Omaggio a Wagner della RSO Stuttgart des SWR

Dopo il trionfale successo della tournée in Asia, la Radio-sinfonieorchester Stuttgart des SWR ha presentato, nell’ ottavo concerto del ciclo in abbonamento alla Liederhalle, un programma dedicato a musiche di Richard Wagner. Doveva essere Neeme Järvi a dirigere la serata di  omaggio al bicentenario della nascita del compositore di Lipsia, ma il direttore estone ha dovuto rinunciare per motivi di salute. Al suo posto è stato invitato Asher Fisch, cinquantatreenne musicista israeliano che, dopo i suoi esordi come assistente di Daniel Barenboim alla Staatsoper unter den Linden, ha intrapreso una carriera internazionale di ottimo livello, che lo ha portato a dirigere in diversi teatri d’ opera importanti e presso le più rinomate orchestre sinfoniche europee e americane. Da quel che si è ascoltato in questa occasione, si tratta di una bacchetta esperta e competente, tecnicamente in regola e in grado di gestire al meglio tempi e dinamiche, oltre che interprete di buona personalità.

Le due parti del programma erano dedicate rispettivamente ai lavori giovanili di Wagner e a una selezione dei brani sinfonici più popolari presenti nel Ring der Nibelungen. In apertura, l’ Ouverture di Das Liebesverbot oder die Novize von Palermo, la seconda opera di Wagner e prima ad essere messa in scena. La partitura, composta da un Wagner ventitreenne subito dopo la sua nomina a Musikdirektor del Magdeburger Theater, pur non essendo sicuramente all’ altezza delle composizioni maggiori dell’ autore, rivela una bella mano per gli effetti strumentali e interessanti soluzioni di scrittura. L’ Ouverture, con il suo folgorante inizio affidato alle percussioni, è uno dei brani più interessanti per freschezza di ispirazione e invenzione melodica. Molto bella la lettura incisiva e piena di slancio che ne ha dato Asher Fisch, con sonorità sfavillanti e ritmi ben sottolineati. A seguire, la Sinfonia in do maggiore, unico tentativo compiuto di Wagner nell’ ambito di questo genere. Composta nel 1832, eseguita prima a Praga e poi a Leipzig, fu ripresa dall’ autore negli ultimi anni della sua vita, quando la diresse, dopo che la partitura smarrita era stata ritrovata e revisionata da Anton Seidl, la vigilia di Natale del 1882 al Teatro La Fenice, come regalo natalizio per Cosima. Fu questa l’ ultima volta che Wagner si esibì in pubblico come direttore d’ orchestra. Dal punto di vista musicale, si tratta ovviamente di un lavoro di apprendistato, che rivela influenze di scrittura orchestrale mutuate soprattutto dallo studio delle partiture di Beethoven e Mendelssohn. La pagina a mio avviso più interessante come livello di ispirazione è il secondo movimento, un Andante in la minore basato su due idee melodiche molto ispirate, soprattutto la prima, di chiaro sapore schubertiano. Ad ogni modo, come documento della formazione di Wagner e dell’ evoluzione del suo stile, tutto il lavoro offre diversi motivi di interesse. Ottima l’ esecuzione, diretta da Asher Fisch con bella consapevolezza stilistica e fraseggi orchestrali molto ben calibrati.

Naturalmente, il pubblico della Liederhalle attendeva la seconda parte con i brani sinfonici del Ring nei quali la RSO des SWR ha offerto una prestazione di livello davvero superbo, guidata in modo eccellente da Fischer, che è riuscito a trarre dal complesso sonorità e fraseggi di altissima qualità. Grandiosa l’ Entrata degli Dei nel Walhall, padina che chiude Das Rheingold e splendida la delicatezza e la varietà di colori esibite dall’ orchestra nel Waldweben dal Siegfried. Ma le cose più pregevoli della serata si sono ascoltate nei due brani dalla Götterdämmerung. In particolare, l’ esecuzione della Marcia Funebre ha permesso all’ orchestra di esibire tutto lo splendore sinfonico di cui è capace, con una prova maiuscola degli ottoni, magnifici per purezza di suono, squillo ed espansione. Asher Fisch ha saputo sfruttare questi aspetti per una lettura davvero notevole nella sua plasticità di fraseggio e accuratezza di dinamiche.  Conclusione spettacolare con la celebre Cavalcata delle Walkirie, anch’ essa suonata in maniera davvero eccellente e salutata da un vero trionfo di pubblico.

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