Interpretare il Lied – “Auf dem Wasser zu singen” di Franz Schubert

Inizio con questo post una serie di analisi dedicate all’ interpretazione liederistica, un genere che costituisce un banco di prova tra i più attendibili per valutare le capacità interpretative di un cantante. Soprattutto per quanto concerne il repertorio romantico tedesco, quasi tutte le le più grandi voci della storia hanno affrontato questo repertorio, e la relativa discografia è ricchissima di testimonianze esecutive di alto livello. Questa serie di studi si focalizzerà su alcune delle pagine più conosciute della letteratura liederistica, per ciascuna delle quali saranno messe a confronto interpretazioni tra le più significative.

Come primo oggetto delle nostre analisi comparate, ho scelto “Auf dem Wasser zu singen” op. 72, una delle più belle e popolari pagine di Franz Schubert, composta nel 1823. Il Lied schubertiano fu scritto su una poesia del conte Friedrich Leopold zu Stolberg-Stolberg (1750-1819, poeta, traduttore e giurista appartenente al movimento letterario Sturm und Drang, un autore i cui testi furono musicati più volte dai compositori attivi nel campo della liederistica. La poesia fu pubblicata nel 1783 in una raccolta intitolata Gedichte der Brüder Christian und Friedrich Leopold Grafen zu Stolberg, herausgegeben von Heinrich Christian Boie, Carlsruhe bey Christian Gottlieb Schmieder 1783. Questo testo fu musicato, oltre che da Schubert, anche da Anton Diabelli, Johann Venzeslaus Kalliwoda, Jan Bedřich Kittl, Richard Müller (versione per quartetto vocale), Hermann Nürnberg.

Ecco il testo poetico:

Lied auf dem Wasser zu singen

Für meine Agnes

Mitten im Schimmer der spiegelnden Wellen
Gleitet, wie Schwäne, der wankende Kahn:
Ach, auf der Freude sanftschimmernden Wellen
Gleitet die Seele dahin wie der Kahn;
Denn von dem Himmel herab auf die Wellen
Tanzet das Abendrot rund um den Kahn.

Über den Wipfeln des westlichen Haines
Winket uns freundlich der rötliche Schein;
Unter den Zweigen des östlichen Haines
Säuselt der Kalmus im rötlichen Schein;
Freude des Himmels und Ruhe des Haines
Atmet die Seel im errötenden Schein.

Ach, es entschwindet mit tauigem Flügel
Mir auf den wiegenden Wellen die Zeit;
Morgen entschwinde mit schimmerndem Flügel
Wieder wie gestern und heute die Zeit,
Bis ich auf höherem strahlendem Flügel
Selber entschwinde der wechselnden Zeit

E questa è la traduzione  in italiano:

Fra lo scintillio delle onde lucenti
Simile a un cigno scivola ondeggiando la barca.
E sulle onde, di gioia scintillanti,
Scivola anche l’anima, come la barca;
E pure dal cielo, sopra le onde
danza il sole al tramonto, intorno alla barca.

Sulle cime degli alberi, a ponente, nel bosco
Ci ammicca amichevole il rossastro bagliore.
Mentre a levante, sotto i rami del bosco
Sussurra il canneto, nel rossastro bagliore.
La gioia del cielo e la pace del bosco
aspira l’anima, nel rossastro bagliore.

Ah, per me svanisce con rugiadose ali,
sopra le onde cullanti, il tempo;
Che scorra domani, con scintillanti ali,
come ieri e oggi, il tempo,
Finché io stesso, con più fulgide ali,
non fugga via dal flusso del tempo.

Per quanto riguarda la musica di Schubert, ognuna delle tre strofe del Lied inizia in la bemolle minore e si conclude in la bemolle maggiore, secondo un percorso tonale che include modulazioni alla mediante. La parte musicale è stata analizzata in maniera assolutamente esemplare dalla musicologa statunitense Maureen Schafer, docente alla University of Michigan School of Music, Theatre & Dance, in un saggio pubblicato nel 2002 su “Musical Insights”, rivista pubblicata dalla società di analisi musicale Macro Analysis Creative Research Organization. Riporto qui di seguito una parte del saggio.

