Alida Ferrarini

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Il mondo della lirica piange la scomparsa del soprano Alida Ferrarini, soprano veronese che fu una delle cantanti italiane più apprezzate nell’ ultimo scorcio del Novecento. Nata a Villafranca di Verona, Alida Ferrarini aveva studiato con Enzo Cecchettelli al Conservatorio “E. F. Dall’ Abaco” di Verona. Dopo aver vinto il concorso “Toti Dal Monte” al Teatro Comunale di Treviso, debuttò a Bergamo il 15 ottobre 1974 come Mimí nella Bohéme, coprodotta con il teatro trevigiano. A Treviso la Ferrarini ottenne alcuni tra i successi più significativi nei suoi primi anni di carriera, interpretando Leila nei Pescatori di Perle , Lucieta nei Quatro Rusteghi, Nannetta in Falstaff e Amina in Sonnambula. Tra le affermazioni più significative della sua carriera, vanno ricordate le recite di Elisir d’ amore accanto a Luciano Pavarotti alla Scala, alla Wiener Staatsoper e al Comunale di Bologna e il grande successo personale ottenuto come Micaela nella Carmen che inaugurò la stagione 1984/85 della Scala, sotto la direzione di Claudio Abbado e accanto a Shirley Verrett, Placido Domingo e Ruggero Raimondi. Oltre ad Adina e Micaela, eseguita 160 volte, i ruoli nei quali riscosse i maggiori consensi furono quello di Gilda, con cui fece il suo debutto al Covent Garden nel 1984, e quello di Norina nel Don Pasquale, oltre alla sua struggente interpretazione di Liù in Turandot.

Dopo venticinque anni di carriera ad altissimi livelli, Alida Ferrarini sparì quasi di colpo dalle scene teatrali, e non se ne capì bene la ragione. Probabilmente era passata di moda: di fronte all’ affermarsi delle moderne soubrettine dal fisico da pin up e dalle voci di cornacchie sfiatate, il suo professionismo e la sua scrupolosa preparazione potevano essere considerati demodé. Lei semplicemente ne prese atto, e si ritirò in buon ordine dedicandosi all’ insegnamento. Personalmente, avendola ascoltata tante volte dal vivo, ricordo la cristallina dolcezza del suo timbro, messo in rilievo da una tecnica di livello eccellente. Musicalissima e scenicamente vivace, fu un’ artista che portò avanti la tradizione dei soprani italiani specialisti del repertorio lirico e brillante, che nel dopoguerra era stata esemplificata ai livelli più alti da Alda Noni e Graziella Sciutti. Alida Ferrarini fu una degna continuatrice di questa scuola, e le sue interpretazioni resteranno tra le migliori degli ultimi decenni in questo repertorio. La notizia della sua scomparsa è stata colpevolmente ignorata dai media italiani e qui, benchè indegnamente, io voglio lasciare il mio personale omaggio a una cantante che è sempre stata un esempio di grandi qualità artistiche ed esemplare professionalità.

Di seguito, pubblico queste dichiarazioni commemorative rilasciatemi da alcuni di coloro che ebbero modo di conoscerla e lavorarci insieme.

Il ricordo del giornalista triestino Rino Alessi:

Alida Ferrarini era una cantante ammirevole, una serissima professionista che, una volta scelto il suo repertorio, ha saputo essergli fedele. Era anche una donna gentile, ma aveva il suo caratterino. Quando, a un certo punto, il suo agente non la sostenne più, forse perchè era un po’ passata di moda, decise di chiudere sull’istante, e non credo abbia avuto rimorsi. A Palermo la sentii in Despina di “Così fan tutte”, che non volle più ripetere, perchè non ci si sentiva a suo agio. A pranzo con lei e un amico comune, Max René Cosotti, raccontai che una loro collega scozzese nel corso di un’intervista non mi offrì nemmeno un bicchiere d’acqua o un caffè. Cosa molto rara. Alla fine, senza farsene accorgere, fu lei, Alida, a offrirci il pranzo. Oltretutto una signora e pure spiritosa.

Ecco la dichiarazione rilasciatami da Alfonso Antoniozzi:

La meraviglia di Alida consisteva nella semplicità, un talento che l’ accompagnava sulla scena e nella vita. Sulla scena, perché riusciva a darti l’ impressione che cantare fosse la cosa più facile e naturale del mondo. Nella vita, perché lasciato il costume in camerino e tolti la parrucca e il trucco riusciva ad essere, semplicemente, Alida. Anche quando aveva eclissato Turandot con le due arie di Liù. Anche quando si fermava il teatro dopo l’ aria di Micaela nella Carmen. Alida è stata un’ artista straordinaria che ha sempre regalato al pubblico tutta sé stessa, e il pubblico la ricambiava ad ogni recita. Il mondo della lirica, colpevole di averle ingenerosamente chiuso le porte improvvisamente e troppo presto, perde oggi una grande cantante e una persona rara. Credo che la misura dell’ affetto di colleghi e pubblico alla notizia della scomparsa di Alida sia data da questo: a tutti noi, nel leggere la notizia, il cuore ha saltato un battito. Ecco, se ciascuna delle nostre vite di artisti riuscisse a provocare questa reazione quando ce ne andiamo, allora non ci siamo sbattuti invano. Il resto, poco conta.

Così la ricorda il soprano modenese Cristina Barbieri.

