Sir Roger Norrington ritorna sul podio della RSO Stuttgart des SWR

Hyeyoon Park

Per il terzo concerto della Radio-sinfonieorchester Stuttgart des SWR nella stagione in abbonamento alla Liederhalle, i principali motivi di interesse erano senza dubbio il ritorno sul podio di Sir Roger Norrington, per la prima volta dopo la conclusione dei suoi tredici anni di attività come Chefdirigent del complesso, e il debutto a Stuttgart della giovane violinista sudcoreana Hyeyoon Park. Nei giorni precedenti il concerto, il governo del Land del Baden Württemberg ha reso onore al lavoro svolto da Norrington a Stuttgart con il conferimento della Bundesverdienstkreuz, consegnata al maestro da Jürgen Walter, Staatssekretär al Ministero della Scienza, Ricerca e Arte, al termine di una prova con l’ orchestra. È sempre una bella cosa quando le istituzioni politiche di uno Stato concedono un riconoscimento ufficiale al lavoro di un artista, in particolare nel caso di Sir Roger Norrington, che con il suo lavoro ha tenuto alto il prestigio della RSO Stuttgart des SWR a livello internazionale con i suoi concerti a Stuttgart, le numerose tournées all’ estero e la creazione di quello che è stato denominato lo “Stuttgart Sound”, un suono innovativo per trasparenza e ricchezza di sfumature, realizzato tramite lo studio e l’ applicazione delle ricerche filologiche più aggiornate in materia di prassi esecutiva secondo i criteri d’ epoca. Ma questo non ha significato la trasformazione dell’ orchestra in uno di quei complessi che quelli come me definiscono sbrigativamente “baroccari”. La RSO Stuttgart non è stata snaturata nelle sue caratteristiche peculiari di versatilità e flessibilità di suono, e sotto la direzione di Norrington ha accresciuto la sua capacità di adattare le proprie qualità timbriche a diversi tipi di repertorio, pur mantenendo inalterata la sua base coloristica. Più di sessanta CD e DVD, oltre alle numerosissime produzioni radiofoniche, costituiscono la documentazione dei tredici anni di lavoro in comune tra Norrington e l’ orchestra. Molte di queste incisioni hanno ottenuto premi e riconoscimenti sia dalla critica discografica tedesca che a livello internazionale. Il più recente di essi è il premio ECHO Klassik 2012, conferito al CD dedicato a musiche di Edward Elgar contenente le esecuzioni delle Enigma Variations, dell’ ouverture In the South e dell’ Introduction and Allegro op. 47.

Sir Roger Norrington, congedatosi dal pubblico e dall’ orchestra nel luglio dello scorso anno con una serata di addio nella quale gli è stato conferito il titolo di Ehrendirigent, è ritornato in questa veste sul podio della RSO des SWR per un concerto dedicato al repertorio viennese classico, che ha costituito il nucleo di base della sua attività nelle stagioni concertistiche qui a Stuttgart. Prima parte dedicata a Mozart, aperta dall’ Ouverture e dalle Danze dell’ Idomeneo. Con la splendida flessibilità che la caratterizza, l’ orchestra ha riproposto nei minimi particolari l’ atmosfera sonora tipica degli anni trascorsi sotto la direzione di Norrington. Suono di estrema trasparenza, ma senza nessuna asprezza o forzatura, fraseggio ben articolato e di grande eleganza, condotta ritmica flessibile e varia. Una prova di assoluto rilievo, perfetta nella caratterizzazione stilistica e nella ricerca delle sfumature.

A seguire, il Concerto K. 219 in la maggiore per violino e orchestra, ultimo dei cinque lavori composti da Mozart per lo strumento. Qui il motivo principale di interesse era costituito dalla presenza di Hyeyoon Park, ventenne volinista sudcoreana impostasi all’ attenzione internazionale come vincitrice, a soli 17 anni di età, del primo premio nell’ edizione 2009 dell’ ARD Wettbewerb, il più importante concorso musicale tedesco, riconoscimento ulteriormente impreziosito dall’ essere stata la più giovane musicista premiata nella storia della rassegna. In seguito a questa affermazione Hyeyoon Park, che prosegue tuttora i suoi studi sotto la guida di Christian Tezlaff alla Kronberg Academy, ha iniziato un’ intensa attività solistica e cameristica come ospite di alcuni dei festival internazionali più prestigiosi e delle stagioni sinfoniche di diverse tra orchestre più quotate, ed è considerata qui in Germania una delle giovani artiste più promettenti del momento. A giudicare da quanto ho ascoltato, si tratta davvero di una violinista in possesso di una classe tecnica e interpretativa di rilievo. Il suono è di bella qualità, omogeneo e limpido in tutta la gamma, e le capacità di fraseggiare e far cantare lo strumento sono davvero ragguardevoli, come si è sentito in particolare nel porgere il bellissimo Adagio, in MI e SI maggiore, che è forse il momento più ispirato del Concerto. La preparazione tecnica è assolutamente impeccabile, la condotta dell’ arco la fluidità e l’ eleganza nei passi virtuosistici sono sicuramente quelle di una strumentista di alta classe, che potrebbe davvero arrivare a posizioni di primo piano nei prossimi anni. Perfetto l’ accompagnamento orchestrale di Norrington per equilibrio, respiro e capacità di creare scambi coloristici e dinamici col violino solista.

Nella seconda parte Norrington ha riproposto un esempio delle sue interpretazioni beethoveniane che sono state tra i maggiori successi delle sue stagioni a Stuttgart. In questo caso si trattava della Terza Sinfonia in mi bemolle maggiore op. 55, la celeberrima Eroica. Anche qui, esecuzione tecnicamente impeccabile e di alto livello, con una prova assolutamente splendida dell’ orchestra, perfetta nel rispondere a tutte le sollecitazioni della bacchetta. Dal punto di vista interpretativo, almeno per quanto mi riguarda, il giudizio in questo caso è lievemente più complesso. La concezione di Norrington è quella degli interpreti che si rifanno allo studio e al ripristino delle prassi esecutive secondo lo stile d’ epoca, come sanno coloro che conoscono la sua incisione integrale del ciclo sinfonico beethoveniano. Secondo questi criteri, Beethoven va distaccato dai suoi legami con il grande sinfonismo romantico e va piuttosto sottolineata la sua relazione con il mondo classico haydniano e mozartiano e con autori come Spohr, Cherubini, Diabelli e Mayr. C’ è molto di vero in tutto questo e non ho difficoltà ad ammetterlo, ma almeno per il mio gusto non si possono ignorare le profonde caratteristiche innovative su cui si basano partiture come la Terza Sinfonia, che costituiscono un deciso atto di cesura con tutto quanto avvenuto in precedenza e un tentativo audace e aperto di aprire nuove strade. Siamo d’ accordo che avrebbe poco senso riproporre i criteri esecutivi tipici dei grandi direttori di scuola romantica, ma questo non mi impedisce di dire che la grandezza delle architetture sinfoniche beethoveniane esce piuttosto sminuita da questo tipo di interpretazioni, nonostante la lucidità della direzione di Norrington, la precisione con cui sono stati resi i dettagli strumentali e la commossa espressività del fraseggio nella Marcia Funebre, che costituivano gli elementi sicuramente più interessanti di questa esecuzione. Ad ogni modo, per chi apprezza questo tipo di interpretazioni, questa che abbiamo ascoltato nella serata alla Liederhalle era sicuramente tra le migliori ascoltabili al giorno d’ oggi. Teatro gremito, e trionfo finale per Norrington.

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