Mendelssohn: Concerto per violino op. 64 – Arthur Grumiaux

Tra i grandi violinisti storici, Arthur Grumiaux ha sempre occupato una posizione privilegiata nelle mie preferenze di ascoltatore. Lo stile aristocratico, la bellezza assoluta della sonorità, l’ eleganza impeccabile del suo fraseggio ne fanno un modello assoluto di perfezione interpretativa. Un violinista per intenditori, non a caso particolarmente apprezzato proprio dai professionisti, molti dei quali hanno preso come punto di riferimento il suo modo di far musica, raffinato e impeccabile. Le sue incisioni beethoveniane e mozartiane in duo con la grandissima Clara Haskil e la sua integrale delle Sonate e Partite di Bach sono dischi che non dovrebbero assolutamente mancare agli appassionati.

Di seguito, qualche cenno biografico. Arthur Grumiaux nacque a Villers-Perwin, nei pressi di Charleroi, il31 marzo 1921. Studiò violino e pianoforte con Fernand Quinet al Conservatorio di Charleroi e si perfezionò in violino al Conservatorio Reale di Bruxelles con Alfred Dubois, allievo del leggendario Eugéne Ysaye. Inoltre prese lezioni private di composizione da George Enesco a Parigi. Nel 1939, dopo aver vinto il premio Henri Vieuxtemps, diede il suo primo importante concerto a Bruxelles al Palais des Beaux-Arts sotto la direzione di Charles Münch, eseguendo proprio il Concerto di Felix Mendelssohn-Bartholdy. Nel 1940 gli venne assegnato il Prix de Virtuosité da parte del governo belga. Nel 1949 fu nominato professore di violino al Conservatorio Reale di Bruxelles. Nel 1973, per i suoi meriti artistici, il re Baldovino gli conferì il titolo nobiliare di barone, così come era successo in passato a Paganini. La sua attività concertistica continuò a ritmo serrato fino alla morte, avvenuta a Bruxelles il 16 ottobre 1986.

Nel video che vi propongo, possiamo ammirare l’ arte squisita di Arthur Grumiaux proprio in quel Concerto di Mendelssohn che fu uno dei suoi cavalli di battaglia. Il virtuoso belga trae dal suo leggendario Guarneri del Gesù “Rose” del 1744 sonorità affascinanti, al servizio di un fraseggio di suprema bellezza. La ricchezza di sfumature, il senso del respiro melodico e la straordinaria souplesse virtuosistica fanno di questa interpretazione un assoluto modello di riferimento, difficilmente eguagliabile.

Felix Mendelssohn Bartholdy – Concerto in mi minore op. 64

Allegro molto appassionato

Andante

Allegretto non troppo – Allegro molto vivace

Arthur Grumiaux, solista

Orchestre National de la RTF
Manuel Rosenthal

Nice, Palais de la Méditerranée, 1961.

Ulteriori notizie biografiche e una discografia completa dell’ artista sono reperibili sul sito della Fondation Baron Arthur Grumiaux

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