Ho conosciuto la Signora a Verona, ero li per un’ audizione e cantavo Liù. Mi raggiunse in camerino, mi sorrise e disse “molto bene”. Rimasi di sale, perchè lei era una delle cantanti più affermate in quel repertorio e molto nota. La ringraziai molto, le chiesi se avesse dei suggerimenti e lei mi disse: “Va bene così,vedrai che ci incontreremo presto su qualche palcoscenico”. Fu molto gentile, le chiesi se potevo abbracciarla e ci salutammo. Fu un incontro fugace ma per me molto importante. Avevo ascoltato molto le sue interpretazioni, la sua voce cristallina e fresca era per me un riferimento. Bravissima scenicamente,  univa la grande duttilità vocale a una simpatia rara che traspariva in ogni suo ruolo. Una piccola grande donna che mancherà a tutti noi e soprattutto alla lirica italiana. Non amo scrivere dei morti, perchè credo che le persone vadano onorate in vita, post mortem non serve a molto ma faccio volentieri questa eccezione, perchè la sua scomparsa mi ha colto impreparata e non sapevo nulla della sua malattia.

Infine, la dichiarazione rilasciatami dal regista e scenografo Ulisse Santicchi, che la diresse in numerosi spettacoli:

Sono addolorato, e non potrebbe essere altrimenti. Alida oltre ad essere la grande Artista che era è sempre stata più che una persona, un’ Anima dolce, che si donava con amore. Ho avuto la fortuna di lavorare con lei in diverse produzioni; la sua semplicità, il suo essere disponibile con tutti erano pari alla sua grandezza d’ Artista. Ci mancherà….anzi, già ci manca.

Ricordiamo Alida Ferrarini con questo video in cui possiamo ascoltarla come Adina, una delle sue interpretazioni più ammirate. Con lei canta il grande Carlo Bergonzi, in un concerto al Bolscioi di Mosca del 1989.

Qui invece l’ aria di Micaela dalla Carmen, tratta da una recita del maggio 1982 al Teatro Nacional de la Zarzuela di Madrid.

Ciao Alida, e che la terra ti sia lieve!

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14 pensieri su “Alida Ferrarini

  1. Anch’io solo oggi, grazie a Facebook ho appreso della scomparsa di Alida. Di lei ho un ricordo bellissimo sia come cantante sia come donna. Artista di talento e maestra di vita. Prima di dedicarsi alla “lirica” ha avuto alla fine degli anni Sessanta, primi anni Settanta una felicissima esperienza nella musica leggera e come tale è citata in alcune enciclopedie della nostra canzone.
    A lei sono grato anche per tutte le volte che è intervenuta ai miei spettacoli portandovi il sale e le spezie della sua personalità e la cristallina sonorità della sua voce.
    Daniele Rubboli

  2. Da semplice concittadina un semplice pensiero a te carissima Alida …lascierai un ricordo indelebile nei cuori di chi ti ha conosciuta….Grazie Paola Prezzi

  3. Cara, carissima Alida. Donna gentile dalla voce splendida per colore, dolcezza, cuore e perfezione tecnica. Ti scrivo da Fano, dalla casa le cui pareti conservano ancora le note indimenticabili di te giovanissima. Ore e giorni trascorsi a ripassare e fare vocalizzi prima del Concerto alla Sala Morganti, che il tuo maestro Enzo, mio padre, volle proporre alla propria città per far conoscere i suoi allievi del veronese Conservatorio Dall’ Abaco. Qui mi limito a un solo ricordo dei tanti: al termine di “O mio babbino caro” il tuo maestro aveva gli occhi lucidi, molto lucidi; io solo la pelle d’oca. Ti scriverò ancora e sempre ti avrò nei miei pensieri. Perché nonostante tutto questa fottutissima vita ogni tanto ci lascia ricordi immensi. Ciao Alida. Di’ ai tuoi famigliari che li abbraccio forte forte e spero ti ricordare con loro altre immensità di te. Giuliano Cecchetelli – giulicecco@libero.it

  4. Grazie Mozart di aver ricordato Alida Ferrarini; inutile dire che la bellezza del suo canto, il suo porgere gentile la frase, gusto, tecnica d’altri tempi, rimarrà tra i miei ricordi più cari; tra gli altri il suo Oscar nel Ballo in maschera.

    • La vidi anch’ io come Oscar, a Treviso nel 1976 accanto a Vincenzo Bello, Ghena Dimitrova e Antonio Salvadori. Questi erano i cast della provincia di quei tempi…

  5. Tutto riusciva facile ad Alida. In sede di prova le bastava il suggerimento, appena accennato, di una nota , di una sfumatura di colore, di una sottolineatura interpretativa: lei immediatamente adattava ai suoi mezzi ed eseguiva con precisione assoluta. Sì, certo, un talento naturale di musicalità e vocalità, di quelli che raramente s’affacciano sui palcoscenici. Ma anche tanto studio e dedizione e rigore e disciplina. Tutte miscelate ti restituivano suoni pieni, morbidi, limpidi, caldi. E tu sentivi dentro un friccicore. Così Alida ti prendeva l’anima. Grazie Alida.

  6. Sono un appassionato di lirica e frequento il teatro da oltre vent’anni, ho avuto modo di ammirare la Grande Alida Ferrarini in due occasioni al Teatro Politeama di Palermo, nel 1995 come Micaela: ricordo che la vidi per circa 12 recite, ogni sera catalizzava il teatro dopo la famosa aria “je dis que rien…” il pubblico impazziva per lei, anche perché LEI salvò lo spettacolo, gli altri lasciavamo molto a desiderare, che freschezza, che classe dava al personaggio, una Micaela che ha lasciato il segno; nel 96 tornò come Despina, anche li una grande interpretazione e non lasciava trasparire, come ho letto in altri commenti, il disagio che provava in quel personaggio, anche li una fresca e divertente interpretazione, poi ti colpò sparì. PECCATO, aveva ancora molto da dare, e poi la ricordo una donna molto semplice e tanto simpatica.
    Ciao Alida!!

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