durante una cerimonia di premiazione a Hollywood avesse detto che Beethoven non ha il ritmo di 50cents o 2pac. Io sono convinto che gli avrebbero riso in faccia e qualcuno avrebbe gridato:”What fuck are you saying, idiot?”

  93. Scusate ma se questa frase l’avesse detta, magari sotto effetto dell’alcool (o forse no chi lo sa), un Keith Jarrett o un Enrico Rava, avreste tutti reagito in questo modo?? Sicuramente le sue parole sono state inappropriate e fuori luogo, ma signori questa è l’arte, e si sta etichettando un artista che non piace perchè “diverso”. Credete poi che tutti apprezzino Mozart o Picasso o Freddie Mercury o Dante? Qualcuno forse (anche di cultura) preferisce i Tokio Hotel o i libri di Federico Moccia….. A me Allevi piace, certo non è paragonabile a mostri sacri della musica, ma ha un suo stile che quanto meno fa avvicinare le giovani generazioni al pianoforte e a sonorità “classiche”. Allevi, Einaudi, Bollani e tanti altri artisti italiani non rappresentano il prototipo di musica classica, ma la loro genialità sta appunto nel tentativo di modernizzarla, ferma restando la condanna per l’espressione usata verso un grande come Beethoven, ma non bisogna crocifiggerlo adesso….

    • L’affermazione di Allevi è una castroneria e rimarrebbe tale anche se l’avesse pronunciata Miles Davis. Certo è che se la dice Allevi, che non è nuovo ad uscite infelici come questa e che si è attirato le antipatie di tutti i musicisti seri in circolazione, la cosa assume connotazioni ancora più provocatorie e/o patetiche. Caro Saverio, l’arte non è arte tout-court e soprattutto nella musica la discriminante di livello è ben evidente a chi ha avuto la pazienza di studiare. L’apprezzamento è una cosa, la qualità e la sostanza è un’altra. L’idea di voler appiattire e semplificare tutto mi fa venire il voltastomaco perché attiene alla tipica superficialità prodotta dalla TV generalista che vorrebbe sdoganare Pupo o qualche urlatore uscito dalle trasmissioni della De FIlippi, al rango di “artista”. Non esistono “sonorità classiche”, chiaro? Esiste la musica colta e scimmiottare in modo caricaturale ciò che è scritto nella storia, per attirare l’attenzione di gente restia ad approfondire la cooscenza della musica, significa fare disinformazione. Per ultimo, le chiedo cortesemente di non citare Einaudi e Bollani nella stessa frase perché significa accostare rispettivamente il risultato di uno strizzone intestinale al fine cioccolato svizzero. Non si modernizza la musica “classica” in generale, quantomeno la si semplifica per adattarla alle orecchie inesperte. La musica “classica” s’interpreta e basta.

    • Non è il mio caso. Dell’autorità delle persone con cui parlo non me ne frega niente. Per me una cosa può dirla un quotatissimo professore o il primo bimbominkia che passa. Purché si argomenti. Come ho già detto, quella di Allevi è una sparata e basta. Dietro non c’è nessun discorso profondo, quindi non cercatecelo.

  94. A dire la verità, non sapevo chi fosse Allevi e dopo aver letto questo articolo, decisi di informarmi un po’. Grazie ai suoi brani YouTube, ora capisco perfettamente, e apprezzo molto, la Sua valutazione delle creazioni musicali di Allevi…

    Ciò che non capisco e come mai gente come Allevi che non sembrano apprezzare che l’arte — e specialmente quella che riesce a catturare l’intensità e la complessità della vita come la viviamo — e in questo caso, la musica, non è “una cosa” semplice cui valore e potere possano essere ridotti a valutazioni di presenza o assenza di ritmo.

    L’italiano non è la mia madrelingua quindi non so spiegarmi molto bene… Comunque, grazie per una bellissima discussione sulla musica, l’estetica e la cultura – sia nel articolo si nei commenti. Apprezzo sopratutto le citazioni da D’Amico. Grazie!

  95. Articolo ben fatto e completo sotto tutti gli aspetti. Peccato che tanti insegnanti di musica del ciclo di istruzione secondaria difendono a spada tratta divulgatori di un prodotto consumistico di bassa lega come Allevi. Molto spesso mi vergogno di essere musicista, di insegnare e di essere italiano

  96. Quanti luoghi comuni…Allevi, Bollani…la musica classica…
    Non leggo una parola…e dico…una…che non abbia letto 3.000 volte.
    Ecco…ciò mi rende immensamente più triste…meglio Allevi che almeno è un po’ vitale, sebbene privo di ispirazione.

