“Stille Feste” – L’ addio di Helmuth Rilling alla Bachakademie

Foto: Holger Schneider
Foto: Holger Schneider

Con l’ ultimo degli Akademiekonzerte della stagione alla Liederhalle, Helmuth Rilling si è congedato dal pubblico di Stuttgart e dall’ istituzione da lui fondata nel 1981. Superfluo ricordare ancora una volta cosa abbia rappresentato nella vita musicale della città l’ Internationale Bachakademie, alla quale Rilling ha dedicato tutta la sua vita di musicista ed educatore, fino a farla diventare una delle istituzioni di punta nel mondo musicale tedesco. Il passaggio ufficiale delle consegne avverrà la sera del 24 agosto con la cerimonia dello Stabwechsel. Alla presenza del presidente della Repubblica Federale Joachim Gauck, il maestro consegnerà simbolicamente la bacchetta al suo successore Hans-Cristoph Rademann, durante un concerto nel quale verranno eseguite due Cantate di Bach, la prima diretta da lui e la seconda dal nuovo direttore della Bachakademie. Nel frattempo, Rademann e il nuovo Intendänt Gernot Rehrl hanno presentato alla stampa il programma completo della Musikfest 2013 e della prossima stagione. Un cartellone di altissimo livello come intelligenza di proposte e qualità artistica, con il quale la Bachakademie conferma la sua posizione di primissimo piano tra le istituzioni concertistiche, non solo in Germania. Il programma completo della Musikfest Stuttgart 2013 può essere consultato QUI. Per quanto riguarda il cartellone 2013/14 degli Akademiekonzerte, Rademann ha scelto di integrare la serie delle serate in abbonamento con una serie di tre appuntamenti intitolata “Sakral Modern”, dedicata alla musica sacra del Novecento, in collaborazione con la Radio-sinfonieorchester Stuttgart des SWR. Da segnalare anche la presenza, nel programma dei concerti in abbonamento, di due direttori ospiti di altissimo livello come Masaki Suzuki e Jeffrey Tate.

Per la serata del congedo di Rilling, il pubblico di Stuttgart è accorso in massa alla Liederhalle, a tributare il suo omaggio a quella che è stata una figura decisiva nello sviluppo della vita musicale della città. A sottolineare il carattere eccezionale della serata c’ era anche la presenza  al leggio di Konzertmeister del Bach-Collegium Stuttgart di Wolf-Dieter Streicher, primo violino della Staatsorchester Stuttgart e dell’ orchestra del Bayreuther Festspiele. In una nota introduttiva sul programma di sala. Helmuth Rilling ha spiegato le ragioni che lo hanno guidato nella scelta dei brani da eseguire. Al posto di Bach, già più volte eseguito nel corso della stagione, il maestro ha preferito scegliere altri due autori da lui prediletti come Brahms e Mendelssohn, insieme a una nuova composizione celebrativa scritta da Wolfgang Rihm, uno dei massimi compositori del nostro tempo, che ha più volte collaborato ai progetti dell’ Akademie ed è legato a Rilling da una lunga amicizia personale. il filo conduttore che legava le tre composizioni in programma era rappresentato dai testi poetici. Si trattava infatti di tre lavori scritti nell’ anno 1799 da Schiller, Novalis e Goethe. Il distico schilleriano Nänie fu musicato da Brahms nel 1881 per commemorare la scomparsa di un amico, il pittore Anselm Feuerbach. Si tratta di un lavoro di carattere introspettivo, una meditazione intensa e concentrata sulla caducità della vita. Perfetta l’ interpretazione di Rilling, ispirata e commossa nel fraseggio e certosina nella sottolineatura delle sfumature. Ancora una volta, da lodare senza riserve la prova della Gächinger Kantorei, complesso corale che non finisce di sorprendermi per la morbidezza degli impasti sonori e la straordinaria precisione nell’ articolazione, che permette davvero di capire ogni parola del testo. A seguire, la nuova composizione di Wolfgang Rihm, che per la circostanza ha scelto di musicare una poesia di Novalis indicata nei testi di letteratura tedesca come Das Lied der Toten, ideata come allegato alla seconda parte del romanzo Heinrich von Offerdingen, mai completato dall’ autore. “Lobt usere stille Feste”, recita il primo verso di questa composizione, anch’ essa caratterizzata da un tono introverso e meditativo. La realizzazione musicale di Rihm sottolinea perfettamente le atmosfere proposte dal testo, e si fa apprezzare per la preziosità della scrittura trumentale, tutta basata su tinte sfumate, e per l’ attenzione assoluta ai valori fonici della parola. Un brano davvero piacevole all’ ascolto, assolutamente alieno da complicazioni, scritto in maniera magistrale per il coro e che potrebbe davvero essere inserito stabilmente nel repertorio concertistico. Assolutamente ideale l’ esecuzione, salutata da caldissimi applausi all’ autore.

Foto: Holger Schneider
Foto: Holger Schneider

La seconda parte era di tono radicalmente diverso. Rilling infatti ha scelto come terzo brano della serata Die erste Walpurgisnacht op. 60 di Mendellsohn, splendido affresco per soli, coro e orchestra sul testo dell’ omonima ballata di Wolfgang Goethe, composto dal musicista nel 1832 durante il suo soggiorno in Italia. Una composizione di tono acceso e drammatico, con passaggi di intenso, serrato e severo splendore corale e sinfonico. Assolutamente ideale l’ interpretazione che ne ha dato Rilling, ricca di slancio drammatico e fervore espressivo, con fraseggi orchestrali e corali splendidi per equilibrio e respiro melodico. Buona anche la prova dei tre solisti, il contralto Anke Vondung, il tenore Dominik Wortig e il baritono Michael Nagy. Trionfo di pubblico alla conclusione, per questa serata che ha veramente concluso un’ epoca nella vita musicale di Stuttgart. Ma Helmuth Rilling ha promesso di non abbandonare del tutto la Bachakademie e ha confermato la sua presenza sul podio per un concerto nell’ ottobre 2014.

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