Musikfest Stuttgart 2012 – Angela Hewitt, Liederabend e concerto finale

Michael Sanderling e Hanna Elisabeth Müller nella serata finale alla Liederhalle

Si è conclusa la Musikfest Stuttgart 2012, un’ edizione caratterizzata da un significativo successo sia di pubblico che di critica. Come ricordato dall’ Intendänt Christian Lorenz nel suo discorso di saluto e ringraziamento al pubblico prima dell’ inizio della serata finale alla Liederhalle, le 78 manifestazioni in cartellone hanno registrato nell’ insieme una vasta affluenza di pubblico, con diversi casi di “tutto esaurito” nella vendita dei biglietti, e una significativa presenza della stampa a livello nazionale. Un giusto riconoscimento, per una rassegna che, per intelligenza di programmazione e qualità del livello artistico d’ insieme, si è ritagliata una posizione di primo piano, segnalandosi come uno dei festival più interessanti del panorama musicale tedesco. Tra le serate più apprezzate dal pubblico, oltre ai grandi appuntamenti sinfonico-corali come il Paulus e il concerto della Cleveland Orchestra, unica data tedesca nella tournée europea del celebre complesso statunitense, vanno senz’ altro segnalate l’ esibizione della celebre cantante Ute Lemper e l’ esecuzione in forma concertistica di Der Kaiser von Atlantis, l’ opera composta nel 1943 da Viktor Ullmann nel campo di concentramento di Theresienstadt, pochi mesi prima che l’ autore venisse deportato ad Auschwitz e assassinato. Come sempre seguitissimo anche il ciclo dei Gesprächskonzerte tenuto da Helmuth Rilling, quest’ anno incentrato sulle Cantate bachiane dedicate alla Fede, che era il tema centrale della rassegna.

La musica per tastiera del compositore di Eisenach costituiva il tema di un altra serie di concerti, nell’ ambito della quale ho ascoltato il recital della pianista canadese Angela Hewitt, una delle più rinomate interpreti bachiane odierne, come documentato dal suo ciclo di incisioni per la Hyperion, che ha riscosso significativi riconoscimenti da parte della critica discografica internazionale, che l’ ha definita “the pre-eminent Bach pianist of our time” (The Guardian, London, 2001), e anche “nothing less than the pianist who will define Bach performance on the piano for years to come” (Stereophile, 1998). La Hewitt ha iniziato la sua esibizione alla Mozart Saal nella Liederhalle con tre trascrizioni bachiane del grande pianista tedesco Wilhelm Kempff, il Corale “Nun komm, der Heiden Heiland”, la Siciliana dalla Sonata per flauto BWV 1031 e la Sinfonia dalla Ratswahlkantate BWV 29. Le trascrizioni di Kempff, che da pianista si preoccupava giustamente di sfruttare tutte le possibilità dello strumento, costituiscono un documento estremamente interessante e Angela Hewitt ne ha dato una bellissima interpretazione, con grande eleganza di tocco e una variegata paletta di colori. Al centro del programma, la Sonata op 101 in la maggiore di Beethoven, forse interpretata a tratti con un tono un po’ troppo compassato, anche se la scansione ritmica e la correttezza stilistica del fraseggio erano da approvare senza riserve. Stupenda al contrario la seconda parte del concerto, con i primi dieci Contrappunti da Die Kunst der Fuge, l’ ultimo capolavoro bachiano, un autentico monumento che costituisce la ricapitolazione di tutta la somma sapienza del musicista. Di altissimo livello l’ esecuzione di Angela Hewitt, splendida per concentrazione, sapienza di fraseggio e chiarezza nell’ analisi ed esposizione delle complesse trame polifoniche, perfettamente definite e messe in risalto tramite un’ accortissima scelta di colori e dinamiche. Una prova di altissimo livello, a conferma della classe interpretativa della concertista canadese, che è sicuramente da annoverare tra i più grandi e profondi interpreti bachiani degli ultimi decenni.