    • Eh, che tristezza il fatto che i musicisti seri s’indignino e che concordino sul fatto che Allevi sia un sotto-prodotto dell’ignoranza musicale. Ma che dico? Ascoltiamo Allevi così non dobbiamo accendere il cervello, esoneriamo i giovani dall’uso della mente. Continuiamo a percorrere la via aperta dalla TV berlusconiana: quella si che è vitale, sebbene priva d’ispirazione…

  97. tralatro Allevi è un pallonaro grandioso…. pare sia stato variamente invitato a un confronto di improvvisazione con vari allievi di conservatorio su temi dati reciprocamente ed estemporaneamente…. ha sempre rifiutato… ma pare anche che dietro di lui ci sia una “grande donna avida”… quando hanno chiesto a Miles Davis perchè nei suoi ultimi album fosse così commerciale, quasi da marchetta, rispose testuale: perchè devo mantenere due amanti molto costose… dai continuiamo a invitarlo a qualche cimento serio

  98. Ma nel periodo del “novelty ragtime” mi pare ci fosse Gershwin.. e mi vuoi paragonarloa ad Allevi!? 😀

  99. Però, 306 commenti, 307 con il mio. Un risultato stupefacente. Mi dispiace il fatto che Allevi, con le sue stupidaggini, sarà senz’altro felicissimo di questo risultato.
    Ciao e sentiamoci presto
    Marco Ninci

  100. Gente come Allevi nella musica – e altri personaggi analoghi in letteratura – sono creati artificialmente dal sistema per degradare e abbruttire le arti :
    premiando e diffondendo la mediocrità, si abbassano gli standard richiesti per creare Bellezza e fruirne, si imbarbariscono le masse, si rallenta l’evoluzione spirituale degli esseri umani.

    Grazie per questo post, la qualità della musica va difesa da questi volgari sabotatori.

  101. A distanza di mesi, ho passato una serata a leggere gli interventi in questa discussione, alcuni più approfonditamente, altri più superficialmente, ma in generale li ho trovati assai interessanti e colti. Mi sono trovata d’accordo a volte coi sostenitori, e talvolta anche coi detrattori di questo fenomeno musicale che seguo, cercando di essere musicalmente obiettiva, dall’inizio. La prima volta che lo ho visto dirigere, anche a me ha ricordato Scannagatti… neanche un’ombra della classe che avevo ammirato nel maestro Abbado, ma l’armonia c’era nel suo rapporto con l’orchestra. Ho concluso che Allevi e la sua musica non possono e non devono essere messi “in competizione” con gli elementi fondanti della Musica Classica: anche se non liquiderei i tre Movimenti della Sinfonia così sbrigativamente, con i virtuosismi di Mariusz Patyra. Il nocciolo della questione credo stia tutto nella sua persona, che suscita sentimenti contrapposti, e a quanto pare mai l’indifferenza. Nella mia famiglia un pò di competenza musicale c’è, fatta di scuola e di approfondimenti personali: dopo anni di discussioni sono passata, io che continuavo ad apprezzarlo nonostante lo spregevole marketing che lo circonda, per il versante umano del personaggio che aveva saputo vincere le sue ansie, i suoi conflitti interiori trasformandoli in musica, dalla parte di chi sostiene che è un musicista pop. Non mi sembra un declassamento, solo una constatazione obiettiva: in questo ambito credo non dia fastidio a nessuno, e possa continuare a farsi periodicamente rapire dalla sua Strega. In questo ambito chi lo sostiene lo potrà trovare. In questo ambito potrà ugualmente essere di sprone ai giovani. Se poi raggiungerà una maturità artistica tale da farsi spazio in un diverso ambito, non saranno solo i numeri, o i pareri dei soloni del settore a dircelo: lo sarà il segno che lascerà nella Storia della Musica. Forse l’origine di tutte le polemiche sta nell’avere iniziato a celebrarlo troppo presto: la società contemporanea tende a creare troppi “eroi per un giorno”. Grazie a tutti voi ed al “padrone di casa” che ho visto sempre presente nelle discussioni, per avermi aiutato a farmi un’idea più chiara.

    • Comunque ribadisco il mio pensiero. Allevi …quello che è diventato più scemo di quanto già fosse perchè un grande musicista ha osato criticarlo? Perchè se stiamo parlando dello stesso soggetto , mi spiegate cosa c’ entra la musica? Ho già scritto quanto lo disprezzo. Semplicemente è allo stesso livello del “grande” tenore diversamente vedente.

