Khatia Buniatishvili a Stuttgart

Khatia Buniatishvili durante il concerto alla Liederhalle
Khatia Buniatishvili durante il concerto alla Liederhalle

Avevo sentito parlare molto in questi ultimi tempi di Kathia Buniatishvili, ventiseienne pianista georgiana formatasi dapprima in patria e poi alla Musikhochschule di Vienna, che dopo il suo fulminante debutto al Klavierfestival Ruhr nel 2009 ha iniziato una carriera internazionale che in pochissimo tempo l’ ha portata a esibirsi in tutte le più prestigiose sale da concerto del mondo come la Wigmore Hall di Londra, la Carnegie Hall di New York e il Musikverein di Vienna. A questo si aggiunga un contratto esclusivo con una firma di prestigio come la Sony-BMG, per la quale la giovane pianista ha inciso due album, dedicati rispettivamente a Liszt e Chopin, il primo dei quali le ha fatto ottenere il prestigioso premio discografico ECHO Klassik-Preis 2012 come Nachwuchskünstlerin des Jahres (giovane artista emergente dell’ anno). Mi ero pertanto ripromesso di non mancare al suo recital solistico alla Liederhalle, per la stagione concertistica organizzata dalla StuttgartKonzert. Ne valeva la pena, perchè si è trattato di una serata davvero di eccellente livello, con alcuni momenti assolutamente entusiasmanti.

Sebbene abbia cominciato a tenere concerti in giovanissima età Khatia Buniatishvili, che vive a Parigi e parla cinque lingue, non si è mai considerata una bambina prodigio e ha cercato di approfondire le sue capacità interpretative attraverso lo studio delle incisioni dei grandi pianisti storici. In diverse interviste, ha dichiarato la sua ammirazione per i dischi di Richter, Horowitz e Gould e soprattutto per l’ arte di Martha Argerich, che considera un vero e proprio modello a cui ispirarsi.  Da quello che si è ascoltato, siamo in presenza di una pianista che possiede una musicalità e una personalità interpretativa davvero di primissimo ordine, oltre a una preparazione tecnica assolutamente fenomenale, da autentica virtuosa della tastiera, che le consente di sfoggiare effetti spettacolari anche nelle pagine più rischiose.

La prima parte del concerto alla Mozartsaal nella Liederhalle era dedicata a Chopin, autore con cui la Buniatishvili ottenne nel 2008 la consacrazione definitiva a promessa del concertismo con la medaglia di bronzo alla dodicesima edizione dell’ Arhur Rubinstein Piano Competition di Tel Aviv, unita al Pnina Salzman Prize per la migliore esecuzione chopiniana e all’ Isrotel “Audience Favorite” Prize. Nella Sonata op. 35, la pianista georgiana ha messo in mostra un magnifico senso della forma e una dinamica di tocco ampia e variata. Bellissima l’ atmosfera di drammatica concitazione nei primi due movimenti, e davvero da manuale la Marcia Funebre, con una sezione centrale di cantabilità intensa e struggente, tutta tenuta su tinte traslucide e raffinate. Nel Finale, impressionante la sicurezza nell’ uso del pedale e l’ assoluta padronanza tecnica. La Ballata N° 4 in fa minore op.52 era caratterizzata da splendidi colori a pastello, con una paletta dinamica meravigliosamente cesellata nei minimi particolari, e un fraseggio nobile ed eloquente, davvero notevole per respiro ed intensità melodica. Accesa e ricca di fervore la lettura della celebre Polacca in la bemolle maggiore op. 53, resa dalla Buniatishvili con un fraseggio perfetto nella sua espressività, senza mai cadere nella retorica.

Ma i momenti migliori della serata si sono avuti nella seconda parte, a iniziare dai tre Lieder schubertiani trascritti da Liszt. Esecuzioni di altissimo livello, che mi hanno definitivamente convinto della doti da autentica fuoriclasse che questa ragazza possiede. Magnifica la dolcezza melodica ricca di mestizia in “Ständchen” e assolutamente sensazionale, per il tono appassionato e la bellezza dei colori, “Gretchen am Spinnrade”, preso a un tempo leggermente più lento di quello che si ascolta di solito, e reso con sfumature melodiche davvero da interprete di altissima classe. Di pari livello “Erlkönig”, intensissimo per drammaticità e passionalità espressiva, con ottave superbe per bellezza e compattezza di suono, e avvincente nell’ atmosfera di tragicità disperata che la Buniatishvili è stata in grado di creare. Tre splendide interpretazioni, davvero tra le migliori che io abbia mai udito di questi brani.

A chiusura del programma, i Trois mouvements de Petrouchka di Strawinsky, una delle pagine pianistiche più ostiche del repertorio, pensata dall’ autore per i fenomenali mezzi tecnici di Arthur Rubinstein, a cui il lavoro è dedicato. E qui Khatia Bunistishvili ha sfoderato tutte le risorse della sua tecnica veramente fuori del comune per un’ esecuzione che è apparsa assolutamente esemplare per energia, intelligenza nella scelta dei tempi e capacità di variare le atmosfere sonore. Davvero pirotecnica la resa de “La semaine grasse”, in un turbinio di colori sfavillanti e di numeri virtuosistici davvero di alta scuola. Trionfo finale e tre bis, dei quali assolutamente sbalorditivo era il secondo, il “Precipitato” finale della Settima Sonata di Prokofiev, preso a una velocità assolutamente pazzesca e rischiosissima, con un’ energia forsennata e ottave balenanti, il tutto reso con una sicurezza virtuosistica incredibile. Siamo in presenza di una ragazza che unisce una preparazione tecnica fuori del comune a un cervello musicale veramente di prim’ ordine e che, stando a quello che ho ascoltato, ha tutte le qualità per diventare una delle personalità pianistiche dominanti nei prossimi anni. Speriamo davvero di poter riascoltare Khatia Buniatishvili al più presto.

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6 pensieri su “Khatia Buniatishvili a Stuttgart

  1. Interessantissimo il confronto , a tuo avviso,rispetto a queste due diversissime interpretazioni, ove si colloca la Buniatishvili ?

    • Tecnica molto più solida e spettacolare. Nella sua esecuzione il brano dura due minuti e mezzo scarsi. Credo che fosse a 300 circa di metronomo, rispetto ai 200 di quasi tutte le incisioni che io conosco.

  2. avevo dimenticato di inviare l’interpretazione di Pollini, che mi sembra piu’ veloce di Lang lang

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