Mario Del Monaco – Pagliacci

Secondo il mio punto di vista, la migliore e più completa delle interpretazioni di Mario Del Monaco è stata quella di Canio nei Pagliacci di Leoncavallo. In quest’ opera la potenza drammatica del suo fraseggio, il senso della tragedia che lo porta a trasfigurare quella che sembrerebbe una semplice storia di tradimento coniugale in dramma universale, portano ad un risultato interpretativo che eguaglia e spesso supera quello leggendario di Enrico Caruso. Un Canio lacerato da sentimenti squassanti, espressi da un fraseggio emozionante nella sua immediatezza e verità. Un capolavoro interpretativo che appartiene agli esiti massimi del teatro lirico di tutti i tempi.

Mario Del Monaco debuttò l’ opera nel 1946, in occasione della sua prima tournée all’ estero, al Covent Garden di Londra, con la compagnia del San Carlo di Napoli, e la tenne in repertorio fino agli ultimi giorni della sua carriera, che si concluse appunto con le recite di Pagliacci alla Staatsoper di Vienna, seguite da quelle a Perugia e Terni, nel maggio 1975. Ebbi modo di assistere allo spettacolo di Perugia e l’ emozione che provai è ancora ben viva nella mia memoria. In seguito ho avuto la possibilità di discutere con lui riguardo al ruolo di Canio, durante le visite che ebbi l’ onore di rendergli a Villa Luisa.

Del Monaco amava questo ruolo come e forse più di quello di Otello, e insisteva spesso sulla profondità dei contenuti drammatici dell’ opera. Del resto, il video che vi propongo testimonia meglio di quanto io possa descrivere la sua totale immedesimazione drammatica nel personaggio.

Riporto un brano delle recensione scritta da May de Schaunsee sul Philadelphia Evening Bullettin dopo la recita del 2 dicembre 1958 all’ American Academy of Music, con la compagnia del Metropolitan.

“Pagliacci,” which was really much the better of the two performances, was completely dominated by the thrilling and superb Canio of Mario Del Monaco.
Mr. Del Monaco has that consuming belief in his role, that electric magnetism which can suddenly make a performance become real. It is rather like snapping on a light that has not been lit before.

Except for one or two moments of faulty intonation, as in “A venti-tre ore,” the Italian tenor was in magnificent voice, using his potent instrument to shape the drama to its tragic close. “Vesti la giubba” suddenly brought one to grips with living drama and the dignity and stature he gave the betrayed husband was no ordinary operatic experience.

La recita a cui assistiamo fu filmata dalla NHK nel corso della seconda tournée in Giappone compiuta da Del Monaco, nel 1961. Il cantante fiorentino era stato per la prima volta a Tokio nel 1959, in una serie di recite nel corso delle quali interpretò Otello e Don José. Fu questa una delle primissime visite compiute da una compagnia operistica italiana in Giappone e Gabriella Tucci, che fu partner del tenore in quelle recite, mi ha raccontato della preparazione minuziosa che i giapponesi posero nell’ organizzare l’ evento, che venne addirittura preceduto da una serie di conferenze introduttive per illustrare al pubblico giapponese le caratteristiche della musica. Alla serata inaugurale intervenne l’ Imperatore Hirohito, rompendo un’ antichissima tradizione secondo la quale il sovrano non doveva uscire dalla reggia per recarsi a teatro. In una simile circostanza, il protocollo di Corte prescriveva che l’ Imperatore avrebbe assistito solo al primo atto, per poi allontanarsi. Sembra però, come raccontatomi a suo tempo da Del Monaco e poi anche dalla Tucci, che l’ Imperatrice Kojun abbia accompagnato il marito alla reggia per poi tornare in teatro, in abiti borghesi, e assistere al resto della recita. Il giorno dopo la recita di Otello, Del Monaco fu invitato ufficialmente al palazzo imperiale e, come mi raccontò lui stesso, l’ Imperatore lo accolse con una serie di dischi e spartiti da autografare.

Mario Del Monaco tornò a cantare in Giappone nel 1961, interpretando, oltre appunto a Canio, anche Radamés e Andrea Chénier e poi in diverse altre occasioni per tenere corsi e conferenze, accolto sempre con gli onori di solito riservati a un capo di Stato. Godiamoci adesso questo video straordinario che documenta una di quelle leggendarie recite giapponesi.

 

 

Il cast

Canio…………..Mario del Monaco
Nedda…………..Gabriella Tucci
Tonio…………..Aldo Protti
Silvio………….Attilio D’ Orazi
Beppe…………..Antonio Pirino
The Italian Opera Chorus
Fujiwara Opera Chorus
Tokyo Choraliers
NHK Symphony Orchestra
Giuseppe Morelli, conductor
Tokyo, 25. 10. 1961

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2 pensieri su “Mario Del Monaco – Pagliacci

  1. Documento straordinario, non solo perchè uno dei pochi che testimonia la presenza scenica di Del Monaco, ma anche per la Tucci, per Protti! Una lezione poter vedere Protti che canta il prologo e finisce con i lab e sol senza contorcersi e strozzarsi come tutti dopo di lui. Pur non arrivando ai vertici assoluti dell’incisione capolavoro del suo maestro Basiola, Protti è un Tonio magnifico.

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