Osterfestspiele Baden-Baden 2013 – I concerti sinfonici

Andris Nelsons e Maxim Vengerov. Foto ©Stephanie Schweigert
Andris Nelsons e Maxim Vengerov. Foto ©Stephanie Schweigert

Oltre all’ allestimento operistico, le serate di punta dell’ Osterfestspiele dei Berliner Philharmoniker, trasferitosi quest’ anno da Salzburg a Baden-Baden, sono costituite dai tre concerti sinfonici. Per l’ appassionato di musica, è davvero un’ occasione imperdibile quella di poter assistere in una settimana a tre serate con il formidabile complesso berlinese, che anche in questa occasione ha messo in mostra tutte le qualità che ne fanno una delle massime formazioni sinfoniche a livello mondiale. Sono state tre serate di vero godimento sonoro, di grande musica eseguita al massimo livello qualitativo possibile davanti a un pubblico entusiasta, convenuto da ogni parte del mondo. Seguendo una tradizione inaugurata da Karajan nel 1985, uno dei programmi viene sempre affidato a un direttore ospite. Quest’ anno, l’ onore è toccato al giovane Andris Nelsons, trentacinquenne direttore lettone allievo di Mariss Jansons, considerato una delle bacchette più brillanti della giovane generazione. Andris Nelsons lavora regolarmente con i Berliner Philharmoniker, e la sua ultima esibizione alla Philharmonie poche settimane prima del concerto a Baden-Baden ha riscosso un enorme successo di pubblico e di critica, tanto che da più parti si comincia a parlare di lui come di un possibile candidato alla successione di Sir Simon Rattle, che nel 2018 lascerà il posto di Chefdirigent a Berlino. Avevo ascoltato Nelsons circa un anno e mezzo fa proprio a Baden-Baden, sul podio della Concertgebouworkest, e l’ impressione che ne avevo avuto era stata quella di un direttore sicuramente in possesso di buon istinto e grande preparazione tecnica, anche se con una personalità interpretativa ancora da sviluppare. Il programma franco – tedesco scelto dal direttore lettone per questa serata era una splendida occasione per i Berliner di esibire tutte le loro fantastiche qualità sonore. Un suono in 3-D, si potrebbe definire quello che abbiamo ascoltato a partire dal brano di apertura, che era l’ Ouverture wagneriana dal Tannhäuser. Andris Nelsons ha evidentemente fatto tesoro dei suoi tre anni di lavoro a Bayreuth nell’ impostazione del fraseggio orchestrale, con una perfetta definizione dei vari temi e una lettura serrata e intensa, impreziosita dalla stupenda prova del Konzertmeister Guy Braunstein negli assoli, resi con una classe davvero di altissimo livello. Eccellente anche la lettura orchestrale del Concerto per violino op. 77 di Brahms. Qui, purtroppo, i problemi sono venuti dalla prestazione solistica di Maxim Vengerov. Il celebre virtuoso russo, da poco tornato all’ attivita concertistica dopo una pausa di quasi quattro anni, non è decisamente più il ragazzo prodigio che nel 1990 aveva sbalordito il mondo musicale internazionale con la sua affermazione al Concorso Carl Flesch ad appena sedici anni di età. Le complesse difficoltà tecniche presenti nel primo movimento del Concerto di Brahms oggi gli pongono diversi problemi, e anche l’ intonazione è sembrata in più punti non ineccepibile. Migliore la resa del secondo movimento, stupendamente preparato da un’ introduzione strumentale in cui i fiati del Berliner hanno messo in mostra tutto il meglio del loro splendore sonoro, e abbastanza buona anche l’ esecuzione del Finale. Assolutamente da lodare l’ attenzione con cui Nelsons ha seguito e sostenuto Vengerov, mettendolo davvero nelle condizioni ideali per poter esprimersi al meglio. Bellissima anche la seconda parte dedicata a Debussy e Ravel, aperta da una magnifica esecuzione di La Mer, forse non cesellata al microscopio nelle sfumature come era accaduto nella indimenticabile interpretazione di Claudio Abbado da me ascoltata a Berlino nel maggio 2009, ma comunque accuratissima nelle dinamiche e  interpretativamente lucida. Come conclusione, una spettacolare lettura di La Valse di Ravel, davvero entusiasmante per foga espressiva e precisione, salutata da un’ autentica ovazione del pubblico.

Con tutta probabilità, gli esiti musicali più alti si sono ascoltati nella seconda serata, che proponeva un programma di musiche di Brahms e Bruckner sotto la direzione di Sir Simon Rattle. Qui siamo veramente in presenza del repertorio nel quale i Berliner Philharmoniker si trovano più a loro agio, per tradizione storica e caratteristiche espressive. È davvero una cosa affascinante ascoltare il meraviglioso complesso berlinese in questa musica, che permette loro di mostrare tutto il meglio delle formidabili qualità timbriche da loro possedute. Superlativa la prova di Krystian Zimerman nel Primo concerto di Brahms. Il celebre pianista polacco possiede tuttora mezzi tecnici assolutamente granitici, che gli permettono di esibire un fraseggio grandioso e di sbalorditiva ricchezza di sfumature. Un’ interpretazione monumentale, epica e fantastica per la inesauribile varietà di colori e sfumature di tocco che Zimerman riesce a sfoggiare. Da manuale anche la direzione di Rattle, assolutamente perfetto nell’ assecondare tutte le sfumature di fraseggio del solista. Un’ esecuzione assolutamente straordinaria, tra le più belle che io abbia avuto occasione di ascoltare dal vivo. Magnifica anche la lettura della Nona Sinfonia di Bruckner, resa da Rattle e dai Berliner con perfetta lucidità di analisi delle complesse architetture formali e uno splendore sinfonico serrato e severo. Superba la prova degli ottoni dei Berliner, per esattezza di intonazione, squillo e bellezza sonora.

Il programma dei concerti sinfonici si apriva e chiudeva con la Seconda Sinfonia di Mahler, eseguita la Domenica delle Palme e la sera di Pasqua. Rattle ripercorre sostanzialmente la sua interpretazione incisa in CD dal vivo a Berlino tre anni fa, con un primo tempo grandioso e dalle sonorità affascinanti, forse non drammatiche al punto richiesto dal compositore ma con una lodevole sobrietà espressiva d’ insieme. Il meglio, in questa interpretazione, lo si è ascoltato nei tre tempi centrali, resi da Rattle con una splendida trasparenza di suono e dinamiche di grande raffinatezza. Bellissima, in particolare, la cantabilità quasi schubertiana delle melodie nel secondo movimento. Ben costruito anche il Finale, nel quale si imponeva ancora una volta lo splendido Rundfunkchor Berlin diretto da Simon Halsey, complesso assolutamente fantastico per morbidezza di suono e omogeneità. Buona anche la prova delle due voci soliste, Kate Royal e Magdalena Kozena. Superfluo tentare di descrivere ulteriormente la fantastica bellezza delle sonorità sfoggiate dai Berliner Philharmoniker, in una prova assolutamente eccezionale per qualità complessiva. Sono state davvero tre serate di altissimo livello, che resteranno a lungo nella memoria di chi ha avuto la fortuna di essere presente.

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4 pensieri su “Osterfestspiele Baden-Baden 2013 – I concerti sinfonici

  1. Sì, decisamente tre serate del genere, a giudicare da questa tua recensione entusiasta – e sappiamo quanto tu non sia sempre così entusiasta – nonostante le inevitabili imperfezioni, possono solo restare nella memoria dei presenti (e nell’invidia degli assenti!)

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