In Auf dem Wasser zu singen, Franz Schubert embellishes a sentimental poem by L. Graf zu Stollberg to create a ßuid, melodic song of significant depth and character. One hardly needs to translate the title, to be sung on the water, for Schubert’ s rhythmic and harmonic treatment of the text make this setting apparent. Schubert’ s musical choices provide a clear picture of a small boat drifting on a calm lake, illuminating both the atmosphere and thematic concepts of the poem. Schubert chooses to write this song in strophic form, keeping the same musical treatment for all three stanzas of the poem. He adds only an eight bar introduction for the piano, and an extra two measures of the tonic harmony at the end. This form reveals the simple nature of the text.

The speaker in the poem is content to enjoy the sunset while the water rocks him gently back and forth. While the poet does ponder the passing of time, he is in no hurry to go anywhere. By applying a strophic form, Schubert keeps his music floating peacefully on these gentle waves, without any distraction from a far off destination. Although the key signature implies A major, Schubert begins his song in A minor. A major does not appear until the end of each verse. By vacillating between parallel keys, Schubert continues to accentuate the aimless drifting of the boat. The shifting modalities of major and minor allow the music to rock gently back and forth, while keeping a close relationship between the harmonic progressions. Schubert chooses not to make any significant modulations to outside keys, for this would suggest too large a movement for what is implied textually. Therefore, his emphasis on modal mixture allows him to play with different sounds, without agitating the rippling waters.

Schubert’ s rhythmic choices contribute to the scene as well. The meter sets up a dance rhythm that helps to portray the joyful feeling of the poet as he looks out across the water. The constant running sixteenth notes in the piano accompaniment create the motion of light waves lapping at the side of the boat.

By consistently repeating the pitch level before stepping down in a scalar motion, Schubert keeps his sixteenth note motive from racing forward through the music, and instead creates the notion of water gently cascading around rocks and reeds. Schubert employs three rhythmic motives in the vocal line. The first two motives, consisting of a dotted eighth-sixteenth-eighth note combination, and three eighth notes, elicit the feel of a light breeze in the air, while the third motive of running sixteenth notes imitates the waves of the accompaniment. The only variance to these motives in the vocal line appears at the end of each verse (mm. 26-27) as the voice holds an E for almost two full measures.

This rhythm is significant because it reminds the listener that while the song has been happily gliding above the water, it is essentially still in the same spot, rocking back and forth. Although these rhythmic motives imitate sounds on the water beautifully, it is Schubert’ s consistent use of the same harmonic progression over and over again that captures the essence of the poetic scene.
Schubert repeats the same circle progression of dominant to tonic for almost the entire song.

Dal punto di vista della scrittura vocale, l’ estensione è compresa tra il MI bemolle3 e il SOL bemolle4, ma la tessitura insiste spesso su una zona delicata come quella tra il DO4 e il FA4, dove la voce dovrebbe girare. Quello che viene richiesto all’ interprete è soprattutto la scorrevolezza e fludità di esecuzione, unite alla capacità di mettere in rilievo l’ atmosfera di sogno evocata dal testo. Veniamo adesso alle tre interpretazioni scelte per questo studio, dopo aver ascoltato una ventina di esecuzioni del brano. Ho scartato alcune celebri registrazioni dell’ epoca d’ oro del 78 giri come quelle di Frida Leider ed Elisabeth Schumann. La prima, a mio avviso, carica eccessivamente le tinte trasformando il Lied in una scena d’ opera, la seconda esibisce un tono d’ insieme che io trovo nel complesso abbastanza manierato. La grande Elena Gerhardt esibisce tutta la sua classe di interprete, ma la registrazione la coglie in un momento di accentuato declino vocale. Frieda Hempel, nonostante avesse oltrepassato i 50 anni di età all’ epoca della registrazione, impartisce una splendida lezione di canto, ma l’ interprete, a mio avviso, suona abbastanza compassata. Tra  le incisioni più conosciute del dopoguerra, Elisabeth Schwarzkopf, sostenuta dal meraviglioso accompagnamento pianistico di Edwin Fischer, esibisce una bella paletta di colori ma anche diversi manierismi e un tono complessivo poco naturale.

La prima delle versioni che ho scelto per questo confronto è quella di Irmgard Seefried (1919 – 1988), con Gerald Moore al pianoforte, registrata nel 1948.

