Karajan dirige Bruckner

Herbert von Karajan è stato un sommo interprete bruckneriano. Dal 1944 al 1989 ha più volte registrato le grandi opere sinfoniche del compositore austriaco, soffermandosi in particolare sulle ultime tre Sinfonie, di ciascuna delle quali ci ha lasciato almeno tre versioni ufficiali. E fu con una esecuzione della Settima che si concluse la sua carriera concertistica, il 23 aprile 1989 a Vienna. Ascoltiamolo in questa fantastica esecuzione della Nona Sinfonia, sul podio dei Wiener Philharmoniker. Karajan diresse per la prima volta questo lavoro il 7 dicembre 1938 con la Städtische Orchester Aachen, nel teatro dove da tre anni era Generalmusikdirektor. L’ ultima delle sue complessive 38 esecuzioni concertistiche della Nona si tenne al Großesfestspielhaus di Salzburg il 30 marzo 1986 con i Berliner Philharmoniker, durante l’ Osterfestspiele. L’ interpretazione che vi propongo fu registrata nel corso di due esecuzioni avvenute al Musikverein di Vienna, il 7 e 8 maggio 1978.

 

 

Joseph Anton Bruckner (Ansfelden, 4 settembre 1824 — Vienna, 11 ottobre 1896)

Sinfonia Nr. 9 in re minore
I. Feierlich. Misterioso
II. Scherzo: Bewegt, Lebhaft – Trio: Schnell
Iii. Adagio: Langsam, Feierlich

Wiener Philharmoniker dir. Herbert von Karajan

Wien, Musikverein, 7 e 8 maggio 1978

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2 pensieri su “Karajan dirige Bruckner

  1. Ogni volta che ascolto questa edizione della Nona mi commuovo, e penso che la tanto agoniata “perfezione interpretativa” in questa (come in molte altre esecuzioni di Karajan) esista davvero. Ecco che subentra il discorso emozione: mi dispiace per chi lo contesta, ma io mi emoziono con queste cose…i vari divi di oggi (anche se magari-????-hanno tutta la foga interpretativa di questo pianeta) non mi fanno ne caldo ne freddo…solo rabbia. E a mio avviso la cosa più bella è che in interpretazioni come questa, ove se vogliamo la tecnica passa in secondo piano per l’ascoltatore, c’è dietro una ferrea impalcatura di prove, di studi e di…tecnica (mi scuso per le terribili ripetizioni).Insomma l’emozione per me è direttamente proporzionale alla tecnica, anche se magari quest’ultima non si “nota” a prima vista (presi dall’interpretazione a volte si può trascurare).
    Grazie e cordiali saluti.

    • Alla base dell’ arte musicale di Karajan stavano un lavoro intenso e una preparazione scrupolosa fino ai minimi particolari. Rispetto ad altre bacchette storiche, era uno che amava provare e lo faceva in maniera approfondita.

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