Jazzopen Stuttgart – Lang Lang, Dee Dee Bridgewater e la RSO Stuttgart des SWR

Foto ©Opus GmbH/Reiner Pfisterer
Foto ©Opus GmbH/Reiner Pfisterer

La rassegna Jazzopen Stuttgart, che celebra quest’ anno il ventesimo anniversario, è considerata tra i maggiori appuntamenti jazzistici europei. Nel corso dei due decenni di attività, la manifestazione ha ospitato i maggiori esponenti del jazz e del rock, come ad esempio Ornette Coleman, Al Di Meola, B. B. King, Herbie Hancock, Jean Luc Ponty, Lenny Kravitz, Wynton Marsalis, Carlos Santana e Sonny Rollins, solo per fare qualche nome. Anche quest’ anno il cartellone prevede appuntamenti di altissimo livello, ulteriormente impreziositi dalla presenza di un’ autentica leggenda musicale come Lee Konitz, che riceverà il premio “German Jazz Trophy” nel corso della serata conclusiva. Sono andato ad assistere a quello che per me, ascoltatore saltuario di jazz senza pretese di competenza approfondita, era il concerto più interessante del festival. Si trattava dell’ esibizione di Lang Lang e Dee Dee Bridgewater insieme alla Radio-sinfonieorchester Stuttgart des SWR diretta da Stéphane Denève, serata culminante degli appuntamenti open air nell’ Ehrenhof des Neuen Schlosses in Schlossplatz, la piazza centrale di Stuttgart. Un appuntamento attesissimo dagli appassionati per la presenza di due artisti considerati autentiche icone dei rispettivi generi musicali. Lang Lang è infatti uno dei musicisti classici più popolari del momento e Dee Dee Bridgewater, con i suoi più di quarant’ anni di attività insieme ad artisti del livello di Sonny Rollins, Dizzy Gillespie, Dexter Gordon e Max Roach, è una delle ultime leggende viventi della vocalità jazzistica internazionale, considerata da molti l’ autentica erede di Ella Fitzgerald. Un incontro quindi tra due mondi musicali solo in apparenza antitetici, pechè i legami tra il jazz e la musica classica esistono e, del resto, molti jazzmen hanno una formazione classica, conoscono bene  questo tipo di repertorio e sono in grado di parlarne in modo competente.

La serata era divisa in due parti e nella prima di esse Dee Dee Bridgewater si è esibita insieme al quintetto di Ramsey Lewis, settantottenne pianista e compositore nativo di Chicago, anche lui appartenente ai miti della scena jazzistica, con i suoi più di ottanta album insigniti di sette Golden Records e tre Grammy Award. Oltre alle canzoni eseguite insieme a Dee Dee Bridgewater, che ha sfoderato tutta la sua energia e i virtuosismi vocali che la hanno resa famosa, Ramsey Lewis ha eseguito insieme alla sua band formata da Henry Johnson (chitarra), Mike Logan (tastiere), Joshua Ramos (basso) e Charles Heath (batteria) alcuni brani del repertorio funky e gospel come “Precious Lord, take my Hand”, inno amatissimo da Martin Luther King. Al centro dell’ esibizione del quintetto, una lunga improvvisazione davvero elettrizzante per il virtuosismo creativo dei musicisti. In chiusura della prima parte, Dee Dee Bridgewater ha eseguito, insieme al pianista portoricano Edsel Gomez, uno dei suoi primi collaboratori, altri due brani chiudendo con “I can’ t help”, celebre canzone scritta da Stevie Wonder per Michael Jackson.

Stéphane Denève e Dee Dee Bridgewater dopo l' ultima prova del concerto
Stéphane Denève e Dee Dee Bridgewater dopo l’ ultima prova del concerto

Nella seconda parte è entrata in scena la RSO des SWR diretta da Stéphane Denève, che in apertura ha eseguito “An American in Paris” di George Gershwin. Splendida direzione, ricca di colori e vivacità ritmica, e grande prestazione dell’ orchestra, apparsa davvero in forma smagliante. Dopo questo brano, era il turno di Lang Lang, con l’ Andante Spianato e Grande Polacca op. 22 e il Valzer in mi bemolle maggiore op. 18 di Chopin. Il pianista cinese, oltre alle indiscutibili qualità di showman che lo hanno reso popolarissimo in tutto il mondo, possiede una tecnica strumentale decisamente  ragguardevole nell’ agilità brillante, forse un po’ meno in quella di forza. Il suo Chopin elegante, salottiero e ricco di cantabilità è indubbiamente apprezzabile, soprattutto in brani come quelli da lui eseguiti. È inoltre un musicista che ha un’ ottima familiarità con il repertorio crossover e quindi la parte culminante del concerto, nella quale lui e Dee Dee Bridgewater si esibivano insieme per la prima volta, ha rivelato una perfetta intesa nel modo di far musica dei due artisti. La cantante di Memphis ha eseguito da par suo due celebri brani del repertorio musical: “My favorite Things” di Rodgers e Hammerstein, dal celebre “The sound of music”, conosciuto da tutti per l’ interpretazione di Julie Andrews nella versione cinematografica, e “Somewhere over the rainbow” di Harold Arlen ed E. Y. Harburg, resa famosa da Judy Garland che la cantava nel film “The Wizard of Oz”. Lang Lang ha poi proseguito la sua esibizione con una splendida esecuzione del movimento finale del Concerto in sol di Ravel e una morbida e sfumata interpretazione del Notturno op. 55 n° 2 di Chopin, seguita da una trascinante lettura della Rhapsody in Blue di Gershwin, davvero elettrizzante per la carica emotiva e virtuosistica messa in mostra dal pianista e dalla RSO des SWR sotto la direzione impeccabile di Denève, che ha fatto scattare in piedi in un applauso entusiastico i quasi cinquemila spettatori che gremivano la Ehrenhof. In chiusura di programma, altre due canzoni eseguite da Dee Dee Bridgewater insieme a Lang Lang e all’ orchestra: “Let’s Do It, Let’s Fall in Love”, scritta nel 1928 da Cole Porter per il musical “Paris”, il suo primo grande successo a Broadway, e “Stairway to the Stars”  di Matty Malneck and Frank Signorelli, su un testo di Mitchell Parish, un omaggio a Ella Fitzgerald che di questa canzone aveva fatto uno dei suoi hits più amati. Esecuzioni anche in questo caso perfette e ricche di carica espressiva, a concludere in modo adeguato una serata davvero piacevolissima, che ci ha regalato due ore e mezza di autentico divertimento.

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4 pensieri su “Jazzopen Stuttgart – Lang Lang, Dee Dee Bridgewater e la RSO Stuttgart des SWR

  1. Anche se ho seguito soltanto in streaming il concerto, ho provato le stesse elettrizzanti sensazioni di voi presenti nella piazza. Tra l’altro, audio perfetto cosi’ come le immagini e la regia televisiva.

    • Esattamente. Un bell’ esempio di serata leggera e divulgativa fatta con gusto, altro che le schifezze areniane della RAI!

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