Molto bello il tono complessivo, espresso tramite un fraseggio di grande immediatezza, e un’ attenta ricerca dei colori adeguati all’ atmosfera di sogno evocata dal testo e dalla musica. Vocalmente, l’ esecuzione è di ottima qualità per la morbidezza di un timbro messo in rilievo da una tecnica eccellente, ma inferiore all’ autentico capolavoro che, sotto questo aspetto, ci fa ascoltare Elisabeth Grümmer (1911 – 1986), anche lei accompagnata da Gerald Moore.

La più grande Agathe della storia, interprete superba di ruoli come Donna Anna, Elsa ed Elisabeth, ci fa ascoltare un’ esecuzione meravigliosa per bellezza di suono, scorrevolezza di legato e nobiltà espressiva. Non c’ è un suono che non sia perfettamente in posizione, non si coglie la minima sbavatura. La dizione è cesellata in modo aristocratico, il fraseggio è intenso, concentrato e perfetto nel centrare il tono di ballata romantica del brano. Sulle labbra di un’ interprete di questo livello, la lingua tedesca diviene musicalissima, per chi sia in grado di apprezzare le stupende sottigliezze di dizione che la Grümmer esibisce in questa incisione.

Potrebbe essere questa la versione di riferimento,  se Lisa Della Casa (1919), in un disco inciso nel 1956 con Karl Hudez al pianoforte, non ci dimostri che si può penetrare ancora più in profondità nell’ interpretazione di questo Lied.

Qui davvero non ci sono termini adatti per descrivere questa superba interpretazione, un vero e proprio capolavoro. Ascoltate come la Della Casa lavori in maniera addirittura millimetrica sui colori vocali, moltiplicando all’ infinito le sfumature dinamiche. Il timbro di argento puro, evidenziato e valorizzato da una tecnica di assoluta eccellenza, la fluidità e la perfezione strumentale del legato, il tono trasognato e la capacità di accarezzare letteralmente le sillabe fanno di questa interpretazione un modello assoluto. La Della Casa centra alla perfezione fin dalle prime frasi il modo di porgere, trova accenti e colori che affascinano fin dalle battute iniziali per l’ eleganza squisita, l’ espressività e la comunicativa d’ insieme, senza mai caricare minimamente l’ accento. Anche qui, chi conosce il tedesco avrà modo di apprezzare le infinite sottigliezze della dizione aristocratica di Lisa Della Casa. Una prova a tutti gli effetti eccezionale, da annoverare tra le pagine più belle della discografia della cantante svizzera, e per il mio gusto la migliore interpretazione mai incisa di questa pagina.

Dopo questi tre ascolti di eccezionale qualità, ci sarebbe ancora molto da scrivere sull’ interpretazione liederistica. Avremo modo di approfondire la questione nelle prossime puntate di questa serie di articoli.

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8 pensieri su “Interpretare il Lied – “Auf dem Wasser zu singen” di Franz Schubert

  1. Bellissima idea questa di analizzare ( e soprattutto gustare ) i lieder,nella fattispecie e’ proprio il timbro della della Casa che mi fa apprezzare ( per ora..) di piu’ la Grummer :ho sentito e risentito ad ex gli ultimi due versi :da ” bis ich…” a “der wechselnden Zeit” e mi sembra ( ripeto, sempre pronto a cambiare idea) che la Grummer renda meglio il fuggir dal flusso del tempo.
    Una parola anche per il grande Moore, nella registrazione della Grummer mi pare che superi di gran lunga Hudez.
    Attendiamo il seguito….

    • Sono due interpretazioni di altissimo livello. La Della Casa, secondo il mio personalissimo parere, rende meglio l’ atmosfera complessiva del brano, ma si tratta davvero di sfumature. Su Moore, magnifico anche nell’ accompagnare la Seefried, concordo assolutamente.

  2. E della interpretazione della Bumbry , presente in uno dei due LP che ci siamo procurati, cosa pensi ?

  3. Splendida trovata, caro, per un articolo riuscitissimo. Oltre ad essere un’analisi approfondita, ma che alla lettura è chiara e schematica, è anche un post dal quale (perlomeno io) ho imparato moltissime nuove cose, per valutare meglio questo particolarissimo tipo di musica. Grazie per il tuo lavoro, e a presto!

  4. ma che bella idea, di lied si parla sempre troppo poco; grandi letture, voci vere, vero belcanto. Bellissimi ascolti e bella e gradevole lettura. Ti prego di tornare ancora sull’argomento.

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