Dorothee Oberlinger e i Sonatori de la Gioiosa Marca a Backnang

Conosco i Sonatori de la Gioiosa Marca da trent’ anni, ho preso parte all’ organizzazione del loro primo concerto nella chiesa di Sant’ Andrea a Treviso nel gennaio 1983 e ho seguito passo per passo la loro evoluzione artistica che li ha portati ad essere oggi uno dei complessi più eminenti tra quelli che eseguono il repertorio rinascimentale e barocco secondo le prassi esecutive d’ epoca. Studio, applicazione, scrupolosa ricerca delle fonti hanno sempre costituito le basi fondamentali del lavoro di questi musicisti fin dal tempo della loro formazione. Ai tre strumentisti rimanenti del gruppo originale, il violinista Giorgio Fava, il violoncellista Walter Vestidello e il liutista Giancarlo Rado si sono aggiunti negli anni vari musicisti a integrare il gruppo, a seconda delle esigenze richieste dai programmi. Da qualche anno la formazione di base si è stabilizzata con la presenza fissa del violinista Giovanni Dalla Vecchia, della violista ungherese Judit Foldes, del contrabbassista Giancarlo Pavan e di Giampietro Rosato, clavicembalista. Ospiti regolari delle sale da concerto più prestigiose del mondo, i Sonatori hanno documentato la loro arte con una ricca serie di incisioni discografiche, diverse delle quali hanno ottenuto premi e riconoscimenti internazionali da parte della stampa specializzata. Nel corso della sua storia, la formazione trevigiana si è esibita insieme a numerosi solisti di prestigio, tra cui spiccano i nomi di due star del concertismo come il violinista Giuliano Carmignola e la violoncellista Sol Gabetta. Negli ultimi anni, il gruppo ha portato avanti un’ intensa collaborazione con  Dorothee Oberlinger, solista tedesca di flauto diritto, considerata dal pubblico e dalla critica la migliore virtuosa attuale del suo strumento. Recentemente è stato pubblicato dalla Deutsche Harmonia Mundi il terzo CD registrato dalla virtuosa di Aachen con i Sonatori, intitolato “Flauto veneziano”, diversi brani del quale erano appunto inseriti nel programma della tournée tedesca effettuata in questi giorni dalla Oberlinger e dal complesso, con esibizioni a Düsseldorf e a Köln, conclusasi con un concerto alla Bürgerhalle di Backnang, cittadina situata una trentina di chilometri a nord-est di Stuttgart. Non è stata una serata per me sorprendente: conosco troppo bene, dopo averli ascoltati decine di volte in Italia e in Germania, il modo di far musica dei Sonatori, la loro puntigliosa ricerca della bellezza sonora e del fraseggio elegante e la loro rigorosa coerenza, che li ha sempre tenuti lontani da quegli sconfinamenti nel repertorio romantico compiuti da diversi complessi barocchi, che nel novanta per cento dei casi si risolvono in modo caricaturale. Devo aggiungere che tra tutti i solisti che ho sentito suonare insieme con loro, Dorothee Oberlinger è quella che ha raggiunto gli esiti artistici più elevati. La flautista tedesca non è solo un prodigio di perfezione tecnica e stilistica, qualità che ne fanno la migliore virtuosa del suo strumento dai tempi del grande Frans Brüggen, ma le caratteristiche del suo modo di far musica si integrano alla perfezione con quelle dei Sonatori. Eleganza di fraseggio, scrupolosa attenzione nell’ ascoltarsi reciprocamente e nel calibrare gli accenti, i tempi e i colori, soprattutto una concezione della musica intesa non come semplice esibizione virtuosistica ma come autentico piacere nel suonare insieme. Tutto questo porta a risultati interpretativi davvero di altissimo livello, come in poche altre occasioni è possibile ascoltare in questo repertorio. Nella serata di Backnang, la Oberlinger ha sciorinato tutte le qualità che l’ hanno resa famosa, alternando nelle esecuzioni dei vari brani diversi strumenti, dal flauto basso impiegato in “Shiarazula Marazula” e “La Lavandara Gagliarda” dal Primo Libro de balli accomodati per cantar e sonar d’ ogni sorte de instromenti di Giorgio Mainerio fino al “flautino” o flauto dolce sopranino in fa per il quale Vivaldi scrisse i due Concerti in la minore e in do maggiore presenti nel programma, due pagine che hanno dato a Dorothee Oberlinger la possibilità di sfoggiare tutti gli aspetti migliori della sua classe virtuosistica, con risultati davvero elettrizzanti da ascoltare, in una continua serie di reciproci scambi di timbri e colori con gli altri strumentisti, di assoluta bellezza e raffinatezza. Tra i vari brani solistici i Sonatori hanno interpolato alcune pagine tra le più famose del loro repertorio: la Sonata sopra “La Bergamasca” di Marco Uccellini, le Variazioni di Giovanni Reali sul celebre basso “La Follia”, il Concerto “Originale” e il Concerto “Alla Rustica” di Vivaldi. Sono alcuni dei pezzi tramite i quali il gruppo ha costruito la sua fama internazionale, e anche in questo caso l’ esecuzione è stata di altissima qualità per bellezza sonora e proprietà stilistica. Pubblico entusiasta e due bis, dei quali almeno il primo merita un cenno. Si trattava di un arrangiamento per strumenti antichi della celeberrima melodia “Round about night” di Thelonious Monk, opera di Luigi Mangiocavallo, violinista e compositore che per anni ha collaborato con i Sonatori. Un brano dall’ atmosfera sonora insolita, ma di grande fascino. Anche qui, superlativa la prova della Oberlinger al flauto basso e del gruppo, a sigillo di una serata tra le più belle che mi sia capitato di ascoltare negli ultimi tempi.

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Un pensiero su “Dorothee Oberlinger e i Sonatori de la Gioiosa Marca a Backnang

  1. spero che l’anno prossimo vengano chiamati per settembre musica,di modo da ascoltarli.

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