Un altro significativo ciclo della Musikfest era quello delle Liederabende. Io ho scelto di seguire la serata dedicata a Schubert, che comprendeva l’ esecuzione del ciclo Abendröte su testi di Friedrich Schlegel, uno dei padri della letteratura romantica tedesca. Schubert scoprì le ventidue poesie del ciclo schlegeliano attorno al 1820, ma ne musicò solo undici. Anche così, la raccolta costituisce un esempio significativo dello sviluppo stilistico schubertiano nel campo del Lied, con alcuni brani di autentica bellezza. Per la serata alla Mozart Saal, si è scelto di presentare il ciclo di Schlegel nella sua integrità e le poesie non musicate sono state lette dall’ attrice austriaca Julia Stemberger, uno dei nomi più popolari del mondo teatrale austro-tedesco, protagonista di 37 film e di numerose acclamatissime interpretazioni al Wiener Burgtheater. I Lieder sono stati eseguiti dal soprano Claudia Barainsky e dal giovane tenore Julian Prégardien, in modo vocalmente e stilisticamente assai appropriato. Bravo anche il pianista Urs Liska, che oltre a eseguire la parte strumentale dei Lieder con un bel senso del respiro melodico, ha eseguito la Sonata D. 664 in la maggiore, i cui tre movimenti posti all’ inizio, al centro e alla conclusione della serata costituivano una sortoa di scansione temporale, con un effetto assai interessante.

La serata conclusiva, con la Liederhalle esaurita in ogni ordine di posti, ha visto protagonista il complesso sinfonico di casa, la Radio- Sinfonieirchester Stuttgart des SWR, che dopo la pausa estiva si è presentata in una forma assolutamente strepitosa. Bellezza di suono, compattezza e versatilità assolutamente di primissimo livello sono le caratteristiche che pongono questa formazione ai vertici del panorama sinfonico tedesco. Sul podio c’ era il quarantacinquenne Michael Sanderling, considerato qui in Germania una delle bacchette emergenti del momento. Figlio del celebre Kurt Sanderling, ha iniziato la sua attività musicale come violoncellista,  al principio nella Gewandhausorchester Lepzig come primo cello e in seguito come apprezzato solista. Da alcuni anni si è dedicato completamente alla direzione d’ orchestra e dopo aver lavorato con alcune delle migliori orchestre in Germania, è atteso nella prossima stagione da una serie di prestigiosi debutti in campo internazionale, oltre che dal lavoro come Chefdirigent della Dresdner Philarmonie, incarico che ricopre dalla scorsa stagione. Dopo averlo ascoltato, posso dire che si tratta davvero di un musicista di grandi qualità, con una personalità interpretativa molto interessante. Nella prima parte del programma, Sanderling ha presentato una versione asciutta, sobria e molto elegante della celebre Sinfonia N° 8 “Incompiuta” di Schubert, con un Allegro Moderato di contenuta drammaticità e una bellissima definizione delle melodie nell’ Andante con Moto, perfettamente calibrato nella scelta dei colori. Assolutamente splendida la seconda parte, con una Quarta Sinfonia di Mahler sicuramente tra le migliori che io abbia ascoltato in concerto negli ultimi anni. Sanderling attacca il tema principale del primo movimento con estrema eleganza, sottolineandone a perfezione il carattere quasi haydniano, con un bellissimo senso del “rubato”, calcolato con estrema sottigliezza. Magnifica la noblità espressiva del secondo tema, perfettamente evidenziato dagli archi della RSO, impeccabili per bellezza di suono e ricchezza di armonici. Lo sviluppo è stato condotto con estrema lucidità, colori orchestrali vividi e una sagece calibratura dell’ agogica, fino alla conclusione, bellissima per fervore ed eleganza di fraseggio. Assolutamente superba la resa del secondo tempo, grazie alla prestazione solistica di Mila Georgieva, la Konzertmeisterin della RSO, che ha suonato gli assoli con una bellezza di suono e una perfezione stilistica di una classe davvero superiore. Intensissima e ricca di fervore espressivo la resa del terzo movimento, nel quale la RSO ha offerto una delle migliori prove da me ascoltate in questi anni per bellezza timbrica e perfezione esecutiva, con fiati splendidi per ricchezza di impasti colorostici, ottoni impeccabili per intonazione, squillo e penetrazione sonora e una sezione archi semplicemente da manuale. Sanderling ha sfruttato le qualità del complesso alla perfezione; la preziosità di certi pianissimi e il fervore espressivo della sezione conclusiva sono da ricordare tra i momenti più belli di questa esecuzione. Eccellente anche la resa del Lied “Das Himmlische Leben” che costituisce il quarto tempo, della Sinfonia, interpretato dal giovanissimo soprano Hanna Elisabeth Müller, nativa di Mannheim e da poco entrata a far parte dell’ ensemble della Bayerischen Staatsoper. Una cantante dalla voce fresca, di bel timbro e buona proiezione, che ha cantato con bella eleganza e varietà di accenti. Successo trionfale, con diversi minuti di applausi, per una serata che ha concluso al meglio la rassegna.

Annunci

2 pensieri su “Musikfest Stuttgart 2012 – Angela Hewitt, Liederabend e concerto finale

I commenti sono chiusi.