RSO Stuttgart des SWR – Concerto inaugurale della stagione sinfonica

Stéphane Deneve e la RSO Stuttgart des SWR durante la prima prova nell’ SWR Funkstudio. Foto: Iris Hanna Scholz

Successo trionfale, con più di dieci minuti di applausi alla conclusione, per il concerto inaugurale della stagione sinfonica della Radio-sinfonieorchester Stuttgart des SWR alla Liederhalle. Sala esaurita in ogni ordine di posti, com’ era da aspettarsi visto che il programma proponeva la Seconda Sinfonia in do minore “Auferstehung” di Gustav Mahler, una partitura amatissima dal pubblico, sotto la direzione di Stéphane Deneve, che ha iniziato come meglio non si poteva la sua seconda stagione da Chefdirigent del complesso. Una serata di altissimo livello, innanzi tutto per la splendida prestazione della RSO che, dopo la prova eccellente di alcuni giorni fa nel concerto conclusivo della Musikfest Stuttgart, ha confermato in questa occasione il suo attuale magnifico stato di forma. Una prova davvero da grande formazione sinfonica, per l’ impeccabile precisione esecutiva di insieme e lo splendore sonoro, con una menzione particolare di merito per la compattezza, la ricchezza di armonici e l’ ampiezza dinamica della sezione archi, che attualmente ha davvero pochi rivali nell’ ambito delle formazioni tedesche. Ma tutta l’ orchestra ha risposto splendidamente alla sfida di una partitura complessa e di ardua esecuzione come la Seconda di Mahler, ribadendo una volta di più la sua posizione di primissimo piano tra i complessi sinfonici attualmente operanti in Germania.

Stéphane Deneve ha sfruttato al meglio le caratteristiche del complesso, ricavandone un’ interpretazione di assoluto rilievo, avvincente nella sua tensione narrativa e nell’ ampiezza di respiro complessiva. La concezione mahleriana del maestro francese risente senz’ altro degli influssi e degli insegnamenti che gli hanno trasmesso i musicisti con cui ha collaborato nei suoi anni di formazione. Da Georg Solti, del quale fu assistente, Deneve ha ereditato il gusto per il serrato, severo splendore sinfonico delle sonorità orchestrali, e da Pierre Boulez la ricerca della trasparenza liquida nei pianissimi e la scrupolosa resa analitica del complesso sistema armonico che sta alla base della scrittura mahleriana. Il complesso primo tempo è stato realizzato con una perfetta logica e coerenza di narrazione. Sonorità sontuose e caratterizzate da una timbrica d’ insieme assolutamente avvincente nella sua gelida forza di penetrazione e nella ricca e variata gestione delle dinamiche, una eccellente flessibilità nella gestione dei tempi erano gli aspetti salienti dell’ interpretazione di Deneve. Splendido in particolare per drammaticità l’ episodio conclusivo dello sviluppo, con ottoni formidabili per squillo, intonazione e purezza di suono con il rallentando finale, che culmina nell’ esplosione a piena orchestra prima dell’ ingresso dei bassi che riespongono il tema iniziale, fraseggiato con una perfetta carica drammatica e senza mai cedere a esagerazioni retoriche. La conclusione, con le sue splendenti sonorità dei fortissimo e la perfetta cura analitica delle ultime battute, è stata senz’ altro uno dei momenti migliori di questa esecuzione. Eccellente anche il secondo tempo, nel quale i pianissimi morbidi e timbrati degli archi e il respiro melodico ottenuto dalla bacchetta erano davvero qualcosa che non si ascolta tutti i giorni nelle esecuzioni mahleriane. Bellissima prova dei fiati nello Scherzo, che Deneve ha impostato su sonorità vivide e assai contrastanti. Molto bello anche lo sfondo orchestrale del Lied “Urlicht”, che costituisce il quarto tempo della Sinfonia, ma qui sarebbe stata necessaria una voce migliore di quella di Lioba Braun, cantante wagneriana e  straussiana tra le più rinomate di oggi, fraseggiatrice di indubbia classe ma terribilmente ingolata nell’ emissione e nemmeno precisissima nell’ intonazione, nonostante la flessibilità e l’ equilibrio dell’ accompagnamento di Deneve. Splendidamente condotta anche tutta la parte iniziale del quinto movimento,  il Wild herausfahrend (Prorompendo selvaggiamente), in fa minore e poi mi bemolle maggiore, che da solo occupa oltre i due quinti dell’ intera Sinfonia. Deneve marca con energia la ritmica del corteo sulla melodia del “Dies Irae”, sempre in maniera incisiva ed efficace e con una serrata logica d’ insieme. Di alto livello anche la sezione conclusiva, con una bellissima prova dei cori, che erano l’ SWR Vokalensemble Stuttgart e l’ NDR Chor, ottimi per morbidezza di suono e bellezza di impasti sonori nella sezione iniziale a cappella e nella grandiosa conclusione della Sinfonia, a dispetto anche in questo caso della mediocre prova solistica offerta dalla Braun e dal soprano Juliane Banse, voce fissa, di scarso volume e stridula nelle note alte. Nel complesso comunque una esecuzione davvero di altissimo livello, che fa ben sperare per il prosieguo della stagione sinfonica della RSO des SWR, che sarà ricca di appuntamenti del massimo interesse.

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