  102. Io invece non condivido questo astio. E’ l’unica “nota stonata” in questo interessante dibattito. Che i media abbiano portato negli anni alla banalizzazione della cultura, non è una novità: ma la vera cultura, la vera musica, la vera arte continuano ad esistere e chi le cerca le trova. Gli altri non le avrebbero cercate comunque: credo si tratti di scelte, di volontà, di apertura mentale, anche ma non solo di opportunità. Ma questo è solo il mio parere, non ho fonti autorevoli da citare. Mirate al cuore, risparmiate il volto 🙂

    • Non so se lo conosci, ma prova a leggere la storia di Glenn Gould (ne ho anche scritto qui sul blog) e poi ascoltalo suonare le Variazioni Goldberg di J.S.Bach. Probabilmente capirai perchè a parlare di musica e musicisti e insieme di Allievi, si cade in un ossimoro che va oltre il paradosso.

  103. Aggiornamento. È apparsa oggi in rete queste recensione dell’ ultimo capolavoro discografico (ahahahahaaa) dell’ uomo con più capelli che talento.

    “Vi avevamo promesso la nostra recensione sull’ultimo, infausto capolavoro del Maestro, e siamo finalmente pronti a pubblicarla, sebbene con un po’ di ritardo. Diciamo subito che di un ennesimo disco di musiche natalizie proprio non se ne avvertiva la necessità: poi, interpretate dall’uomo con più capelli che talento, meno che mai. Ma tant’è: noi siamo nati per soffrire e lui ha un ufficio stampa da mantenere, e quindi ecco un altro capolavoro discografico, pompato e strombazzato da stampa, radio e TV a reti unificate. Ma passiamo direttamente ai pezzi, dal momento che l’album presenta una frammentarietà di fondo che nemmeno il tema comune del Natale riesce a mitigare. Molti di essi, come il preludio della prima suite per violoncello di Bach, il primo preludio del volume uno del CBT (per gli zotici “Ave Maria di Gounod”), o il Te Deum di Charpentier, hanno a che fare con il Natale tanto quanto il sale nel caffè, per cui supponiamo una volontà di completare l’album aggiungendo qualche pezzo random. L’arrangiamento in questi brani è abbastanza risibile, soprattutto nel caso del Te Deum che praticamente viene sviscerato nel suo contenuto per ottenere un ibrido tra un pezzo clavicembalistico da secondo anno mal eseguito e un’improvvisazione da jazzisti perfezionatisi alla Scuola Radio Elettra di Torino, mischiando nel modo più casuale i due elementi. Passando ai brani più tradizionalmente natalizi, abbiamo notato in alcuni di essi una certa ritmicità ricorrente, in pratica un samba per tossici ubriachi nella peggiore favela di Caracas: parliamo di Jingle Bells, O Tannenbaum, Feliz Navidad, Auld Lang Syne (probabilmente il peggiore pezzo della raccolta); la menzione speciale va senz’altro a Silent Night, presente in due versioni: una tradizionale e una “progressive rock” (non ridete, ok?). La prima versione sembra una marcia funebre in cui i parenti che seguono il feretro si tagliano le vene con cocci di vetro affilati: alegria do Brasil. La versione “progressive rock”, invece, è definita tale perché il nostro si è inventato un accompagnamento ostinato in semi-minore alla mano sinistra, in opposizione alla melodia in maggiore; il Maestro, a suo dire, la ritiene una genialata da fenomeno, ma in realtà è una caciara inutile e ridicola. Per dirla con Nostro Signore, la sinistra non sappia cosa fa la destra, anche considerato che andrebbero amputate entrambe. Tra l’altro “Silent Night” la incise pure Keith Emerson, con risultati ovviamente ben diversi. Insomma, benché lontano da veri e propri aborti musicali come Alien o Evolution, questo album è comunque degno di essere inserito tra le opere peggiori di Allevi, una specie di contentino commerciale dato dall’assenza di un album “a tema”. Il fanalino di coda è rappresentato, come detto prima da Auld Lang Syne e dai due Silent Night. A nostro avviso, invece, il pezzo più riuscito è Greensleeves, il quale comunque non è degno del migliore Allevi. -S. e [A.]

    • Vedo con soddisfazione che la soluzione che proposi anni fa, e che venne criticata dalle anime belle, ossia il taglio delle mani, comincia a trovare consensi.
      Ci sarebbe anche il taglio dei piedi di Lang Lang, funzionale a un minor uso del pedale. Una volta che si assolda il boia, sarebbe un peccato non approfittarne.

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